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Oncologia medica

Cancro del colon-retto

Epidemiologia del cancro del colon-retto

Il cancro del colon retto copre circa il 10-15% di tutte le neoplasie nel mondo occidentale. Dopo il polmone, anch'esso miete un gran numero di vittime poiché, rispetto al cancro del polmone, il cancro del colon retto è abbastanza trattabile e facilmente diagnosticabile.

Sporadiche. L'80% dei casi di cancro del colon-retto sono forme sporadiche. Quando parliamo di cancro del colon-retto, parliamo di due entità di tumori: quello del colon e quello del retto. Questi due tumori vengono associati per le simili caratteristiche, anche se bisogna dire che mentre il cancro del colon non sembra essere legato a nessun fattore, il cancro del retto è più frequente nel sesso maschile, quasi il doppio.

La sopravvivenza a 5 anni dalla diagnosi: in Europa è del 40%. Negli USA è del 63% per la popolazione bianca e del 53% per la popolazione nera. Analogamente al cancro della mammella, l'incidenza sta aumentando poiché c'è un aumentato numero di diagnosi precoci, si fa più attenzione alla sintomatologia enterica. Nonostante non ci siano screening come per il cancro della mammella, i sintomi possono essere piuttosto frequenti: ad esempio, se troviamo un'anemia, in genere si va a chiedere subito un'endoscopia. L'età dei pazienti affetti da questa neoplasia si sta abbassando, infatti oggi vediamo uomini di 30 anni che fanno trattamento. La mortalità si sta riducendo o almeno rimane stazionaria.

Fattori di rischio

Per il cancro del colon-retto non esistono fattori di rischio specifici ma solo fattori di rischio generali:

  • Dieta: ad alto contenuto di proteine e grassi poiché questo tipo di alimentazione aumenta gli acidi biliari e metaboliti fecali del colesterolo, i quali a loro volta riducono la peristalsi intestinale, riducendo il transito del cibo. Mentre una dieta ricca di fibre e frutta, quindi una dieta che regolarizzi l’alvo, aumenta la velocità di transito del materiale fecale. Questo rappresenta un fattore protettivo poiché una rapida peristalsi riduce il contatto del potenziale cancerogeno con la mucosa intestinale. Ad esempio, se un soggetto è tendenzialmente stiptico e va in bagno ogni 3 giorni e ha mangiato qualcosa di dannoso, tipo carne alla brace, questo rimarrà per 3 giorni a contatto con la mucosa intestinale. Inoltre è stato dimostrato che una dieta povera di calcio può favorire lo sviluppo di un cancro, questo perché il calcio ha un effetto inibitorio sulla proliferazione delle cellule epiteliari.
  • Alcalinità delle feci: vediamo infatti quanto sia importante una dieta ricca di fibre, cereali e frutta.
  • Utilizzo di antiossidanti: che vanno ad eliminare i radicali liberi dell’O2.

Lesione della mucosa colon-retto

Quello che si conosce del colon retto è una vera e propria lesione pre-neoplastica che non sempre si riconosce in tutti gli altri tipi di tumore. Esistono delle condizioni patologiche benigne intestinali che predispongono allo sviluppo di tumore del colon retto: sono quindi delle malattie infiammatorie croniche intestinali. Un’importante condizione patologica associata al rischio di sviluppare cancro colon retto è la infiammatoria cronica intestinale.

Esistono 2 patologie benigne gastro-enteriche:

  • Morbo di Crohn
  • Rettocolite ulcerosa

Queste sono malattie infiammatorie croniche intestinali. La patogenesi di queste malattie non è nota, ma si suppone che siano di origine autoimmunitaria. Nonostante queste due patologie siano benigne, è stato dimostrato che i pazienti affetti da queste patologie sono più a rischio di sviluppare cancro del colon retto. In particolare, la rettocolite ulcerosa, che dura da almeno 10 anni, con insorgenza in età giovanile (in genere queste malattie insorgono a 20-24 anni), deve avere un attento follow-up clinico poiché c’è il 10% di rischio di sviluppare CRC.

Importante: a parte quelle che sono le malattie infiammatorie croniche intestinali, la reale lesione pre-neoplastica certamente evolvente verso la formazione del cancro è il polipo adenomatoso o adenoma polipoide. L’adenoma è un tumore benigno dell’epitelio ghiandolare, quindi della mucosa intestinale. L’adenoma polipoide è dunque un’estroflessione digitiforme della mucosa intestinale caratterizzata da una proliferazione benigna dell’epitelio intestinale. Non a caso queste formazioni possono insorgere in pazienti affetti da Rettocolite Ulcerosa e Morbo di Crohn.

C’è da dire che l’adenoma è una formazione benigna senza estroflessioni digitiformi; mentre il polipo adenomatoso è un’estroflessione digitiforme. Inoltre, è stata dimostrata una reale evoluzione da adenoma a carcinoma. Quindi, qual è la classica lesione pre-neoplastica del cancro del colon-retto? Il polipo adenomatoso.

Classificazione dei polipi adenomatosi

  • Polipo adenomatoso tubulare: è quello più frequente ma fortunatamente è quello che ha minor rischio di evolvere a cancro.
  • Polipo adenomatoso villoso: è quello che ha più rischio di evolvere verso il cancro del colon-retto.
  • Polipo adenomatoso tubulo-villoso.

Perché si pensa che questi polipi adenomatosi siano legati all’evoluzione di cancro? Perché la distribuzione anatomica e topografica di questi polipi adenomatosi ricalca quella dei carcinomi intestinali. In genere, i polipi adenomatosi sono più frequenti nel sigma, colon trasverso e nell’ascendente, come del resto i carcinomi.

Inoltre:

  • Le popolazioni con elevata incidenza di adenomi polipoidi mostrano una parallela elevata incidenza di cancro del colon retto.
  • Il picco di incidenza di polipi adenomatosi precede di qualche anno l’insorgenza del cancro del colon.
  • L’asportazione dei polipi previene la mortalità per cancro del colon.
  • Maggiore è il numero di polipi adenomatosi, maggiore è il rischio di sviluppare un cancro del colon.

Sequenza adenoma-carcinoma

Spesso nel 30% dei soggetti sottoposti ad asportazione chirurgica di un tumore intestinale, si ritrova una concomitanza di presenza di altri polipi adenomatosi. Esempio: abbiamo una mucosa intestinale normale, in seguito ad un danno o mutazione (ecc.), si ha l’adenoma o polipo adenomatoso, per poi passare in circa 2 anni dall’adenoma al carcinoma in situ, nell’arco dei 3 anni successivi abbiamo il carcinoma invasivo.

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Scienze mediche MED/06 Oncologia medica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher 4everfallforyou di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Oncologia medica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi della Campania "Luigi Vanvitelli" o del prof Bascapè Barbara.
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