Le sindromi cefalalgiche
Cefalee primarie e secondarie
Le cefalee possono essere divise in due grandi gruppi:
- Cefalee primarie: il dolore cefalico è il quadro clinico in sé (cefalea come malattia e non come sintomo).
- Cefalee secondarie: dove la cefalea è il sintomo, possono avere tantissime origini (tumore con PIC alta, encefalite, meningoencefalite, trauma cranico, ESA, ecc.).
L'importante è sapere che esistono le cefalee secondarie e che sono una nettissima minoranza (2-4% al massimo di tutte le cefalee). Le primarie sono invece frequentissime e quando si parla di cefalee si fa riferimento praticamente a questa categoria. Si tratta di pazienti che per il mal di testa non prestano molta attenzione, lo curano con automedicazioni e difficilmente si rivolgono al medico.
Le cefalee primarie come l'emicrania evolvono, peggiorano, diventano sempre più frequenti e il paziente assume sempre più FANS fino all'abuso e s'instaura il quadro da cefalee croniche da abuso da farmaci. In circa il 20% dei pazienti l'emicrania può trasformarsi da malattia episodica in malattia cronica (cefalea per più di 15 giorni al mese). Tale quadro può essere definito anche cefalea cronica quotidiana ed è spesso complicata dall'abuso di farmaci analgesici e può essere associato ad un disturbo dell'umore di tipo depressivo.
Emicrania
La cefalea primaria più importante è l'emicrania che ha un quadro clinico estremamente complesso: infatti sovente il paziente ha familiarità per emicrania ma nessuno pone attenzione. L'emicrania è una malattia neurovascolare cronica, caratterizzata da attacchi ricorrenti di cefalea associata a sintomi neurologici, gastrointestinali e disautonomici (Bergamini).
L'International Headache Society ha individuato 6 sottotipi di emicrania, tra i quali i più importanti sono:
- Emicrania con aura
- Emicrania senza aura
La frequenza, la severità delle crisi e localizzazione sono estremamente variabili (facciale, frontale, temporale, occipito-nucale); spesso accompagnati da tensione dei muscoli nucali perché la radice lunga sensitiva trigeminale (nucleo caudalis) arriva fino ai primi mielomeri cervicali.
Sintomi e caratteristiche dell'emicrania
- Sintomi neurologici: fotofobia, fonofobia, osmofobia (meno frequente ma estremamente patognomonica), aura (visiva, sensitiva, motoria, troncomotoria, cognitiva).
- Cefalea: dolore pulsante uni/bilaterale, aggravamento con l'esercizio, sensibilità allo scalp.
- Sintomi gastrointestinali: nausea, vomito, crampi addominali.
- Altri: pallore, sudorazione, astenia, alterazioni dell'umore, alterazioni del comportamento alimentare.
Il dolore, oltre ad essere pulsante, può essere gravativo, costrittivo oppure esacerbato da sforzi fisici. Oltre al dolore ci possono essere sintomi neurologici legati all'ipersensorialità. Nella maggior parte dei casi l'aura visiva consiste in fosfeni o scotomi scintillanti: si avverte dapprima un punto luminoso che poi si allarga per diventare una linea a zigzag che può occupare gran parte del campo visivo. Altri tipi di aura includono:
- Aura sensitiva: parestesia all'emifaccia e all'arto superiore omolaterale.
- Emiparesi.
- Disturbi del linguaggio a carattere afasico.
In forme più avanzate come negli anziani si ha l'emicrania trasformata. La durata delle crisi è molto variabile [4-72h]. Il dolore della cefalea può essere monolaterale o bilaterale, può essere anche aggravato dall'esercizio mentale. La cefalea è quasi sempre bilaterale, i casi in cui è unilaterale (Emicrania) sono la minoranza. Ci sono casi in cui è presente solo l'aura o i sintomi di accompagnamento della cefalea senza la cefalea stessa (Emicrania decapitata).
Emicrania con aura
L'emicrania con aura presenta una grandissima eterogeneità clinica. In genere colpisce gli adolescenti o le donne nell'età fertile, oppure più avanti negli anni quando aumenta il carico stressogeno. Se entrambi i genitori sono emicranici, il bambino può avere le crisi già a 2-3 anni e possono accompagnarsi a vomito (sovente viene confuso con gli "acetoni").
Oltre alla familiarità e quindi alla predisposizione genetica ci sono fattori scatenanti come:
- Stress, agitazione, stanchezza, sregolatezze, "stress all'incontrario": pazienti con lavoro stressante che si rilassano totalmente nel weekend e ciò porta all'emicrania (Emicrania del weekend).
- Nella donna è molto comune la coincidenza delle crisi emicraniche con il periodo mestruale o l'ovulazione. L'uso di estroprogestinici può incrementare la frequenza delle stesse mentre spesso la menopausa riduce i sintomi.