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ARRESTO CARDIACO

È quella condizione in cui l’attività cardiaca non è in grado di perfondere in maniera corretta gli organi. Quali

sono le cause dell’arresto cardiaco.

1. è dato da una tachiaritmia ventricolare, la tachicardia ventricolare che evolve verso la fibrillazione

ventricolare o una fibrillazione ventricolare diretta. Questo è l’arresto ipercinetico, il cuore si arresta per

elevata frequenza di attivazione che non è in grado di determinare una eiezione ventricolare.

2. Il secondo tipo è l’arresto ipocinetico , cioè nel senso che non si forma l’impulso a livello cardiaco e quindi

il cuore non si contrae. Se noi interveniamo con qualche stimolante il cuore può riprendere la sua attività

per un certo periodo di tempo. Nel primo caso noi abbiamo invece bisogno di una defibrillazione per poter

riportare al ritmo sinusale.

3. La terza condizione di arresto è rappresentata dalla dissociazione elettro-meccanica di cui abbiamo già

parlato durante le complicanze dell’infarto acuto del miocardio, è la condizione per cui vi è una rottura

della parete miocardica, passaggio di sangue dal ventricolo sinistro nel pericardio e conseguente

tamponamento. Il pericardio si riempie ed il cuore non può rilasciarsi ed è caratterizzato sul piano dell’ecg

e clinico dal fatto che il pz è in arresto , cioè non ha né respiro spontaneo , né pressione spontanea, ma

l’ecg è normale per alcuni minuti. Questa è la differenza sostanziale.

Primo caso , tachicardia ventricolare e fibrillazione ventricolare, secondo caso arresto sinusale o blocco atrio-

ventricolare completo, terzo pz morto però l’ecg continua ad essere normale per qualche minuto. Nel primo

caso naturalmente la fibrillazione ventricolare poi è seguita dall’arresto asistolico .per cui se noi arriviamo dopo

½ ora troviamo il pz in asistolia e possiamo pensare che si sia trattato di una asistole primitiva, no non è così,

dall’inizio c’è una fibrillazione ventricolare che poi si trasforma in asistolia.

Che cosa dobbiamo fare in presenza di arresto cardidobbiamo fare la cosiddetta rianimazione

cardiopolmonare o pealing o BLS ( basic life support) che praticamente mantiene queste 3 condizioni

fondamentali.

AIRWAY dobbiamo mantenere pervie le vie aeree

BREATHING RESPIRO

CIRCULATION

In assenza di queste 3 condizioni noi non possiamo ottenere nessun effetto. Sappiamo che ci sono molti corsi

che danno il patentino per la riabilatazione cardiopolmonare , però non è così complessa come si potrebbe

pensare, l’importante è capire che ci sono queste 3 condizioni. La prima condizione è che il pz è a terra o nel

letto pricvo di coscienza, allora quando noi vediamo questo non dobbiamo pensarci 3 volte su ma ½ volta e

dobbiamo correre di corsa e mettere in funzione la rianimazione cardiopolmonare e solo successivamente

dobbiamo rendere conto di che cosa ha indotto l’arresto cardiaco. Il primo concetto è rendere pervie le vie

aeree. Come si fa ?. determinando una iperestensione della testa verso l’indietro, sollevare il mento e se la

lingua è andata verso il dietro si tira davanti, questo succede molto raramente. Il problema è il tempo , noi

dobbiamo intervenire entro 3 massimo 5 minuti da quando si è verificato l’evento, altrimenti noi possiamo

riprendere l’attività cardiaca però il tempo passato è così lungo da aver determinato un’ischemia cerebrale

irreversibile, e quindi abbiamo che il cuore lo riprendiamo ma il pz è decerebrato.

Prima di tutto sollevare il collo, mettere la mano dietro in modo da aprire le vie aeree e se c’è la mano libera

che è caduta bisogna sollevarla. Secondo punto è fare respirare il pz , guarda se c’è mobilità toracica, ascolta

se esce aria dalla bocca o dal naso e senti con la sensazione se c’è aria espirata,( senti l’aria per almeno 10

secondi). Normalmente non è che dobbiamo stare a fare tutte queste cose , ci rendiamo subito conto se il pz

respira o non respira. Subito bisogna passare alla respirazione bocca-bocca o la respirazione assistita con

ambur. Naturalmente se noi ci troviamo io ospedale, in un reparto dotato di attrezzature per fare la

rianimazione cardiopolmonare prendiamo l’ambur che sta a portata di mano ed il problema non si pone ma se

noi ci trviamo in un reparto privo di questa assistenza o in strada, dobbiamo fare la rianimazione

cardiopolmonare. Come si fa? Respiro : si solleva il collo, si pone uno di questi fazzoletti di tessuto o di una

garzina in un ospedale, per evitare problemi di AIDS, conviene sempre premunirsi, e tenendo sollevata la

mandibola e chiudendo il naso bisogna insufflare nella bocca del pz l’aria che noi espiriamo in cui vi è una

quantità di ossigeno sufficiente per ossigenare il sangue che in quel momento si trova attrappito all’interno dei


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kalamaj

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+1 anno fa


DETTAGLI
Esame: Cardiologia
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in medicina e chirurgia (a ciclo unico - 6 anni)
SSD:
Università: Foggia - Unifg
A.A.: 2012-2013

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher kalamaj di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Cardiologia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Foggia - Unifg o del prof Di Biase Matteo.

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