Cellule Staminali
Si deve a Haeckel il merito per avere coniato nel 1868 il termine “staminale” per
indicare una cellula capostipite. Per essere definite staminali le cellule devono
rispondere a due criteri fondamentali: possedere potenza differenziativa e capacità
di auto-rinnovamento (self-renoval). La cellula staminale, infatti, è una cellula che è
in grado di dividersi per un tempo illimitato dando luogo ad una divisione
asimmetrica. La divisione asimmetrica implica che le due cellule figlie vadano
incontro a destini differenti: una delle due sarà una cellula progenitrice, l’altra,
esattamente come la madre, sarà una cellula staminale. Tutta via se consideriamo
una determinata popolazione staminale, può accadere che una cellula dia luogo
anche a una divisone simmetrica originando quindi o due progenitori o due
staminali, a seconda delle necessità di quella determinata nicchia staminale. Per
esempio, in seguito ad un danno si può manifestare la necessità di sostituire molte
cellule differenziate ed allora sarà preferibile l’attuazione di una divisione
simmetrica dove la staminale origina due progenitori proliferanti che dividendosi
per un tempo definito genereranno due progenitori che dividendosi a loro volta,
porteranno a cellule terminalmente differenziate. Si può verificare anche la
situazione opposta in cui un depauperamento della nicchia terminale rende
necessaria una divisone simmetrica che porti alla formazione di due cellule staminali
le quali sosterranno la generazione di un elevato numero di progenitori.
Determinare la staminalità
Una cellula staminale deve avere la capacità di mantenere il self-renoval e la
potenza differenziativa; tutta via determinare la staminalità di una cellula non è
semplice perché richiede uno studio approfondito e pertanto comporta un alto
rischio di danneggiare la cellula e di alterarne il comportamento.
Saggio retrospettivo funzionale
Un animale viene letalmente irradiato: lo si sottopone ad una dose di radiazioni tale
da uccidere tutte le sue staminali multipotenti ematopoietiche. È possibile
trapiantare da un topo sano il midollo osseo e di fatto permettere la vita del topo
letalmente irradiato. Il saggio retrospettivo funzionale può essere inquadrato in
questi termini: il topo letalmente irradiato vivrà se sono state trapiantate delle
staminali che generano un pull di cellule che rimarrà attivo per tutta la vita del topo.
Al contrario, se ad essere trapiantati soni dei progenitori proliferanti, osserverò che
il topo per un breve tempo sta bene ma dopo non molto muore perché queste
cellule trapiantate non hanno capacità di self- renoval. È possibile sfruttare la
fluorescenza delle GFP (proteine fluorescenti verdi che i topi transgenici esprimono
sulle loro cellule) per marcare le cellule dell’organismo donatore.
Le cellule staminali possono essere classificate sulla base del quantitativo di tipi
cellulari a cui sono in grado di differenziare
Cellula totipotente: è in grado, dividendosi, di sostenere la generazione di
tutti i tipi cellulari che caratterizzano l’organismo compresi i tessuti extra-
embrionali. L’unica cellula totipotente è rappresentata dallo zigote.
Cellula pluripotente: cellule ESC presenti nella massa cellulare interna
(embrioblasto) della blastocisti, poco prima dell’impianto nella mucosa
uterina, stadio molto precoce nello sviluppo embrionale. Si tratta di cellule
che sono in grado di dare origine a progenitori che possono differenziarsi in
uno qualsiasi dei tessuti che derivano dai tre foglietti embrionali; endoderma,
mesoderma, ectoderma.
Cellula multipotente/oligopotente: cellule che hanno la capacità di
differenziarsi in diversi tipi cellulari di solito residenti in quel tessuto.
Cellula bipotente/unipotente: in grado di dare luogo solo a uno o due tipi
cellulari.
Cellule ESC
Le cellule ESC presenti nella massa cellulare interna (embrioblasto) della blastocisti,
poco prima dell’impianto nella mucosa uterina, stadio molto precoce nello sviluppo
embrionale. Si tratta di cellule che sono in grado di dare origine a progenitori che
possono differenziarsi in uno qualsiasi dei tessuti che derivano dai tre foglietti
embrionali; endoderma, mesoderma, ectoderma. Le staminali embrionali sono state
isolate per la prima volta da Evans e Kauffman i quali sono riusciti partendo da una
blastocisti, a rimuovere il trofoblasto ed a isolare queste cellule. Una volta messe in
coltura esse dimostrarono capacità di self-renoval per un tempo illimitato.
Test per dimostrare la pluripotenza
Test del differenziamento in vitro: partendo da cellule che crescono su un
feeder layer, si verifica che queste cellule siano effettivamente in grado di
generare progenitori proliferanti.
Formazione di chimere: iniezione di queste cellule nel blastocele di una
blastocisti ospite. Queste cellule vanno a cooperare con le ESC della cellula
per sostenere lo sviluppo dell’embrione. Se le cellule iniettate sono
effettivamente pluripotenti, significa che dovranno andare a sostenere la
formazione di qualsiasi tessuto derivante da uno dei tre foglietti embrionali,
pertanto, mi aspetterò di trovare in tutti i tessuti dell’embrione una situazione
chimerica con due tipi cellulari con forma diversa. Se la situazione chimerica è
verificata solo in alcuni distretti tissutali, tali cellule non sono pluripotenti
perché non hanno contribuito alla formazione di tutti i tessuti.
Formazione di teratomi: i teratomi sono tumori dei tessuti embrionali, le
cellule ESC portano con sé la caratteristica della tumorigenicità. Inietto le
cellule che voglio testare sottocute in un topo immunodepresso, che quindi
non reagisce identificando le cellule come not-self, se queste cellule portano
alla formazione di teratomi avrò la prova tangibile della loro effettiva
pluripotenza. La tumorigenicità non può essere ignorata per questo non è
ancora possibile utilizzare queste cellule in sicurezza sui pazienti.
Nel 1998 James Thompson pubblica su Science i dati di una ricerca: era riuscito ad
isolare le ESC da una blastocisti umana. L’utilizzo di blastocisti umane scatenò un
enorme polverone di natura etica. In certi casi di infertilità è possibile intraprendere
l’IVF, in pratica la fecondazione avviene in provetta dopodichè quando lo sviluppo
embrionale è iniziato, si procede con l’impianto. Prima che ciò avvenga, la donna
viene sottoposta a stimolazione embrionale attraverso estrogeni in modo che si
abbia la formazione di un numero di ovociti superiore a 1 i quali vengono poi
fecondati laboratorialmente ed impiantati dopo un paio di giorni. Se la stimolazione
ormonale porta alla formazione di molti ovociti, questi non vengono tutti impiantati
ma congelati in azoto liquido e conservati come scorta. In USA sono state usate
queste blastocisti per gli esperimenti sulle cellule ESC. È chiaro che rispetto alle
staminali adulte, le ESC lascino intravedere molti più utilizzi, ad oggi queste cellule
non sono utilizzate in medicina rigenerativa per il problema della sicurezza riguardo
alla formazione di teratomi inoltre sarebbero poi necessarie terapie con
immunosoppressori.
Cellule ASC
Virtualmente si ritrovano in tutti i distretti tissutali dato il loro ruolo nella
rigenerazione dei tessuti. Negli anni ’90 Weiss e Brent Reynold identificarono le
cellule staminali neurali e nel cervello maturo nella zona sottoventricolare e
nell’ippocampo. Queste cellule sono capaci di generare nuovi neuroni che sono
cellule post-mitotiche. Queste staminali sono poche nei tessuti e poco proliferanti.
Nella nicchia si automantengono e sono in grado di generare cellule differenziate.
Sono in grado di dividersi in modo asimmetrico ma può accadere che vadano
incontro a divisione simmetrica in caso di necessità. In condizioni di equilibrio la
divisione è asimmetrica con 50% di figlie staminali e 50% di progenitori proliferanti.
Sono stati ipotizzati due meccanismi per spiegare il mantenimento in condizioni di
equilibrio di queste percentuali: l’asimmetria ambientale e l’asimmetria divisionale.
secondo la teoria dell’asimmetria divisionale la divisione asimmetrica genera
un’asimmetria interna in base alla quale le cellule figlie sono dotate di determinanti
diversi già al momento della nascita. Secondo invece la teoria della divisione
ambientale, non c'è un'asimmetria interna ma è l'ambiente a influenzare i destini
delle due cellule figlie; infatti inizialmente le due figlie sono simili, indistinguibili, è
l'ambiente con le sue differenti influenze che, dopo la nascita, esercita una
fortissima influenza in queste cellule tale da indirizzarne una al destino staminale
una al destino da progenitore. I due modelli si integrano e cooperano nel tentativo
di spiegare la generazione di questa simmetria.
È indubbio che la divisione asimmetrica porti alla generazione di una cellula che non
è più staminale appunto esistono nei vantaggi nel disporre di una cellula che è un
progenitore ancora in grado di proliferare; infatti tali progenitori proliferano per un
periodo limitato nel tempo e vengono indicati con il termine di TA progenitors.
Questi tipi cellulari transitano dal carattere staminale al carattere differenziato e
grazie alla loro capacità di proliferare amplificano il numero di progenie
differenziata. A sostegno dell’asimmetria divisionale va una formulata negli anni ’70
che va sotto il nome di Teoria dei Filamenti Immortali. Si tratta di un meccanismo
messo in campo dalle staminali per evitare di accumulare mutazioni mutazioni
potenzialmente rischiose per l’insorgenza di tumori. Si t si tratta di una teoria non
universalmente accettata ma tuttavia dimostrata in vari tipi di staminali: satelliti del
muscolo scheletrico, epiteliali. Le molecole di DNA delle staminali sarebbero in
qualche modo marcate un filamento è marcato, ha un tratto dell'immortalità. Nel
momento in cui la staminale duplica il proprio genoma (fase S) e va incontro (fase
M) a ripartizione del materiale genetico, un meccanismo molecolare non ancora
identificato fa sì che nella divisione asimmetrica la cellula figlia che rimarrà
staminale, e non quella destinata a divenire progenitore, erediti quella molecola di
DNA che contiene il filamento marcato. Secondo questa ipotesi si ammette che le
cellule staminali siano in grado di segregare in modo asimmetrico le loro molecole di
DNA in modo tale che il filamento immortalizzato venga mantenuto nella cellula
futura staminale e non nell’altra: si contribuisce al mantenimento della staminalità
di questo genoma.
Via di segnalazione di WNT beta-Catenina
Studi condotti su tumori del colon e del retto hanno permesso di fare numerose
scoperte. È stata osservata una predisposizione allo sviluppo di certi tumori del
colon come la poliposi ereditaria del colon che è riconducibile a mutazioni a carico
del gene codificante la proteina APC: adenomatose poliposis coli. L’adenoma si
origina in quelle cellule in cui entrambe le copie del gene codificante per APC sono
perse. Questa proteina APC è infatti coinvolta in un’importante via di segnalazione:
la via di segnalazione di WNT e quando il gene è mutato questa segnalazione subirà
un’aberrazione impropria e self-renoval e controllo della proliferazione saranno
compromessi.
WNT sono importantissime proteine secrete con funzione di mediatori locali.
Nell’uomo esistono 19 proteine WNT diverse. Queste proteine agiscono durante lo
sviluppo, sono infatti importanti morfogeni. La via di segnalazione di WNT è stata
osservata per la pria volta in drosophila melanogaster dove le WNT codificano per il
gene wing-less che se mutato porta allo sviluppo anomalo di mosche prive di ali e a
cui la stessa via di segnalazione deve il proprio nome. Lo stesso gene che in
drosophila prende il nome di WNT, nel topo è definito INT ed è coinvolto nello
sviluppo di tumori della mammella.
Queste proteine WNT sono appositamente modificate all’estremità ammino-
terminale per aggiunta di un acido grasso che facilita l’ancoraggio con la membrana
plasmatica dove WNT si legherà al suo recettore.
Quindi WNT non è altro che il ligando di un recettore che si trova sulla membrana
plasmatica, si forma così un complesso ligando-recettore che porta al reclutaento
intracellulare della proteina dishevelled che sarà importante per iniziare la cascata
segnalatoria intracellulare a valle. Esistono tre diverse vie di segnalazione attivate
dal legame di WNT con il proprio recettore qui analizziamo la prima.
Via canonica della Beta-Catenina
Troviamo la Beta-catenina nelle giunzioni aderenti delle cellule epiteliali dove di
fatto collega le caderine, che sono coinvolte nell’adesione cellula-cellula, col
versante intracellulare, in particolare con i microfilamenti actinici.
Sulla membrana plasmatica è presente il recettore Fizzled, un recettore specifico
per WNT, accoppiato a g-proteine eterodimeriche che attraversa 7 volte la
membrana. Fzl tutta via non è da solo perché sulla membrana plasmatica si trova
anche un altro recettore: LRP “proteina correlata al recettore lipoproteine”, questo
funziona da co-recettore.
Cosa succede IN ASSENZA DI WNT
Se WNT è assente non può legarsi al proprio recettore Fzl, di conseguenza a
livello di Fzl non viene reclutata la proteina dishevelled.
In queste condizioni è presente nel citoplasma un complesso che fosforila la
beta-catenina.
La beta-catenina viene fosforilata e tale fosofrilazione costituisce un segnale
che la destina alla poliubiquitinazione: un’etichetta per la degradazione a
livello proteosomale
Di conseguenza la beta-catenina non si accumula
In assenza di WNT la fosforilazione della beta-catenina viene catalizzata da
specifiche proteine con attività chinasica in particolare GSK3 e CK1; in assenza
di WNT queste chinasi fosforilano la beta-catenina che verrà poliubiquitinata
e degradata a livello del proteosoma.
Tuttavia queste due chinasi agiscono una di seguito all’altra e possono
svolgere la loro funzione correttamente solo se formano un complesso ben
strutturato con altre due proteine scaffled che sono la axina e la APC.
Il ruolo delle scaffled è quello di mantenere in un complesso ben organizzato
le due chinasi che dovranno fosforilare la beta-catenina.
WNT: assente
Non si lega a Fzl
La beta-catenina viene fosforilata ad opera di CK1 e GSK3 unite in complesso
con APC e axina
La beta catenina non si accumula
Cosa succede IN PRESENZA DI WNT
WNT si lega al suo recettore Fzl che coopera a sua volta con il co-recettore
LRP.
Questo legame induce la formazione del complesso ligando-recettore-
corecettore
A questo punto la proteina dishevelled, che prima era inattiva, viene attivata
e reclutata a livello del recettore Fzl.
La formazione del complesso ligando-recettore-corecettore provoca un
disasemblaggio del complesso responsabile della fosforilazione della beta-
catenina. Questo accade perché le due chinasi e l’axina vengono reclutate a
livello della coda citosolica di LRP
Quindi se WNT è presente, il complesso responsabile della fosforilazione della
beta-catenina è distrutto in quanto le sue componenti vengono in parte
reclutate a livello della membrana plasmatica. Di conseguenza la beta-
catenina non potrà essere poliubiquitinata e degradata.
La beta-catenina diventa stabile, si accumula e trasloca dal citoplasma al
nucleo.
Nel nucleo la beta-catenina si lega al promotore dei geni bersaglio per WNT.
La beta-catenina, infatti, è un coattivatore trascrizionale che agisce con altre
proteine che sono LEF1/TCF; con queste beta-catenina forma un complesso
che promuove la trascrizione dei geni bersaglio per WNT che sono potenti
stimolatori della proliferazione cellulare. Normalmente l’espressione di questi
geni è silenziata dal repressore Groucho che viene spazzato via dalla beta-
catenina.
WNT: presente
Si lega a Fzl che coopera con LRP
Viene attivata e reclutata dishevelled
Si disassembla il complesso proteico responsabile della fosforilazione della
beta catenina perché le chinasi sono reclutate a livello della coda citosolica
di LRP
La beta-catenina non viene fosforilata, diventa stabile
La beta-catenina passa al nucleo dove funge da coattivatore trascrizionale.
Se APC non funziona in modo corretto nel formare il complesso responsabile
della fosforilazione della beta-catenina, si avrà una segnalazione aberrante per
cui anche in assenza di WNT la beta-catenina è stabile e si accumula provocando
la poliposi.
Apc mutato = beta-catenina sempre stabile= funge sempre da coattivatori di geni
stimolatori della proliferazione cellulare= proliferazione incontrollata.
La via di segnalazione di WNT non è fondamentale solo per il mantenimento
dello stato proliferativo ma anche per garantire competenza al differenziamento.
Quindi quando WNT è bloccato anche il differenziamento è anomalo, questo
perché WNT attiva anche l’espressione di geni coinvolti nella via di segnalazione
di Noch.
Via di segnalazione di Noch
La via di Noch controlla diversi destini differenziativi. Noch è un recettore che si
trova sulla membrana in forma eterodimerica e viene attivato per processazione
proteolitica. La via di segnalazione di Noch è stata osservata per la prima volta
durante lo sviluppo delle cellule nervose in drodophila dove media l’inibizione
laterale. L’inibizione laterale è un fenomeno per cui quando una cellula si differenzia
ad un certo tipo cellulare, le cellule circostanti vengono inibite dall’avere il
medesimo destino. Questa inibizione è mediata dall’interazione tra il recettore
Noch, gli
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
-
Cellule staminali
-
Laboratorio di cellule staminali
-
Biologia – Cellule staminali – Appunti
-
Scienze umane - Cellule Staminali