Oncologia medica: cancro della mammella
Incidenza e mortalità del cancro della mammella
Il cancro della mammella negli ultimi decenni ha subito un aumento dell’incidenza, questo perché va via via sempre più aumentando la vita del soggetto medio, per cui l’età è anch’esso un fattore di rischio di sviluppare cancro; ed anche perché sono aumentate le diagnosi precoci attraverso lo screening (si stima che il 60% delle diagnosi avviene attraverso lo screening). Fino a pochi tempi fa e ancora oggi il cancro della mammella rappresenta la principale causa di morte per neoplasia (oggi soprattutto per le donne tra i 35 e i 50 anni) e supera nel sesso femminile l’incidenza delle malattie cardiovascolari. In Italia, nonostante negli ultimi anni, l’incidenza è aumentata (grazie alle metodiche di screening) e si è abbassata la mortalità (grazie ai trattamenti loco-regionali, chirurgici, radioterapici, chemioterapici e all’introduzione dei trattamenti adiuvanti).
Epidemiologia del cancro della mammella
Dal punto di vista epidemiologico, la malattia è rara al di sotto dei 20 anni. Fino a pochi anni fa lo sviluppo della malattia dai 20 ai 30 anni era considerato poco frequente, al contrario dei giorni d’oggi, poiché le caratteristiche biologiche della neoplasia stanno cambiando. Nonostante tutto, abbiamo un primo picco di incidenza tra i 45 anni (ancora in pre-menopausa); vi è poi un plateau; dopo di che vi è un secondo picco di incidenza intorno ai 70 anni. Questi 2 picchi di incidenza ci dicono che probabilmente esistono 2 tipi di malattie: una malattia tipica della pre-menopausa ed una malattia tipica della post-menopausa. Non a caso un tumore in una donna di 70 anni in post-menopausa è un tumore poco aggressivo, che esprime i recettori ormonali e quasi mai ha l’iperespressione dell’Erb-B2. Il tumore della donna in pre-menopausa, invece, è spesso più aggressivo, può esserci la presenza o meno dei recettori ormonali ed ha quasi sempre l’espressione dell’Erb-B2.
Anatomia della mammella
La ghiandola mammaria è costituita da una porzione ghiandolare e da una porzione di stroma: quindi vi è una componente per lo più epiteliale ed una componente stromale. In genere dividiamo la mammella in quadranti:
- Quadrante supero-interno.
- Quadrante supero-esterno.
- Quadrante infero-interno.
- Quadrante infero-esterno.
Incidenza anatomica del cancro della mammella
La maggior parte dei tumori si sviluppa a carico del quadrante supero-esterno perché la maggior parte della ghiandola mammaria si disloca sul quadrante supero-esterno.
Fattori di rischio nel cancro della mammella
- Storia familiare: non solo la presenza di BRCA1 e BRCA2 ma anche la presenza in famiglia di più casi di cancro della mammella condiziona un aspetto di rischio legato alla familiarità. Ovviamente se in una famiglia ci sono stati più di un caso di cancro della mammella è opportuno fare un counseling genetico, ovvero una consulenza genetica, in modo da accertare o meno la presenza di mutazioni germinali (alterazione genica a carico dei gameti) nel nucleo familiare.
- Delezione di BRCA 1 e BRCA 2: responsabili del 40% delle neoplasie ereditarie. BRCA 1 e BRCA 2 sono responsabili della riparazione del danno a carico del DNA in modo tale che se c’è un danno a carico di una cellula bloccano la proliferazione in modo da non trasmettere il danno alla cellula figlia. BRCA = Breast Cancer.
- Precedente neoplasia: un precedente cancro della mammella pone il rischio alla paziente di svilupparne un altro perché se il fattore di rischio rappresentato da uno stimolo ormonale ha agito su una mammella può agire anche sull’altra mammella. Il rischio è dello 0,5 – 1% rispetto a chi non ha sviluppato neoplasie precedenti.
- Fattori endocrini e riproduttivi: in questo senso, la finestra estrogenica è importante. La finestra estrogenica è il tempo che intercorre tra il menarca (ovvero l’inizio dell’attività ovarica) e la menopausa (termine dell’attività ovarica). Più è lungo il periodo della finestra estrogenica, maggiore sarà il tempo di esposizione agli estrogeni e di conseguenza maggiore sarà il rischio di sviluppare una neoplasia mammaria. Quindi, menarca precoce e menopausa tardiva sono fattori di rischio rispetto ad una menarca tardiva e una menopausa precoce. Il menarca standard ideale è di 11-12 anni, ciò significa che ogni anno di anticipo conferisce il rischio del 4-5%.
- Fattori ambientali.
- Dieta.
- Obesità: rappresenta sia un fattore di rischio generico per tutte le neoplasie sia un fattore di rischio specifico per il cancro della mammella. Infatti vi è l’aumento del tessuto adiposo e di conseguenza di AROMATASI e quindi di estrogeni.
Gravidanza
Nel periodo della gravidanza diminuisce la produzione di estrogeni e aumenta la produzione di progesterone, quindi in un certo senso la donna è coperta dall’esposizione degli estrogeni. Inoltre, anche il periodo di allattamento rappresenta una sorta di protezione dall’esposizione alla proliferazione degli estrogeni, grazie alla prolattina che ne impedisce la produzione. Non a caso negli anni '80 il cancro della mammella risultava essere più frequente nelle suore anziché nelle donne sposate.
Malattie benigne della mammella
Il fibroadenoma mammario è il tumore benigno mammario per eccellenza e non evolve a carcinoma mammario. Nonostante ciò, a volte può succedere che nel fibroadenoma ci siano già focolai del tumore maligno. Dunque, il passaggio dal tumore benigno al tumore maligno della mammella non è chiaro.
Classificazione dei tumori
In genere, i tumori della mammella sono di origine epiteliale e vengono detti adenocarcinomi. In particolare, nel cancro della mammella distinguiamo:
- Carcinoma in situ.
- Carcinoma invasivo.
- Adenocarcinoma duttale: se ha origine dal dotto galattoforo.
- Adenocarcinoma lobulare: se ha origine dal lobulo.
Questi tipi di tumori possono presentarsi anche come più noduli della stessa mammella, dando vita al quadro della multiplicità.
Tumore triple negative
Il tumore triple negative è uno dei tumori più difficili da curare e si raggiunge il culmine dell’aggressività poiché:
- Non possiede l’iperespressione dell’Erb-B2.
- Non possiede i recettori ormonali dell’estrogeno.
- Non possiede i recettori ormonali del progesterone.