La capitale quadrata
Cippo votivo in marmo
Roma, Museo delle Terme; a. 60 d. C. Scrittura capitale quadrata.
Iscrizione 1a
1. Iovi Optimo Maximo et Genio
2. Venalicio
3. Publius Acilius Cerdo
4. Votum Solvit
5. (Nerone Caes)are
6. Augusto IIII
7. Cosso Lentulo Cossi Filio Consulibus
Si tratta di un cippo votivo iscritto su due lati, quello frontale e quello posteriore, consacrato a Giove (Iovi Optimo Maximo in dativo) da Publio Acilio Cerdo (in nominativo), prima del 2 luglio del 60 d. C., durante il consolato di Nerone Cesare Augusto e Cosso Cornelio Lentulo. Probabilmente la dedica fu fatta al fine di sciogliere un voto. È tra le iscrizioni dedicate al “Genius Loci”, ovvero al Genio Venalicio, il luogo (venalicium) dove a Roma si teneva il mercato degli schiavi. Queste sono iscrizioni di numero limitato.
In questo caso, si tratta della parte frontale del cippo, dove possiamo notare alcune lettere scarpellate. Questo è dovuto alla damnatio memoriae dell'imperatore. Oggi questa iscrizione è situata presso il Museo delle Terme, a Roma. Una cosa da tener ben presente è l'utilizzo delle abbreviazioni dette “per sicla”, soprattutto dei nomi. Notiamo, infatti, la presenza di molte lettere seguite da un punto.
Dati riguardanti l'analisi: consulibus è un ablativo assoluto e significa al tempo in cui erano consoli (in questo caso – Nerone e Cosso Lentulo). Conoscere i nomi dei consoli ci permette di datare l'epigrafe.
Iscrizione 1b
1. Senatus PopulusQue Tiburtinus (item)
2. ornamentis Decurionatus honorato
Si tratta di una capitale quadrata e di una capitale rustica del 176-199. Sono le ultime due righe, aggiunte all'Elogio dell'istrione Apalausto inciso nel lato frontale e in quello di sinistra di una base di travertino scoperto nel tempio di Ercole vincitore a Tivoli e oggi situato nel Museo delle Terme a Roma. L'iscrizione ricorda l'onore del Decurionato conferito all'istrione Agrippo, detto Menfi, liberto aulico, celebre pantomimo, tre volte vincitore dei giochi sacri e onorato del titolo di sacerdote.
Fu condotto a Roma dalla Siria tra i trofei della guerra con i Parti dall'imperatore Vero, che lo chiamava Apalausto e fu fatto trucidare da Commodo. L'iscrizione, dedicata dai Tivolesi ad Apalausto, riportava nel lato sinistro il nome dell'imperatore e in quello frontale l'elenco degli onori tributati all'istrione, con l'aggiunta del decurionato. Dopo la morte di Commodo il suo nome, per la damnatio memoriae, fu raschiato dall'iscrizione e, sopra, fu aggiunto quello di Musonio Giulio Antullo, patrono del municipio di Tivoli.
Da notare:
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10. Capitale corsiva, rustica, quadrata; scrittura damasiana; scrittura onciale. Con esempi - Paleografia
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Capitale sociale
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Gestione del capitale
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Ragioneria - Operazioni sul capitale