Cardiopatie congenite dell'adulto
Definizione
Per malattie CV congenite si intendono le anomalie della struttura o della funzione cardiocircolatoria presenti alla nascita. Tali patologie evolvono dall'infanzia all'età adulta e talvolta si rendono sintomatiche e clinicamente significative solo nell'adulto.
Epidemiologia
- Incidenza: 8/1000 dei nati vivi;
- Sesso: F (DIA, DIV, DAP); M (lesioni cuore sx);
- Prognosi: >90% dei neonati e bambini affetti raggiunge l'età adulta;
- Diagnosi:
- 60% neonatale < 28 gg di solito gravi
- 30% pediatrica < 16 anni di solito lievi
- 10% adulta > 16 anni
La diagnosi neonatale post dimissione è effettuata soprattutto per DIV e coartazione aortica perché diventano sintomatiche dopo la chiusura del dotto di Botallo (resistenze polmonari).
Classificazione
Cardiopatie non cianogene e cianogene (insufficiente flusso polmonare):
- Flusso polmonare aumentato:
- Difetto setto interatriale
- Difetto setto interventricolare
- Dotto arterioso di Botallo pervio
- Flusso polmonare ridotto:
- Tetralogia di Fallot
- Atresia tricuspide
- Anomalia di Ebstein
- Flusso polmonare normale:
- Stenosi aortica
- Coartazione aortica
- Stenosi polmonare
Difetti:
- Semplici: singole lesioni con uno shunt o una malformazione valvolare;
- Intermedi: 2 o più difetti semplici;
- Complessi: 1 difetto intermedio + anatomia cardiovascolare complessa, trasposizioni e cianosi.
Eziologia
Nella maggior parte dei casi la causa della cardiopatia congenita non è nota. Tra i fattori eziologici potenzialmente correlati allo sviluppo di una cardiopatia congenita troviamo:
- Fattori genetici:
- Familiarità per cardiopatie congenite
- Malattie genomiche:
- S. di Down
- S. di Edwards
- S. di Patau
- S. di Turner
- Malattie cromosomiche:
- S. di Di George
- Malattia Cri du chat
- Malattie geniche:
- S. di Marfan
- S. di Kartagener
- Fattori ambientali:
- Infezioni contratte in gravidanza:
- Rosolia contratta durante il I trimestre (incidenza pervietà dotto Botallo)
- Abuso di alcol in gravidanza
- Farmaci in gravidanza:
- Dicumarolici
- Estroprogestinici
- Benzodiazepine
- Antiepilettici
- Antitumorali
- Talidomide
- Difenilidantoina
- Infezioni contratte in gravidanza:
Clinica
Esordio:
- Nascita (gravi)
- Infanzia/adolescenza
- Età adulta
Sintomi:
- Palpitazioni aritmie da dilatazione, brusche variazioni PA
- Dispnea scompenso cardiaco
- Angina IVS/IVD
Segni:
- Ritardo di crescita, alimentazione faticosa (dispnea, sudorazione)
- Cianosi (congenita per CDP cianogene/tardiva per sindrome di Eisenmenger)
- Crepitii (edema polmonare)
- Soffi cardiaci (specifici per ogni CDP)
Soffi innocenti:
Principale diagnosi differenziale: presenti solo nell'infanzia/adolescenza, scompaiono nell'età adulta.
- Cronologia: proto/meso-sistolici
- Sede: mesocardio (soffio di Still)/P(soffio polmonare innocente)
- Intensità: ≤ 2/6
- Irradiazione: no
Complicanze
- Cardiopatia ischemica (IVS/IVD)
- Scompenso cardiaco (CDP ischemica/sovraccarico cronico volume-pressione)
- Endocardite batterica (aree di turbolenza)
Diagnosi
Anamnesi:
- E.O: età gestazionale
- Cianosi
- Familiarità
- Crepitii
- Infezioni
- Soffi cardiaci (possono permettere diagnosi definitiva)
- Farmaci
Eco: diagnosi definitiva della maggior parte delle CDP
Rx Torace: dilatazione ombra cardiaca; edema polmonare cardiogeno.
Terapia
Medica: soprattutto diuretici se scompenso;
Chirurgica: risoluzione definitiva.
Cardiopatie non cianogene con flusso polmonare aumentato
Pervietà del dotto arterioso di Botallo
Definizione:
Cardiopatia congenita non cianogena ove si osserva la mancata obliterazione, entro 3 mesi, del vaso che durante la vita fetale mette in comunicazione l'arco aortico e l'arteria polmonare sx (dotto di Botallo). La pervietà del dotto arterioso può essere un difetto isolato o associato ad altri difetti cardiaci congeniti.
Epidemiologia
- 10-15% cardiopatie congenite;
- 90% anomalie isolate;
- Frequente nei neonati pretermine, nelle madri con rosolia in gravidanza e nelle sindromi malformative;
- Sesso: principalmente F;
Fisiologia del dotto arterioso
Il dotto di Botallo, alla nascita, si restringe sino a chiudersi stimolato in questo dall'aumento della pressione di ossigeno nel sangue arterioso che segue i primi atti respiratori. La chiusura del dotto avviene solitamente nel primo giorno di vita extrauterina, talvolta è più tardiva.
Fisiopatologia
La conseguenza emodinamica della pervietà del dotto di Botallo sono legate principalmente a due fattori:
- Dimensioni del dotto (da pochi mm a 1,5 cm)
- Entità delle pressioni e delle resistenze vascolari (circolo sistemico e polmonare)
Le conseguenze emodinamiche della pervietà del dotto arterioso sono la formazione di uno shunt sx-dx (dall'aorta all'arteria polmonare perché la pressione aortica è > di quella dell'arteria polmonare) che determina iperafflusso polmonare e sovraccarico delle sezioni sx del cuore (il ventricolo sx è sottoposto a sovraccarico di volume poiché deve pompare il sangue necessario a nutrire i tessuti + la quantità di sangue che ricircola lungo il percorso aorta-polmoni-atrio sx-ventricolo sx).
Le arterie polmonari, sottoposte a costante aumento pressorio, a lungo andare vanno incontro ad alterazioni anatomiche irreversibili (reazione di Eisenmenger), con aumento delle resistenze polmonari (resistenze polmonari > resistenze circolo sistemico). A questo punto (pressione art polmonare > pressione aortica) il flusso attraverso il dotto di Botallo si inverte con l'immissione di sangue venoso nel circolo arterioso sistemico e conseguente cianosi (Sindrome di Eisenmenger).
Sindrome di Eisenmenger
Si osservano i seguenti segni/sintomi:
- Cianosi;
- Dita a bacchetta di tamburo;
- Sincopi;
- Palpitazioni;
- Eritrocitosi con disturbi visivi, cefalea, parestesie (iperviscosità del sangue);
- Emottisi;
- Ischemie cerebrali acute.
Clinica
Sintomi:
- Dotto arterioso piccolo: asintomatico;
- Dotto arterioso ampio: insufficienza cardiaca (sovraccarico volume-ventricolo sx):
- Dispnea da sforzo;
- Facile affaticabilità;
- Sintomi di insufficienza ventricolare sx conclamata (se difetto non corretto);
- Scompenso cardiaco dx (in caso di reazione di Eisenmenger);
Complicanze
- Endocardite infettiva del dotto;
Esame obiettivo cardiologico
Soffio continuo aspro sisto-diastolico, in crescendo-decrescendo (acme vicino al II tono) in sede sottoclaveare sx, focolaio polmonare (soffio "a locomotiva" di Gibson) (flusso attraverso il dotto è continuo sia in sistole che in diastole perché p. aortica > p. art. polmonare); in caso di reazione di Eisenmenger il soffio si riduce progressivamente di intensità e compaiono i segni auscultatori dell'ipertensione polmonare (> intensità II tono); rullio diastolico apicale in caso di ampio shunt.
Diagnosi
- ECG:
- Se lo shunt è piccolo l'ECG può essere normale;
- Ipertrofia e sovraccarico ventricolare sx;
- Ingrandimento atriale sx;
- In caso di reazione di Eisenmenger si hanno i segni di ipertrofia ventricolare dx (o dx e sx combinata);
- Rx Torace:
- In caso di piccolo shunt l'Rx risulta normale;
- Iperafflusso polmonare (arteria polmonare dilatata e trama dei vasi arteriosi polmonari aumentata in proiezione anteroposteriore);
- Dilatazione tronco dell'arteria polmonare;
- Ombra cardiaca aumentata (cardiomegalia) da sovraccarico di volume atrio e ventricolo sx;
- Ecocardiogramma:
- Visualizzazione del dotto;
- Segni di sovraccarico mono o biventricolare;
- Cateterismo cardiaco/angiografia:
- Misurazione dell'ossigenazione differenziale in ventricolo dx e arteria polmonare e delle pressioni e resistenze del piccolo circolo.
Decorso
Il decorso dipende dalle dimensioni del dotto e dalle condizioni del circolo polmonare.
- Dotto piccolo: asintomatico, no influenza su aspettative di vita;
- Dotto intermedio: assenza sintomi fino all'adolescenza, dispnea da sforzo e affaticabilità precoce intorno ai 20 aa, scompenso verso i 40 aa;
- Dotto molto ampio: morte nei primi mesi per scompenso cardiaco;
Terapia
Neonato a termine: legatura o resezione chirurgica o per via percutanea indipendente dalle dimensioni del dotto. L'età d'elezione è 6-12 mesi ed in attesa della procedura è necessario eseguire la terapia medica dell'insufficienza cardiaca (se necessaria) e la profilassi per l'endocardite batterica.
Neonato pretermine: se non evidenza clinica: follow-up fino a 6 mesi (alta probabilità di chiusura spontanea tardiva); se sintomatica: terapia dello scompenso cardiaco.
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