Botanica I – Parte V.IV – Le pteridofite
Piante vascolari senza seme: pteridofite
Introduzione alle piante vascolari
Le piante vascolari, tracheofite, rappresentano un grande gruppo monofiletico di piante per lo più terrestri, dotate di tessuti conduttori e di sostegno con pareti lignificate. Il ciclo biologico è sempre aplodiplonte con generazioni eteromorfiche. La generazione dominante è quella dello sporofito. Composte strutturalmente di tre organi, radici, fusto e foglie, che insieme costituiscono il cormo, combinazione che ha consentito alle piante vascolari di conquistare le terre emerse.
Le piante vascolari sono costituite di nove gruppi divisi in pteridofite o crittogame vascolari (licofite, psilotofite, equisetofite e polipodiofite o felci) e spermatofite (cicadee, conifere, gingko, gnetofite e angiosperme). Le prime vascolari compaiono 420 milioni di anni fa, tra Siluriano e Devoniano, separando da poco dopo due gruppi, licofite ed eufillofite (costituite di spermatofite e monilofite).
Caratteri generali e riproduzione
Le pteridofite, i cui principali rappresentanti sono le felci, comprendono stirpi antiche di piante senza seme che si riproducono tramite meiospore, dalle quali si originano gametofiti di piccole dimensioni con forme variabili. Gli sporangi possono essere eusporangi, avvolti da due o più strati di cellule che hanno origine da un gruppo di cellule o leptosporangi, con parete monostratificata ed originatisi da una sola cellula iniziale. Sono eusporangiate tre gruppi, mentre le felci sono leptosporangiate.
La maggior parte delle pteridofite è isosporea, ovvero produce spore tutte uguali, e di conseguenza i gametofiti sono in grado di produrre tutti i tipi di gamete. Come per gli altri gruppi vegetali, tramite diversi meccanismi, viene favorito l’incontro di gameti provenienti da gametofiti diversi. Solo pochissimi gruppi sono eterosporee, caratteristica che diviene la norma nelle spermatofite.
Nello specifico, vengono prodotte microspore in microsporangi (gametofiti maschili) e macrospore in macrosporangi (gametofiti femminili), ed entrambi a sviluppo endosporico. Si distinguono in particolare spore trilete e spore monolete, a seconda che presentano cicatrici ad un solo raggio o a tre raggi, cicatrice originatasi al momento del distacco dalla tetrade originatasi per meiosi della cellula madre. Le spore, oltre questa differenziazione, sono anche a livello ornamentale e morfologico diverse da specie a specie.
Nelle pteridofite la fecondazione è strettamente legata alla presenza d’acqua, poiché gli spermatozoi flagellati hanno bisogno di nuotare dall’anteridio all’archogonio.