Che materia stai cercando?

Anteprima

ESTRATTO DOCUMENTO

SPECIFICHE. LA CAPACITA’ DI MOVIMENTO DELL ACQUA E’ INDICATA DAL POTENZIALE IDRICO IL

QUALE PUO ESSERE INFLUENZATO DA VARI FATTORI COME LA GRAVITA’ E LA PRESSIONE. IL

POTENZIALE IDRICO PIU NEGATIVO ATTRAE LE MOLECOLE D’ACQUA E QUESTO FENOMENO PERMETTE

ALL ACQUA DI ENTRARE NEL VACUOLO , INFATTI I SOLUTI PRESENTI ALL INTERNO DEL VACUOLO

RENDONO MOLTO BASSO IL POTENZIALE IDRICO. COSI IL VACUOLO VA AD INGRANDIRSI FINO A

QUANDO GIUNGE AL LIMITE E LO SCORRIMENTO DELL ACQUA VIENE BLOCCATO , SI CREA UNA

PRESSIONE OSMOTICA CHE VIENE APPLICATA ALLA SOLUZIONE PER FERMARE IL MOVIMENTO DELL

ACQUA . ABBIAMO DUE FORZE CHE SI CONTRAPPONGONO OVVERO LA PRESSIONE DI PARETE CHE E’

DIRETTA VERSO L INTERNO E LA PRESSIONE DI TURGORE CHE SI SVILUPPA IN UNA CELLULA . LA

PRESSIONE DI TURGORE GUIDA L ACCRESCIMENTO DELLA CELLULA E CIO E’ POSSIBILE PERCHE

ABBIAMO UN PARETE FLESSIBILE. L ACQUA PURA HA UN POTENZIALE IDRICO UGUALE A 0 . IL

NUMERO DI PARTICELLE CONDIZIONA IL POTENZIALE IDRICO ,SOLUZIONE CHE HANNO LO STESSO

NUMERO DI PARTICELLE SI DICONO ISOTONICHE . QUANDO LA SOLUZIONE E’ POCO CONCENTRATA

SI DICE IPOTONICA QUANDO E’ MOLTO CONCENTRATA E’ IPERTONICA. IL MOVIMENTO DELL ACQUA E

DEI SOLUTI IN ESSA DISCIOLTI DA UNA CELLULA ALL ALTRA PUO AVVENIRE TRAMITE SCORRIMENTO

ATTRAVERSO LA PARETE O ATTRAVERSO I PLASMODESMI OVVERO DEI CANALI CHE METTONO IN

CONTATTO I CITOPLASMI DI CELLULE ADIACENTI. ATTRAVERSO IL PLASMODESMA PASSA UN TUBULO DI

RETICOLO ENDOPLASMATICO DETTO DESMOTUBULO. SPESSO I PLASMODESMI NON SONO ISOLATI MA

RAGGRUPATI A FORMARE STRUTTURE DETTE PUNTEGGIATURE. LA CONTINUITA’ DI CITOPLASMI CHE

DA VIA AL TRASPORTO SIMPLASTICO PRENDE IL NOME DI SIMPLASTO, MENTRE L INSIEME DELLE

PARETI DOVE AVVIENE IL TRASPORTO APOPLASTICO PRENDE IL NOME DI APOPLASTO.

PLASTIDI: SONO ORGANULI PARTICOLARI CHE CAMBIANO DA CELLULA A CELLULA E ASSUMONO

FORME DIVERSE, PER GLI ORGANISMI VASCOLARI ABBIAMO PLASTIDI DI FORMA OVOIDALE. ESSI SONO

DELIMITATI DA MEMBRANE CHE FORMANO L INVOLUCRO PLASTIDIALE CHE LI SEPARANO DAL

CITOPLASMA. I PLASTIDI DERIVANO DA ALTRI PLASTIDI, LA CELLULA NON E’ IN GRADO DI FORMARE

TALI ORGANULI.QUANDO LA CELLULA VA INCONTRO AD UNA DIVISIONE ANCHE I PLASTIDI SUBISCONO

UNA DIVISIONE DANDO VITA A DELLE FORME EMBRIONALI CHIAMATE PROPLASTIDI CHE IN SEGUITO SI

DIFFERENZIERANNO NEI VARI PLASTIDI OVVERO : CLOROPLASTI , CROMOPLASTI, LEUCOPLASTI. IL

DIFFERENZIAMENTO DEI PROPLASTIDI DIPENDE SIA DA FATTORI INTERNI RELATIVI AL PROGRAMMA DI

SVILUPPO DELL ORGANO, SIA DA FATTORI AMBIENTALI COME LUCE E TEMPERATURA. LA LUCE RIVESTE

UN RUOLO FONDAMENTALE NEL DIFFERENZIAMENTO DEI CLOROPLASTI. SE LA RADICE E’ ESPOSTA AD

ILLUMINAZIONE I PROPLASTIDI DIVENTANO CLOROPLASTI. MENTRE SE I SEMI SONO FATTI GERMINARE

ALL’OSCURITA’ NON AVREMO CLOROPLASTI MA EZIOPLASTI. QUESTI POSSONO DIVENTARE

CLOROPLASTI SE LA PLANTULA VIENE ESPOSTA ALLA LUCE . IL PROCESSO E’ DETTO

FOTOCONVERSIONE ED E’ BREVE.

CLOROPLASTI : ESSI SONO I PROTAGONISTI DELLA FOTOSINTESI , NELLE PIANTE SONO NUMEROSI PER

CELLULA , MENTRE NELLE ALGHE NE TROVIAMO UNO SOLO E GRANDE. PRESENTANO UNA FACCIA

PIANA E UNA CONVESSA E SONO DI COLORE VERDE CHIARO. ESSI SI POSSONO SPOSTARE IN MODO

INDIPENDENTE E TENDONO A SPOSTARSI VERSO LA LUCE . LA MEMBRANA DEI CLOROPLASTI E’

POVERA DI FOSFOLIPIDI MA E’ DOTATA DI PROTEINE (PORINE) CHE PORTANO DEI CANALI PERMEABILI

A MOLECOLE PICCOLE. ALL INTERNO DEL CLOROPLASTO TROVIAMO LO STROMA (SOSTANZA AMORFA

RICCA DI RIBOSOMI) E I TILACOIDI . I TILACOIDI SONO MEMBRANE CHIUSE E SI POSSONO ASSOCIARE

TRA LORO O RIMANERE ISOLATI. QUESTA MEMBRANA DELIMITA UNO SPAZIO CHE RIMANE SIGILLATO ,

ISOLATO RISPETTO ALLO STROMA , QUESTO SPAZIO SI CHIAMA LUMEN TILACOIDALE , ED E’

IMPORTANTE NEL PROCESSO FOTOSINTETICO. TRA LE PROTEINE ENZIMATICHE PIU’ IMPORTANTI E

ABBONDANTI NEL CLOROPLASTO C’E’ IL RUBISCO CHE ASSIMILA CO2 .QUESTO ENZIMA FA IN MODO

CHE L ANIDRIDE CARBONICA POSSA ESSERE MONTATA SU UN SUBSTRATO ORGANICO CHE E’ UNO

ZUCCHERO. NEGLI ORGANISMI ALGALI LE PROTEINE SI TROVANO IN UN AREA CHIAMATA PIRENOIDE

CHE HA COLLOCAZIONI DIVERSE .

ALL INTERNO DEL CLOROPLASTO , TROVIAMO DELLE REGIONI PIU SCURE CHIAMATE GRANA, QUESTI

CONSISTONO IN PILE DI SACCHI MEMBRANOSI DISCOIDALI SOVRAPPOSTI DENOMINATI TILACOIDI

GRANALI , IN OGNI GRANUM PUO ESSERE CONTATO UN NUMERO VARIABILI DI TILACOIDI IN

RELAZIONE ALLA SPECIE E ALLE CONDIZIONI AMBIENTALI. AD ESEMPIO LE PIANTE CRESCIUTE AL BUIO

NE HANNO DI PIU RISPETTO A QUELLE CRESCIUTE ALLA LUCE. ALTRI TILACOIDI DETTI INTERGRANALI O

STROMATICI SI TROVANO LUNGO L ASSE MAGGIORE DEL CLOROPLASTO CONNETTENDO I DIVERSI

GRANA. LA ZONA IN CUI I TILACOIDI DI UN GRANUM VENGONO A CONTATTO E’ DETTA PARTIZIONE , LA

ZONA TERMINALE DEI TILACOIDI DEI GRANA A CONTATTO CON LO STROMA E’ DETTA MARGINE.

NELLO STROMA TROVIAMO ZONE CHIARE PRIVE DI GRANA OVVERO I NUCLEOIDI IN CUI E’

LOCALIZZATO IL DNA PLASTIDIALE , NEI CLOROPLASTI TROVIAMO L AMIDO PRIMARIO CHE VIENE

CHIAMATO COSI PER DISTINGUERLO DALL AMIDO CONTENUTO NEGLI AMILOPLASTI DETTO AMIDO

SECONDARIO. L AMIDO PRIMARIO E’ IL RISULTATO DELLA POLIMERIZZAZIONE DEGLI ZUCCHERI IN

ECCESSO. NELLO STROMA POSSONO ESSERE OSSERVATE INCLUSIONI LIPIDICHE ROTONDEGGIANTI, I

PLASTOGLOBULI. I GERONTOPLASTI SONO DEI CLOROPLASTI CHE HANNO RAGGIUNTO UNO STADIO

DEGENERATIVO IRREVERSIBILE E ASSUMONO UN ASPETTO SIMILE A QUELLO DEI CROMOPLASTI. IL

MOVIMENTO DEI CLOROPLASTI VERSO LA LUCE E’ DETERMINATO DA INTERAZIONI TRA QUESTI

ORGANELLI E I FILAMENTI DI ACTINA , INFATTI SULLA MEMBRANA ESTERNA DEL CLOROPLASTO

TROVIAMO MOLECOLE DI MIOSINA CHE FUNGONO DA MOTORI PROTEICI.

ORIGINE EVOLUTIVA DEI PLASTIDI : SECONDO LA TEORIA ENDOSIMBIONTICA IL CLOROPLASTO SI

SAREBBE ORIGINATO DA UN ANCESTRALE SIMBIOSI TRA CIANOBATTERI ED ORGANISMI AMEBOIDI

ETEROTROFI. QUESTA TEORIA SOSTIENE CHE IN TEMPI MOLTO REMOTI UN ORGANISMO UNICELLULARE

AMEBOIDE ACQUISI LA CAPACITA DI NUTRIRSI MEDIANTE FAGOCITOSI OVVERO ASSORBIMENTO DI

PARTICELLE SOLIDE TRAMITE RIPIEGAMENTO INTERNO DEL PLASMALEMMA ( INVAGINAZIONE). COSI

DEI PICCOLI CIANOBATTERI SONO STATI INGLOBATI MA NON DIGERITI DALL ORGANISMO AMEBOIDE .

COL TEMPO SI STABILI UNA RELAZIONE SIMBIONTICA TRA I DUE ORGANISMI E LA VITA AUTONOMA

DIVENNE IMPOSSIBILE PER ENTRAMBI GLI ORGANISMI COSI SI ISTAURO’ UN RAPPORTO DI SIMBIOSI

OBBLIGATORIA.

IPOTESI MONOFILETICA : SECONDO LA QUALE UN SINGOLO EVENTO ENDOSIMBIONTICO PORTO’ ALL

INTEGRAZIONE DI UN CIANOBATTERIO NELLA CELLULA EUCARIOTICA PRIMITIVA.

IPOTESI POLIFILETICA : SECONDO LA QUALE NUMEROSI EVENTI ENDOSIMBIONTICI INDIPENDENTI

SONO ALL ORIGINE DELLA BIODIVERSITA’ VEGETALE.

CROMOPLASTI: HANNO FORMA VARIABILE E MANCA IL SISTEMA TILACOIDALE , HANNO IL COMPITO DI

DARE COLORAZIONE A FIORI , FRUTTI E RADICI. ESSI SI DIFFERENZIANO A PARTIRE DAI

CLOROPLASTI , CIO COMPORTA LA DEGRADAZIONE DELLE CLOROFILLE E DELL INTERO APPARATO

FOTOSINTETICO. LA CONVERSIONE E’ LEGATA A FATTORI ENDOGENI ED AMBIENTALI. NEI

CROMOPLASTI AVVIENE LA SINTESI E L ACCUMULO DI PIGMENTI CAROTENOIDI , RESPONSABILI DEL

COLORE GIALLO , ARANCIO E ROSSO DI MOLTI FIORI E DI ALCUNI FRUTTI.

LEUCOPLASTI: SONO PRIVI DI COLORE SI DIVIDONO IN ELAIOPLASTI I QUALI FUNGONO DA MAGAZZINI

DI LIPIDI, PROTEINOPLASTI CHE IMMAGAZZINANO PROTEINE E AMILOPLASTI CHE IMMAGAZZINANO

CARBOIDRATI.

PIGMENTI FOTOSINTETICI: SONO COINVOLTI NELLA CATTURA DELL ENERGIA LUMINOSA RENDENDO

POSSIBILE IL PROCESSO FOTOSINTETICO, TRA QUESTI TROVIAMO LE CLOROFILLE , I CAROTENOIDI E

LE FICOBILINE.

LE CLOROFILLE APPARTENGONO ALLA FAMIGLIA DELLE PORFIRINE ,PRESENTANO UN ANELLO

PORFIRINICO SIMILE ALL ‘EME DELL ‘EMOGLOBINA , AL CENTRO DELL ANELLO TROVIAMO UNO IONE

DI MAGNESIO COORDINATO CON I 4 ATOMI DI AZOTO DEGLI ANELLI TETRAPIRROLICI. ESISTONO IN

NATURA 4 TIPI DI CLOROFILLA CHE DIFFERISCONO PER I SOSTITUENTI INTORNO ALLA STRUTTURA AD

ANELLO , LA CLOROFILLA A LA TROVIAMO IN TUTTE LE PIANTE PER QUESTO E’ DETTA UNIVERSALE ,

ASSORBE SOPRATTUTO LA LUCE BLU-VIOLETTA E ROSSA , QUELLA B LA TROVIAMO NELLE PIANTE

VASCOLARI E ASSORBE LA LUCE BLU E ARANCIONE LA CLOROFILLA C E D LA TROVIAMO NELLE ALGHE

. LA CLOROFILLA HA UN COLORE VERDE ED E’ INFATTI RESPONSABILE DEL COLORE VERDE DELLE

PIANTE , QUESTO DIPENDE DAL FATTO CHE LE CLOROFILLE HANNO POCA ASSORBANZA VERSO LE

LUNGHEZZE D ONDA DEL VERDE. NEL PERIODO AUTUNNALE LA CONCENTRAZIONE DI CLOROFILLA

NEL FOGLIAME DIMINUISCE, QUINDI QUESTO ASSUME UNA COLORAZIONE BRUNO-ROSSICCIA DATA

DALLA PRESENZA DEI CAROTENOIDI. QUESTI SONO DEI PIGMENTI LIPOSOLUBILI DI COLORE GIALLO O

ARANCIO CHE HANNO UNA MAGGIORE ASSORBANZA VERSO LE LUNGHEZZE D ONDA

CORRISPONDENTI AI COLORI VIOLETTO , BLU – AZZURRO.

SONO PIGMENTI ACCESSORI CHE NELLA FOTOSINTESI CONSENTONO DI ASSORBIRE LUNGHEZZE

D'ONDA DIFFERENTI RISPETTO ALLA CLOROFILLA E CHE PROTEGGONO QUEST'ULTIMA DALLA

FOTOOSSIDAZIONE.

VENGONO NORMALMENTE SUDDIVISI IN DUE CLASSI: I CAROTENI (CHE SONO IDROCARBURI QUINDI

PRIVI DI OSSIGENO) E LE XANTOFILLE (CHE INVECE LO CONTENGONO). LE XANTOFILLE, SONO

COSTITUITE DA CATENE CONTENENTI ATOMI DI OSSIGENO; APPARTENGONO A QUESTA CLASSE

IMPORTANTI PIGMENTI COME ASTAXANTINA, LA LUTEINA E LA ZEAXANTINA. I CAROTENI, COSTITUITI

INVECE DA MOLECOLE PRIVE DI OSSIGENO E FORMATE SOLO DA IDROGENO, OLTRE CHE DA

CARBONIO. APPARTENGONO A QUESTA CLASSE IL LICOPENE ED IL CAROTENE, CHE È IL PIÙ

CONOSCIUTO DI QUESTI PIGMENTI E CHE DÀ IL NOME ALLA CLASSE, CONTENUTO NELLE CAROTE E

RESPONSABILE DEL TIPICO COLORE ARANCIONE DI QUESTA RADICE. I CAROTENOIDI DANNO COLORE

A FIORI COME IL RANUNCOLO, FRUTTI COME IL POMODORO E IL PEPERONE E RADICI COME CAROTA E

BARBABIETOLA . MENTRE LA COLORAZIONE DI FRUTTI COME LA CILIEGIA E FIORI COME LA ROSA

DIPENDE DALLE ANTOCIANINE DISCIOLTE NEL VACUOLO.

LE FICOBILINE SONO PIGMENTI IDROSOLUBILI DI COLORE ROSSO E AZZURRO , PRESENTI NEI

CIANOBATTERI E NEI CLOROPLASTI DI ALCUNE ALGHE.

FOTOSINTESI:

NUCLEO : E’ IL CENTRO CHE CONTROLLA TUTTE LE ATTIVITA’ DELLE CELLULE EUCARIOTICHE. IL

NUCLEO CONTIENE IL DNA CHE RACCHIUDE TUTTE LE INFORMAZIONI NECESSARIE PER DETERMINARE

LE CARATTERISTICHE DELLE CELLULE. LE INFORMAZIONI VENGONO TRASCRITTE NEGLI RNA POI NEL

CITOPLASMA IL MESSAGGIO CONTENUTO NELL RNA SOTTO FORMA DI SEQUENZA NUCLEOTIDICA

VIENE TRADOTTO IN UNA SEQUENZA AMMINOACIDICA. IL DNA E’ IN GRADO ANCHE DI DUPLICARSI

QUINDI ASSUME IMPORTANZA NELLA TRASMISSIONE EREDITARIA. IL COMPARTIMENTO NUCLEARE E’

SEPARATO DAL CITOPLASMA DALL INVOLUCRO NUCLEARE COSTITUITO DA DUE MEMBRANE

CONCENTRICHE SEPARATE DA UNO SPAZIO. QUELLA ESTERNA E’ IN CONTINUITA’ COL RE , L

INVOLUCRO PRESENTA APERTURE CHIAMATE PORI NUCLEARI LA CUI FUNZIONE E’ IL TRASPORTO

ATTIVO DELLE MOLECOLE DA E PER IL CITOPLASMA. IL DNA E’ STRETTAMENTE ASSOCIATO A DELLE

PROTEINE CHIAMATE ISTONI, IL DNA VA AD AVVOLGERE 8 ISTONI FORMANDO UNA STRUTTURA DETTA

NUCLEOSOMA , SI VA A FORMARE UNA SORTA DI CATENA DI PERLE CHE PRENDE IL NOME DI

CROMATINA .LA CROMATINA SI ORGANIZZA IN CROMOSOMI DISTINTI, L INSIEME DEI VARI

CROMOSOMI E DELL INFORMAZIONE GENETICA DI UN ORGANISMO IN ESSI CONTENUTA PRENDE IL

NOME DI GENOMA. IL CROMOSOMA E’ FORMATO DA DUE CROMATIDI FRATELLI, E’ CARATTERIZZATO

DA ESTREMITA’ DETTE TELOMERI E UN CENTROMERO CHE SI UNISCE AL FUSO MITOTICO . SI PARLA DI

CROMOSOMI OMOLOGHI NELLA CELLULA DIPLOIDE DOVE ABBIAMO UN CROMOSOMA MATERNO E UNO

PATERNO.

IL NUCLEOPLASMA È LA MATRICE GELATINOSA PRESENTE ALL'INTERNO DEL NUCLEO, RICCA

DI ACQUA E CONTENENTE IONI, PROTEINE, ENZIMI E NUCLEOTIDI. AL SUO INTERNO SONO PRESENTI

GLI ACIDI NUCLEICI. IL NUCLEOSCHELETRO MANTIENE DEFINITA LA FORMA DEL NUCLEO , PRENDE IL

NOME ANCHE DI LAMINA NUCLEARE IN QUANTO FORMATO DA VARIE LAMINE ( PROTEINE FIBROSE)

UNITE TRA LORO. IL NUCLEOLO E’ IL CENTRO DI PRODUZIONE DEI RIBOSOMI.

MITOSI: LE CELLULE SI RIPRODUCONO DUPLICANDO IL LORO CONTENUTO E DIVIDENDOSI IN DUE

CELLULE FIGLIE. LA RIPRODUZIONE CELLULARE E’ UN PROCESSO COMPLESSO E CHE NECESSITA DI UN

ASSOLUTA PRECISIONE , LA REPLICAZIONE DELLA MOLECOLA DI DNA E LA SUA EGUALE RIPARTIZIONE

TRA LE CELLULE FIGLIE DEVE AVVENIRE IN MODO RIGOROSO. L INSIEME DEI PROCESSI PRENDE IL

NOME DI CICLO CELLULARE. LA DIVISIONE CELLULARE INIZIA SOLO DOPO CHE IL DNA VIENE

REPLICATO DURANTE UN PROCESSO CHIAMATO (FASE S ) DOPO PUO INIZIARE IL PROCESSO DI

DIVISIONE DETTO FASE M ABBIAMO LA DIVISIONE DEL NUCLEO DETTA MITOSI E LA DIVISIONE DEL

CITOPLASMA DETTA CITOCHINESI. QUESTE DUE FASI SONO INTERVALLATE DA UN PERIODO CHIAMATO

INTERFASE , DURANTE LA QUALE LA CELLULA AUMENTA LE SUE DIMENSIONI , L INTERFASE OCCUPA LA

PARTE PIU LUNGA DELL INTERO CICLO ED E’ COSTITUITA DA G1 , FASE S E G2. LA G1 SEPARA LA FASE

S DALLA MITOSI PRECEDENTE IN QUESTA FASE LA CELLULA AVVIA UN ATTIVITA BIOCHIMICA PER LA

SINTESI DEI COSTITUENTI CELLULARI E PER RIACQUSIRE LE DIMENSIONI DI UNA CELLULA ADULTA

MENTRE LA G2 SEPARA LA FASE S DALLA MITOSI SUCCESSIVA, DURANTE TALE FASE LA CELLULA

SINTETIZZA I COMPONENTI DEL FUSO. COME ABBIAMO DETTO LA FASE M COMPRENDE MITOSI

OVVERO DIVISIONE DEL NUCLEO E CITOCINESI OVVERO DIVISIONE DEL CITOPLASMA , ESSA E’ UNA

FASE BREVE DEL CICLO CELLULARE. LA MITOSI HA IL COMPITO DI GARANTIRE LA GIUSTA

DIPARTIZIONE DEL MATERIALE GENETICO DELLA CELLULA MADRE , DUPLICATO DURANTE LA FASE S,

TRA LE DUE CELLULE FIGLIE. LA MITOSI E’ UN PROCESSO CONTINUO MA VIENE DIVISO IN 4 FASI:

PROFASE , METAFASE , ANAFASE E TELOFASE. GLI EVENTI DI QUESTE 4 FASI RUOTANO INTORNO ALL

ATTIVITA’ DEL FUSO MITOTICO , UNA STRUTTURA CITOSCHELETRICA CHE INIZIA A FORMARSI NEL

CITOPLASMA DURANTE LA PROFASE. LA PROFASE CONSISTE NELLA PROGRESSIVA SPIRALIZZAZIONE

DEL DNA E SUCCESSIVA FORMAZIONE DEI CROMOSOMI COSTITUITI DA DUE CROMATIDI FRATELLI

TENUTI INSIEME DA MOLECOLE DI COESINA. POI ABBIAMO LA PROMETAFASE DOVE SI FRAMMENTA L

INVOLUCRO NUCLEARE E I CINETOCORI CHE SI TROVANO SU AMBEDUE I LATI DEL CENTROMERO

( TIENE UNITI I CROMATIDI ) ENTRANO IN CONTATTO CON LE FIBRE DEL FUSO. IN ALCUNI ORGANISMI L

INVOLUCRO NON DI DISSOLVE E LA MITOSI VIENE DETTA CHIUSA. DURANTE LA METAFASE LE FIBRE

DEL FUSO ALLINEANO I CROMOSOMI SUL PIANO EQUATORIALE CHIAMATO PIASTRA METAFASICA,

TUTTI I MICROTUBULI DEL FUSO SI ORIENTANO IN MODO DA AVERE L ESTREMITA’ POSITIVA RIVOLTA

VERSO IL CENTROSOMA . DURANTE L ANAFASE I CROMOSOMI SI DIVIDONO E I CROMATIDI INIZIANO

A MIGRARE VERSO I POLI OPPOSTI DELLA CELLULA CIO AVVIENE GRAZIE ALL ACCORCIAMENTO DEI

MICROTUBULI LEGATI AI CINETOCORI. INFINE NELLA TELOFASE IL FUSO DI DISSEMBLA E ATTORNO AI

CROMATIDI CHE SI TROVANO AGLI OPPOSTI DELLA CELLULA SI VA A FORMARE L INVOLUCRO

NUCLEARE. UNA CELLULA CHE SI PRESENTA ALL’ INIZIO DELLA MITOSI CON 46 CROMOSOMI

DICROMATIDICI PRODUCE AL TERMINE DEL PROCESSO 2 CELLULE FIGLIE CIASCUNA CON 46

CROMOSOMI MONOCROMATIDICI.

MEIOSI: E’ UNA PARTICOLARE DIVISIONE CELLULARE CHE PORTA ALLA FORMAZIONE DI 4 CELLULE

APLOIDI, QUESTO PROCESSO SI ATTUA NELLE GONADI MASCHILI E FEMMINILI. ANCHE QUI ABBIAMO

UNA FASE S DOVE SI DUPLICA IL DNA PERO DOPO AVVENGONO DUE DIVISIONI NUCLEARI

CONSECUTIVE ( MEIOSI 1 E MEIOSI2). ALLA FINE CIASCUNA DELLA 4 CELLULE FIGLIE AVRA’ LA META’

DEI CROMOSOMI DELLA CELLULA MADRE.

INTERFASE 1 : PREVEDE LE DUPLICAZIONE DEL DNA DI UNA CELLULA DIPLOIDE , PORTANDO ALLA

FORMAZIONE DI DUE CROMOSOMI UNO PATERNO E L'ALTRO MATERNO CIASCUNO COSTITUITO DA

DUE CROMATIDI FRATELLI TENUTI INSIEME DAL CENTROMERO. ALL INIZIO DELLA PROFASE 1 I

CROMOSOMI OMOLOGHI SI APPAIANO, QUESTO APPAIAMENTO E’ MOLTO PRECISO E’ AVVIENE PER

TUTTA LA LUNGHEZZA DEI CROMOSOMI MEDIANTE LA FORMAZIONE DI UN COMPLESSO DETTO

SINAPTINEMALE. I DUE CROMOSOMI OMOLOGHI UNITI TRA LORO FORMANO I COSIDDETTI TETRADI.

DURANTE TALE FASE I CROMATIDI NON FRATELLI OVVERO UNO DEL CROMOSOMA MATERNO E UNO

DEL PATERNO SI INTERSECANO FORMANDO I CHIASMI. QUESTO FENOMENO PRENDE IL NOME DI

CROSSING-OVER O RICOMBINAZIONE , OGNI CROMATIDIO AVRA PEZZI DI DNA DELL ALTRO

CROMATIDIO. COSI I CROMATIDI FRATELLI NON SARANNO PIU UGUALI. DURANTE LA METAFASE 1 I

CROMOSOMI SI DISPONGONO LUNGO LA PIASTRA EQUATORIALE TRA I DUE POLI DELLA CELLULA ,

TIRATI DAI MICROTUBULI DEL FUSO. NELL ANAFASE 1 OGNI CROMOSOMA MIGRERA’ VERSO UNO DEI

DUE POLI . ALLA FINE DELLA PRIMA DIVISIONE MEIOTICA , CIASCUNA CELLULA FIGLIA AVRA’

EREDITATO LA META’ DEI CROMOSOMI DELLA CELLULA MADRE , PRECISAMENTE AVRA EREDITATO A

CASO O SOLO IL CROMOSOMA MATERNO O QUELLO PATERSO , FENOMENO NOTO COME

ASSORTIMENTO INDIPENDENTE. A QUESTO PUNTO LA CELLULA INIZIA SUBITO LA SECONDA DIVISIONE

MEIOTICA . QUESTA FASE OCCUPA MENO TEMPO RISPETTO ALLA MEIOSI 1 E SI SVOLGE COME UNA

NORMALE MITOSI INFATTI QUESTA VOLTA SARANNO I CROMATIDI A MIGRARE VERSO I POLI DELLA

CELLULA.

DESMOSCHISI : LE CELLULE FIGLIE EREDITANO OGNUNA UNA PARTE DELLA TECA MADRE FORMANDO

POI LA PARTE MANCANTE LE CELLULE FIGLIE HANNO QUINDI UN PEZZO DI PARETE IN COMUNE.

ELEUTEROSCHISI: LE CELLULE FIGLIE SI FORMANO ALL INTERNO DELLA CELLULA PRO-GENITORE CHE

POI SI APRE LIBERANDOLE. LA PARETE CELLULARE DELLE NUOVE CELLULE E’ COMPLETAMENTE

NUOVA.

TESSUTI: I TESSUTI VEGETALI POSSONO ESSERE CLASSIFICATI IN MERISTEMATICI E ADULTI , I PRIMI

SONO COSTITUITI DA CELLULE INDIFFERENZIATE DALLA CUI ATTIVITA’ MITOTICA TRAGGONO ORIGINE

TUTTI GLI ALTRI TIPI DI TESSUTI , I SECONDI INVECE SONO COSTITUITI DA CELLULE DIFFERENZIATE

CHE NON SI DIVIDONO . I MERISTEMATICI SONO DIVISI IN MERISTEMI PRIMARI E SECONDARI. I PRIMARI

COSTITUISCONO IL CORPO PRIMARIO DELLA PIANTA E SONO LOCALIZZATI AI DUE POLI DELLA PIANTA.

IL MERISTEMA APICALE RADICALE PROVVEDE A FORMARE LA RADICE PRINCIPALE E LA CUFFIA

RADICALE. I MERISTEMI SECONDARI SI TROVANO NELL INDIVIDUO ADULTO TRA I TESSUTI DEFINITIVI,

SONO PRESENTI SOLO IN ALCUNE PIANTE E COSTITUISCONO IL CORPO SECONDARIO DELLA PIANTA.

ESSI SONO RESPONSABILI DELLA CRESCITA IN DIAMETRO DEL FUSTO E DELLA RADICE . I MERISTEMI

SECONDARI SI DISTINGUONO IN CAMBIO SUBERO-FELLODERMICO E CAMBIO CRIBRO-VASCOLARE , IL

PRIMO FORMA IL PERIDERMA (SISTEMA TEGUMENTALE), IL SECONDO GENERA IL SISTEMA

CONDUTTORE. I MERISTEMI AVVENTIZI SI ORIGINANO IN SEGUITO A FERITE.

ACCRESCIMENTO CELLULARE E DIFFERENZIAMENTO: TERMINATA LA DIVISIONE CELLULARE , LE

CELLULE INIZIANO UN PROCESSO DI DIFFERENZIAMENTO , LA SPECIALIZZAZIONE STRUTTURALE E

FUNZIONALE DIPENDE DALLA POSIZIONE DELLA CELLULA , DURANTE IL DIFFERENZIAMENTO LA

CELLULA MODIFICA ANCHE LA PARETE E I SUOI ORGANELLI. ESSO INIZIA CON UNO STADIO DI

DETERMINAZIONE A CUI SEGUE LA CRESCITA PER DISTENSIONE. L ACCRESCIMENTO PUO NON

AVVENIRE IN MODO UNIFORME CAUSANDO COSI SPAZI TRA LE CELLULE , QUESTI VENGONO CHIAMATI

SPAZI INTERCELLULARI( TALE FENOMENO E’ FONDAMENTALE NELLA FORMAZIONE DEL PARENCHIMA

SPUGNOSO DELLA FOGLIA PER GLI SCAMBI GASSOSI CON L AMBIENTE ESTERNO. RIVESTE

PARTICOLARE IMPORTANZA LA DIVISIONE INEGUALE EFFETTUATA DA ALCUNE CELLULE . IN QUESTO

CASO LA PIU PICCOLA SI DIVIDE MENTRE L ALTRA SI DIFFERENZIA. IL DIFFERENZIAMENTO E’ IL

RISULTATO DI UNA DETERMINATA ESPRESSIONE GENICA , CI SONO CELLULE CHE TRASCRIVONO SOLO

ALCUNI DEI GENI PRESENTI NEL LORO GENOMA, MENTRE GLI ALTRISONO TRASCRITTI DA ALTRI TIPI

CELLULARI. QUINDI IL DIFFERENZIAMENTO PORTA LE CELLULE UGUALI AD ASSUMERE

CARATTERISTICHE E FUNZIONI DIVERSE. IL DIFFERENZIAMENTO PROSEGUE ANCHE DOPO CHE LA

CELLULA HA RAGGIUNTO LA SUA FORMA DEFINITIVA SINO A QUANDO NON ACQUISISCE LE

CARATTERISTICHE PER SVOLGERE LE SUE FUNZIONI.

TESSUTI PARENCHIMATICI: SONO I PIU RAPPRESENTANTI NEI DIVERSI ORGANI DELLA PIANTA. LE

CELLULE SONO VIVE ED ANCHE A MATURITA’ SONO CAPACI DI DIVIDERSI, SVOLGENDO UN RUOLO

IMPORTANTE NEI PROCESSI DI RIPARAZIONE DELLE FERITE . HANNO GRANDI VACUOLI CON

ABBONDANTE SUCCO VACUOLARE CHE CONTRIBUISCE ALLA TURGIDITA’ DELLA CELLULA . I TESSUTI

PARENCHIMATICI VENGONO CLASSIFICATI IN PARENCHIMA CLOROFILLIANO , DI RISERVA , DI

TRASFUSIONE, ACQUIFERO , AERIFERO. IL CLOROFILLIANO SVOLGE LA FOTOSINTESI, PRESENTA

CELLULE CON PARETI SOTTILI ,UTILI PER IL PASSAGGIO DELLA LUCE E DELL ANIDRIDE CARBONICA ,

RICCHE I CLOROPLASTI. QUELLO DI RISERVA E’ SPECIALIZZATO NELL ACCUMULO DI SOSTANZE DI

RISERVA DI VARIA NATURA , PUO’ PRESENTARE CELLULE RICCHE DI AMILOPLASTI , ELAIOPLASTI E

PROTEOPLASTI IN CUI VENGONO ACCUMULATI AMIDO LIPIDI E PROTEINE, SI TROVA IN VARIE PARTI DEL

FUSTO E DELLA RADICE. QUELLO DI TRASFUSIONE E’ SPECIALIZZATO NEL TRASFERIMENTO A BREVE

DISTANZA DEI SOLUTI ATTRAVERSO IL PLASMALEMMA , SI TROVANO ANCHE IN STRUTTURE

RIPRODUTTIVE COME PLACENTA ED ENDOSPERMA. QUELLO ACQUIFERO E’ SPECIALIZZATO NELLA

CONSERVAZIONE DELL ACQUA , E’ ABBONDANTE NELLE PIANTE GRASSE. QUELLO AERIFERO E’

SPECIALIZZATO NEL FAVORIRE LA DIFFUSIONE E LA CIRCOLAZIONE DELL ARIA NELL PIANTE

ACQUATICHE.

TESSUTI TEGUMENTALI : SI DIVIDONO IN ESTERNI E INTERNI, I PRIMI RICOPRONO LE SUPERFICI DEGLI

ORGANI ED HANNO FUNZIONE PROTETTIVA I SECONDI FORMANO BARRIERE DI SEPARAZIONE ED

ISOLAMENTO TRA I TESSUTI DI UNO STESSO ORGANO. INOLTRE POSSONO ESSERE DI NATURA

PRIMARIA O SECONDARIA E PER QUESTO NE ESISTONO 4 TIPI : I PRIMARI ESTERNI (EPIDERMIDE ED

ESODERMA), I PRIMARI INTERNI (ENDODERMA) E I SECONDARI ESTERNI (SUGHERO).

ESTERNI (EPIDERMIDE): ESSO RICOPRE L INTERO CORPO DELLA PIANTA E DERIVA DALLO STRATO PIU’

SUPERFICIALE DEI MERISTEMI APICALI, (PROTODERMA), L EPIDERMIDE DELLA RADICE VIENE

CHIAMATO RIZODERMA.

L EPIDERMIDE PER LE PIANTE DEI NOSTRI CLIMI E’ UNISTRATIFICATA MENTRE E PLURISTRATIFICATA

PER PIANTE DI CLIMI ARIDI. L EPIDERMIDE PERMETTE GLI SCAMBI GASSOSI E PROTEGGE LA PIANTA

DAI PARASSITI. PER SVOLGERE LA FUNZIONE DI PROTEZIONE QUESTO TESSUTO E’ PRIVO DI SPAZI

INTERCELLULARI ,PERCHE ATTRAVERSO ESSI POTREBBERO ENTRARE ORGANISMI PATOGENI. L

EPIDERMIDE SVOLGE ANCHE ALTRE FUNZIONI COME LA FOTOSINTESI E LA RISERVA D ACQUA , PER

SVOLGERE QUESTE MOLTEPLICI FUNZIONI L EPIDERMIDE PRESENTA UN POLIMORFISMO CHE NON

VARIA SOLO DA PIANTA A PIANTA MA ANCHE TRA I VARI ORGANI. PRESENTANO CLOROPLASTI

FOTOSINTETICAMENTE ATTIVI SOLTANTO LE EPIDERMIDI DI PIANTE ADATTATE AL SPAZI POCO

LUMINOSI. LE PARETI DELLE CELLULE EPIDERMICHE PRESENTANO CUTINA CHE VA A FORMARE UNO

STRATO SUPERFICIALE DETTO CUTICOLA CHE PROTEGGE LA PIANTA DALLA PERDITA D ACQUA. PER

CONSENTIRE GLI SCAMBI GASSOSI L EPIDERMIDE PRESENTA GLI STOMI OVVERO DELLE APERTURE .

GLI STOMI SONO FORMATI DA 2 CELLULE A FORMA DI RENE CHIAMATE CELLULE DI GUARDIA, HANNO

LA PARTE CONCAVA L UNA VERSO L ALTRA E VANNO A FORMARE L APERTURA STOMATICA, ESSE SONO

PIU GRANDI DELLE CELLULE EPIDERMICHE. QUANDO ESSE ASSORBONO ACQUA AUMENTANO LA

CURVATURA E PERMETTONO LO SCAMBIO MENTRE SE C ‘E UN DIMINUZIONE DI TURGORE L APERTURA

SI RESTRINGE FINO A CHIUDERSI. LO STRATO PIU ESTERNO DELLA RADICE E’ CONSIDERATO

EPIDERMIDE MA VIENE CHIAMATO RIZODERMA ESSO NON SVOLGE SOLO FUNZIONE DI PROTEZIONE

MA PRINCIPALMENTE DI ASSORBIMENTO. OLTRE ALLA CUTICOLA NELLE CELLULE EPIDERMICHE

POSSIAMO TROVARE RIVESTIMENTI CEROSI MOLTO FREQUENTI NELLE PIANTE CHE DEVONO AVERE UN

CONTROLLO DELLE RISORSE IDRICHE. IN ALCUNI CASI QUESTI RIVESTIMENTI SONO COSTITUITI DA

UNA QUANTITA’ DI PICCOLI GRANULI CHE FORMANO SULL EPIDERMIDE UNA SOTTILE PRUINA

FACILMENTE ASPORTABILE CON UN DITO COME SUGLI ACINI D UVA. NELLE FOGLIE DI MOLTE

MONOCOTILEDONI TROVIAMO CELLULE BULLIFORMI CON PARETI SOTTILI CHE HANNO FUNZIONE DI

ARROTOLAMENTO E SROTOLAMENTO DELLE FOGLIE . NELLE PIANTE ACQUATICHE SOMMERSE SI

FORMANO I COSIDDETTI IDROPOTI GRUPPI DI CELLULE CHE DIFFERISCONO DALLE ALTRE PERCHE PIU

PICCOLE E DI FORMA DIVERSA NON HANNO CUTICOLA E SVOLGONO LA FUNZIONE DI ASSORBIMENTO

DELL ACQUA.

LE CELLULE DI GUARDIA DEGLI STOMI POSSONO CONFINARE CON LE CELLULE EPIDERMICHE O

ESSERE ACCOMPAGNATE DA UNA O PIU CELLULE ANNESSE O COMPAGNE. LE CELLULE DI GUARDIA SI

FORMANO DURANTE IL DIFFERENZIAMENTO DELL EPIDERMIDE DAL PROTODERMA , SI FORMANO I

MERISTEMOIDI QUESTI ATTRAVERSO DIVISIONI DANNO ORIGINE ALLE CELLULE MADRI QUESTE

DIVIDENDOSI FORMERANNO LE CELLULE DI GUARDIA. ESISTONO GLI STOMI ACQUIFERI CHE

PERMETTONO L USCITA DELL ACQUA IN ECCESSO. IL VELAMEN RADICALE DI CUI SONO PROVVISTE LE

RADICI AEREE E’ UN ESEMPIO DI EPIDERMIDE MULTISERIATA

TRICOMI ED EMERGENZE: SONO APPENDICI EPIDERMICHE COSTITUITE DA SINGOLE CELLULE E DA

COMPLESSI DI CELLULE , I PELI O TRICOMI SONO DI ORIGINE SOLO EPIDERMICA MENTRE LE

EMERGENZE SONO DI ORIGINE MISTA. LA FUNZIONE TIPICA DEI PELI E’ QUELLA DI PROTEZIONE E IL

LORO INTRECCIO CARATTERISTICO SOPRATTUTTO NELLE PIANTE DI AMBIENTI ARIDI , RIESCE A

TRATTENERE E RISTAGNARE L ARIA CHE A CONTATTO DELL EPIDERMIDE SI CARICA D UMIDITA. LE

EMERGENZE SONO STRUTTURE COMPLESSE CON FUNZIONI SIMILI A QUELLE DEI PELI , AD ESEMPIO

LE SPINE DELLE ROSE SONO EMERGENZE CON FUNZIONE DI DIFESA CONTRO GLI ERBIVORI.

ESODERMA: TESSUTO ESTERNO , SI FORMA PER LA MODIFICAZIONE DELLE PARETI CELLULARI UN

TESSUTO ADULTO, SI TROVA NELLE RADICI. LA SUA FORMAZIONE E’ DOVUTA AL FATTO CHE LA VITA

DEL RIZODERMA E’ BREVE QUINDI DOPO LA CADUTA DEL RIZODERMA LA RADICE CONTINUA AD

ESSERE RIVESTITA.

ENDODERMA (INTERNO) : E’ TIPICO DEGLI ORGANI CHE SVOLGONO FUNZIONE ASSORBENTE ED E’

CARATTERISTICO DELLE RADICI MA SI PUO TROVARE ANCHE NEL FUSTO SE E’ SOTTERRANEO. LE SUE

CELLULE SONO PRIVE DI SPAZI INTERCELLULARI , HANNO UNA FORMA PRISMATICA SPESSO

ALLUNGATE LONGITUDINALMENTE. LA FUNZIONE DELL ENDODERMA E’ QUELLA DI IMPEDIRE IL

LIBERO ACCESSO DI SOSTANZE DANNOSE AI TESSUTI CONDUTTORI.

SUGHERO ( ESTERNO SECONDARIO): L ACCRESCIMENTO SECONDARIO IN SPESSORE PROVOCATO DAL

CAMBIO CRIBRO- LEGNOSO , CON LA PRODUZIONE DI NUOVO LEGNO DETERMINA UN

INGROSSAMENTO DEL CORPO SECONDARIO DELLA PIANTA,L EPIDERMIDE NON PUO SEGUIRE TALE

ACCRESCIMENTO SE NON PER UN TEMPO LIMITATO PERCIO VIENE SOSTITUITA DAL PERIDERMA. ESSO

SI ORIGINA DA UNO STRATO DI CELLULE COMPRESE TRA L EPIDERMIDE E GLI STRATI PIU ESTERNI DEL

LIBRO. FORMANO UN MERISTEMA SECONDARIO CHIAMATO CAMBIO SUBERO- FELLODERMICO CHE

PRODUCE SUGHERO O FELLEMA VERSO L ESTERNO E FELLODERMA VERSO L INTERNO. IL SUGHERO

SOSTITUISCE IN MODO PIU EFFICACE L EPIDERMIDE QUANDO QUESTA NON RIESCE PIU A RICOPRIRE L

INTERO CORPO DELLA PIANTA. LA CONTINUITA DEL SUGHERO VIENE INTERROTTA DALLE LENTICELLE ,

STRUTTURE CON CELLULE ARROTONDATE CHE LASCIANO SPAZI TRA DI LORO COSI L ARIA PUO

ARRIVARE AI TESSUTI SOTTOSTANTI. IL SUGHERO PUO’ FORMARE UN TESSUTO CICATRIZIALE PER

RIPARARE LE FERITE. IL MERISTEMA CHE SI FORMA SOTTO OGNI LENTICELLA VIENE DETTO

FELLOGENO DELLA LENTICELLA ED E’ IN CONTINUAZIONE COL FELLOGENO.

TESSUTI MECCANICI: HANNO LA FUNZIONE DI SOSTENERE IL CORPO DELLA PIANTA E DI FORNIRE

RESISTENZA AL PIEGAMENTO , CI SONO DUE TIPI DI TESSUTI MECCANICI : COLLENCHIMA E

SCLERENCHIMA. IL COLLENCHIMA E’ UN TESSUTO ADULTO PRIMARIO SITUATO SOTTO L EPIDERMIDE E

SI TROVA NELLE PARTI DEL GERMOGLIO CHE SONO ANCORA IN ACCRESCIMENTO. LE PARETI DELLE

CELLULE SONO ISPESSITE NON OMOGENEAMENTE. IL COLLENCHIMA NON PRESENZA SPAZI

INTERCELLULARI MA CI SONO PIANTE CHE HANNO IL COLLENCHIMA LACUNARE CHE PRESENTA GLI

SPAZI. ESSO E’ ASSENTE NELLE RADICI. IL SCLERENCHIMA SI TROVA NELLE PARTI DELLA PIANTA CHE

HANNO COMPLETATO LA CRESCITA PER DISTENSIONE, E’ PIU RESISTENTE DEL COLLENCHIMA. IN BASE

ALLA MORFOLOGIA CI SONO DUE TIPI DI CELLULE SCLERENCHIMATICHE : SCLEREIDI E FIBRE. LE

SCLEREIDI SONO CELLULE CON PARETE LIGNIFICATA ED ISPESSITA , SONO PRESENTI IN TUTTO IL

CORPO DELLA PIANTA , HANNO VARI NOMI IN BASE ALLA MORFOLOGIA. LE FIBRE SONO CELLULE

ALLUNGATE IN SENSO ASSIALE ED AFFUSOLATE ALL ESTREMITA’. CI SONO LE FIBRE XILARI ED

EXTRAXILARI, LE XILARI SI TROVANO NEL LEGNO , E SONO ASSAI VARIABILI PER GRANDEZZA,

ASPETTO E SPESSORE MA TUTTE HANNO LA PARETE LIGNIFICATA. UN TIPO PARTICOLARE DI FIBRE

XILARI E’ COSTITUITO DALLE FIBRO- TRACHEIDI CARATTERISTICHE DELLE GIMNOSPERME CHE HANNO

UNA DUPLICE FUNZIONE MECCANICA E DI CONDUZIONE. ALLE FIBRE EXTRAXILARI APPARTENGONO

TUTTE LE FIBRE CHE NON FANNO PARTE DEL LEGNO AD ESEMPIO LE FIBRE LIBERIANE. ESSE SONO

RIUNITE IN GRUPPI E STRETTAMENTE ADDOSSATE L UNA ALL ALTRA PER AUMENTARE LA

RESISTENZA. LA FORMA ALLUNGATA DELLE FIBRE E’ LEGATA ALLA MODALITA’ DEL LORO SVILUPPO, LE

EXTRAXILARI COMPAIONO PRIMA CHE L ORGANO SIA PIENAMENTE SVILUPPATO , QUANDO L ORGANO

COMPLETA L ACCRESCIMENTO , QUELLO DELLE FIBRE CONTINUA PERCHE SONO DOTATE IN

ENTRAMBE LE ESTREMITA’ DI UN ACCRESCIMENTO APICALE.

TESSUTI CONDUTTORI: SONO ADIBITI ALLA FUNZIONE DI TRASPORTO, ESSI SONO COMPARSI INSIEME

AI TESSUTI DI SOSTEGNO , CON L AUMENTO DELLE DIMENSIONE DELLA PIANTA , RISOLVENDO IL

PROBLEMA DI TRASPORTO DELL ACQUA E DELLE SOSTANZE NUTRITIVE ATTRAVERSO IL CORPO DELLA

PIANTA. LA PRESENZA DI QUESTI TESSUTI E’ LA CARATTERISTICA PRINCIPALE DELLE PAINTE A CORMO.

LA CARATTERISTICA COMUNE DI QUESTI TESSUTI E’ QUELLA DI AVERE CELLULE ALLUNGATE

SOVRAPPOSTE IN FILE ,IN DIREZIONE DEL TRASPORTO. LE DIREZIONE SONO DUE : L ACQUA E I

NUTRIENTI MINERALI ASSORBITI DAL TERRENO SI MUOVONO DALLE RADICI VERSO LE FOGLIE MENTRE

LE SOSTANZE PRODOTTE DAL METABOLISMO VANNO DALLE FOGLIE A TUTTE LE ZONE DELLA PIANTA.

ABBIAMO COSI IL TESSUTO VASCOLARE CHE TRASPORTA LA LINFA GREZZA DALLE RADICI ALLE PARTI

DELLA PIANTA MENTRE IL TESSUTO CRIBROSO TRASPORTA LA LINFA ELABORATA DAI TESSUTI

FOTOSINTETICI AI SITI DI UTILIZZO.

TRACHEIDI E TRACHEE : GLI ELEMENTI DEL TESSUTO VASCOLARE SONO DETTI VASI E SONO

COSTITUITI DA CELLULE MORTE ,OGNI CELLULA E’ CHIAMATA ARTICOLO DEL VASO , I VASI SONO

COSTITUITI DA DUE TIPI DI CELLULE TRACHEE E TRACHEIDI , QUESTE ULTIME SONO PIU PRIMITIVE. LE

PARETI TRASVERSALI DELLE TRACHEIDI SI MANTENGONO INTEGRE MENTRE QUELLE DELLE TRACHEE

VENGONO DEGRADATE. PER QUESTO LE TRACHEIDI VENGONO CHIAMATE VASI CHIUSI E LE TRACHEE

VASI APERTI. ESSI SI DIFFERISCONO PER IL LUME , LE TRECHEIDI HANNO UN LUME RISTRETTO MENTRE

LE TRACHEE HANNO UN LUME PIU AMPIO. NELLE GIMNOSPERME LE TRACHEIDI SVOLGONO FUNZIONE

DI SOSTEGNO E DI CONDUZIONE PER QUESTO SONO DETTE FIBRO- TRACHEIDI. LE PARETI

LONGITUDINALI DEI VASI VENGONO IRROBUSTITE IN MODO DA NON IMPEDIRE IL TRASPORTO DELLE

SOSTANZE IN BASE AL TIPO D ISPESSIMENTO ABBIAMO VASI: ( ANULATI, SPIRALATI , ANULO SPIRALATI,

RETICOLATI, PUNTEGGIATI).

TESSUTO CRIBROSO: E’ COSTITUITO DA CELLULE E TUBI CRIBROSI. LE CELLULE SI TROVANO NELLE

GIMNOSPERME MENTRE I TUBI SI TROVANO NELLE ANGIOSPERME. LE PARETI TRAVERSALI DEI TUBI

CRIBROSI PRESENTANO AREE FITTAMENTE PERFORATE DA UNA QUANTITA DI PORI. QUESTE AREE

SONO CHIAMATE PLACCHE CRIBROSE. LE PERFORAZIONI DELLE PLACCHE SONO TAPPEZZATE NELLO

SPESSORE DA UN POLISACCARIDE DENOMINATO CALLOSIO ATTRAVERSO IL QUALE PASSA IL

CORDONE CITOPLASMATICO CHE METTE IN COMUNICAZIONE GLI ELEMENTI ADIACENTI DEL TUBO

CRIBROSO. LA FUNZIONALITA DEI TUBI CRIBROSI E’ IN GENERE LIMITATA AD UNA STAGIONE

VEGETATIVA PERCHE IL RIVESTIMENTO DI CALLOSIO A MANO A MANO CHE IL TUBO INVECCHIA VA AD

AUMENTARE E COSI ALLA FINE DELLA STAGIONE LA PLACCA CRIBROSA VIENE RICOPERTA DA UNA

MASSA DI CALLOSIO DETTA CALLO , COSI LE CELLULE MUOIONO ED I CORDONI SCOMPAIONO.

FASCI CONDUTTORI: GLI ELEMENTI VASCOLARI E CRIBROSI SONO RIUNITI IN COMPLESSI CHIAMATI

FASCI , A SECONDA DEL TESSUTO ABBIAMO FASCI VASCOLARI O FASCI CRIBROSI. LE DENOMINAZIONI

PIU COMUNI PER I FASCI SONO LE SEGUENTI : PER IL FASCIO VASCOLARE ABBIAMO( FASCIO

LEGNOSO, XILEMA ,LEGNO) PER IL FASCIO CRIBROSO ABBIAMO( FASCIO LIBERIANO, FLOEMA,LIBRO).

GENERALMENTE I FASCI VASCOLARI E CRIBROSI SONO RAVVICINATI E FORMANO UN UNICO FASCIO

DETTO FASCIO CRIBRO-VASCOLARE, CHE A SECONDA DELLA DISPOSIZIONE DEI FASCI COSTITUENTI E’

DETTO COLLATERALE , CONCENTRICO E RADIALE. I COLLATERALI SONO I PIU COMUNI , SONO TIPICI

DEL FUSTO DELLE GIMNOSPERME ED ANGIOSPERME. ESSI SONO FORMATI DA UN FASCIO VASCOLARE

ED UNO CRIBROSO A STRETTO CONTATTO TRA LORO . QUANDO XILEMA E FLOEMA SONO A CONTATTO

TRA DI LORO IL FASCIO E’ DETTO FASCIO COLLATERALE CHIUSO. MENTRE SE TRA XILEMA E FLOEMA C’

E’ UN SOTTILE STRATO DI MERISTEMA CAMBIALE SI PARLA DI FASCIO COLLATERALE APERTO.

QUANDO DUE FASCI CRIBROSI AFFIANCANO UN FASCIO LEGNOSO ( VASCOLARE ) , SI FORMA UN

FASCIO BICOLLATERALE , MENTRE QUANDO UN FASCIO CIRCONDA L'ALTRO SI HANNO I FASCI

CONCENTRICI. INFINE IL FASCIO E’ DETTO RADIALE QUANDO IN SEZIONE TRASVERSALE I FASCI

VASCOLARI E CRIBROSI APPAIONO DISPOSTI IN MODO ALTERNO.

TESSUTI SECRETORI : SONO PRESENTI IN MOLTE PIANTE VASCOLARI , DIFFERISCONO NELLA

STRUTTURA , NELLA POSIZIONE E NEL MATERIALE SECRETO. LE CELLULE DEI TESSUTI SECRETORI

CONTENGONO GENERALMENTE NUMEROSI MITOCONDRI. NEL CORSO DELL EVOLUZIONE , I TESSUTI

SECRETORI SI SIANO SVILUPPATI DA SINGOLE CELLULE SECRETORIE , IDIOBLASTI SECRETORI, SPARSI

TRA LE CELLULE DI ALTRI TESSUTI. IN BASE AL SITO DI DEPOSIZIONE DEL SECRETO E’ POSSIBILE FARE

UNA DISTINZIONE TRA SECREZIONE INTRACELLULARE ED EXTRACELLULARE. LA PRIMA AVVIENE NEGLI

IDIOBLASTI SECRETORI E NEI LATICIFERI , LA SECONDA AVVIENE IN SPAZI INTERCELLULARI COME NEI

DOTTI E TASCHE SECRETORIE. I TESSUTI SECRETORI POSSONO ESSERE PRESENTI IN TUTTI GLI

ORGANI ED ESSERE LOCALIZZATI SUPERFICIALMENTE O ALL INTERNO DI UN ORGANO.

SECRETORI ESTERNI: TRA GLI ESTERNI ABBIAMO I TRICOMI GHIANDOLARI CHE SONO PRESENTI

SULLA SUPERFICIE DI FOGLIE , FUSTI E FIORI. PRODUCONO SOSTANZE IMPORTANTI PER L

INTERAZIONE CON L AMBIENTE ESTERNO E CON ORGANISMI ERBIVORI E IMPOLLINATORI. NEI PELI

CAPITATI LE CELLULE SECRETICI FORMANO UNA TESTA MULTICELLULARE E DIFFONDONO IL SECRETO

NELL AMBIENTE. I PELI PELTATI SONO CARATTERIZATI DA UNA TESTA GLOBULARE FORMATA DA UNA O

PIU CELLULE SECRETICI. LE GHIANDOLE SALINE CARATTERISTICHE DI PIANTE ADATTATE AD AMBIENTI

LITORALI COME LE MANGROVIE, SONO SPECIALIZZATE NELLA SECREZIONE DI SOLUZIONI CONTENENTI

SALI MINERALI. I SALI POSSONO ESSERE ACCUMULATI NEL VACUOLO. GLI IDATODI SONO GRUPPI DI

CELLULE LOCALIZZATE SULLA PUNTA DELLE FOGLIE E HANNO IL COMPITO DI FAR USCIRE GOCCE D

ACQUA (GUTTAZIONE) QUANDO L ECCESSIVA UMIDITA’ ATMOSFERICA NON CONSENTE UNA BUONA

TRASPIRAZIONE. I NETTARI SONO STRUTTURE GHIANDOLARI PLURICELLULARI CHE SECERNONO UN

LIQUIDO CHE CONTIENE PRINCIPALMENTE ZUCCHERI E ALTRE SOSTANZE COME LIPIDI E PROTEINE.

POSSONO ESSERE PRESENTI NEL FIORE CON FUNZIONE DI RICHIAMO PER GLI IMPOLLINATORI.

SECRETORI INTERNI: TRA GLI INTERNI ABBIAMO I CANALI SECRETORI CHE SONO STRUTTURE

ALLUNGATE CON UN EPITELIO SECERNENTE CHE CIRCONDA UNO SPAZIO DETTO LUME . A VOLTE AL DI

FUORI DELL EPITELIO SI FORMA UN ALTRO STRATO DI CELLULE DEFINITO GUAINA. IL LUME DEL

CANALE SI PUO FORMARE PER LISI ( LISIGENO) O PER DISTANZIAMENTO DELLE CELLULE

( SCHIZOGENO) . SE QUESTI CANALI PRODUCONO RESINE SI DICONO DOTTI RESINIFERI SE

PRODUCONO GOMME SI DICONO GOMMIFERI. LE TASCHE O CAVITA’ SECRETORIE SONO STRUTTURE

PLURICELLULARI CIRCONDATE DA UN EPITELIO SECERNENTE, SONO TIPICHE DI FRUTTI E FOGLIE. I

LATICIFERI SONO SINGOLE CELLULE ALLUNGATE CHE PRODUCONO LATICE. I LATICIFERI MATURI

CONTENGONO GRANDI VACUOLI DOVE VIENE ACCUMULATO IL LATICE UN INSIEME DI VARIE

SOSTANZE COME RESINE AMIDO SOSTANZE PROTEICHE ED ENZIMI. IL LATICE E’ DI COLOR LATTE. CI

SONO DUE TIPI DI LATICIFERI: NON ARTICOLATI E ARTICOLATI. I PRIMI SI SVILUPPANO DA UN'UNICA

CELLULA MENTRE I SECONDI CONSISTONO IN UNA SERIE DI CELLULE CHE SI ALLUNGANO.

RADICE: LA PRIMA PARTE CHE COMPARE DA UN SEME E’ LA RADICE. LA RADICE E’ UN ORGANO

GENERALMENTE SOTTERANEO CHE HA LA FUNZIONE PRINCIPALE DI ASSORBIRE ACQUA E SALI

MINERALI CHE VENGONO TRASPORTATI IN TUTTI GLI ALTRI ORGANI. LA RADICE HA LA FUNZIONE

ANCHE DI ANCORAGGIO E DI RISERVA. PUO ESSERE SITO DI ACCUMULO DI CARBOIDRATI CHE

DERIVANO DALLA FOTOSINTESI E CHE SONO IMMAGAZZINATI SOTTO FORMA DI AMIDO NEGLI

AMILOPLASTI , QUESTO AMIDO VIENE USATO PER SVILUPPARE NUOVE FOGLIE O RAMI E PER

SVILUPPARE GLI ORGANI RIPRODUTTIVI ,FIORI E FRUTTI. LA RADICE PRENDE ORIGINE DALL APICE

RADICALE DELL EMBRIONE. LA PRIMA CHE SI SVILUPPA E’ DETTA RADICE PRINCIPALE O PRIMARIA, DA

QUESTA SI SVILUPPANO LE RADICI LATERALI CHE A LORO VOLTA DANNO VITA AD ALTRE RADICI . LA

RISULTANTE DI QUESTO MODELLO E’ L APPARATO RADICALE. LE GIMNOSPERME E LA MAGGIOR PARTE

DELLE ANGIOSPERME POSSIEDONO APPARATI RADICALI DOVE LA RADICE PRINCIPALE PERMANE PER

TUTTA LA VITA E SI SVILUPPA MOLTO PIU DELLE RADICI LATERALI. ABBIAMO COSI UN APPARATO

RADICALE A FITTONE QUESTO APPARATO PRENDE IL NOME ANCHE DI ALLORIZICO, MENTRE IL

SISTEMA RADICALE PRENDE IL NOME DI OMORIZICO QUANDO LA RADICE PRINCIPALE VIENE

SOSTITUITA DA RADICI PRODOTTE DAL CAULE. QUANDO LE RADICI LATERALI CRESCONO

UNIFORMEMENTE A QUELLA PRINCIPALE PARLIAMO DI APPARATO FASCICOLATO. QUANDO LA RADICE

PRINCIPALE MUORE E SI SVILUPPANO RADICI CHE PARTONO DALLA BASE DEL FUSTO PARLIAMO DI

RADICI AVVENTIZIE.

L ACCRESCIMENTO IN LUNGHEZZA DELLA RADICE AVVIENE GRAZIE ALLA CRESCITA PER DIVISIONE

CELLULARE E ALLA CRESCITA PER DISTENSIONE , L ACCRESCIMENTO PER DIVISIONE NELLA RADICE

E’ DETERMINATO DALL ATTIVITA’ DI UN MERISTEMA APICALE. L ESTREMITA’ DELLA RADICE POSSIEDE

UN TESSUTO DI PROTEZIONE DETTO CUFFIA , AL DI SOTTO SI TROVA L APICE RADICALE COSTITUITO

DA CELLULE CHE SI DIVIDONO PER MITOSI. LA ZONA SOPRA L APICE E’ COSTITUITA DA CELLULE IN VIA

DI DIFFERENZIAZIONE E PER QUESTO SI CHIAMA ZONA DI DIFFERENZIAZIONE , QUESTA ZONA E’

CARATTERIZZATA DALL ACCRESCIMENTO PER DISTENSIONE DELLE CELLULE. QUESTA ZONA PRENDE

IL NOME ANCHE DI ZONA LISCIA , DISTINGUENDOSI DALLA ZONA PILIFERA CHE PRESENTA PELI

RADICALI SPECIALIZZATI PER L ASSORBIMENTO.

LA CUFFIA O CALIPTRA E’ CARATTERIZZATA DA UN CONTINUO RINNOVAMENTO DELLE CELLULE CHE LA

COMPONGONO. MAN MANO CHE LE CELLULE SONO SPINTE IN AVANTI MODIFICANO LA LORO

MORFOLOGIA , DISTINGUENDOSI IN UN GRUPPO CENTRALE DI CELLULE CHE FORMANO LA COLUMELLA

E ALTRE LATERALI CHE FORMANO LE CELLULE PERIFERICHE. LE CELLULE DELLA COLUMELLA SONO

CARATTERIZZATE DALLA PRESENZA DI GROSSI GRANULI DI AMIDO, GLI STATOLITI CHE ORIENTANO

VERSO IL BASSO LA CRESCITA DELLE RADICI. LE CELLULE DELLE FIANCATE LATERALI VANNO

INCONTRO A RAPIDA DEGENERAZIONE E SI SFALDANO FORMANDO UNA SOSTANZA MUCILLAGINOSA

CHE ATTACCANDOSI ALLE PARTICELLE DEL TERRENO FACILITA LA PENETRAZIONE DELLE RADICI. L

ORGANIZZAZIONE DELL APICE RADICALE PUO DIVIDERSI IN TRE SISTEMI: SISTEMA TEGUMENTALE,

SISTEMA FONDAMENTALE E SISTEMA VASCOLARE. CON IL TERMINE PROTODERMA E’ INDICATO IL

MERISTEMA PRIMARIO DA CUI PRENDE ORIGINE IL RIZODERMA. CON IL TERMINE MERISTEMA

FONDAMENTALE E’ INDICATO IL MERISTEMA PRIMARIO DA CUI PRENDONO ORIGINE I TESSUTI

PARENCHIMATICI DELLA CORTECCIA E INFINE CON PROCAMBIO E’ INDICATO IL MERISTEMA PRIMARIO

DA CUI ORIGINA IL TESSUTO VASCOLARE DEL CILINDRO CENTRALE. IL PROCAMBIO SI TROVA ALL

INTERNO DELLA RADICE , IL PROTODERMA ALL ESTERNO E QUELLO FONDAMENTALE TRA QUESTI DUE.

LE CELLULE DELLA PARTE CENTRALE SI DIVIDONO MOLTO RARAMENTE , TALE ZONA E’ NOTA COME

CENTRO QUIESCENTE. LA ZONA DI DIFFERENZIAZIONE SI TROVA IN CONTIGUITA’ CON L APICE

MERISTEMATICO , LE CELLULE VANNO INCONTRO A RAPIDA DIFFERENZIAZIONE: LE PIU ESTERNE

INIZIANO A DIFFERENZIARSI IN CELLULE DEL RIZODERMA , AL CENTRO AVVIANO LA

DIFFERENZIAZIONE SINGOLI ELEMENTI DEL TESSUTO VASCOLARE , IL PROTOXILEMA E IL

PROTOFLOEMA E TRA QUESTI DUE SI SVILUPPA IL TESSUTO FONDAMENTALE. DURANTE QUESTA

CRESCITA PER DISTENSIONE LE CELLULE SI MODIFICANO E ABBANDONANO LA FORMA POLIEDRICA

TIPICA DELLE CELLULE MERISTEMATICHE E ASSUMONO FORMA TONDEGGIANTE. GLI AMPI SPAZI

INTERCELLULARI FANNO SI CHE QUESTI TESSUTI SIANO MOLTO PERMEABILI. DOPO LA ZONA DI

DIFFERENZIAZIONE TROVIAMO LA ZONA DI STRUTTURA PRIMARIA DELLA RADICE COSTITUITA DA

TESSUTI ADULTI. SE SI OSSERVA LA SEZIONE TRASVERSALE DI UNA RADICE DISTINGUIAMO TRE PARTI

UNA ESTERNA OVVERO IL RIZODERMA , UNA INTERMEDIA (CILINDRO CORTICALE) E UNA INTERNA

(CILINDRO CENTRALE). IMPORTANTE FUNZIONE DEL RIZODERMA E’ QUELLA DI ASSORBIRE ACQUA

DAL TERRENO E TRASFERIRLA AI TESSUTI SOTTOSTANTI. L ASSORBIMENTO E’ POTENZIATO DALLA

PRESENZA DI PELI RADICALI CHE SI ORIGINANO DA CELLULE DETTE TRICOBLASTI. I PELI SI

RINNOVANO CONSTANTEMENTE E IL LORO NUMERO NON CAMBIA. SOTTO IL RIZODERMA SI TROVA IL

CILINDRO CORTICALE, SI TRATTA DI UN TESSUTO PLURISTRATIFICATO LE CUI CELLULE SONO DI TIPO

PARENCHIMATICO, QUESTE CELLULE HANNO LA PARETE SOTTILE E UN GRANDE VACUOLO. L ULTIMO

STRATO A CONTATTO CON IL CILINDRO CENTRALE E’ FORMATO DA CELLULLE PIU PICCOLE CHE

FORMANO ENDODERMA. LE SUE CELLULE SONO RICCHE DI SUBERINA UNA SOSTANZA IMPERMEABILE

CHE QUINDI NON PERMETTE ALL ACQUA DI PASSARE. LA SUBERINA IMPREGNA LA PARETE LUNGO UNA

FASCIA DEFINITA BANDA DEL CASPARY. TUTTAVIA POSSIAMO TROVARE PUNTI DI PERMEAZIONE. L

ACQUA CHE GIUNGE PER VIA APOPLASTICA SI TROVA DAVANTI AD UNA BARRIERA E PER

RAGGIUNGERE IL CILINDRO CENTRALE DEVE PASSARE ATTRAVERSO I PLASMODESMI E LE MEMBRANE

PLASMATICHE CHE ESCLUDONO MOLTI IONI NOCIVI. LE CELLULE DELL ENDORDERMA POSSONO

AVERE LE PARETI ISPESSITE, IN UNA SEZIONE TRASVERSALE DI RADICE POSSIAMO NOTARE

ISPESSIMENTI A FORMA DI U E A FORMA DI O.

IL CILINDRO CENTRALE O STELE CONTIENE IL SISTEMA VASCOLARE STRUTTURATO IN: XILEMA O

LEGNO PER IL TRASPORTO DELL ACQUA COMPOSTO DA VASI, FLOEMA O LIBRO CHE TRASPORTA

SOSTANZE ELABORATE COSTITUITO DA TUBI CRIBROSI. LO STATO PIU ESTERNO E’ DETTO PERICICLO,

DA ESSO PRENDONO ORIGINE LE RADICI LATERALI E VIENE DEFINITO STRATO RIZOGENO.

INTERNAMENTE AL PERICICLO SI TROVA IL SISTEMA VASCOLARE. NELLA RADICE XILEMA E FLOEMA

SONO DISPOSTI IN MODO DA FORMARE UNA STRUTTURA RAGGIATA NELLA QUALE SI DISTINGUONO

ARCHE XILEMATICHE E ARCHE FLOEMATICHE. QUESTA DISPOSIZIONE DEI TESSUTI VASCOLARI E’

DETTA ACTINOSTELE. IL NUMERO DELLE ARCHE E’ UGUALE. NELLA PARTE INTERNA CI SONO ELEMENTI

DI DIAMETRO MAGGIORE CHE PRENDONO IL NOME DI METAXILEMA E METAFLOEMA PIU SI PROCEDE

VERSO L ESTERNO PIU IL DIAMETRO DIMINUISCE E SI PARLA DI PROTOXILEMA E PROTOFLOEMA. IN

TUTTE LE GIMNOSPERME ALLA ZONA DI STRUTTURA PRIMARIA SEGUE QUELLA SECONDARIA CHE SI

ESTENDE PER IL RESTO DELLA RADICE. QUESTA ZONA E’ FORMATA DA TESSUTI SECONDARI CIOE’

ORIGINATI DALL ATTIVITA’ DI MERISTEMI SECONDARI. VEDIAMO L ATTIVITA’ DI DUE TESSUTI

MERISTEMATICI IL CAMBIO-VASCOLARE E IL CAMBIO SUBERO – FELLODERMICO. IL CAMBIO

VASCOLARE GENERA INIZIALMENTE SOLO XILEMA VERSO IL LATO INTERNO( XILEMA SECONDARIO) E

SUCCESSIVAMENTE FLOEMA SECONDARIO VERSO IL LATO ESTERNO ACQUISTANDO COSI UN ATTIVITA’

DIPLEURICA. COSI SI FORMANO DUE ANELLI CONCENTRICI UNO INTERNO DI XILEMA E UNO ESTERNO

DI FLOEMA. LA PRODUZIONE DI NUOVI TESSUTI GENERA UNA PRESSIONE ,SU QUELLI ESTERNI AL

CAMBIO ,CHE VIENE PERO’ COMPENSATA DALLA PRODUZIONE DEL PARENCHIMA DI DILATAZIONE CHE

IMPEDISCE IL COLLASSO DELLE STRUTTURE. COL TEMPO IL CAMBIO GENERA NUOVO LIBRO(FLOEMA)

E NUOVO LEGNO(XILEMA) E LA PIANTA AUMENTA LO SPESSORE. ANCHE IL RIZODERMA SUBISCE

MODIFICAZIONI , GRAZIE ALL ATTIVITA DIPLEURICA DEL FELLOGENO CHE PRODUCE SUGHERO ALL

ESTERNO E FELLODERMA ALL INTERNO. IL FELLODERMA E’ UN TESSUTO DI NATURA PARENCHIMATICA.

IN ALCUNE SPECIE LE RADICI SI PRESENTANO COME TUBERI O BULBI, QUESTE RADICI TUBERIFORMI

NON POSSONO GENERARE UNA NUOVA PIANTA PERCHE NON HANNO GEMME NELLA PARTE

INGROSSATA. ABBIAMO DEI PARTICOLARI TIPI DI RADICI COME GLI PNEUMATOFORI CHE CRESCONO

VERSO L'ALTO E SVOLGONO LA FUNZIONE DI RADICE RESPIRATORIA.

FUSTO O CAULE : E’ L ORGANO DI SOSTEGNO DELLE PIANTE E STABILISCE IL CONTATTO TRA RADICI E

FOGLIE, IN FASE GIOVANILE SVOLGE ATTIVITA FOTOSINTETICA PERCHE’ E’ PROVVISTO DI

CLOROPLASTI . INOLTRE SVOLGE ATTIVITA’ DI CONDUZIONE E PUO’ ACCUMULARE SOSTANZE DI

RISERVA IN CELLULE PARENCHIMATICHE CONTENENTI AMILOPLASTI. QUANDO PARLIAMO DI

GERMOGLIO CI RIFERIAMO AL SISTEMA DI ORGANI CHE COMPRENDE : LA GEMMA APICALE , LE

FOGLIE, IL FUSTO , I RAMI E LE GEMME ASCELLARI. LA GEMMA APICALE E’ COSTITUITA DAL CONO

VEGETATIVO ( UN GRUPPO DI CELLULE MERISTEMATICHE DA CUI TRAE ORIGINE IL CORPO PRIMARIO

DEL FUSTO) E DA UNA SERIE DI BOZZE FOGLIARI. NEL FUSTO TROVIAMO I NODI DOVE SI

INSERISCONO LE FOGLIE , E GLI INTERNODI GLI SPAZI TRA UN NODO E UN ALTRO. LE REGIONI SOPRA

LE INSERZIONI FOGLIARI SONO DETTE ASCELLE FOGLIARI , QUI TROVIAMO LE GEMME LATERALI O

ASCELLARI DA CUI TRAGGONO ORIGINE I RAMI LATERALI. NELLE GEMME LE FOGLIOLINE PIU ESTERNE

SONO CHIAMATE PERULE. LA GEMMA APICALE INFLUISCE SULLO SVILUPPO DELLE LATERALI , QUESTO

FENOMENO E’ DETTO DOMINANZA APICALE, VEDIAMO RAMI PIU SVILUPPATI LONTANO DALL APICE

APICALE. QUANDO IL FUSTO PRINCIPALE E’ PIU SVILUPPATO DEI RAMI SI PARLA DI RAMIFICAZIONE

MONOPODIALE ALTRIMENTI SI PARLA DI RAMIFICAZIONE SIMPODIALE. IL CORPO PRIMARIO DEL FUSTO

IN SEZIONE LONGITUDINALE E’ DIVISO IN CONO VEGETATIVO , ZONA DI DETERMINAZIONE , ZONA DI

DIFFERENZIAMENTO E ZONA DI STRUTTURA PRIMARIA . IL CONO VEGETATIVO DA VITA AL CORPO

PRIMARIO DEL FUSTO GRAZIE ALL ATTIVITA DI CELLULE INIZIALI CHE DANNO VITA ALLA GEMMA

EMBRIONALE CHIAMATA PLUMULA. IN ALCUNE PIANTE TROVIAMO UN CORPO SECONDARIO FORMATO

GRAZIE ALL ATTIVITA DEI DUE CAMBI. IL CONO VEGETATIVO E’ FORMATO DA DUE PARTI TUNICA E

CORPUS. NELLE ANGIOSPERME IL CONO HA 3 STRATI DI CELLULE INIZIALI : 2 DELLA TUNICA E 1 DEL

CORPUS. QUELLI DELLA TUNICA SONO DISPOSTI IN PIANI PERPENDICOLARI ALLA SUPERFICIE ESTERNA

MENTRE QUELLO DEL CORPUS E’ PARALLELO. NELLA ZONA DI DETERMINAZIONE TROVIAMO IL

PROTODERMA CHE DARA LUOGO ALL EPIDERMIDE ,IL MERISTEMA FONDAMENTALE FORMATO DA

PROTOCORTECCIA E PROTOMIDOLLO,IL PROCAMBIO. LE BOZZE COMPAIONO SULLA SUPERFICIE DEL

GERMOGLIO , SI ORIGINANO APPENA AL DI SOTTO DEL CONO VEGETATIVO. LE FOGLIE HANNO

ORIGINE ESOGENA PERCHE’ LA LORO FORMAZIONE E’ DOVUTA A CELLULE ( INIZIALI FOGLIARI) CHE SI

TROVANO NEGLI STRATI PIU SUPERFICIALI. MAN MANO CHE L ASSE CAULINARE SI ALLUNGA E IL CONO

SI SPOSTA , CRESCONO NUOVE BOZZE. E’ DEFINITO PLASTOCRONE L INTERVALLO TRA LA CRESCITA

DI DUE BOZZE FOGLIARI CONSECUTIVE. NELLA ZONA DI DIFFERENZIAMENTO VEDIAMO UN RAPIDO

INCREMENTO DELLE DIMENSIONI DEL FUSTO SPECIALMENTE IN LUNGHEZZA QUESTI CAMBIAMENTI

SONO DUVUTI AD UNA DISTENSIONE DELLE CELLULE. INTERNAMENTE AL PROTODERMA , IL

DIFFERENZIAMENTO DEL SISTEMA FONDAMENTALE CORTICALE PORTA ALLA FORMAZIONE DI TESSUTI

PARENCHIMATICI ,MECCANICI CHE NELL INSIEME FORMANO LA CORTECCIA . NELLA ZONA PIU

INTERNA DEL FUSTO IL MERISTEMA MIDOLLARE SI DIFFERENZIA IN CELLULE MERISTEMATICHE CHE

COSTITUISCONO IL MIDOLLO. NEL SISTEMA FONDAMENTALE AD UN AVANZATO STADIO DI

DIFFERENZIAMENTO SI TROVANO LE CELLULE PROCAMBIALI CHE RIUNITE DANNO VITA AI CORDONI

PROCAMBIALI. DA OGNI CORDONE SI FORMA UN FASCIO CONDUTTORE COSTITUITO DA XILEMA E

FLOEMA . I PRIMI ELEMENTI SONO PROTOXILEMA E PROTOFLOEMA , IL PRIMO SI DICE ENDARCO

PERCHE’ SI DIFFERENZIA VERSO L INTERNO DEL FUSTO, IL SECONDO VERSO L ESTERNO ED E’ DETTO

ESARCO. ALLO STESSO MODO ABBIAMO METAXILEMA VERSO L INTERNO E METAFLOEMA VERSO L

ESTERNO. NEL FUSTO CI SONO 3 ZONE CONCENTRICHE VISIBILI: EPIDERMIDE , CORTECCIA E

CILINDRO CENTRALE. L EPIDERMIDE E’ FORMATO DA CELLULE ALLUNGATE CHE NON PRESENTANO

SPAZI INTERCELLULARI , CONTIENE CUTICOLA ED E’ DOTATO DI STOMI. LA CORTECCIA E’ L INSIEME

DEI TESSUTI POSTI TRA EPIDERMIDE E CILINDRO CENTRALE. LE CELLULE PRESENTANO SPAZI

INTERCELLULARI , NELLA PARTE ESTERNA DELLA CORTECCIA SI TROVA UNO STRATO DI CELLULE

DETTO ENDODERMOIDE, QUESTE CELLULE SONO RICCHE DI AMILOPLASTI CHE COSTITUISCONO UNA

GUAINA AMILIFERA. POSSONO AVERE ANCHE CRISTALLI DI OSSALATO DI CALCIO FORMANDO UNA

GUAINA OSSALIFERA. IL CILINDRO CENTRALE O STELE E’ FORMATO DAI FASCI CONDUTTORI E DAL

MIDOLLO. NELLE PIANTE CON ACCRESCIMENTO DIAMETRICO SECONDARIO I FASCI SONO DEFINITI

COLLATERALI APERTI DOVE E’ PRESENTE IL PROCAMBIO UN TESSUTO MERISTEMATICO. SI DICONO

COLLATERALI PERCHE’ SONO FORMATI DA XILEMA VERSO L INTERNO E FLOEMA VERSO L ESTERNO ,

APERTI PERCHE TRA XILEMA E FLOEMA TROVIAMO CELLULE MERISTEMATICHE . SE LE PIANTE NON

HANNO ACCRESCIMENTO SECODARIO I FASCI SONO DETTI COLLATERALI CHIUSI, NON ABBIAMO IL

PROCAMBIO , XILEMA E FLOEMA SONO A CONTATTO. NELLE GIMNOSPERME I FASCI COLLATERALI

APERTI O CHIUSI SONO SEPARATI DAI RAGGI MIDOLLARI PRIMARI . IN ALCUNE SPECIE COME IL TIGLIO

QUESTI RAGGI SONO RIDOTTI E I TESSUTI CONDUTTORI FORMANO UN ANELLO CONTINUO , IL

CILINDRO CENTRALE COSI E’ DEFINITO EUSTELE. NELLE ANGIOSPERME MONOCOTILEDONI LA

CORTECCIA HA UNO SPESSORE RIDOTTO E I FASCI COLLATERALI CHIUSI SONO DISPOSTI IN

DISORDINE , PARLIAMO SI UNA STELE CHE PRENDE IL NOME DI ATACTOSTELE. LE GIMNOSPERME E

PARTE DELLE ANGIOSPERME DICOTILEDONI PRESENTANO ACCRESCIMENTO SECONDARIO A CARICO

DEI DUE CAMBI . IL CAMBIO CRIBRO- LEGNOSO CHE SI FORMA DAL PROCAMBIO DA ORIGINE ALLO

XILEMA SECONDARIO E AL FLOEMA SECONDARIO. PARLIAMO DI CAMBIO FASCICOLARE SE SI TROVA

DENTRO FASCI CONDUTTORI PRIMARI, CAMBIO INTERFASCICOLARE SE SI TROVA TRA I FASCI

CONDUTTORI E SI FORMA PER SDIFFERENZIAMENTO DELLE CELLULE DEI RAGGI MIDOLLARI. IL

CAMBIO CRIBRO- LEGNOSO COMPRENDE DUE TIPI DI CELLULE: LE INIZIALI FUSIFORMI E LE INIZIALI

DEI RAGGI. LE PRIME SONO ALLUNGATE SECONDO L ASSE DEL FUSTO, QUELLE DEI RAGGI HANNO UNA

FORMA PIU O MENO CUBICA. LE FUSIFORMI ORIGINANO DUE CELLULE ,UNA RIMANE FUSIFORME

MENTRE L ALTRA SI DIFFERENZIA IN UNA CELLULA MADRE DEL FLOEMA O DELLO XILEMA

SECONDARIO. LE INIZIALI DEI RAGGI VANNO INCONTRO A DIVISIONI CELLULARI , DANNO ORIGINE A

CELLULE ALLUNGATE CHE FORMANO I RAGGI MIDOLLARI , DETTI PRIMARI CHE VANNO

DISTANZIANDOSI. SI FORMANO IN SEGUITO ALTRI RAGGI MIDOLLARI DETTI SECONDARI. LE CELLULE

DEL FLOEMA E DELLO XILEMA FORMANO IL SISTEMA ASSIALE MENTRE LE CELLULE DEI RAGGI

MIDOLLARI FORMANO IL SISTEMA RADIALE. IL CAMBIO SUBERO – FELLODERMICO E’ COSTITUITO DA

CELLULE CHE SI DIVIDONO DANDO ORIGINE VERSO L ESTERNO A CELLULE DEL SUGHERO E VERSO L

INTERNO A CELLULE PARENCHIMATICHE CHE FORMANO IL FELLODERMA. CAMBIO , SUGHERO E

FELLODERMA FORMANO UN COMPLESSO DI TESSUTI DENOMINATO PERIDERMA. L ATTIVITA DEL

FELLOGENO E’ DI BREVE DURATA PER QUESTO LO STRATO DI SUGHERO E’ SOTTILE , DOPO UNO O

PIU ANNI PERO SI FORMANO NUOVI STRATI DI FELLOGENO ORIGINANDO MOLTI STRATI DI SUGHERO

SOVRAPPOSTI. L INSIEME DEI TESSUTI LOCALIZZATI ALL ESTERNO DEL FELLOGENO E’ DEFINITO

SCORZA O RITIDOMA. L IMPERMEABILITA’ DEL SUGHERO COMPORTEREBBE IL BLOCCO DEGLI SCAMBI

GASSOSI , TUTTAVIA SONO PRESENTI LE LENTICELLE , OVVERO GRUPPI DI CELLULE CHE SI

ARROTONDANO LASCIANDO SPAZI INTERCELLULARI. LO XILEMA SECONDARIO COME GIA DETTO SI

ORIGINA PER ATTIVITA’ DEL CAMBIO CRIBRO- LEGNOSO , AL TESSUTO VASCOLARE SI

ACCOMPAGNANO SPESSO TESSUTI PARENCHIMATICI , MECCANICI E SECRETORI. LO XILEMA DELLE

GIMNOSPERME PER LA SUA SEMPLICITA’ DI STRUTTURA E’ DETTO OMOXILO MENTRE QUELLO DELLE

ANGIOSPERME E’ DETTO ETEROXILO. IL SISTEMA RADIALE E’ COSTITUITO DA RAGGI MIDOLLARI

UNISERIATI , OSSIA FORMATI DA UN SINGOLO STRATO DI CELLULE. NELLO XILEMA SECONDARIO

DELLE ANGIOSPERME IL SISTEMA ASSIALE E’ COSTITUITO DA CELLULE CONDUTTRICI E

PARENCHIMATICHE. IL CAMBIO CRIBRO – VASCOLARE NON RIMARE SEMPRE ATTIVO , NEI PERIODI DI

ATTIVITA ESSO PRODUCE UN NUOVO STRATO DI XILEMA ESTERNAMENTE A QUELLI GIA ESISTENTI ,

COSI NELLA SEZIONE TRASVERSALE DEL FUSTO E’ POSSIBILE OSSERVARE UNA SERIE DI STRATI

CONCENTRICI DI XILEMA SECONDARIO DEFINITI ANELLI DI CRESCITA , OGNI ANELLO CORRISPONDE AD

UN ANNO PER QUESTO PRENDONO IL NOME DI CERCHIE ANNUALI. IL FLOEMA SECONDARIO COSI

COME LO XILEMA E’ FORMATO DA UN SISTEMA ASSIALE ED UNO RADIALE . QUELLO ASSIALE E’

FORMATO DA TUBI CRIBROSI , PARENCHIMA , FIBRE E A VOLTE SCLEREIDI . IL RADIALE E’ FORMATO DA

CELLULE PARENCHIMATICHE DEI RAGGI MIDOLLARI. ESISTONO VARIE SPECIALIZZAZIONI DEL FUSTO :

ABBIAMO I FUSTI CON FUNZIONE DI RISERVA, I TUBERI SONO FUSTI SOTTERANEI , UN ESEMPIO E’ LA

PATATA LA CUI AMPIA CORTECCIA SVOLGE LA FUNZIONE DI RISERVA. I BULBI SONO VERI E PROPRI

GERMOGLI MODIFICATI, SONO PROVVISTI DI UN FUSTO MOLTO ACCORCIATO , DI FOGLIE E RADICI.

SONO DEFINITE SUCCULENTE QUELLE PIANTE ADATTATE AGLI AMBIENTI ARIDI , DOTATE DI TESSUTI

(CHIAMATI SUCCULENTI) IN GRADO DI IMAGAZZINARE ACQUA, QUESTI TESSUTI SI TROVANO NEL

FUSTO COME NEL CASO DEI CACTUS. UN ESEMPIO DI PIANTA SUCCULENTA E’ IL FICO D’

INDIA. ALCUNE SPECIE RAMPICANTI COME LA VITE DA UVA HANNO FUSTI CHE SVOLGONO FUNZIONE

DI SOSTEGNO , DETTI VITICCI. POI CI SONO FUSTI SPECIALIZZATI NELLA FUNZIONE FOTOSINTETICA ,

SONO DETTI CLADOFILLI , NE E’ UN ESEMPIO L ASPARAGO. ALCUNE PIANTE PRESENTANO FUSTI CON

FUNZIONE DI DIFESA CHE SONO DOTATI DI SPINE CHE POSSONO ESSERE FOGLIE O RAMI MODIFICATI E

PRENDONO IL NOME DI SPINE FOGLIARI O SPINE RAMEALI.

LA FOGLIA: LA FOGLIA E’ UNO DEI 3 ORGANI CHE COSTITUISCONO IL CORPO DELLA PIANTA, INSIEME

AL FUSTO FORMA IL GERMOGLIO. LE SUE PRINCIPALI FUNZIONI SONO LA FOTOSINTESI E LA

TRASPIRAZIONE. OLTRE ALLE FOGLIE TIPICHE CON FUNZIONE CLOROFILLIANA DETTE NOMOFILLI

ESISTONO FOGLIE CON VARIE FUNZIONI : ACCUMULO DI NUTRIENTI E ACQUA , DIFESA E SOSTEGNO.

CI SONO DUE TIPI DI FOGLIE CON DIVERSA ORIGINE EVOLUTIVA : I MICROFILLI E I MACROFILLI, E A

SECONDA DELLA FOGLIA LE PIANTE PRENDONO IL NOME DI MICROFOGLIATE O MACROFOGLIATE. I

MICROFILLI POSSIEDONO UN SISTEMA VASCOLARE COSTITUITO DA UN SINGOLO FASCIO CONDUTTORE

E SI SVILUPPANO DA EMERGENZE LATERALI DEL FUSTO, MENTRE I MACROFILLI SONO LE FOGLIE

DELLE PTERIDOFITE CHIAMATE COMUNEMENTE FELCI E POSSIEDONO UN COMPLESSO SISTEMA

VASCOLARE CON NUMEROSI FASCI CONDUTTORI. SECONDO LA TEORIA TELOMICA I MACROFILLI SI

SAREBBERO EVOLUTI DA INTERI SISTEMI DI RAMIFICAZIONI. NELLE PIANTE ANCESTRALI NON SI ERANO

ANCORA DIFFERENZIATI RADICI FOGLIE E FIORI , IL CORPO CONSISTEVA IN UN ASSE A RAMIFICAZIONE

DICOTOMICA , I RAMI SONO STATI DENOMINATI TELOMI. LA DISPOSIZIONE DELLE FOGLIE SUL FUSTO

PRENDE IL NOME DI FILLOTASSI, ESSE SONO DISPOSTE IN MODO DA EVITARE UN RECIPROCO

OMBREGGIAMENTO. SE AD OGNI NODO SI INSERISCE UNA SINGOLA FOGLIA SI HA FILLOTASSI

ALTERNATA , SE SI INSERISCONO DUE FOGLIE SI HA FILLOTASSI OPPOSTA , SE SI INSERISCONO PIU DI


ACQUISTATO

4 volte

PAGINE

27

PESO

68.90 KB

PUBBLICATO

6 mesi fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze biologiche
SSD:
Università: Messina - Unime
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher domenicolbrt di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Botanica generale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Messina - Unime o del prof Genovese Giuseppa.

Acquista con carta o conto PayPal

Scarica il file tutte le volte che vuoi

Paga con un conto PayPal per usufruire della garanzia Soddisfatto o rimborsato

Recensioni
Ti è piaciuto questo appunto? Valutalo!

Altri appunti di Corso di laurea in scienze biologiche

Appunti Ecologia
Appunto
Anatomia comparata dei vertebrati
Appunto
Biologia dello sviluppo
Appunto
Zoologia- borre, metodi di campionamento, tracce animali
Appunto