CAPSULE
Preparazioni solide con involucri duri o molli di varie forme e capacità, contenenti usualmente una dose unica di pa,
destinate alla somministrazione orale.
Capsule molli (one piece) sono completamente chiuse, non si possono aprire, e contengono un liquido (in genere le
uso proprio perché voglio veicolare un liquido dosato, in una singola unità posologica); sono costituite da gelatina con
aggiunta di glicerina (o glicerolo, sono polioli, hanno 3 idrossili quindi richiamano acqua) fino al 30% (responsabile
dell’elasticità, chiamata molle per questo, e si ha una maggior facilità di deglutizione).
Capsule dure o opercolate (two pieces) sono aperte e contengono polveri. Sono preparate esclusivamente con
gelatina (origine animale) o idrossipropilmetilcellulosa (HPMC) (alternativa semisintetica) contenente il 10-15% di
umidità residua, più eventuali opacizzanti o coloranti (HPMC viene sciolta a caldo a 70 °C e poi gelifica a freddo). Infatti
le capsule vanno tenute chiuse ermeticamente perché il contenuto di umidità deve essere mantenuto, se no l’acqua
evapora, viene rilasciata dalla gelatina e il film di gelatina che costituisce la capsula diventa molto più rigido. La
gelatina è di derivazione animale, quindi miscela di peptidi di origine animale, miscela di proteine idrosolubili (60-90
kDa) ottenute per estrazione da collagene animale (polipeptide ottenuto per idrolisi del collagene derivante dal
tessuto connettivo, ossa, pelle, tendini di animali).
Perché usiamo la gelatina?
-non tossica
-rapida solubilità nei fluidi biologici a 37 °C (quindi quando la deglutisco si scioglie facilmente nello stomaco)
-ottimo materiale filmogeno perché produce un film resistente e flessibile (lo spessore della parete di una capsula
dura è molto sottile, di 100 micrometri, mentre lo spessore della capsula molle è molto più grande)
-è un peptide, polimero di natura proteica, non di sintesi
-è in grado di dare soluzioni molto concentrate (40% p/p) che a 50 gradi (quando fondo questa materia prima) sono
mobili, lavorabili, processabili a livello industriale
-le soluzioni di gelatina in conc dall’1 al 70 % formano un sistema SOL-GEL termoreversibile (variando la temperatura
posso variare lo stato fisico della sostanza, da liquido a gel, esistono dei polimeri che in soluzione acquosa a
determinate % quando li ho nel flacone sono liquidi, quando li spruzzo nella mucosa nasale e quindi la temperatura
sale a 37 gradi, quel liquido gelifica e, gelificando, quindi aumentando la viscosità, resta per più tempo adeso alla
mucosa, e questo consente di veicolare più farmaco, perché il contatto prolungato con la mucosa permette al farmaco
di essere assorbito, invece un liquido colerebbe fuori). La temperatura poco elevata (30-40 gradi) alla quale avviene il
cambiamento di fase è una delle caratteristiche che la fanno preferire ad altre sostanze filmogene.
NUOVI POLIMERI IMPIEGATI: materiali alternativi, ma molto meno diffusi, per la produzione degli opercoli sono
l’HPMC, il pullulano (derivato da un’alga), l’amido e il chitosano. Lo sviluppo di nuovi materiali alternativi ha subito
una rapida accelerazione negli anni 2000 in seguito alla diffusione della BSE (encefalopatia spongiforme bovina) e
anche per un fattore di marketing, di tendenza, per quanto riguarda il vegano, l’HPMC deriva dalla cellulosa (per
aggiunta di gruppi metilici e idrossipropilici alla cellulosa) e che è vegetale. Materiali diversi da gelatina danno però
diversi inconvenienti che fanno preferire ancora la gelatina a questi per la produzione di capsule dure.
PRODUZIONE INDUSTRIALE DI OPERCOLI DI GELATINA RIGIDA
Si fa una soluzione a caldo di gelatina in acqua in % elevate, vengono fatti scendere dei perni metallici all’interno della
massa liquida, i perni si rialzano e la miscela rimane adesa sui perni, l’eccesso cola, e asciugandosi questa soluzione sui
perni, l’acqua evapora e rimane sul perno uno strato sottile di polimero attaccato che costituirà la nostra capsula.
ADDITIVI
-coloranti: aiutano nell’identificazione del prodotto e nel rendere più piacevole la forma farmaceutica stessa. Per
aumentare la compliance del paziente sono associati diversi colori di capsule per diverse patologie. Possiamo avere
coloranti solubili in acqua, ad es l’eritrosina (E127)(spesso vengono poste in etichetta le sigle per non scrivere il
nome), oppure pigmenti insolubili (ossido di ferro e di titanio).
-agenti opacizzanti: protezione contro la luce o per nascondere il contenuto della capsula stessa. Il più usato è il
biossido di titanio.
-plasticizzanti: per ridurre la fragilità dell’opercolo rendendolo più flessibile (sorbitolo, glicerolo, ma anche l’acqua è
importante nel determinare la flessibilità della gelatina, che quindi può essere considerata un plasticizzante a tutti gli
effetti).
-conservanti: servono perché la gelatina costituisce un ambiente favorevole ai microrganismi (es parabeni, anidride
solforosa).
CAPSULE MOLLI
Rispetto a quelle dure hanno un involucro più spesso e continuo che può assumere varie forme. L’altra sostanziale
differenza con le capsule dure sta nel fatto che in questo caso la formazione dell’opercolo e il suo riempimento
avvengono contemporaneamente. Le capsule di gelatina molle sono una forma farmaceutica in crescita negli ultimi
anni, in seguito alla scadenza del brevetto Scherer, in quanto consentono di veicolare attivi già in soluzione, pronti per
essere assorbiti, non si devono disgregare, il pa è già disciolto. Il materiale interno non deve solubilizzare il guscio
esterno.
Vantaggi:
-posso veicolare materiale fluido e anche semisolido (semifluido), e in alcuni casi la riproducibilità della distribuzione
di pa all’interno dei singoli opercoli è maggiore, perché è più facile ripartire nella stessa quantità un liquido rispetto a
una miscela di polveri, inoltre le polveri devono scorrere bene per andare a riempire quelle cavità.
-ho un rilascio di pa più veloce perché questo è già in soluzione, (ciò è vero per pa idrosolubili dissolti in PEG liquidi,
per pa liposolubili dissolti in una fase oleosa il discorso cambia) quindi una volta che la capsula molle arriva nello
stomaco la gelatina esterna si scioglie e ho già il liquido libero e pronto per essere assorbito, mentre nella capsula
opercolata il pa è in polvere quindi dovrà andare prima in soluzione nei fluidi gastrici per poi essere assorbito, perché
la polvere non viene assorbita dalla mucosa, verrà assorbita solo come liquido quindi in soluzione.
-essendo chiuse ermeticamente costituiscono una barriera verso l’azione ossidante dell’ossigeno atmosferico, infatti
vengono usate per contenere ad es oli che a contatto con l’aria si ossiderebbero facilmente, come l’olio di pesce
(omega3…)
-possono avere forme e dimensioni svariate
Svantaggi:
-sono pochissime le aziende aventi l’esperienza e la strumentazion
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Tecnica farmaceutica - le capsule
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