Appunti universitari online: diritto penale
Tipo: Appunti
Docente: Cadoppi
C. di Laurea: Giurisprudenza
Università: Università di Parma
Descrizione: Riassunto del libro dei casi, tutti i casi divisi per: caso, problema, soluzione. Così come chiesto in sede d'esame
Autore: Gianmarco Lupi
E-mail: birralupi@hotmail.com
Caso in tema di successione delle leggi penali nel tempo
Il caso
Si tratta del caso in cui Rocco, rientrato inaspettatamente a casa da un viaggio di lavoro il 5 agosto del 1981, trova la moglie a letto in atteggiamenti inequivoci con gli amici Rufo e Rico. Colto da stato d’ira, non controlla le passioni e si avventa contro la moglie e i due amici colpendoli diverse volte con un candelabro. Risultato dell’aggressione sono la morte della moglie, il ferimento grave di Rufo e una lieve lesione a Rico che riesce a fuggire e a dare l’allarme. Il 27 agosto dello stesso anno l’amico Rufo spira a seguito dei colpi subiti durante l’aggressione. Rico propone denuncia contro Rocco per il tentato omicidio nei suoi riguardi. Il 25 agosto viene abrogata la norma dell’omicidio per causa d’onore (l.587).
Il problema
Occorre individuare l’applicabilità del disposto articolo 2 codice penale in riferimento all’uccisione della moglie. Per l’uccisione di Rufo occorre stabilire se è efficace l’abrogazione dell’omicidio in caso d’onore del 25/8/81, visto che è deceduto il seguente 27/8/81. Uguale ipotesi per Rico che, oltre alle percosse, configura il tentato omicidio nella sua persona.
La soluzione
Sia per la morte della moglie che di Rufo rimane in vigore l’abrogato articolo 587 in quanto norma più favorevole al reo e perché, indipendentemente dall’evento, la condotta si è consumata prima della suddetta abrogazione. Anche per le percosse inferte a Rico si dispone con l’abrogato art. 587 ed eventualmente per il delitto di tentato omicidio in causa d’onore. Tale soluzione sarebbe del tutto diversa se fosse applicabile la teoria dell’evento; in questo caso, si applicherebbe il disposto dell’articolo 575 e 81 con conseguente cumulo giuridico della pena più grave aumentata fino al triplo.
Caso in tema di consenso non svelato
Il caso
Si profila il caso di Stefano Augenti che, durante un viaggio in treno, incontra casualmente il conte Matteo Tiepolo con cui ha una conversazione nella quale il primo confida al conte i suoi dissapori coniugali con la moglie; alla fine del viaggio i due si congedano. Qualche giorno più tardi Stefano, nel fare rientro a casa, trova la moglie morta e viene indagato di omicidio volontario. Successivamente riceve la visita del conte Tiepolo che confida di essere stato lui l’assassino per aiutare l’Augenti nella situazione di insofferenza avuta con la moglie. Nella sua confessione il conte rivela che solo lui potrebbe scagionarlo dall’accusa di omicidio ma a patto che Stefano uccida per lui una determinata persona della quale non chiarisce l’identità e che si troverà in un dato luogo ad una certa ora. L’Augenti, per il timore di essere incriminato, accetta la commissione e appostatosi con un fucile ad alta precisione compie l’omicidio, scoprendo solo successivamente che la persona da lui uccisa non era altro che il conte Tiepolo, uno psicopatico che voleva farsi uccidere.
Il problema
Il problema del caso in questione è quello di stabilire se è configurabile il consenso del conte Tiepolo a farsi uccidere da Stefano, che era del tutto ignaro del disegno criminoso del conte. Stefano, infatti, se avesse saputo che l’oggetto in esame era il Tiepolo, non avrebbe commesso l’assassinio in quanto solo quest’ultimo poteva scagionarlo dall’accusa di uxoricidio.
La soluzione
Occorre stabilire se può trattarsi di stato di necessità oppure di omicidio volontario. In questa ipotesi non si può parlare di stato di necessità perché l’Augenti aveva altre possibilità di difendersi oltre a quella da lui posta in essere e il consenso non è configurabile per mancanza della conoscibilità da parte dell’esecutore ultimo. Pertanto Stefano Augenti risponderà di omicidio volontario ex art. 575 c.p.
Caso in tema di consenso erroneamente supposto
Il caso
Rigo e Tonio sono due tossicodipendenti e amici di vecchia data nonché conviventi. Da un referto medico a Rico viene riconosciuto sieropositivo e in preda allo sconforto si dà all’alcol. Poco più tardi si viene a trovare in una situazione psicofisica gravosa e insistentemente chiede all’amico Tonio di porre fine alla propria esistenza per alleviare il suo calvario, trovando ripetutamente il suo rifiuto. Un giorno Tonio, stanco delle continue richieste di Rigo, esce di casa per farvi poi ritorno di lì a poco per essersi pentito del gesto; in quel frangente trova l’amico steso a terra in grave difficoltà e una busta a lui indirizzata. Tonio non legge il contenuto della busta sicuro di trovarvi un’ulteriore richiesta da parte di Rico e, mosso da compassione, decide di iniettare all’amico una potente dose di farmaci provocando la di lui morte. Successivamente apre la busta e trova scritto il ripensamento di Rico che chiede all’amico di aiutarlo a vivere revocando così le precedenti richieste.
Il problema
Occorre stabilire se è valido il consenso da parte di Rico o se la revoca contenuta nella busta non aperta da Tonio abbia piena efficacia imputando all’esecutore omicidio volontario.
La soluzione
È identica al caso precedente e si dispone per omicidio volontario. Manca l’elemento oggettivo.
Caso in tema di consenso e attività medico-chirurgica
Il caso
Si prospetta il caso del ginecologo dottor Hill che nel visitare la signora Tracy, in stato di gravidanza, riscontra una situazione ad alto rischio e prospetta un intervento abortivo terapeutico con il consenso della paziente per evitare possibili conseguenze negative. Dopo circa un’ora di intervento, il medico si rivolge al di lei marito e chiede l’autorizzazione all’asportazione delle ovaie ritenendo assolutamente necessaria tale operazione, consenso che viene concesso dal marito Andy. Successivamente si viene a scoprire che l’evento abortivo era necessario mentre l’asportazione delle ovaie era evitabile in quanto assolutamente non necessaria e tale situazione poteva essere facilmente riscontrabile da un professionista come il dottor Hill.
Il problema
Il problema in esame è nell’esaminare l’individuabilità della volontarietà delle lesioni gravissime alla paziente riportate secondo il disposto n. 3 art.583. Occorre valutare l’intenzionalità del medico e del consenso del marito. In ultimo bisogna considerare se vi era effettivamente lo stato di necessità.
La soluzione
La soluzione tiene conto del consenso del marito male informato ma anche dello stato di necessità putativo e quindi propende per lesioni gravissime colpose.
Caso in tema di evento cagionato o non impedito
Il caso
Don Rodrigo si scopre malato di peste e per paura di essere portato dai monatti al Lazzaretto, dove troverà morte certa, chiede al Griso di contattare il Chiodo chirurgo che, se ben pagato, cura e tiene nascosti i malati. Il Griso, accortosi già della malattia del padrone, disobbedisce agli ordini e segue le disposizioni della legge del tempo chiamando i monatti e facendo portare al Lazzaretto il moribondo Don Rodrigo. Don Rodrigo muore al Lazzaretto.
Il problema
Occorre esaminare la responsabilità del Griso che disobbedendo agli ordini del padrone non impedisce il di lui decesso. Il Griso tuttavia ubbidisce alle regole vigenti chiamando i monatti, che erano addetti al trasporto dei malati.
La soluzione
Il Griso pone in essere un’azione non un’omissione e da questa sua azione si verifica l’evento morte del padrone. Tuttavia, non è per niente responsabile di tale evento in quanto ha obbedito ad un ordine di un’autorità; il rapporto con il padrone non era tale da poter configurare responsabilità.
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