Cardiomiopatie
Gruppo di patologie caratterizzate da malattia primitiva del muscolo cardiaco. Sono causa di scompenso.
Definizione americana
Per cardiomiopatia s’intende un gruppo eterogeneo di patologie del miocardio a cui si associa un’alterazione della funzione o dell’attività elettrica del cuore che appare, dal punto di vista morfologico, con un’abnorme dilatazione del ventricolo o con un’enorme ipertrofia.
Definizione europea
Le cardiomiopatie sono malattie primitive del muscolo cardiaco a cui si associa un’alterazione della struttura e della funzione miocardica in assenza di cause secondarie che possono giustificare queste alterazioni.
Classificazione
Americana
- Genetiche
- Displasia aritmogena VD
- Miocardio non compatto
- Canalopatie (sindrome di Brugada, sindrome QT lungo, sindrome QT corto)
- Acquisite
- Miocardite
- Cardiomiopatia da stress (o Takotsubo)
- Forme secondarie a tachicardiomiopatie (aritmie che portano a disfunzione muscolo cardiaco)
- Miste
Europea
- Forma Dilatativa
- Deficit sistolico
- Forma Ipertrofica
- Deficit diastolico
- Forma Restrittiva
- Deficit diastolico
- Displasia aritmogena VD
- Eccessiva attività elettrica con comparsa di aritmie ventricolari minacciose per la vita
Tutte le famiglie fenotipiche possono avere forma genetica e forma non familiare. La classificazione è importante per definire la prognosi: benigna nelle forme secondarie, infausta in forme idiopatiche o infiltrative.
Cardiomiopatia dilatativa
Una delle più frequenti.
Alterazioni morfologiche
- Abnorme dilatazione soprattutto VS
- ↓ Funzione sistolica
- Normale o ridotto spessore parietale
In soggetti che non hanno condizioni predisponenti. La dilatazione è conseguenza di:
- Deficit proteine contrattili del muscolo cardiaco:
- Alterazione della struttura miofibrillare con miocardiociti di dimensioni variabili
- Grande quantità di fibrosi interstiziale e perivascolare
- Zone di necrosi con infiltrato infiammatorio
Porterà quindi ad avere un miocardio con struttura completamente disorganizzata che porta a perdita di efficienza contrattile.
Epidemiologia
5/8 casi su 100.000 abitanti. Sottostimato per mancanza di diagnosi (perché andamento subclinico). M > F.
Eziopatogenesi
Non chiara, spesso idiopatica. 3 fattori maggiormente responsabili:
- Fattori genetici
- ¼ casi si ha trasmissione genetica con carattere autosomico dominante.
- Mutazioni genetiche a carico delle proteine del citoscheletro.
- Prognosi peggiore se presente mutazione gene per laminina.
- Autoimmuni
- Può essere stadio terminale di miocardite: il virus può non essere più presente, ma la sua precedente presenza ha innescato meccanismo autoimmune che ha portato alla produzione di anticorpi anti-cuore che possono portare a una dilatazione.
- Virus
Clinica
- Fase asintomatica (stadio AB dello scompenso)
- Fase sintomatica: sintomi tipici dello scompenso:
- Bassa portata
- Fatica, ↓ tolleranza allo sforzo
- Congestione venosa polmonare
- Dispnea ingravescente da sforzo
- Ortopnea
- Dispnea parossistica
- Edema polmonare (può essere anche prima manifestazione)
- Congestione venosa sistemica
- Turgore giugulari, epatomegalia, edemi periferici
- Bassa portata
- Oppure manifestazioni prevalentemente di tipo aritmico:
- Tachicardie ventricolari sostenute
- Fibrillazione ventricolare
- Morte improvvisa per aritmia
- Manifestazioni legate a eventi tromboembolici conseguenti alla dilatazione e all’ipocinesia del ventricolo che facilita la stasi ematica e la formazione di trombi:
- Tromboembolia periferica sistemica
- Ictus
- Embolia polmonare
Esame obiettivo
- Ispezione: edemi
- Palpazione: spostamento in basso a sn itto della punta (poco apprezzabile)
- Percussione: aumento ombra cardiaca
- Auscultazione: tachicardia, soffi (olostistolici) da insufficienza mitralica e tricuspidale (dilatazione ventricolare → dislocazione muscoli papillari → errata chiusura valvolare) udibili 5° si nell’emiclaveare irradiati a ascella sn.
L’alterazione primitiva del muscolo cardiaco → ↓ capacità contrattile → ↓ PC → ↑ sistemi di compenso:
- Simpatico → ↑ FC e ↑ PA per mantenere costante la portata
- RAAS → ↑ vasocostrizione periferica e ↑ ritenzione idrosalina
- ADH (vasopressina)
Si cerca di sfruttare l’aumento del ritorno venoso per migliorare la gittata, ma ad un certo punto si va oltre la capacità compensatoria e si ha la comparsa dei sintomi.
Diagnosi
Diagnosi d’esclusione di tutte le condizioni secondarie che possono giustificare un’alterazione della funzione contrattile e l’evoluzione verso la dilatazione:
- Coronaropatia (ecografia o TC coronarie)
- Valvulopatia (insufficienza aortica o mitrale)
- Forme secondarie: CMP alcolica o CMP indotta da aritmie
- Cardiopatia ischemica:
- L’area infartuata sarà
- Espansione
- Assottigliamento zona necrotica
- La dilatazione è meno uniforme rispetto a CMP dilatativa (aspetto globoso e diffusamente ipocinetico)
- Ipocinetica
- L’area infartuata sarà
- Cardiopatia ipertensiva
- Malattie infiltrative (amiloidosi e emocromatosi)
- CMP ipertrofica end-stage
- Displasia aritmogena VD