Psicologia: definizione e ambiti
Psicologia etimologicamente significa “studio della psiche”. La psicologia è lo studio scientifico del comportamento e dei processi mentali. Riguarda molti aspetti della nostra vita e influenza le leggi e la politica sociale. I suoi ambiti sono molto vasti ma non ben definiti, in quanto legati alle complessità della nostra vita psichica e possono quindi essere interpretati e organizzati diversamente. Il termine psiche, comunque, rinvia alla vita psichica, alla “mente”, e quindi all'attività di pensare, ricordare, provare emozioni ecc.
Oggetti di studio della psicologia
- Per molti, l'oggetto è la vita psichica e quindi le esperienze di ricordare, immaginare, le emozioni e gli stati motivazionali. Tutto ciò può essere analizzato attraverso l'introspezione, che è però un metodo soggettivo e poco affidabile.
- Per altri, il vero oggetto della psicologia è il comportamento osservabile e misurabile da più persone.
- Altri ancora si concentrano sugli stati fisiologici. Il nostro sistema endocrino reagisce in modo specifico così come alcune aree del cervello sono attivate in maniera particolare. Questa analisi potrebbe anticipare l'evento psichico e comportamentale, è quindi un mezzo per prevedere e anticipare.
- Per molti altri psicologi, gli stati rilevanti sono inconsci (queste attività sono definite pre-coscienti, non-coscienti e inconsce), come possono essere gli stati brevi (tutto ciò che la mente fa in pochi secondi) e gli stati che la coscienza fa fatica ad accettare.
A differenziare, esiste anche l'unità di analisi che può essere considerata da una polarità “macro” (interesse rivolto ad aspetti più globali) o da una polarità “micro” (maggiormente focalizzata sul dettaglio). Questa discussione può portare a posizioni radicali di tipo “riduzionistico”, cioè quando la spiegazione viene ricondotta a livelli sempre più dettagliati.
Origini storiche
Il dibattito più grande nella storia della psicologia è il dibattito nature-nurture (natura-nutrimento), cioè se le capacità umane sono innate o acquisite con l'esperienza. Le radici possono essere rintracciate nei grandi filosofi dell'antica Grecia; Socrate (arte della maieutica; sviluppare conoscenze e apprendimento a partire dagli elementi che si hanno già a disposizione), Platone (ha descritto la psiche come un cocchio sotto la pressione di tre istanze, una cosciente e volontaria (cocchiere), una dipendente da valori etici e razionali (cavallo bianco), e una dipendente dagli impulsi (cavallo nero), questa metafora presenta una grande somiglianza con la descrizione di Freud di Io, Super-io ed Es) e Aristotele (vari aspetti del funzionamento psichico, è considerato il padre della ricerca sulla memoria).
Vi è poi Ippocrate, ritenuto il padre della medicina (famoso infatti il “giuramento di Ippocrate” per i medici) e interessato alla fisiologia (studio dell'organismo vivente e delle sue componenti, fece osservazioni su come il cervello controlla i vari organi del corpo). Distinse anche 4 tipi di personalità in relazione al funzionamento fisico e al carattere dell'individuo: sanguigno, collerico, flemmatico e malinconico. Caratterizzati da dei precisi umori (sangue, bile gialla, flegma e bile nera).
Secondo il dibattito, Socrate con la sua maieutica si poneva dal punto di vista innatista, che verrà poi ripreso da Cartesio (considerava il corpo umano come una macchina che può quindi essere studiata come tale).
Empirismo e sviluppo del pensiero psicologico
La seconda tappa è costituita dall'empirismo inglese (esperienza) che sostiene che l'individuo alla nascita sia una tabula rasa (Locke), e che tutto venga appreso dall'esperienza. Questo punto di vista ha stimolato l'elaborazione di una teoria dell'apprendimento. Gli empiristi fanno riferimento alle associazioni (associazionisti). Il principio fondamentale per la formazione di un'associazione è la contiguità temporale, per cui due eventi sperimentati in prossimità temporale o due idee evocate una dopo l'altra tendono ad essere associate. L'empirismo britannico ha avuto larga influenza sullo sviluppo del pensiero umano, e ha favorito l'osservazione naturalistica, con il contributo di Darwin che influenzò Galton che sostenne che l'intelligenza umana può essere considerata la capacità adattiva per eccellenza. Tutto ciò portò ad un atteggiamento ottimistico nei confronti del progresso e delle potenzialità della scienza (positivismo). Al giorno d'oggi si riconosce che la natura e il nutrimento si combinano, dando forma all'assetto psicologico individuale.
Sviluppi in Germania e Austria
In Germania e in Austria si creò un'esplosione della riflessione psicologica. C'era chi sosteneva che nell'organismo non vi fosse nulla di spirituale, ma solo forze fisiche e chimiche, e che l'uomo andava studiato nello stesso modo delle componenti della natura. Helmholtz era famoso per gli studi sulla percezione del colore e sulla velocità di trasmissione dell'impulso nervoso. Fechner è considerato il padre della moderna psicofisica e individuò regole per il rapporto tra mondo fisico e mondo psichico (Legge sulla costanza della soglia differenziale: per avvertire una differenza fra due quantità della stessa natura, occorre che fra le due ci sia una differenza minima che non si definisce in valore assoluto, ma in valore proporzionale alle quantità interessate). Mette in luce il fatto che si possono trovare regole chiare del funzionamento psichico che possono essere scritte usando i numeri.
La nascita della psicologia scientifica
La psicologia scientifica è nata nel XIX secolo quando Wilhelm Wundt fondò il primo laboratorio di psicologia presso l'Università di Lipsia, in Germania (1879). L'idea fondante era che la mente e il comportamento possano essere soggetti ad analisi scientifica, e riprese dal maestro Helmholtz gli studi sulla percezione sensoriale (misurazione dei processi mentali e dei tempi di reazione TR introdotti da Donders insieme alla cronometria mentale). Wundt si basava sull'introspezione aggiungendo una nuova dimensione sperimentale, cioè utilizzandola come sussidio ad altri metodi più sicuri.
Strutturalismo e funzionalismo
Titchener, allievo di Wundt, introdusse lo strutturalismo (analisi delle strutture mentali, scindere percezione e sensazioni) ed era convinto che esistesse una forma di introspezione esperta, risultato di uno specifico allenamento, che permette di riconoscere gli elementi costitutivi della sensazione. Ogni sensazione è caratterizzata da quattro dimensioni (qualità, intensità, durata e chiarezza). James si oppose a questa natura puramente analitica e diede vita al funzionalismo (studio di come lavora la mente per consentire all'organismo di adattarsi all'ambiente e funzionare), più aperto e meno rigoroso nell'uso della metodologia. Ma comunque, sia gli strutturalisti che i funzionalisti consideravano la psicologia come la scienza dell'esperienza conscia.
Psicologia in Italia
In Italia la psicologia ebbe delle importanti elaborazioni da parte del pensiero cristiano. Materialismo e positivismo la fanno svincolare dalla religione facendo diventare lo studio della psiche come un oggetto delle scienze naturali. La considerazione positiva della psicologia prese il suo avvio con Roberto Ardigò e soprattutto significativo è stato il contributo di Cesare Lombroso che riprese l'antica idea di associare caratteristiche somatiche a caratteristiche della personalità.
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