I disturbi grano-correlati:
Celiachia
Allergia al grano
Sensibilità al glutine " 1
I DISTURBI GRANO-CORRELATI
Un po’ di chiarezza
Tra celiachia, sensibilità al glutine e allergia al frumento si fa spesso una gran
confusione. Vediamo insieme come riconoscerle !
La è una malattia autoimmune, che colpisce individui
CELIACHIA
geneticamente predisposti quando consumano alimenti contenenti glutine;
la responsabile è la gliadina, una frazione di quest’ultimo. I sintomi classici
sono di tipo gastrointestinale: gonfiore, forti dolori addominali, diarrea o -
raramente - costipazione. Il celiaco non riesce ad assorbire correttamente i
nutrienti, quindi è molto facile che perda peso e vada incontro carenze (di
ferro, di calcio, di B12…). C’è una positività agli auto-anticorpi anti-
transglutaminasi e la biopsia intestinale rivela una mucosa alterata e i villi
appiattiti. Un miglioramento è possibile solo se il glutine viene eliminato
dalla dieta.
L’ non è legata solamente alla gliadina, ma anche
ALLERGIA AL GRANO
ad altre proteine. Si può manifestare in varie forme:
- allergia alimentare
- anafilassi grano-dipendente indotta dall’esercizio fisico
- asma del panettiere e rinite
- orticaria da contatto
Le reazioni sono quelle tipiche dell’allergia: prurito, bruciore,
arrossamento, nausea, difficoltà respiratorie, abbassamento della pressione
e - nei casi più gravi - shock anafilattico. Nel sangue si ritrovano le IgE
specifiche dirette contro la proteina scatenante. .
S I pazienti riportano
ENSIBILITÀ AL GLUTINE NON CELIACA
sintomi sia intestinali che extra-intestinali poco dopo l’ingestione di glutine.
Non ci sono né anticorpi tipici della celiachia, né atrofia ai villi, né reazioni
allergiche. I meccanismi esatti sono tuttora sconosciuti, ma si sa che i
sintomi scompaiono adottando una dieta gluten-free. " 2
I DISTURBI GRANO-CORRELATI Storia
Nel mondo antico il primo a parlare di celiachia è
stato (almeno per quanto ne sappiamo) Areteo di
medico greco-romano vissuto nel I
Cappadocia, secolo dopo Cristo.
Areteo descrive l’“affezione - dal greco
celiaca”
addominale - come una sindrome da mal-
koiliakós,
assorbimento caratterizzata da diarrea cronica .
I malati (tutti adulti) erano pallidi, deboli e privi di energia; le loro feci
apparivano bianche, mal formate e maleodoranti; l’addome doleva e la pancia
era in costante subbuglio a causa dei gas .
A detta di Areteo il tutto era imputabile ad una perdita di “calore digestivo” ,
la forza che normalmente consente allo stomaco di digerire correttamente gli
alimenti per poi distribuirli nel corpo. Il Un bel digiuno iniziale
trattamento?
per far riposare l’intestino, controllo dei sintomi e prevenzione della perdita di
calore digestivo tramite dieta, massaggi ed esercizio e infine - ma solo come
ultima spiaggia - somministrazione di emetici e purganti.
Le osservazioni di Areteo rimangono “sepolte” per secoli, fino a che nel 1856 il
medico scozzese pubblica una traduzione inglese dei suoi libri
Francis Adams
e adotta il termine per descrivere gli individui affetti da quella fastidiosa
“celiacs”
malattia.
Sulla stessa onda è anche il pediatra inglese Samuel
che durante una conferenza sulla celiachia tenuta
Gee,
al di Londra nel 1887 cita più
Great Ormond Street Hospital
volte le descrizione dello stimatissimo collega vissuto
quasi due millenni prima.
L’anno successivo Gee pubblicherà sul St. Bartholomew’s " 3
I DISTURBI GRANO-CORRELATI
quello che ancora oggi è uno dei resoconti più vividi e accurati
Hospital Reports
della malattia: anche qui i riferimenti ad Areteo non mancheranno!
Gee è fermamente convinto che il paziente celiaco può essere curato
In base alle sue osservazioni il latte di
solo attraverso una dieta rigorosa.
mucca è l’alimento meno adatto ai bambini malati, che dovrebbero evitare
anche frutta, riso, sagù (midollo di palma) e verdure . Pollice
in su per la carne cruda e le fette di pane tostato .
Il suo vanto più grande? La guarigione di un bambino
nutrito per un’intera stagione a sole cozze olandesi!
medico statunitense e co-fondatore del
Christian Archibald Herter, Journal
pubblica nel 1908 un libro sui bambini affetti dalla
of Biological Chemistry,
celiachia, che lui chiama In esso evidenzia il
“infantilismo intestinale”.
fatto che i bambini celiaci crescono meno rispetto ai coetanei, probabilmente -
ipotizza - a causa della persistenza nella loro flora intestinale dei batteri Gram +
tipici del periodo dell’allattamento . Come far crescere dunque questi
bambini? Con cosa nutrirli? Di sicuro non con dosi extra di carboidrati, pratica
molto diffusa che però - osserva - non fa altro che causare peggioramenti e
ricadute. Il suo consiglio è quello di puntare sui grassi, decisamente meglio
tollerati! in onore dei due medici sopracitati, la celiachia è anche nota
C :
URIOSITÀ
come “Malattia di Gee-Herter”.
Nel 1924 il pediatra americano pubblica un articolo
Sidney Valentine Hass
in cui descrive gli effetti benefici di una dieta a base di banane: “The value of
Ma da dove è nata questa idea? Già da
the banana in the treatment of celiac disease”.
studente Hass aveva osservato che una dieta che funzionava bene per la
celiachia era quella alto-proteica; sapendo però che i carboidrati sono di vitale
importanza per il corretto funzionamento delle nostre cellule, decide di trovare
" 4
I DISTURBI GRANO-CORRELATI
una fonte di zuccheri ottimale anche per i celiaci. E qui entra in ballo Porto
Hass si era accorto che i Portoricani di città, grandi mangiatori di pane,
Rico.
soffrivano di molti problemi intestinali; al contrario, i contadini - che
campavano di banane - non ne soffrivano mai. Invece di concludere che il pane
deve contenere qualcosa di negativo, conclude che le banane contengono
qualcosa di protettivo. Et voilà le régime .
I un bambino celiaco erano:
cibi consigliati
- latte albuminico (cioè un latte in cui la proteina principale sia l’albumina
come nel latte materno, non la caseina come nel latte di mucca)
- pot cheese (una specie di ricotta)
-
carne e gelatina
- arance
-
verdure
-
banane (q.b., si consiglia dalle 4 alle 8 al giorno )
Nella sua carriera Hass ha curato più di 600 casi di celiachia e la sua dieta con il
tempo si è evoluta nella (che restringe l’uso di
Dieta dei carboidrati specifici
carboidrati complessi quali disaccaridi e polisaccaridi ed elimina zucchero e
glutine). " 5
I DISTURBI GRANO-CORRELATI
A proporre per primo il collegamento grano-celiachia è il pediatra olandese
che già dagli anni ’30 aveva cominciato a sperimentare
Willem Karel Dicke,
diete “wheat-free” sui suoi pazienti. A ispiralo, alcuni aneddoti:
• nel 1932, ad un meeting per pediatri, un collega aveva riportato il caso di
un paziente la cui diarrea era migliorata ma poi ri-peggiorata dopo un
pasto a base di pane e fette biscottate;
• nel 1936, mentre faceva il pediatra a L’Aia, una mamma gli aveva riferito
che le crisi del figlio celiaco miglioravano rapidamente se rimuoveva il
grano dalla dieta.
La prova del nove alla sua teoria Dicke la ottiene
involontariamente durante il terribile inverno
passato alla storia come
olandese del 1944,
“Inverno della fame”. I Paesi
“Hongerwinter”,
Bassi sono in gran parte ancora occupati dai nazisti e
il pane e la farina sono talmente rari che la gente è
costretta a mangiare bulbi di tulipani per
sopravvivere. Ebbene, in tutta questa miseria, i
bambini celiaci dell’ospedale in cui Dicke lavora
registrano incredibili miglioramenti. Un dato su tutti,
il tasso di mortalità passa dal 35% allo 0%‼
Tornato il pane, tornano i problemi: i bambini ormai guariti manifestano
violente ricadute e il tasso di mortalità risale nuovamente.
Nella sua presentata all’Università di Ultrecht nel 1950,
tesi di dottorato,
Dicke riporta i risultati di altri esperimenti post-guerra, in cui somministra farine
di diversi cereali a 6 bambini e scopre che la farina di segale e quella di grano
provocano un aumento della defecazione e steatorrea (il grasso non è assorbito e
quindi finisce nelle feci). Il problema non si presenta, per esempio, con l’amido
di frumento purificato. Grazie anche a quest’osservazione, due anni dopo Dicke
- insieme a un gruppo di ricerca di Birmingham - è pronto ad affermare che
Nel 1953 un
l’elemento responsabile della celiachia è il glutine.
ulteriore passo avanti: il cerchio si stringe attorno alla gliadina. " 6
I DISTURBI GRANO-CORRELATI Epidemiologia
Si stima che circa soffra di celiachia. Il
una persona su 100 nel mondo
problema è che una gran parte dei celiaci in realtà non sa di esserlo e rischia di
non scoprilo mai . In particolare si ritiene che per ogni celiaco diagnosticato
ce ne siano altri 6-7 ancora ignari di tutto: in Italia i celiaci ufficiali sono 100
mila, ma quelli “reali” potrebbero essere 600-700 mila!
Qualche decennio fa la prevalenza stimata era di circa 1:1000 o addirittura
1:2000, tant’è che la celiachia era considerata una malattia rara. A cosa è
dovuta l’“epidemia”attuale? Sicuramente una parte dell’aumentato numero
di casi è legato ai miglioramenti nelle procedure di screening: più controlli e più
efficienza uguale più diagnosi. Non solo però. Anche altri fattori - la diversa
composizione del grano, l’eccesso di igiene, l’inquinamento, il fumo di sigaretta,
il diminuito periodo di allattamento al seno e lo svezzamento precoce -
potrebbero avere giocato un ruolo determinante.
E che dire della I più colpiti sembrano essere i
distribuzione geografica?
Nord Americani, gli Europei e gli abitanti del Sahara del Nord, dell’Asia del
Sud (India) e del Medio Oriente. Il resto degli Africani e degli Asiatici ha al
contrario una prevalenza molto bassa, così come gli Ispanici. " 7
I DISTURBI GRANO-CORRELATI
Un dato interessante è che le donne hanno circa il 50% di probabilità in più di
ammalarsi di celiachia . I gruppi a rischio - che dovrebbero eseguire i test
di screening anche se non hanno sintomi - sono:
• i parenti di primo grado di soggetti celiaci (padri - madri - figli)
• i pazienti con:
- sindrome di Down
- sindrome di Turner
- diabete di tipo 1
- malattie autoimmuni della tiroide (sia Hashimoto che Graves)
MA DA COSA É CAUSATA LA CELIACHIA?
I L GLUTINE
Il glutine è un complesso proteico tipico del frumento e di altri cereali; è formato
da due diverse classi di proteine, che nel seme sono separate. Abbiamo:
- le (solubili in una miscela di acqua ed etanolo)
prolammine
si chiamano gliadine nel frumento, secaline nella segale, ordeine
nell’orzo;
- le (insolubili)
gluteline
si chiamano glutenine nel frumento.
Quando impastiamo la farina con l’acqua, le gliadine e le glutenine cominciano
ad assemblarsi per formare una struttura reticolare. In particolare:
• le gliadine - che sono formate da una sola catena peptidica - si associano in
fibrille responsabili dell’estensibilità all’impasto;
• le glutenine - dotate di diverse subunità - si riuniscono a formare fibre più
grosse che donano stabilità, consistenza e resistenza all’estensione. " 8
I DISTURBI GRANO-CORRELATI
Grazie all’azione meccanica dell’impastamento le fibre e le fibrille si intrecciano,
formando una maglia tridimensionale che ingloba:
• granuli di amido • sali minerali
• lipidi • bolle d’aria (fondamentali per
• acqua la lievitazione).
Più sono le gliadine, più il reticolo può estendersi e lievitare; più sono le
glutenine, più il reticolo è rigido.
Tutti i cereali contengono gluteline e prolammine, ma la loro composizione
amminoacidica è assai variabile: non tutte le farine riescono a formare un
reticolo glutinico stabile, non tutte sono adatte alla panificazione (vedi mais e
riso ).
L A GLIADINA
Come abbiamo visto, la vera responsabile della celiachia è la gliadina.
But what’s wrong with her?
Vediamo cosa accade normalmente in un tubo digerente sano:
1. Quando le proteine alimentari arrivano nello incontrano la
stomaco
pepsina, che le digerisce grossolanamente in peptoni;
2. I peptoni vengono “spezzettati” in oligopeptidi dagli enzimi pancreatici
presenti nel duodeno;
3. Gli oligopeptidi sono ulteriormente digeriti dalle peptidasi dell’orletto a
con liberazione di amminoacidi, dipeptidi e tripeptidi.
spazzola,
4. Amminoacidi, dipeptidi e tripeptidi - che sono dotati di appositi
- sono le uniche molecole a poter attraversare la membrana
trasportatori
degli enterociti.
Le proteine e i peptidi da 4 amminoacidi in su rimangono fuori (nel lume
⛔
intestinale..)! " 9
I DISTURBI GRANO-CORRELATI
La è una proteina molto difficile da digerire,
gliadina
perchè contiene molte proline. La è un
prolina
amminoacido “ingombrante”, con un gruppo laterale
chiuso ad anello che la rende piuttosto resistente all’azione
delle proteasi.
Quindi la gliadina non viene completamente spezzettata in amminoacidi,
dipeptidi e tripeptidi: nel lume intestinale rimangono dei frammenti più lunghi,
molti dei quali esercitano un effetto negativo sull’organismo.
I frammenti più significativi sono:
• Il peptide (25 amminoacidi) risposta immunitaria innata
P31-55
• Il peptide (33 amminoacidi) risposta immunitaria specifica
P57-89
• I peptidi e (20 amminoacidi ciascuno) aumento
P111-130 P151-170
della permeabilità intestinale
• Il peptide (17 amminoacidi) rilascio di IL-8
P261-277 " 10
I DISTURBI GRANO-CORRELATI
Vediamo con calma gli effetti specifici di ciascun peptide.
1. Che cosa fa il peptide P31-55?
S ( ).
TIMOLA UNA CIOÈ RAPIDA E ASPECIFICA
RISPOSTA IMMUNITARIA INNATA
Lo fa stimolando i della lamina propria, un sottile strato di
monociti
➜
connettivo lasso che si trova sotto l’epitelio e contiene tessuto linfoide e capillari. I
monociti (che sono globuli bianchi) producono citochine infiammatorie, in
particolare l’interleuchina 15 (IL-15). L’IL-15 induce la proliferazione delle
cellule Natural Killer e sopprime l’apoptosi dei linfociti T coinvolti nella
celiachia; stimola inoltre questi due gruppi di cellule a produrre interferone e
perforina, una molecola capace di “bucare” le cellule intestinali inducendole al
“suicidio”.
L 31-43 .
A SEQUENZA STIMOLA LA PROLIFERAZIONE DEGLI ENTEROCITI
Lo fa sia tramite l’IL-15 sia potenziando la via metabolica dell’EGF, il fattore
➜
di crescita epiteliale. Questo porta da un lato all’iperplasia delle cripte
ghiandolari, dall’altro all’atrofia dei villi (le cellule si moltiplicano talmente
rapidamente che non riescono più a differenziarsi).
P31-43 .
S INTERFERISCE CON IL TRAFFICO INTRACELLULARE
EMPRE
Dopo essere stato assorbito dalle cellule per endocitosi, si posiziona sulla
➜
membrana delle vescicole precoci e ne ritarda la maturazione. In pratica non fa
altro che rubare il posto alla HRS chinasi, un enzima con una sequenza molto
simile che normalmente promuove il passaggio da endosoma precoce a
endosoma tardivo. Il traffico delle molecole all’interno della cellula ne risulta
rallentato e diversi fattori di crescita (e la stessa IL-15) rimangono attivi più a
☝
lungo. Ciò contribuisce al punto precedente
Interagendo con il citoscheletro actinico modifica la forma della cellula e
➜
ostacola il “targeting” delle proteine, ovvero il loro trasporto fino al
compartimento intracellulare a cui sono destinate (oppure - se sono destinate
all’ambiente extra-cellulare - la loro espulsione).
2. Che cosa fa il peptide P57-89? " 11
I DISTURB
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
-
celiachia e sensibilità al glutine
-
Scienze pediatriche mediche e chirurgiche - Celiachia e Fibrosi cistica
-
Cluster Analysis Esercitazione 1 Celiachia
-
Undicesimo convegno nazionale AIC - la celiachia incontra gli specialisti