Campi vettoriali e trasformazioni
Concetti fondamentali
Nell'elettromagnetismo le espressioni vettoriali di solito sono tali che i coefficienti dei versori contengono le variabili. L'espressione muta quindi intensità e direzione punto per punto, in tutta la regione interessata. Consideriamo per esempio il vettore:
E = -xax + yay
Sostituendo nell'espressione, dei valori ad x ed y, troviamo E nelle varie collocazioni. Dopo avere esaminato un certo numero di punti, l'andamento risulta evidente. Il campo è quello di fig.
Un campo vettoriale può anche variare rispetto al tempo. Al campo bidimensionale appena visto potremmo allora assegnare una variazione rispetto al tempo, così:
E = (-xax + yay) sin ωt
o anche
E = (-xax + yay) ejωt
I campi elettrici e magnetici che esamineremo sono tutti variabili nel tempo: e come è naturale, saranno tutti derivati e integrati rispetto a questa grandezza. Ma saranno operazioni naturali, e raramente presenteranno difficoltà.
Le trasformazioni
In qualsiasi problema il vettore, o il campo vettoriale, è qualcosa che esiste nel mondo fisico: il sistema di coordinate in cui lo si esprime è un semplice riferimento, ma se lo scegliamo oculatamente finiremo con l'ottenere una più diretta soluzione del problema, e un'espressione finale concisa, che mostra la simmetria presente. Talvolta può risultare necessario trasformare un campo vettoriale da un sistema di riferimento ad un altro.
Esempio 1
Consideriamo:
A = 5ra + 2 sin φ θa + 2 cos θ φa
in coordinate sferiche. Le variabili r, θ, φ potranno essere trasformate in cartesiane applicando i fondamenti della trigonometria. Si ha:
- r = √(x2 + y2 + z2)
- cos θ = z / √(x2 + y2 + z2)
- tan φ = y / x
Adesso le componenti sferiche del campo vettoriale A possono essere scritte in funzione di x, y, z:
A = 5√(x2 + y2 + z2) ra + (2y / √(x2 + y2)) θa + (2z / √(x2 + y2 + z2)) φa