Botticelli, Mantegna,
Bramante
Altri linguaggi del
Rinascimento
Il Rinascimento delle corti – il
secondo Quattrocento
• Dopo la pace di Lodi in Italia vi sono sei grandi stati:
• Ducato di Savoia,
• Ducato di Milano,
• Firenze,
• Venezia,
• Stato Pontificio,
• Regno di Napoli e Sicilia
• Vi sono inoltre altre piccole città-stato (Mantova, Ferrara,
Urbino) che diventano culla delle arti. I rispettivi signori
desiderano mantenere il potere non solo con le armi ma anche
con la forza della loro immagine: l’artista diventa cortigiano,
cioè cura l’immagine del signore attraverso le opere d’arte che
gli sono commissionate.
• L’artista da un lato accresce il suo prestigio sociale, il suo
benessere economico, dall’altro perde libertà dell’espressione.
• Nasce la stampa (Gutemberg) che contribuisce alla diffusione
della cultura
Sandro Botticelli
• Alessandro Filipepi conosciuto come Botticelli,
(Firenze 1445-1510), si forma nell’età di Lorenzo
il Magnifico ed è uno degli artisti prediletti dai
Medici. Inizialmente fa l’orafo; questa formazione
influenza il suo modo di dipingere improntato
sulla linea.
• Lavora anche a Roma per il papa Sisto IV della
Rovere (cappella Sistina). Nella seconda parte
della sua vita, coincidente con il clima della
avviata controriforma e dell’esilio dei Medici da
Firenze, si lascia influenzare dalle prediche di
Girolamo Savonarola e dal suo moralismo
intransigente.
Sandro Botticelli - La Primavera,
1478-82
Sandro Botticelli - La Primavera,
1478-82
• Il dipinto è a soggetto mitologico: sono
rappresentati Zefiro che insegue e afferra la
ninfa Cloris, trasformata in Primavera (Flora,
anche riferimento a Florentia=Firenze). la
Primavera sparge i fiori nel giardino. Al centro
Venere, dea dell’amore, che ha come sfondo una
pianta di mirto a lei sacro e sopra Cupido che
scaglia frecce. A sinistra le tre Grazie che
danzano e Mercurio, con il caduceo (simbolo di
pace) che allontana le nubi dal cielo. Il giardino
di arnci (delle Esperidi) è colmo di fiori e frutti
(circa 500 specie diverse) e il dipinto si presta a
diverse interpretazioni allegoriche.
Sandro Botticelli - La Primavera,
1478-82 - dettagli
Sandro Botticelli - La Primavera, 1478-
82 - dettagli
Sandro Botticelli - La Primavera,
1478-82
• L’opera potrebbe essere ispirata dalle stanze di
Angelo Poliziano, un colto letterato legato ai
Medici. Il poemetto, scritto per celebrare il
trionfo in una giostra di Giuliano de’Medici,
fratello di Lorenzo e la sua amata Simonetta
Vespucci, descrive la bionda Primavera, Zefiro,
millefiori, Venere madre degli amori, Cupido
che punta le sue frecce, in un giardino odoroso
pieno di rose, gigli, violette.
• Il poemetto fu interrotto nel 1478 con la morte
di Giuliano, ucciso nella congiura dei Pazzi.
Sandro Botticelli - La Primavera,
1478-82
• L’opera fu probabilmente commissionata da Lorenzo de’Medici o per
festeggiare la nascita del nipote Giulio, figlio di Giuliano, o per le
nozze del cugino Lorenzo di Pierfrancesco de’Medici (il dipinto era
inizialmente nella sua stanza da letto) con Semiramide Appiani.
• Potrebbe essere anche un’allegoria del governo dei Medici che
avrebbero portato a Firenze un’eterna primavera, con pace e
prosperità.
• Infine alcuni hanno pensato ad un’interpretazione attraverso
“Le nozze di Mercurio e Filologia”dello
immagini del trattato scrittore
latino Marziano Capella (IV-V sec. d.C.)
• L’opera è in ogni caso un’esaltazione dell’amore intellettuale, secondo
le teorie neoplatoniche di Marsilo Ficino (Venere=humanitas, cioè
l’insieme delle attività spirituali dell’uomo), con lo scopo di educare i
giovani attraverso l’arte (docere et delectare). È stata anche vista
come una evoluzione
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