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Cerimonia giapponese del tè

Appunti di antropologia culturale sulla cerimonia del tè basati su appunti personali del publisher presi alle lezioni della prof. Paltrinieri dell’università degli Studi Cattolica del Sacro Cuore - Milano Unicatt, facoltà di Scienze della formazione. Scarica il file in formato PDF!

Esame di Antropologia culturale docente Prof. A. Paltrinieri

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ESTRATTO DOCUMENTO

CERAMICHE

Le ceramiche finissime di origine cinese furono scalzate rapidamente da

quelle di apparenza rozza che incarnavano l'ideale estetico di semplicità e

povertà che i maestri Zen intendevano affermare.

Tutto iniziò quando un operaio, addetto alla produzione di tegole, chiese

di realizzare una ciotola senza usare il tornio, ma semplicemente

modellando la forma concava partendo da un pezzo di argilla; il risultato fu

Sen no Riky

talmente straordinario che stesso giudicò la tazza perfetta sia

ū

dal punto di vista estetico, ma anche da un punto di vista pratico in quanto

la tazza bassa e larga aveva una stabilità ideale ed era quindi ideale per

tatami

l'utilizzo sul senza pericolo che i numerosi spostamenti a cui era

soggetta durante la cerimonia ne causassero il ribaltamento.

Particolarissime sono le tazze con smalti color crema

e soprattutto quelle con smalto nero.

Un discepolo di Sen no Rikyū, dette origine a una

serie di pezzi straordinari per creatività e colorazione

Oribe

noti da allora come stile . Spesso i vasai

lasciavano colature di smalto o zone non coperte,

imperfezioni e bolle.

Presto nacquero molte scuole, ognuna rispettava dei

precisi canoni estetici, ognuna riflettente la filosofia

ed il gusto di un particolare Maestro.

Raku

Le tazze , originarie di Kyoto, furono quelle che

incontrarono più successo. Esse sono piacevoli al

tatto e ispirano serenità nella loro peculiare

semplicità ed elegante sobrietà decorativa.

Generalmente non sono perfettamente rotonde ma sono fatte in modo da essere tenute

con entrambe le mani, come è consuetudine bevendo il tè. Il bordo superiore non è

perfettamente liscio ma è ondulato, così da offrire una sensazione piacevole quando

portato alle labbra. La base in genere non è invetriata, lasciando così vedere il tipo di

argilla di cui è fatta la coppa; non presentano un motivo decorativo preciso, ma la

decorazione è creata dalla invetriata e dal gioco di colori naturali e di contorni.

L’ABBIGLIAMENTO

kimono

Nella cultura giapponese, i sono

indossati durante le cerimonie ufficiali o di

celebrazione. Nel caso della cerimonia del

tè, solitamente viene indossato un kimono

normale o disadorno dalle donne,

hakama

mentre gli uomini indossano l' .

Sia gli uomini che le donne indossano

calzini bianchi e li tolgono prima che

entrino nella sala da tè.

Non si devono indossare gioielli. Questo

include cappelli, orologi, anelli, bracciali,

collane, ecc. Questo perché si può rischiare

di rovinare il set da tè molto costoso e

pregiato.

Si dovrebbe anche rinunciare all'uso di

cosmetici, profumi o qualsiasi cosa con un

forte odore, perché questi possono

interferire e alterare l'aroma del tè stesso e

distrarre gli altri partecipanti.

chashitsu

«Il è il prodotto della combinazione

di tutte le arti tradizionali giapponesi.

Piuttosto che considerarlo un’opera di

architettura, può essere visto come il più

grande degli utensili per il tè». Yasushi Iwasaki

CHASHITSU O STANZA DEL TE’

La cerimonia del tè si tiene in una stanza chiamata

chashitsu (casa del tè); l'ideale è una costruzione di

rustica semplicità.

Di fronte alla casa da tè tradizionale vi è un

roji

giardino denominato . Questa zona naturale

all’esterno dell’edificio offre un piacevole

avvicinamento allo spazio ultraterreno costituito

dalla casa del tè.

Gli ospiti si purificano con l'acqua di una brocca

prima di varcare una porta bassa, simboleggiante

l'abbandono delle gerarchie mondane e la

costrizione a piegarsi. chashitsu

Paragonata ad una comune stanza, il ha dimensioni più ridotte, le sue componenti

tatami

essenziali sono: un pavimento costituito da , sistemati in disposizioni diverse a seconda

ro

delle dimensioni e del grado di osservanza dei canoni della tradizione, un focolare ( )

incassato nel pavimento è utilizzato per scaldare il bollitore durante la stagione invernale (in

tokonoma

estate viene chiuso e sostituito con un braciere), una nicchia ( ) sul lato sud con un

tokobashira

pilastro ad angolo ( ) è appeso un rotolo di carta o stoffa con uno scritto eseguito

shod

da un calligrafo esperto di e un fiore, piuttosto che un oggetto d’arte, un’entrata

ō

nijiriguci

stretta e bassa ( ) attraverso la quale entrano gli invitati a carponi e una o più finestre

mado shouji

( ) ricoperte da , panelli di carta giapponese. Le finestre sono schermate e la luce

filtra sommessa conferendo un alone di particolare fascino ad ogni elemento.

I tratti Zen dell’ambiente dedicato alla cerimonia del tè creano in questo stesso spazio un senso

di vuoto.

Nel caso in cui gli invitati siano molti e il rito più formale, si usano stanze più grandi chiamate

hiroma.

La stanza del tè è il luogo fisico dove si svolge la

cerimonia, ma è anche luogo "spirituale", le persone

che si muovono in essa si sentono come usciti

temporaneamente dal mondo e dai suoi affanni per

contemplare brevemente il vuoto. Al vuoto

materiale deve corrispondere il vuoto "mentale",

inteso come vissuto di consapevolezza privo di

preoccupazioni e attaccamenti mondani.

I SAMURAI E LA CERIMONIA DEL TE’

Chado

Il prosperò durante la secolare

guerra civile giapponese durante l'era

dei samurai.

Oltre all'acquisizione di abilità nella

pratica della guerra, la classe superiore

dei samurai del Giappone feudale era

chanoyu

molto legata alle arti del .

La cerimonia in genere induceva

un'atmosfera di tranquillità,

contrastando le qualità di forza e

attitudine possedute da ciascun

samurai. Durante la cerimonia erano

in grado di concentrarsi intensamente

su ciò che è e non è e chiaramente

notare le interazioni dentro e fuori dal

campo di battaglia.

LA CERIMONIA DEL TE’ IN

CINA Yan Di

La leggenda narra che , un antico

sovrano, fosse stato avvelenato da qualche erba

che aveva ingerito, dopodiché una goccia

d’acqua colò nella sua bocca da un albero del tè

e fu così che si salvò. Gongfu

La cerimonia del tè in Cina è detta ,

letteralmente “fallo bene”. Il tè che viene

l’Oolongo

utilizzato per tale cerimonia è o

Wulong , ossia un semi fermentato di alta

qualità.

Il concetto intorno a cui ruota la cerimonia

cinese del tè è l’armonia. ;

La scelta dei materiali è fondamentale

m oltissime sono le regole sulla scelta delle

componenti: ad esempio, alcuni maestri

sostenevano che l’acqua non dovesse mai

toccare il metallo. Yixing

La teiera tradizionale è detta , caratterizzata da

una certa porosità, in modo da assorbire maggiormente

gli aromi del tè che vi vengono infusi. Altri strumenti

utilizzati sono: le pinze per manipolare le tazzine

bollenti, un cucchiaio ottenuto da una sezione di

canna di bambù per misurare la quantità di tè, un

vassoio con doppio fondo cavo per raccogliere l’acqua

in eccesso, un bollitore e altri strumenti affusolati per

raccogliere le foglie dall’interno della teiera.

Il tè ideale deve avere le foglie abbastanza secche da

provocare un fruscio nel palmo della mano. La

fragranza deve essere pura, senza accenni di

carbonizzazione; il buon tè, soprattutto quello fresco,

ha un aroma naturale di orchidea o gelsomino.

Quando l’acqua raggiunge i 60/65 la si versa nella teiera fino all’orlo. L’acqua viene poi

°C

versata nelle tazzine e successivamente, con l’aiuto delle pinze, si svuotano le tazzine

versando l’acqua di ognuna in quella a fianco, il tutto allo scopo di sciacquare e

preriscaldare tazzine e teiere.

Con il cucchiaio di bambù si prelevano le foglie di tè dalla scatola e le si mostrano agli

ospiti affinché essi ne possano apprezzare la qualità. Si pongono le foglie nella teiera e vi si

versa sopra l’acqua dal bollitore.

Sempre utilizzando le pinze, le tazzine vengono nuovamente vuotate nel vassoio. La

bevanda viene poi versata nelle tazzine, accertandosi che il colore e l’intensità del gusto di

ogni tazzina sia uguale.


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28

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3.98 MB

PUBBLICATO

5 mesi fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze della formazione primaria (laurea a ciclo unico) (BRESCIA - MILANO)
SSD:

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher gaia.vezzoli di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Antropologia culturale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Cattolica del Sacro Cuore - Milano Unicatt o del prof Paltrinieri Anna Casella.

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