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5. E poi c’è l’embolia neoplastiche da carcinoma renale, epatico gastrico, da cisti, sono tutte formazioni che

aggettano nella vena cava, e pezzi di queste neoformazioni si possono staccare ed andare a livello

polmonare.

Come si fa la diagnosi?

Bisogna tenerla qui, bisogna sospettarla, considerare il pz che si ha di fronte, da dove viene, dalla chirurgia,

dall’ostetricia, dice di aver avuto la trombosi venosa periferica, l’infarto, l’endocardite. Bisogna considerare il

pz e soprattutto pensarci perché se uno non ci pensa non farà mai la diagnosi perché non mette in moto tutte

quelle condizioni necessarie.

Qual è la presentazione del pz?

La presentazione del pz è variabile, in genere il pz presenta dispnea, improvvisa, cioè il pz sta bene, e dopo

un po’ presenta dispnea. La caratteristica di questa dispnea è che non c’è una obiettività polmonare , se uno

ha l’affanno ed ha il cuore malato ha i rantoli, i crepitii, se uno ha il broncospasmo si sentono i ronchi, i soffi, in

questo caso la dispnea che è intensa non si accompagna ad un quadro obiettivo pneumologico importante, di

rilievo. C’è questo disaccoppiamento tra la dispnea e il quadro obiettivo. Il pz può presentare dolore

retrosternale per l’ischemia del ventricolo destro che deve sopportare una elevata pressione a livello delle

sezioni di dstra, il pz può andare incontro a scompenso, e sono i casi + difficili da diagnosticare, per cui uno

pensa che sia uno scompenso di origine sinistra ed invece è uno scompenso destro. Molte volte presente

emoftoe come segno importante, altre volte presenta i segni del versamento pleurico, ma in genere il segno +

importante è rappresentato dalla dispnea. Molto spesso c’è febbre e se il coagulo è così importante da aver

bloccato o il tronco comune dell’arteria polmonare o la sua suddivisione , chiaramente il pz va in shock.

L’ecg non è granchè diagnostico a meno che non presenta il quadro tipico e cioè la deviazione a destra

dell’asse del QRS e la comparsa di blocchi di branca destra, però questo è possibile solo se noi abbiamo l’ecg

precedente, se non abbiamo l’ecg precedente di confronto, questo quadro elettrocardiografico può non

essere dirimente e comunque non è sempre presente. Il torace può darci delle indicazioni in quanto

presentano uno slargamento di un ramo dell’arteria polmonare , poi presenta l’ipertrasparenza di un lobo, o di

un intero polmone, nel senso che l’ipertarasparenza perché non ci arriva sangue e quindi la trasparenza

aumenta. Co può essere una retrazione dell’emitorace e questo è frequente, c’è un sollevamento della cupola

diaframmatica dello stesso lato, nel lato dove c’è stato una maggiore etità dell’embolia. Invece è caratteristica

una opacità , un’addensamento come una polmonite che ha una aspetto a triangolo con base alla pleura.

Praticamente è tutto un lobo polmonare dove l’arteria è bloccata , che viene preso. Naturalmente non sempre

ci sono tutti questi segni, se ci sono ci aiutano, noi dobbiamo andare a verificare in periferia se il pz ha o non

ha problemi di trombosi venosa profonda o altre causa. Altra metodica è la scinti grafia: esistono 2 tipi, la s. di

ventilazione e la s. di perfusione, la prima mete in evidenza delle aree o ipoperfuse o non perfuse all’interno

del polmone che praticamente rassomigliano molto a delle aree di polmoniti anche se gli addensamenti sono

numerosi e + gravi. La certezza di embolia è data dalla scintigrafia di ventilazione nel senso che l’aria ci arriva

e quindi c’è perfusione ma non ci arriva sangue, ventilazione c’è , perfusione no. Le due scintigrafie è l’esame

clou di fare la diagnosi. Oggi non lo facciamo perché è molto complessa da fare con il pz , e quindi utilizziamo

la tac spirale, è uno degli esami che si sono aggiunti negli ultimi 2-3 anni che ci permette di verificare , se fatta

bene , se il pz sta fermo, non si muove e non è particolarmente dispnoico, proprio la localizzazione esatta dei

rami polmonari interessati. Naturalmente per avere una idea esatta di tutti i rami interessati e soprattutto il

livelloin cui è arrivato l’occlusione dobbiamo fare la pneumo angiografia, cioè dobbiamo iniettare il mezzo di

contrasto nell’arteria polmonare e verificare appunto la presenza di occlusione di uno + più rami arteriosi

polmonari, la occlusione o il restringimento.

La diagnosi di embolia polmonare è un diagnosi che bisogna pensare e poi dimostrarla.

La terapia è medica che consiste se il pz ci arriva in tempi rapidi e non è stato sottoposto ad intervento

chirurgico , alla trombolisi come nell’infarto, cercare di sciogliere i trombi se le condizioni del pz sono così

importanti da richiedere questa operazione . in alternativa abbiamo la terapia antiaggregante ed

anticoagulante con l’eparina sodica o fraziona ta all’inizio e poi con la terapia orale con il cumadin che

dobbiamo poi mantenere almeno nei 6 mesi successivi, salvo verificare poi la presenza o -. Nella forme

gravissime possiamo tentare una terapia chirurgia che è quella di andare a ritirare il trombo , si infila il catetere

, si gonfia questo catetere con un palloncino e si ritira in modo o da completamente togliere il trombo o per lo


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kalamaj

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+1 anno fa


DETTAGLI
Esame: Cardiologia
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in medicina e chirurgia (a ciclo unico - 6 anni)
SSD:
Università: Foggia - Unifg
A.A.: 2012-2013

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher kalamaj di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Cardiologia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Foggia - Unifg o del prof Di Biase Matteo.

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