Caravaggio 1571-1610
Situazione di passaggio tra sentimenti diversi
- Mancini “con una maniera di dipingere limatissima”
- Guardava la natura con ammirazione per la sua ricchezza e la sua meccanica perfetta
- Baglione “Egli poneva il modello davanti allo specchio e lo raffigurava in base all’immagine riflessa, sotto una luce concentrata”
Continua attenzione ad autorappresentarsi, risponde a quella esigenza fondamentale dell’umanesimo che è “nosce te ipsum” (conosci te stesso, se non ti conosci non capisci che uomo sei) → per questo si raffigura sempre in una situazione di limite tra luce e tenebre.
Baglione “fece alcuni quadretti nello specchio ritratti”
- Mancini “lumeggiava con lume unito che venga dall’alto senza riflessi, cioè diretto, come sarebbe in una stanza con le pareti colorate di negro che così, avendo i chiari e le ombre vengono a dar rilievo alla pittura”
Ambienti spogli, in cui si fa di tutto per filtrare la luce (evidentemente troppo forte)
- Androni → 1 la luce viene sempre dall’alto 2 interno nel quale ci si protegge dall’esterno
- Tempo stagionale dato dalla frutta, che non è esotica o strana, è frutta di orto o di campagna (nespola germanica, sorba)
Ambienti interni, protetti dall’esterno, ove la frutta è dolce, la temperatura è piacevole, e si vive in una situazione temperata dagli eccessi.
Si raffigura come colui che dal mare del male si sta approdando alle divine spiagge della luce.
- Per lui l’arte è essenziale a comprendere se stesso, ed è catarsi di se stessi. Luogo in cui tutto ciò che nella vita era nero l’arte lo ribalta in bellezza → serve a dare coraggio all’uomo, a farlo sperare, e vedere quello che va oltre il proprio limite.
Accetta la spada in quanto strumento legato da un equilibrio tra corpo e animo, rifiuta gli strumenti che non hanno questo equilibrio (condanna l’alabarda perché distrugge da lontano lasciando l’uomo che la usa chiuso dentro alla sua armatura).
- Rifiuta la grafica perché monocromatica, quindi toglie la forma-colore che è il fondamento per le percezioni della realtà.
Gesù come rappresentazione del sapiente epicureo, figlio dell’uomo/natura e non degli dei → non ne rappresenta la nascita; lo rappresenta sempre come una figura di suprema dolcezza e di profonda interiorità, sempre raccolto in se stesso come se meditasse profondamente in se stesso → diventa l’incarnazione di quell’amico scioglitore che non teme pericoli e si sacrifica fino a perdere la vita per l’amico (equivalente di Bacco ma più umano e vissuto).
Temi Ricorrenti
- Gesto del 2 (97-10): 1 seconda persona della trinità cristiana 2 secondo comandamento “ama il prossimo come te stesso”: Marta e Maddalena, Matteo e Angelo, Madonna del Rosario, Sette opere misericordia, Resurrezione di Lazzaro, Crocifissione di San Pietro, Bari, San Gennaro.
- Raffigurazione di sé: Martirio di San Matteo, Decollazione di San Giovanni Battista, Bacchino Malato, Cattura Mattei.
- Simbologia di Cerere: Bacco, Caneforo, Ragazzo che sbuccia il melangolo.
- Contro la legge del fenomeno: Cena in Emmaus, Matteo e l’angelo, San Tommaso.
- Fascetta: Gesù coronato di Spine, Ecce homo, Martirio di San Matteo, Decollazione di San Giovanni Battista.
- Carattere scimmiesco: Gesù alla colonna, Salomè con la testa del Battista.
Pars Instruens
Alcuni valori fioriscono secondo certi canoni.
- Atomi rotundi et femina
- Situazione di libertà piacevole, data da frutta e musica
- Protezione e fiducia reciproca
- Sospensione dell’azione, compimento delle azioni con calma e con lentezza
- Sbarbati
- Aspetto rotondo, ma non grasso, adiposo
- Abbandono alla calma
- Amplectere, effundere per ottenere il piacere vero
- Presenza della natura proveniente dall’orto intorno a casa (Diogene Laerzio “giardino come area sicura e intatta dagli eccessi dell’esteriorità”)
Pars Destruens
Alcuni valori decadono in altri canoni.
- Atomi amata et adunca
- Vesti abbottonate
- Figure che si contraggono e non si aprono
- Corredata dalla spada (serve a tagliare ed è di un materiale duro e spesso)
- Inganno, avidità sei sensi, accelerazione
- Desiderio di fare esperienza → non si può imparare una cosa astratta perché è sempre negativa
- Temi che portano a un piacere eccessivo (sorte, fato da interrogare), desiderio di possesso per sé
- Oggetti naturali o artificiali: rosa, ciliegie, ramarro, giubbe, carte, armi
Luce e conoscenza
Strumento fondamentale per la conoscenza di quelle cose naturali che lui ammirava, in quanto la coglieva a contrasto delle tenebre. Accostamento di aree più illuminate e meno illuminate per creare uno scarto profondo, non è ottenuta studiando nei fondamenti del disegno (prospettiva geometrica), ma attraverso gli effetti cromatici dell’ombra e della luce.
Matteo “occhi come lucerna del corpo”.
Rifiuto della prospettiva per dare profondità all’arte, rifiutava la prospettiva come geometria sottesa alle cose, che permette di inquadrare dal punto di vista in cui noi lo guardiamo. Per Caravaggio questo porta a “baggianate e fanciullaggini” (Van Manden). Prospettiva come mezzo artificioso, il quale scindeva fra disegno e superficie colorata, una scissione inesistente in natura, ma è imposta dall’intelletto → qualcosa che è nella mente dell’uomo, imposta per lui però come un orribile aspetto che viene dall’alto, cioè qualcosa che non è conoscibile attraverso la percezione e che quindi è inganno e falsità → come un punto di vista, perché la prospettiva obbliga a scegliere un punto di vista, da cui il soggetto osserva la cosa, che a lui risuonava come un atto di egoismo del “durum ingenium”, che riconduce tutto a se stesso e che in questo modo distrugge un’unità che invece nelle cose e nella natura esiste.
C’è un punto di vista da cui partono i raggi che costituiscono la geometria della struttura interna e della scatola in cui le figure sono comprese, sulla quale aderisce poi il colore per dare il senso naturale di questa forma —> toglie la profonda unità che è della natura, ovvero il complesso → forma e colore sono inscindibili.
Caravaggio si rifiuta di usare il disegno per strutturare internamente le carni e i capelli, ma usa solo il colore come sostanza per dare questo senso di immediatezza → le figure non scalano in profondità, ma sono sovrapposte mancando dello spazio che le separa, ma anche del loro scalare in profondità. Non guarda i modelli secondo il suo punto di vista, ma li rappresenta in quanto tali.
Lucrezio + Diogene Laerzio → questo rifiuto si può legare alle due dimensioni atomiche/luminose/etiche. L’abbondanza delle tenebre serve a mascherare l’assenza di un punto di fuga derivante dalla prospettiva.
Specchio
Utilizza lo specchio piano e non quello a scudo (convesso), perché porta all’alterazione delle forme riflesse. Come la prospettiva, questo altera la realtà oggettiva dell’integrità delle cose della natura, che lo specchio piano invece tutela nel riflesso. Lo specchio piano ha come effetto sulla visione quello di annullare la profondità e di riportare le cose che mostra sul piano. Usava questo strumento perché rispettava l’integrità della natura indipendentemente dal punto di vista del soggetto riguardante → il punto di vista appare come il durum ingenium, quindi rappresenta una chiusura in se stesso rispetto alla verità, e non ci permette di cogliere unicamente in un solo momento tutta la massa che abbiamo di fronte. Quindi lo specchio serve per spiegare la veridicità della percezione sensibile rispetto a quella intellettiva, il suo ruolo è quello di salvaguardare la causa stessa del vedere.
Secondo la concezione percettiva epicurea la conoscenza delle cose deve avvenire attraverso una pressione di qualcosa sulla membrana dell’occhio, questo avviene tramite il perpetuo fluire di atomi che “strappati dalla superficie dei corpi di tutte le cose” lasciano questi corpi senza sottrarre niente ad essi, volano nello spazio e entrano nell’occhio. Le immagini perfettamente identiche rispetto all’oggetto di provenienza vengono chiamate da Lucrezio e Epicuro “membrana corteccia”, che portano l’oggetto nella sua interezza, come è nella natura.
Caravaggio usa quindi lo specchio per tradurre in figura la natura come è e non come appare, gli garantisce di rivelare la verità atomica della cosa e di dare a chi la guarda lo strumento per vincere la falsità, cosa che altrimenti la prospettiva altererebbe.
Invito di Diogene Laerzio e Epicuro
Dedicarsi all’ininterrotta contemplazione della natura attraverso il riconoscimento della sua verità autonoma rispetto al nostro giudizio, e in questo modo trovare la pace interiore, cioè l’abbandono di tutto ciò che altera questo rapporto con la natura stessa. Per gli epicurei la visione è sensibile quindi necessita di un contatto, che nella percezione tattile è evidente, mentre nella percezione visiva implica che qualcosa entri nell’occhio a colpirlo, quindi a provocare all’interno dell’occhio lo stesso effetto che fa la percezione tattile delle cose. Ciò che entra nell’occhio è quella massa di atomi che si staccano senza consumare l’oggetto.
Epicureismo
Filosofia che si fonda sul piacere e che sa cogliere la forma fisica di esso. Vede il culmine del piacere nell’amicizia, cioè nell’incontro con l’amico fino al sacrificio per lui. Vede questi caratteri massimi nella divinità che li trasmette alla natura (massima maestra), che li insegna a sua volta all’uomo.
Conoscenza → si basa sull’indagine dei fondamenti dei caratteri opposti della bellezza-bruttezza, piacere-dolore, calma-accelerazione.
- Libro 10 delle Vite di Diogene Laerzio
- De Rerum Natura di Lucrezio
- Ars poetica di Orazio
Lucidus ordo e Medias Res
Al cuore della cosa attraverso Labor limae (non inserisce mai qualcosa di eccedente rispetto alla centralità del discorso).
Invito ad Esto brevis (conseguenza dell’andare al centro delle cose → immediatezza)
“Se vuoi farmi piangere con l’arte in primo luogo devi essere addolorato te” “se mi vuoi emozionare, devi prima emozionarti te”, devi provare quel sentimento che poi vuoi trasmettere, immedesimandoti nelle scene → l’esperienza sensibile è criterio di verità, cui nulla può contraddire mentre a un pensiero astratto tutto può contraddire.
Lucrezio
Distinzione tra i giovani rotondi dai giovani più acuti:
- “Atomi rotundi et femina”, che sono la struttura per cui le cose “dulcent” appaiono dolci (parola femina svincola il concetto di effeminato con risvolto sessuale, c’è solo un virile senso dell’amicizia).
- “Atomi amata et adunca”, dolorosi al tatto perché “amata et asper” in quanto sono duri e spessi. Per la loro consistenza non si fondono e si abbracciano ma si “contraggono in se stessi e tagliano” (Lucrezio) → impressioni atomiche diverse nell’occhio.
Lucrezio + Ars poetica → corpo e anima nell’uomo sono talmente congiunti tra loro che ciò che i sensi del corpo percepiscono dagli atomi naturali è raccolto dall’anima che circola per tutto il corpo ed è offerto al caput dove è situata la mens, il principio generale del corpo, nel cuore che sta nel petto, dove avviene il giudizio sul bene e sul male.
Lucrezio → inno iniziale del De rerum natura a Venere → nel momento in cui l’uomo si sta attualizzando secondo la sua vera natura che prima era celata e lo fa immergendosi nella luce, questa è immagine della potenza creativa dell’amore con cui la natura genera se stessa, amore che conduce alle “divine spiaggia della luce” → spiaggia bianca = regno della luce.
Ars poetica → invito a dilettare e allo stesso tempo ammonire, ammonendo su quale voluntas si vuole seguire.
Massimo bene → arte come massimo grado della contemplazione della bellezza.
Fato
Diogene Laerzio, Epicuro “è introdotto dagli stoici come signore di tutte le cose, è vana credenza”.
Simboli a se stanti, non comprovati dall’esistenza, sono vana credenza e quindi fallaci.
Due caratteri negativi dell’epicureismo:
- Capacità di sfidare le avversità fino a morire per l’amico
- Corrosione interna dettata dalla sfiducia per l’amico che provoca l’ansietà delle figure
Divinità → “divinità come essere vivente immortale, beato la cui nozione è in noi impressa dalla natura. La divinità epicurea è di bene e beatitudine e ci viene data attraverso la natura che la passa all’uomo. L’idea epicurea della divinità è proiezione all’infinito dell’idea di pace e beatitudine che rifiuta tutto ciò che è allotrio a questa beatitudine” (Diogene Laerzio) → Caravaggio usa segni convenzionali imposti dalla religione che non corrispondono alla verità sensibile e naturale, segni negativi che usa per fare conoscenza della benignità degli dei.
Morte → la morte è nulla in quanto privazione della sensazione (non c’è sofferenza quindi non c’è motivo di temere la morte).
Critica del '900
Longhi → realismo, riduzione dell’uomo a dato, a materia. Coincide con il popolo in quanto classe sociale incolta → incapacità di cogliere un sostrato culturale, ridurle a “semplici” e “ridotte”, al minimo dell’essere umano.
Calvesi → sintesi di più elementi, quello naturale e del dato esistenziale, e quello ancorato al simbolo. Esistenza come materia e cultura come civiltà del tutto astratta dalla materia stessa (Mondrian, Freud) → l’idea di popolo e di classe erano inesistenti nel 500/600, il concetto di popolo come noi lo usiamo è un concetto di classe popolare che nasce nell’800.
Società con osmosi continua divisa in:
- Aristocrazia che tiene in mano le redini della cultura e del potere
- Figure inferiori, colte e intelligenti, che sapevano ragionare giuridicamente e culturalmente → l’artista aveva un pensiero, perché l’aristocrazia amava chi aveva un valore, un talento che poteva permettere di alimentare i loro sogni di bellezza e di grandezza
Opere degli anni di Del Monte 93-98
I tre aspetti fondamentali della sua vita (corpo, cuore/anima, arte) sono usciti da una situazione di malattia, identificata con lo scuro (Epicuro, dimensione in cui dominano gli atomi che occludono perché sono grossi, a una situazione di sanità che è quella verso cui tende → “area candens”, la quale “pate facit” (tiene aperte le porte del cuore).
Autoritratto come Baccante convalescente. Roma, Galleria Borghese.
- Cerca con gli occhi qualcuno fuori dal quadro ma interno all’immaginazione
- Al limite tra due situazioni opposte dal punto di vista ambientale, personale → situazione ambientale: passaggio; al limite tra le tenebre da cui viene e la luce a cui arriva
- Malaticcio → labbra sbiancate e occhiaie, supera la malattia andando verso la luce, attraverso l’uva che si porta alla bocca (mezzo attraverso cui trova la salute)
- Offre se stesso → spalla
- Pesca (geroglifico del cuore) = immagine del cuore, quello che si unisce al cuore della persona a cui vuole spiritualmente unirsi
Passaggio dalla malattia alla salute, si rappresenta nel momento in cui procede e trova se stesso relativamente al corpo, all’animo e all’arte → il significato implicito è nella corona di edera.
Contrasto tra luce e ombra → contrasto intimissimo nel suo essere, come rapporto etico tra due condizioni atomiche opposte (Aristotele, divenire nel tempo).
Ombra e luce sono due impressioni atomiche diverse nell’occhio → l’oscurità è determinata da un fascio di atomi grossi che entrano nell’occhio occludendolo (chiudersi in se stessi); l’area candida è determinata da atomi più piccoli e mobili che non si fermano occludendo, ma aprono, sciogliendo le ombre. Passando dall’area scura a quella candida accetta il discorso di Aristotele → passa da una potenza in cui non è visibile, a un atto in cui è visibile tutto l’uomo.
Edera → simbolo del baccante. Virgilio, Georgiche 1 lirica bucolica (natura e sentimento umano nella natura) 2 nascente poeta (giovane che si è ritrovato) → attualizza la pienezza di se stesso e con il contesto di immagini positive legate alla natura e alla sua semplicità.
Giovane morso dal ramarro
Londra, National Gallery.
- Finestre a settori, si poteva scegliere il grado di luce più interessante → fascio di luce molto diretto perché è isolato in una situazione oscura.
- Atomi buoni, tondi, offerenti, ma non è statico → moto accelerato, determinato da una reazione fulminea ai fatti.
- Il giovane in questa sua offerta offre se stesso a un piacere, quello delle ciliegie → gesti accelerati perché ne desidera molte (non si accontenta) → mettere in guardia dal superare le leggi della natura.
- Rosa → Venere, atomi femmina nell’effeminatezza. Doppio senso delle ciliegie (sedere), avido di piacere e qui incontra il ramarro che gli provoca dolore e che indica il sesso virile che “piglia piacere di vedere l’uomo involto” (M)
-
Riassunto esame Storia dell'arte contemporanea, prof. Tordella, libro consigliato Caravaggio, Longhi
-
Riassunto Fondamenti I° Modulo
-
Riassunto esame Pittura 600, prof. Zuccari, libro consigliato Caravaggio Controluce
-
Riassunto egittologia, III modulo