Caravaggio: vita e influenze
Michelangelo Merisi, conosciuto come Caravaggio, nacque in una delle famiglie del borgo di Caravaggio il 28 settembre 1573. Perse il padre a soli dieci anni e rimase nel suo paese ancora per un anno per poi trasferirsi a Milano per quattro anni (1584-1589). Dopo questo soggiorno, Caravaggio si recò a Roma dove venne influenzato in particolare dai Carracci.
Primi anni e influenze
In questo periodo eseguì per lo più copie di opere famose e, sopraggiunto da una grave malattia, fu costretto al ricovero in ospedale dove realizzò opere per il priore dell'ospedale originario della Siviglia, che le esportò nella sua patria. Si trasferì poi presso il cardinale Del Monte ed eseguì opere per il suo nuovo patrono quali: i Bari, il suonatore di liuto e la Medusa.
Stile e tecnica
Essendo educato in quella cerchia di provincia lombarda, giunto a Roma, volendo realizzare una pittura che fosse specchio della realtà, fu subito bollato come un irregolare, quasi un eretico. Infatti, a Roma la pittura doveva essere caratterizzata da nobiltà di soggetti e di azioni. Durante il soggiorno presso Del Monte, egli dipingeva nello specchio in quanto quest'ultimo non prediligeva la figura umana, ma presentava agli occhi dell'artista tutto ciò che rappresenta la realtà senza discriminazioni.
Caravaggio nella sua pittura rappresenta la vita intera, i sentimenti semplici e l'aspetto feriale degli oggetti, che nello specchio hanno lo stesso valore delle figure. Nel momento in cui tratta la mitologia sacra o profana, egli si sente in diritto di stravolgerla, come accade nel Bacco e nella Medusa.
Opere e soggetti
Questi dipinti sono di chiara influenza lombarda come Il ragazzo con canestro di frutta e il bacchino convalescente (suo autoritratto). Il bacchino s'incorona per scherzo con un ramo d'edera, due pesche e due grappolini d'uva. Bacco appare invece come un garzone d'osteria romanesca, con in mano un calice di lusso che contrasta col vassoio rustico e la caraffa comune. Questi primi soggetti sono tutti giovinetti perché probabilmente erano gli stessi amici dell'artista, quindi suoi coetanei.
Nel suonatore di liuto, realizzato durante il soggiorno presso Del Monte, la bilancia di luce, ombra e penombra avvolge il giovane e lambisce il tavolo, rendendo la perfetta equivalenza tra la figura e la natura morta di fiori e frutta, da osservare il famoso riflesso della stanza dentro la caraffa.
Soggetti sacri
- Il riposo nella fuga in Egitto
- La Maddalena pentita
- La cena in Emmaus
- L'andata al Calvario
- Estasi di San Francesco
- Giuditta
- S. Caterina
Il riposo nella fuga in Egitto dimostra una chiara influenza delle opere del Lotto e Caravaggio volle rappresentare l’episodio come una sosta in campagna della famiglia del falegname, il tutto immerso in un paesaggio autunnale che non riprende elementi della flora orientale, bensì della campagna romana. L’angelo appare come l’incarnazione della grazia, che esiste per davvero anche se non si incontra di frequente.
La Maddalena invece appare una donna comune, una ciociarella rappresentata mentre piange e il sole che entra dalla finestra le asciuga i capelli. La cena in Emmaus appare come una scena di osteria romana dove è presente un primo accenno di drammaticità nell’ombra che si forma sul muro, quasi caricandola, la figura del Cristo. Questi appare sbarbato e ovalizzato, quasi una caricatura di quello della cena leonardesca.
L'andata al Calvario è caratterizzata da un Cristo troppo bello per l’asprezza della scena. Ma in realtà le contraddizioni sono un po’ ovunque.
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