CARAVAGGIO
Rinnovamento di carattere pittorico , che si fonda COMUNE su una presa di coscienza del
passato (tradizione cinquecentesca Lombarda, il Savoldo, il Moretto, il Moroni e Lotto), per
superare il Manierismo tardo cinquecentesco.
La pittura Lomabrda del cinquecento tende al naturalismo
imitare la natura: osservarla per scoprirne il significato , per capire la natura stessa. Ciò cre un
parallelo con le
capire il significato dell'Universo (Galilei)
capire il signficato della realtà stessa, che osserva attentamente (Caravaggio)
Osservare ed Imitare il dato naturale, non solo per emulazione, ma per comprendere la vera essenza,
il vero significato di ciò che ci circonda: l'Universo per Galilei e la realtà per Caravaggio
RIVOLUZIONE ICONOGRAFICA DI CARAVAGGIO: molte rappresentazioni sacre di
Caravaggio non sono consone al decoro e ai dettami della produzione sacra prevista nel periodo
della Controriforma, motivo per cui molte delle sue opere sacre vennero rifiutate: San Matteo e
l'Angelo, la Morte della Vergine e la Madonna dei Palefrenieri.
Per Carracci, la natura va SELEZIONATA , nel senso che bisogna estrapolarne solo la parte più
bella. Il DISEGNO è uno strumento di selezione, con cui estrapolare il Bello ideale ed inserirlo
all'interno dei dipinti. Motivo per cui a Caravaggio non interessa utilizzare il disegno, perché a lui
non interessa selezionare il bello ideale, ma rappresentare tutta la natura allo stesso modo e così
com'è (frutta tanto sana, quanto bacata). Anzi, abbozzava direttamente sulla tela o incideva (con la
parte posteriore del pennello) i contorni delle figure che doveva rappresentare: procedimento
diverso da quello di Carracci, PROCEDIMENTO DIRETTO, senza selezione, in cui la tela
viene considerata lo strumento primario e il soggetto viene messo in posa di fronte a sé, in
modo tale da riprodurlo così com'è.
LE OPERE DELLA FASE GIOVANILE
Caravaggio nasce a Merisi (un piccolo paesino in Lombardia)e il 6
Aprile 1584, entra nella Bottega di Simone Petersano, un
pittore Lombardo di stampo tardo-manierista, nella quale rimase
per quattro anni ( da cui derivano, quindi, i riferimenti all'arte del
Riposo
cinquecento Lombardo, che si evincono in dipinti come
durante la fuga in Egitto). Purtroppo non è rimasta nessuna
opera realizzata in questo periodo. Altro dato incerto è legato
all'arrivo a Roma: dalle fonti antiche (Bellori, Baglione e di Giulio
Mancini) e dagli stessi documenti d'archivio, è assolutamente
impossibile capire il periodo esattp in cui Caravaggio giunse a
Roma. Per cui si ipotizza in un periodo che oscilla tra il 1592 e il
1593. Un dato certo di questi anni, è che entra nella bottega
del Cavalier d'Arpino e lo sappiamo con certezza, perché
possedeva due dipinti di Caravaggio nella sua collezione, che gli
Giovane con canestra di frutta Bacchino
vennero sequestrate: il e il
malato. Dopo il sequestro, Papa Paolo V donò una parte della
collezione di d'Arpino al Cardinal Nipote Scipione Borghese,
entrando a far parte della sua collezione.
Opere che facevano parte della collezione del cavalier d'Arpino
Il giovane con canestra di frutta, Galleria Borghese 1592-
93.
Si tratta di una delle opere giovanili, che Caravaggio realizza negli
anni in cui lavorava presso la Bottega del Cavalier d'Arpino,
Bacchino malato,
appena giunto a Roma. L'opera, come il faceva
quindi parte della sua collezione e questo lo sappiamo perché,
furono donati, dopo il sequestro, da Paolo V Borghese al Cardinal
nipote Scipione Borghese, finendo, così, per arricchire la collezione
della Galleria Borghese, la cui edificazione era stata appena
ultimata.
Si tratta di una testimonianza delle caratteristiche principali
del naturalismo Caravaggesco, inteso, appunto, come ripresa
diretta della realtà e della natura in tutti i suoi aspetti. Ciò si evince,
innanzitutto, dalla manifattura di Caravaggio, che consiste
nell'imitare, nell'analizzare e nel riprodurre verosimilmente
e con pari dignità "tanto un quadro buono fiori, come di
figure", ovvero, tutti gli elementi della rappresentazione, che
vengono, quindi, equiparati.
Ciò si evince dall'analisi ottico materica accurata e
meticolosa, non solo dell'incarnato, e dei capelli e del panno
bianco, ma anche di ogni elemento della canestra di frutta: della
consistenza lignea della canestra di vimini, della buccia dei
vari frutti, come quella liscia e scivolosa dei chicchi d'uva e della
mela e delle foglie, anche di quelle secche e rovinate, che
vengono equiparate a quelle sane, cioè, riprodotte
verosimilmente in tutta la loro consistenza secca e rovinatae con la
stessa dignità. Quindi, la natura morta viene inserita per per
analizzarla in rapporto all'uomo, equipararla all'uomo, in modo tale
da sovvertire i generi della rappresentazione e conferire
manifattura
nuovamente importanza alla del valent'uomo,
cioè, alla capacità di "imitare" con lo stesso impegno e la stessa
dignità, tutti gli elementi naturali (anche le foglie secche, come in
questo caso), per riappropriarsi della realtà, comprenderla e
carpirne il significato. Questa analisi ottico-materica di tutti gli
elementi naturali, viene effettutata utilizzando come strumento
l'incidenza della luce, ancora trasparente, ovvero, una luce
che proviene dall'esterno e che, nel colpire gli elementi, crea delle
ombre e dei giochi chiaroscurali ancora tenui e delicati, che, però,
conferiscono corpo e consistenza ai singoli elementi (si nota dalle
sfumature bianche che si intravedono sulla superficie di questi
elementi).
Questa tendenza ad osservare e a riprodurre attentamente la
qualità fisica e materica delle cose, è TIPICA della cultura
Lombarda e che, a sua volta, è di chiara ascendenza Fiamminga
(caratterizzata dalla riproduzione e dall'analisi meticolosa del dato
naturale), insieme all'incidenza della luce trasparente, a
testimonianza, quindi, della presa di coscienza della tradizione del
cinquecento Lombardo, su cui si basa il naturalismo.
testimonia il tema della equiparazione del dato naturale: non seleziona, ma
indaga tutto il reale, attraverso la luce che proviene dall'esterno , colpisce
e costruisce le forme. Riproduce meticolosamente la materialità di tutti gli
elementi naturali, della loro consistenza materica, della resa della qualità del
materiale raffigurato, come la buccia della frutta, della mela e della pesca, del
chicco d'uva: la analisi e riproduzione ottico-materica delle cose o
riproduzione attenta della consistenza e della qualità materica delle cose: con
l'occhio che osserva attentamente, per riprodurre attentamente la qualità
fisica e materica delle cose, è TIPICA della cultura Lombarda e che, a sua
volta, è di chiara ascendenza Fiamminga (caratterizzata dalla riproduzione e
dall'analisi meticolosa del dato naturale). Ovviamente tutto ciò, attraverso
l'incidenza della luce.
Il bacchino malato, Galleria Borghese, 1592-1593
Si tratta di una delle opere giovanili, realizzata negli anni in cui
lavorava presso la bottega del Cavalier d'Arpino (...).
Anche quest'opera testimonia le caratteristiche del
naturalismo Caravaggesco inteso come (...). A partire da una
giovane con canestra di frutta,
novità, non presente nel ovvero, la
perdita del valore del mito, che non viene rappresentato in
senso apologetico, ma riportato al grado zero. Questo perché
Bacco non viene celebrato come un Dio in Trionfo, ma viene
raffigurato come un semplice uomo, colto in una dimensione del
tutto terrena e solo la corona di foglie di vite che cinge il suo capo
e i due grappoli d'uva (attributi iconografici) rivelano che si tratta,
appunto, di Bacco. Probabilmente si tratta di un suo stesso
autoritratto, realizzato dopo essere stato male (come si nota dalle
labbra livide). Questa demitizzazione avviene anche nel
Bacco conservato agli Uffizi e risponde semplicemente alla volontà
di Caravaggio di rappresentare la realtà così com'è.
Da un punto di vista stilistico, si evince la manifattura di
caravaggio nell'equiparare, ovvero, nell'imitare, con la stessa
dignità e con lo stesso impegno, la qualità e la consistenza ottico-
materica di tutti gli elementi della rappresentazione, sia della
natura morta, sia della figura umana: come si nota dalla
riproduzione ottico materica dell'incarnato, delle labbra livide, ma
anche della consistenza marmorea del tavolo, di quella liscia
dell'uva e di quella più ruvida delle albicocche. Ma l'equiparazione si
evince soprattutto nell'analisi ottico-materica della corona di foglie
di vite. dove ANCHE LE FOGLIE SECCHE vengono equiparate a
quelle sane, perché riprodotte verosimilmente, in tutta la loro
consistenza. Tutto questo sempre grazie all'incidenza di una luce
ancora trasparente (...). Ascendenza Lombarda (guarda su).
Bacco degli Uffizi, del 1593
Anche nel assistiamo alla
riproposizione al grado zero di un personaggio mitologico
come il Bacco, raffigurato non come un Dio in trionfo, ma come un
semplice "garzonetto d' osteria" , come dice Longhi, preso
dall'ebbrezza del vino, con l'occhio socchiuso, il braccio appoggiato,
la mano sinistra non ferma che tiene, in modo assolutamente
incerto, il calice contenente il vino, che Caravaggio aveva messo in
posa e poi rappresentato sulla tela. Solo la corona di foglie di vite
che cinge il suo capo, i grappoli d'uva e il vino, suggeriscono che si
tratta di Bacco.
Da un punto di vista stilistico: Manifattura nell'equiparare,
ovvero, nell'imitare la consistenza ottico-materica "tanto di un
quadro buono di fiori, come di figura" ovvero, sia della figura
umana, sia di ogni altro elemento della rappresentazione.Ciò
si evince dall'analisi ottico materica accurata del giovane,
ripropodotto attentamente in tutti i suoi dati, in tutta la sua
carnalità e da quella altrettanto accurata della corona di foglie,
per esempio, di cui Caravaggio riproduce meticolosamente e
verosimilmente la consistenza, compresa quella delle foglie secche
e accartocciate, che vengono equiparate a quelle sane
(illudendo l'osservatore di poter percepire, anche solo con gli occhi,
la secchezza di quella foglie).
Anche di ogni elemento che compone la canestra di frutta: la
manifattura di Caravaggio si evince chiaramente nella resa
verosimile della consistenza ottico materica di tutti i diversi
frutti, come i chicchi d'uva, lisci e scivoilosi e anche di quelli
rovinati e marci, e delle foglie, sia sane, sia secche e accartocciate.
Grazie sempre all'incidenza della luce, che dà corpo e consistenza
agli elementi che colpisce.
Il particolare della brocca, mostra chiaramente la manifattura
nell'analisi ottico materica meticolosa e accurata della
trasparenza della brocca e anche delle bollicine sulla superficie
del vino e che suggeriscono il movimento del vino stesso, appena
versato. Questo grazie all'incidenza della luce, che
colpisce e trapassa il vetro, generando dei riflessi biancastri, che
Caravaggio riproduce abilmente. La stessa cosa nel particolare de
calice: la manifattura sta nell'essere riuscito a riprodurlo
verosimilmente, in tutta la sua consistenza e trasparenza,
compreso il vino al suo interno, raffigurato verosimilmente in
movimento (in seguito all'instabilità dettata dallo stato di ebbrezza),
grazie sempre all'incidenza della luce. E viene in questo modo
equiparato, all'analisi ottico materica meticolosa della mano, con il
particolare delle unghie sporche di terra, che rimanda, ancora
una volta, al "garzonetto d'osteria" che Caravaggio aveva utilizzato
come modello e aveva poi riprodotto sulla tela così com'era,
con tutte le unghi sporche, proprio perché non era suo
interesse selezionare il bello ideale, ma riprodurre la realtà
in tutti i suoi aspetti, anche bassi e volgari.
forse un suo stesso autoritratto, dopo essere stato malato (labbra livide). Sul
tavolo, altri elementi di natura morta, soprattutto il grappolo d'uva, perché si
ritrae come un bacchino giovane.
Non rappresentazione del bacco in trionfo, ma rappresentazione del tema
mitologico al grado zero : la rappresentazione del mito e del sacro viene
riportata al grado zero, non in senso apologetico. Si tratta di una
desacralizzazione, di una volontà di riportare il mito e il sacro al grado
zero e non in senso apologetico. Si desume mettendolo a confronto con il
Bacco degli Uffizi: giovane riprodotto attentamente in tutti i suoi dati, in tutta la
sua carnalità, come accade per la natura morta in primo piano (equiparazione).
CHE OPERAZIONE HA FATTO? ha preso semplicemente come modello il proprio
garzone di bottega, che ha messo in posa di fronte a sé e lo ha
rappresentato. Il Bacco viene rappresentato, quindi, non come un Dio, ma
come UMANO, e solo l'aggiunta della corona di foglie di vite non lo
rende del tutto un garzone, perché il Bacco è prima di tutto un garzone.
Preso dall'ebbrezza del vino, con l'occhio socchiuso, appoggiato con il braccio,
la mano sinistra non ferma, che tiene il calice in maniera assolutamente
incerta. Caravaggio riesce abilmente a suggerire il movimento del vino al
suo interno e a riprodurre esattamente la materialità e la trasparenza
del calice di vetro, grazie all'incidenza della luce, che colpisce e
Stessa cosa nella brocca di vino: riproduce
trapassa il vetro.
meticolosamente le bollicine che si producono sulla superficie del vino, in
seguito al movimento del vino stesso e della brocca.
tanta manifattura,
Dal punto di vista stilistico, nel riprodurre verosimilmente,
con lo stesso impegno e la stessa difficoltà, tanto il volto, quanto la frutta,
quindi, tutti gli elementi della rappresentazione, di cui Caravaggio
riproduce ATTENTAMENTE la qualità e la consistenza materica, il dato ottico-
materico (riproduzione ottico-materica), bicchiere di vino e vino dentro alla
brocca.
Contrariamente a quanto si pensa, la natura morta è un genere che
NON E' STATO ASSOLUTAMENTE IDEATO DA CARAVAGGIO (Già
esisteva nella cultura nordica e Fiamminga). A Caravaggio, infatti,
non interessa il genere, per se stessa, ma la inserisce nei suoi
dipinti, per dargli la stessa importanza di qualsiasi altro elemento
naturale, riprodurla con lo stesso impegno e la stessa difficoltà del
manifattura
volto, ribadendo quella che è la del pittore, riuscire a
conferire la stessa dignità a TUTTA LA NATURA.
In più, non è certo che Caravaggio attribuisse signiificati latenti alle
sue rappresentazioni, motivo per cui non è pienamente corretto
effettuare un'analisi iconologica deo suoi dipinti.
Il Bacco di Vélazquez: anche qui demitizzazione del mito: il
Bacco non viene rappresentato in un trionfo, come un Dio, ma
come un uomo semplicemente ubriaco, preso dall'ebrezza del
vino. Perdita del valore alto del mito, che viene riportato al
grado zero e non in senso apologetico. Il che significa che il
linguaggio Caravaggesco aveva segnato molti artisti del Seicento.
Ritratto del Vescovo Bernardo De' Rossi, Napoli, Lorenzo Lotto,
1505: mostra la luce molto alta (intensa) che proviene dall'esterno
e che colpisce e costruisce le forme, creando un contrasto
estremamente netto tra luci e ombre nette. In queste prime
opere, la luce è ancora trasparente, non si crea un contrasto
così netto. Ma nei dipinti della Cappella Contarelli, si verificherà
davvero quello che Bellori definisce il "ringagliardimento degli
scuri", ovvero, si creerà un contrasto ancora più netto e
deciso tra luce e e ombre nette, che si originano dall'impatto
netto che la luce ha sugli oggetti, fondamentale per costruire
le forme, riprodurle in tutta la loro materialità, suggerirne la
qualità materica, come se si potessero toccarle.
Nell'opera di Lotto, si verifica questo contrasto netto, tra la luce
esterna e le ombre nette che si originano dall'impatto che la luce ha
sugli oggetti, che contribuisce a costruire e a suggerire l'esatta
concretezza materica degli oggetti rappResentati, della veste, tanto
da poterla quasi toccare, da suggerire la sensazione di poterla
toccare con gli occhi.
Ragazzo morso da un ramarro, 1593-94, rientra tra le opere
giovanili di Caravaggio e fa parte della collezione di Roberto
Longhi, il più grande studioso di Caravaggio (monografia).
Rispetto alle precedenti opere giovanili, si assiste ad un altro
carattere innovativo della poetica di Caravaggio: l'indagine e la
riproduzione verosimile degli stati d'animo, in questo caso, del
dolore e spavento improvviso provato dal giovane ragazzo, che
è stato appena morso da un ramarro, suggerito chiaramente dal
volto dolorante, con la fronte aggrottata e la bocca semiaperta, e
dall'atteggiamento, con la spalla portata in avanti e il busto che
indietreggia leggermente, spinto dallo spasmo di dolore.
Da un punto di vista stilistico: Manifattura nell'equiparare,
ovvero, nell'imitare la consistenza ottico-materica "tanto di un
quadro buono di fiori, come di figura" ovvero, sia della figura
umana, sia di ogni altro elemento della rappresentazione.
Ciò si evince dall'analisi accurata del giovane, riprodotto in tutta la
sua carnalità, della morbidezza del panneggio e poi anche degli
elementi che compongono la natura morta.
Il particolare mostra la straordinaria manifattura di Caravaggio,
nell'equiparare tutti gli elementi, come si evince dalla riproduzione
verosimile della consistenza delle ciliegie, della freschezza della
rugiada depositata sulla usperificie umida delle foglie e della
Bacco
trasperenza della brocca (c
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
-
Appunti Caravaggio
-
Storia dell'arte moderna - Caravaggio
-
Beni culturali – Caravaggio
-
Riassunto modulo su Caravaggio