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Incontro con la psicologia

Nome e oggetto della psicologia

Il termine psicologia, in linee molto generali, possiamo definirlo come "lo studio della psiche". Ora dobbiamo indagare le due accezioni del significato della parola "psiche", essa infatti in greco ha diverse accezioni, due di queste, in latino, sono state distinte in "anima" e "animus", che si riferiscono alla nostra interiorità, uno dal punto di vista più spirituale e l'altro più legato alla parte corporale.

Durante il tempo, però, sono stati creati dei Bias (pregiudizi), tratti dall'interpretazione dei sogni, scritto da Freud, dalle letture dei giornali, come "l'imparare dormendo", o come le parole ambigue. Era infatti stato messo in commercio un apparecchio che veniva definito come utile per imparare qualcosa mentre si dormiva, partiva da una scoperta che in realtà era veritiera, ovvero che esistono delle aree del cervello che consolidano le informazioni durante il sonno, ma non che le informazioni si potessero apprendere senza nessuno sforzo.

Inoltre la psicologia ha un vocabolario che si sovrappone con quello della gente comune, infatti, molte parole della psicologia vengono usate dalle persone in modo inappropriato. Un'altra cosa molto discussa nel tempo è stata l'oggetto della psicologia, esso infatti non è prestabilito e standard, in quanto può variare. Può essere ricondotto a vari aspetti come il comportamento, gli stati fisiologici, l'attività psichica consapevole e inconsapevole. Tuttavia, dalla parola stessa "Psicologia", possiamo trarre la parola "psiche", questo ci fa capire che la Psicologia, da sempre, si occupa della vita psichica e di attività come pensare, ricordare, sognare, provare emozioni etc...

Gli psicologi si trovano in disaccordo nello stabilire un oggetto di studio della psicologia: per alcuni l'oggetto di studio per eccellenza dovrebbe essere la vita psichica, di cui la Psicologia dovrebbe dare spiegazioni e descrizioni, per altri l'oggetto di studio è il comportamento osservabile e misurabile. Inoltre, altri psicologi sostengono che la ricerca psicologica non può essere compiuta ignorando gli stati fisiologici, quindi la modalità in cui il corpo reagisce in una determinata situazione è molto importante.

Infine è stata avanzata un'altra ipotesi, ovvero che la ricerca psicologica non può basarsi solo su dati e comportamenti osservabili e consci, ma sono stati trovati degli stati inconsci che da alcuni psicologi vengono considerati anche i più importanti, due esempi potrebbero essere gli stati brevi e gli stati che la coscienza fa fatica ad accettare, i primi chiamati brevi proprio perché è stato osservato che un'esperienza psichica per essere osservata ed essere consapevole può durare circa mezzo secondo, e i secondi che riguardano tutti quegli stati inconsci, che influiscono in modo pesante sulla nostra vita quotidiana e quindi sul nostro comportamento, ma di cui noi non siamo coscienti e che studi come Freud sono riusciti a tirare fuori (caso di Anna O.).

L'unità di analisi

Come sappiamo tutte le scienze hanno un oggetto di studio, che può variare a seconda delle opinioni, esso può essere analizzato secondo un'unità di analisi, che può essere ampia o no. Nel caso in cui essa sia ampia, sarà più generale, nel caso in cui non lo sia, l'analisi verrà fatta in modo dettagliato e segmentato.

Le varie scuole definiscono un oggetto di studio e l'analisi che esso deve aver fatta:

  • Il comportamentismo ha come oggetto di studio il comportamento, che può essere analizzato secondo relazioni semplici (Watson) o secondo analisi più ampie (Tolman).
  • La psicoanalisi ha come oggetto di studio l'inconscio, anche qui l'unità di analisi può essere più specifica o più ampia, secondo Adler per esempio la persona va considerata in maniera indivisa, senza scomporla.
  • Il cognitivismo moderno ha come oggetto di studio gli eventi mentali, e quindi anche i processi cognitivi elementari, anche qui a volte vengono preferite le analisi ampie o meno ampie.

Comunque sia, se una ricerca ha prodotto dei risultati validi e quindi ha applicato un'unità di analisi appropriata deve avere delle caratteristiche, come il non dire delle cose già note, aiutare a capire come funziona la nostra psiche, avere un piccolo contributo di conoscenza che può servire da stimolo per nuovi sviluppi.

Dagli studi filosofici alla nascita della psicologia scientifica

Per capire come è nata la psicologia scientifica dobbiamo partire dal pensiero di alcuni filosofi antichi importanti, che hanno avuto delle idee che possiamo ritenere valide ancora oggi.

Aristotele e Platone

Aristotele e Platone sono due filosofi noti a tutti per l'ampiezza del loro contributo che è riuscito a coinvolgere anche la psicologia. Platone, che nella sua opera la Repubblica, dà una definizione di psiche come un cocchio sotto la pressione di tre istanze, in cui il cocchiere rappresentava l'istanza cosciente e volontaria, il cavallo bianco rappresentava i valori etici e razionali, e infine il cavallo nero, il quale rappresentava gli impulsi. Questa metafora presenta degli aspetti di somiglianza con le tre istanze descritte successivamente da Freud, ovvero l'Es, l'IO, e il Super-io.

Inoltre, in un'altra sua opera spiega l'arte della maieutica di Socrate, secondo cui le conoscenze possono essere sviluppate e arricchite grazie a quello che la persona ha già a disposizione, ovvero delle conoscenze interne che dovevano essere tirate fuori, questo ci fa pensare a qualcosa che anticipava modalità di apprendimento ancora note e importanti al giorno d'oggi.

Anche Aristotele ha dato il suo contributo facendo un suo excursus sul funzionamento della psiche e parlando della memoria e del ruolo importante delle immagini mentali, le modalità in cui avvengono per via associativa gli apprendimenti e infine le modalità in cui questi apprendimenti vengono recuperati nel momento di bisogno.

Altre persone da ricordare sono i medici Ippocrate e Galeno, che hanno cercato di mettere in relazione il funzionamento fisico con il carattere dell'individuo, distinguendo 4 tipi di personalità che erano state create in base alla prevalenza di un umore: il sanguigno (sangue), il collerico (bile), il flemmatico (flegma) e il malinconico (bile nera).

Cartesio

Gli empiristi inglesi, i più importanti Hobbes, Hume e Locke, sostenevano che le nostre conoscenze derivino dall'esperienza, supportando il fatto che alla nascita il bambino sia come una tabula rasa. La posizione degli empiristi si contrappone a quella difesa da Cartesio (René Descartes) che invece difendeva la posizione innatista.

Cartesio distingue, infatti, nell'uomo due parti "la res cogitans" (anima che opera secondo le leggi del libero arbitrio), ovvero la parte pensante a cui accoppiava le sue idee innatiste, e una parte corporea che era invece la "res extensa" (il corpo, considerato come una macchina). Cartesio, facendo questa distinzione tra anima e corpo, permette di studiare i comportamenti dell'uomo.

In quanto a quei tempi l'anima non poteva essere studiata, in questo modo avendo la distinzione era possibile studiare l'uomo e i suoi comportamenti, egli sosteneva quindi che i comportamenti osservabili sono il risultato del mal funzionamento della macchina corporea.

Empirismo inglese

Gli empiristi inglesi sostenevano quindi che quello che apprendiamo lo apprendiamo grazie all'esperienza e che alla nascita siamo una tabula rasa. Gli empiristi provano a spiegare come vengono acquisite e organizzate determinate conoscenze, ovvero con i principi associativi, essi sono caratterizzati dalla contiguità temporale, dalla somiglianza e dalla causalità.

Un'associazione mentale può riguardare stati mentali complessi o meno, come due sensazioni semplici (lampo e tuono) oppure più idee della mente. Il principio fondamentale per la formazione di un'associazione è la contiguità temporale, secondo cui due eventi che si susseguono nel tempo tendono a essere associati.

Oltre alla successione temporale due idee tendono a essere associate se sono simili tra loro o in contrasto, o se sono legate da un rapporto di causa. Da questo deduciamo che secondo gli empiristi l'associazione di due idee può dare vita a qualcosa di nuovo. Gli empiristi, inoltre, non negavano l'esistenza dell'anima, ma più che altro non se ne occupavano per evitare i problemi e le discussioni legati alla metafisica.

Loro studiavano infatti l'intelletto, che veniva definito come il prodotto della mente.

Darwin e l'evoluzionismo

Darwin all'inizio dell'800 propone la teoria evoluzionistica, secondo cui varie specie animali si sono evolute in base alla loro capacità di adattarsi all'ambiente, come ad esempio in un ambiente dove per sopravvivere c'era il bisogno di cibarsi dagli alberi, sopravvissero le giraffe e gli altri animali morirono.

La teoria di Darwin influenzò molto il pensiero del cugino, Galton, che avviò degli studi per misurare l'intelligenza umana, secondo cui l'intelligenza dell'uomo aveva un patrimonio genetico e veniva quindi trasmessa, questo fu un grande impulso per gli studi psicologici sull'intelligenza.

Il successo di Darwin diede impulso a un atteggiamento generale fiducioso nei confronti della scienza, che successivamente verrà chiamata positivismo.

La Germania prima di Wundt

Proprio in Germania e in Austria si crearono le premesse per un'esplosione della riflessione psicologica, infatti, già nel 700, la cultura tedesca aveva manifestato interessi psicologici importanti. Molto importanti, oltre Wolff, furono Kant ed Herbart, che hanno influenzato molto il pensiero del tempo.

Altri studiosi, come Helmholtz, che divenne famoso per gli studi sulla percezione dei colori e della trasmissione dell'impulso nervoso, ci fu anche Fechner, che voleva individuare regole chiare del rapporto tra mondo fisico e psichico. A proposito citiamo la famosa legge Weber-Fechner, secondo cui per sentire la differenza di peso in un piccolo oggetto basta aggiungere anche un grammo, invece in un oggetto di peso maggiore anche nel momento in cui viene aggiunto un grammo la differenza non viene percepita.

La legge di Weber – Fechner ha una grande importanza per la psicologia, in quanto dimostra che si possono ritrovare regole che spiegano il funzionamento psichico, in questo caso l'esperienza psicologica della pesantezza.

Wundt, Titchner, Donders e strutturalismo

Wundt è una figura molto importante per la psicologia, a lui va il merito di aver definito il metodo sperimentale nell'ambito dell'indagine psicologica. Egli si interessò anche della misurazione delle attività mentali, per misurare quanto tempo impiega la mente per compiere certe operazioni.

Wundt e Donders, quindi, aprirono la strada a una metodologia oggi molto popolare che misura il tempo che la mente impiega per certe operazioni (cronometria mentale), confrontando poi i risultati con altri tempi di operazioni simili (TR semplici, TR go/no go, TR di scelta). La cronometria mentale, applicando una logica sottrattiva, fa delle inferenze sui processi cognitivi che sono sottostanti ai compiti somministrati ai soggetti misurando i tempi di elaborazione dell'informazione attraverso i tempi di reazione. La logica sottrattiva si svolge facendo la differenza tra i tempi di reazione del primo e del secondo compito (TR e TR go-no go), misurando così la componente di discriminazione, successivamente bisogna fare la differenza tra Go – no go e i TR di scelta.

Tornando a Wundt, egli sosteneva il parallelismo psicofisico, ossia che i processi fisici e mentali sono paralleli, cioè a ciascun cambiamento dei primi, abbiamo un cambiamento dei secondi, e viceversa. Wundt e alcuni dei suoi allievi, tra cui Titchner volevano identificare gli elementi della mente e capire come si combinavano tra loro, questo orientamento venne chiamato "strutturalismo", in quanto mirava a conoscere la struttura della mente: la psiche veniva considerata come l'insieme delle sue stesse parti, lo strutturalismo le scomponeva e le analizzava, facendo attenzione a ogni singolo elemento.

Ciascun elemento della coscienza si caratterizza e viene descritto per qualità (suono acuto), intensità (molto forte), durata, chiarezza (ovvero quanto quel fatto è al centro della mia esperienza).

L'introspezione

Wundt sosteneva che per studiare la psiche si deve uscire dal soggettivismo e arrivare a delle conoscenze che siano condivise da tutti e oggettive, tuttavia tra i suoi metodi c'era comunque l'introspezione, solo che nell'usarla faceva lo sforzo per rendere il suo metodo più rigoroso. Introspezione, genericamente, vuol dire guardare dentro sé stessi, per cogliere aspetti della vita psichica che la nostra superficialità nella vita quotidiana non ci permette di far notare.

Titchner e James rappresentano due usi molto diversi dell'introspezione, e sono stati associati a due filoni diversi, lo strutturalismo (Titchner) e il funzionalismo (James). Il primo sosteneva che ci fosse una forma di introspezione esperta, risultato di un addestramento, che permettesse di riconoscere gli elementi che costituiscono la sensazione. Lui sosteneva infatti che ogni sensazione è caratterizzata da 4 caratteristiche, la qualità, l'intensità, la durata e la chiarezza, quindi una luce, ad esempio, poteva essere definita come blu, forte, breve e nitida. Questo metodo, essendo così, rischiava di essere molto soggettivo.

James, invece, era molto più aperto e meno rigoroso, prendeva infatti spunto dalla sua esperienza soggettiva, partendo da una sua introspezione, a cui combinava delle riflessioni teoriche o dei risultati di osservazione. James diede un grande contributo allo sviluppo della psicologia sperimentale negli USA e le sue idee sono considerate attualissime.

Comunque sia l'introspezione è sempre stata vista con diffidenza dagli psicologi, perché considerata troppo soggettiva e poco scientifica, le critiche principali all'introspezione sono:

  • La soggettività
  • La modifica che avviene spontaneamente nella nostra psiche nell'atto stesso di osservarla
  • La deformazione che può verificarsi quando osserviamo e scomponiamo gli eventi psichici

I vantaggi invece sono:

  • La possibilità di pervenire al cuore della vita psichica
  • Trovare un collegamento diretto e personale con i concetti psicologici

Modi per superare i limiti dell'introspezione:

  • Fare osservazioni ripetute che corrispondono
  • Mostrare la coerenza con osservatori più sicuri
  • Ottenere risultati introspettivi che combaciano con quelli di altri individui
  • Dare più importanza ai contenuti coscienti della mente più che alle ipotesi

Funzionalismo

Il capostipite di questa corrente è Dewey, James fu un ispiratore del funzionalismo e del cognitivismo. Il funzionalismo sostiene che la psiche è composta da processi che devono essere colti nella loro globalità, questa concezione viene chiamata anti-elementismo.

I settori d'indagine del funzionalismo sono le funzioni mentali, quindi l'apprendimento, che è la funzione adattiva per eccellenza, la percezione, la motivazione e il pensiero. L'oggetto del funzionalismo sono le attività mentali che si riferiscono all'acquisizione, all'immagazzinamento, all'organizzazione e alla valutazione delle esperienze e la loro successiva applicazione.

Cronometria mentale

Donders introduce la misura dei tempi di reazione e quindi la cronometria mentale. La cronometria mentale infierisce sui processi cognitivi che sottostanno ai compiti che vengono somministrati ai soggetti, per misurare quanto tempo impiegano per elaborare un'informazione, andando a vedere i tempi di reazione o di risposta.

Se andiamo a misurare il tempo che esiste tra la percezione dello stimolo e la pressione del tasto, si ottiene la latenza di risposta, ovvero il tempo che impieghiamo a rispondere. In questo caso parliamo di tempi di reazione semplici o di detezione, in quanto sono basati solo sulla comparsa dello stimolo.

Se invece vedendo uno stimolo X dobbiamo premere un tasto, mentre quando vediamo uno stimolo Y non dobbiamo premere nulla, non si parla più di detezione ma di discriminazione, e quindi di tempi di reazione Go – no go. Il terzo tipo di tempi di reazione, chiamato di scelta, possiamo considerarlo come l'insieme delle reazioni di detezione e discriminazione, ovvero quando compaiono due tipi di stimoli e noi dobbiamo premere uno dei 2 tasti, in base a quello corrispondente.

Herman Helmholtz

Egli diede un contributo fisiologico, in quanto si occupò principalmente di studiare l'udito e la vista, e propose dei modelli di funzionamento per entrambi questi organi. Helmholtz inoltre ampliò la legge dell'energia nervosa specifica: egli sosteneva che la qualità delle sensazioni che riceviamo non dipende dal tipo di stimolazione fatta sull'organo di senso, ma dall'organo di senso che viene stimolato (pelle o nervo ottico).

Se esercitiamo uno stimolo sulla pelle o sul nervo ottico avremo un risultato diverso. Lo stimolo esterno esercitato è uguale, ma dà origine a due tipi di sensazioni diverse, nel primo caso tattile e nel secondo visiva. Viene messa in evidenza la distinzione tra la caratteristica dello stimolo e percezione.

Le origini della psicologia scientifica in Italia

Durante il positivismo possiamo trovare delle personalità che ai tempi hanno avuto particolare rilevanza, come ad esempio Cesare...

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/01 Psicologia generale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher bianca-giacalone di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicologia generale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Consorzio Università Rovigo - Uniro o del prof Tagliabue Maria Elena.
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