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Botanical4Legno

  • Tutto ciò che ha una struttura lignificata
  • Fondamentale prima e dopo l’introduzione dei metalli, ma progressivamente abbandonato per favorire essi e la plastica
  • Fondamentale dal punto di vista archeologico perché interessa molti aspetti dei beni culturali (edifici, dipinti, sculture, …)

Problema: è un materiale deperibile, quindi molti elementi sono andati perduti. Ad esempio in epoca medievale/rinascimentale c'erano grandi problemi di conservazione, della scultura di epoca classica è stata persa quasi la totalità). Della pittura sono rimasti affreschi e tombe (di epoca greca), dipinti e sculture classiche sono rari. In origine tutte le sculture classiche erano colorate e non bianche.

Il legno è prodotto da alcune piante, latifoglie e conifere (piante superiori), che accumulano tale materiale per le funzioni vitali e per sostenere la pianta (accumulazione per funzione statica di sostegno). È quindi prodotto vegetale.

Accrescimento delle piante

È importante come viene costruito in natura. La conifera ha un accrescimento apicale, le cellule che governano la crescita sono situate sulla cima, la quale, se tagliata, porta la pianta a dover cercare un’altra punta di accrescimento. La conifera ha accrescimento soprattutto verticale. Le latifoglie sono piante che si sviluppano molto (anche sopra i 30m), ha una crescita più ramificata soprattutto nella parte centrale. La sua crescita dipende da caratteristiche intrinseche e ambientali (suolo, concorrenza, clima, …).

Il bonsai è una pianta in miniatura alla quale vengono tagliate le radici per limitare la crescita. Gli arbusti sono diversi rami o fusti che crescono tutti assieme da un’unica base, possono essere dipendenti o indipendenti. Le piante rampicanti non possono svilupparsi in verticale in modo autonomo, necessitano di un sostegno esterno. La liana (es. la vite) è parzialmente in grado di svilupparsi da sola.

La materia prima utilizzabile delle diverse piante si differenzia in base ad ogni pianta. La condizione migliore per la conservazione del legno è il luogo umido: condizione anaerobica data da ambienti saturi d’acqua in cui la decomposizione si arresta e il legno permane allo stato umido.

[Venezia creata da abitanti di Altino che si sono spostati in epoca Tardo-Medievale. È stata edificata su isole naturali e artificiali: creati recinti poi riempiti con materiali diversi, spesso di scarto.]

Il legno è costituito da lignina (sostanza complessa e stabile) e cellulosa (la parte che si degrada, per lo più viene sostituita dall’acqua, se tolta dall’acqua di disidrata, collassa e non può tornare alla forma originaria).

Metodi di conservazione del legno

Altra metodo di conservazione è la mineralizzazione: grazie alla presenza di ferro e altri metalli, per lo più in rapporto a oggetti come i chiodi (non presenti nell’epoca del bronzo). L’uomo fa uso di oggetti come ascia e sega (per tagliare) e chiodi (per assemblare). La ruggine fa in modo che penetrino elementi come gli ossidi e i Sali di metallo, che copiano le strutture cellulari. Le pareti cellulari sono organiche e si possono degradare. Quasi mai la copia è perfettamente identica (pseudomorfa), essa è composta da elementi minerali.

Sotto la corteccia è presente il “libro” che produce le cellule del legno, se si incide questo strato per tutta la circonferenza, si incide la parte viva del legno e la pianta muore: non passano le sostanze.

Anche i legni mummificati si conservano bene, sono legni perfettamente essiccati che hanno mantenuto la propria struttura originaria. Avviene dove il sito è isolato dall’esterno. È frequente in ambienti come murature, buche cementate, buche di sabbia, calce. La mummificazione è rara.

Il legno viene conservato anche su impronta, ovvero viene conservata un’impronta del legno e non l’oggetto vero e proprio.

Studio del legno

  • Aspetto dendrologico: Il legno cresce formando anelli (nelle nostre latitudini). Nel periodo primaverile, la pianta ha una crescita rapida con cellule più grandi. In ambienti/situazioni diversi può non formare un anello o formarne due (es. a causa di una gelata, una potatura tardiva, …). In ambienti molto omogenei non si formano anelli (es. ambienti tropicali e mediterranei) o non si vedono.
  • Determinazione specie: Ogni specie ha caratteristiche diverse, da un piccolo frammento si può generalmente determinare la pianta.
  • Dendrocronologia: Tecnica più precisa del C14. Necessita di un tronco intero, ovvero di tutti gli anelli della pianta.
  • Aspetti tecnologici: Come è stato effettuato il taglio della pianta, la lavorazione e l’usura. Se la conservazione è ottima si possono portare a termine tutti i punti precedenti.

Parti del legno

  • Corteccia
  • Alburno: parte più chiara, parte vitale, di solito scartato nelle costruzioni
  • Durame: parte più interna, più scura, di solito è più compatto dell’alburno e quindi preferito per le costruzioni

La sezione di taglio del legno è importante.

[Il larice perde totalmente le foglie, nonostante sia una conifera. Le conifere generalmente sono sempreverdi, ricambiano le foglie, ma non c’è una caduta totale durante l’autunno.]

Areale

Luogo dove cresce una pianta dal punto di vista geografico. Ci sono piante con areale più o meno esteso. Ad esempio i Larici si trovano solo sulle Alpi a quote superiori a 1000-1200 m.

[Linnea Borealis: nella Valle di Tovel perché durante l’ultima glaciazione è arrivata in Italia, è una valle quasi disabitata famosa per il colore del lago. La pianta si è ritirata qui perché l’ambiente era favorevole: a causa di continue frane il terreno non è compatto e da esso esce aria freddo, ricreando un ambiente simil-glaciale.]

Ceduazione

Si lascia crescere il bosco e poi si taglia a raso un albero qui e uno lì, dopo questo processo le piante crescono meglio (hanno più luce e più nutrimenti). Dagli anelli delle piante si vede se il bosco è gestito dall’uomo. Questa pratica viene usata dal I millennio a.C., probabilmente dall’età del bronzo.

Le sezioni agnostiche presentano caratteristiche peculiari. Serve materiale di confronto per il riconoscimento. Ogni frammento studiato viene numerato, classificato e fotografato.

Legno omoxilo (omogeneo): tipico delle conifere, ha canali di resina (es. Larice)

Legno eteroxilo: tipico delle latifoglie (es. Faggio)

Esistono caratteristiche anatomiche che permettono di capire specie o genere del legno. Determinare la specie: poi si trova l’areale originale e la diffusione attuale. In base al confronto tra i due areali si può comprendere se l’areale è diminuito o aumentato.

La Sequoia si trova in America. Se ci sono ritrovamenti in Europa o era presente in antichità o è stata introdotta dall’uomo. In questo caso esisteva in Europa prima delle glaciazioni, quindi non si trova nei siti paleolitici perché precedente. Acacie (piante presenti nel Sahara): i pollini vengono trovati in Italia perché trasportati dal vento. Pesche, albicocche e noci introdotte in Europa dall’Oriente o dall’Africa.

Una specie spinosa o tossica, se raccolta, deve avere un utilizzo particolare. In base all’uso (alimentare o no) la pianta viene tagliata e raccolta in modi diversi. Le caratteristiche tecnologiche sono: come si può lavorare, la durata, facilità di lavorazione, bellezza del legno, …

Taglio del legno

Il taglio radiale si deforma meno, con il taglio tangenziale le estremità tendono ad imbarcarsi (usato per le botti). Le statue lignee solitamente sono in pioppo, anche se la durata non è il massimo. I legni con grandi diametri si fessurano. Si cerca di prendere un legno che ha già le forme che ci interessa. Modificando la forma del legno non si ha lo stesso effetto e la stessa durata.

La qualità dello strumento è fondamentale. C’erano strumenti in bronzo e pietra, ma con un oggetto di pietra non si riesce a tagliare un tronco di più di 60 cm.

Cronologia del legno

Cronologia relativa

La ceramica si plasma. Il legno si taglia: limiti legati alla struttura. Alcuni oggetti restano uguali nel tempo, come le ciotole, ed è difficile fare una cronologia relativa sulla base del tipo di legno. Le forme scolpite, come il manico di un’ascia, può legarsi al luogo e al periodo.

[falcetto: cambia la logica della raccolta dei cereali, si modifica lo strumentario e si possono avere cronologie delle culture.]

Cronologia assoluta

Dendrocronologia: non tutti i tipi di legno formano anelli. Le piante più sensibili ai cambiamenti climatici formano anelli variabili. Le Querce in Pianura Padana possono formare anelli sempre uguali. Servono almeno 30 anelli e non c’è un numero minimo di campioni, ma più sono e meglio è.

Nel caso di palafitte i pali per la cronologia vengono presi in ordine di grossezza, prima i più grossi e poi i più fini. Alla fine vengono messi tutti in relazione uno con l’altro attraverso dei grafici. La cronologia finale del sito viene confrontata con quella di altri siti. I dati vengono abbinati anche a quelli ottenuti tramite C14. Ottengo una datazione con errore +/- di 7/8 anni.

Per l’età del ferro si hanno pochi legni. Se non ho l’ultimo anello non so quando la pianta è stata tagliata. Tramite la datazione C14 ottengo due curve che indicano il margine d’errore. La curva di calibrazione è più precisa nelle zone della curva più pendenti. La curva dipende dall’attività solare e da aspetti astronomici e climatici. Tra 9 e 7 secolo a.C. (età del ferro) la curva è piatta e quindi il C14 è inutile. Si ha un errore di 400-500 anni.

calBP: data calibrata. (10000 calBP = 10000 anni prima del 1950).

Funghi e insetti

  • Attaccano il legno vivo
  • Attaccano il legno morto (ifee e tarli)

Stabilire questo aspetto permette di comprendere le abitudini dell’uomo: se il legno viene raccolto da terra ha funghi. Per il restauro sono importanti le informazioni su qualità e conservazioni del legno.

(slide: “Le armi: la scelta del legno”)

  • Asta di legno: ontano/quercia
  • Impugnature: corno di cervo/quercia o castagno
  • Fodero spade: pelliccia aderente al metallo con parti di legno di ontano e cuoio
  • Scudo: parte metallica + pioppo o salice

Ontano: legno leggero e fragile (usato per le lance da tirare)

Pioppo/salice: “legnacci”, leggeri, perfetti da tagliare molto fini. Lo scudo di legno è coperto da uno spesso strato di cuoio, se il colpo è diretto si usa la parte in metallo, altrimenti lo scudo si usa per deviare il colpo.

Venezia ex-cinema

Palificata con pali fitti e fini: nell’acqua conta mettere tanti pali non devono essere grossi. Vengono usati soprattutto quercia e olmo. Il larice arrivava dalle Dolomiti attraverso il Brenta, usato solitamente per i tetti (resiste al fuoco). “Volparone”: legname di scarto, per gli studi dendrologici i pali sono troppo piccoli, ma il materiale veniva dallo stesso bosco (con eccezione come il larice), forse è stato tagliato un bosco e il legno è stato scartato (riciclo). Nel legno dei volparoni era presente l’ultimo anello completo che mostra un taglio invernale, se fosse stato incompleto avrebbe indicato un taglio primaverile. Il legno nel riposo vegetativo (inverno) è più secco e può essere usato più velocemente. Per le palificate in acqua non serve che sia secco, quindi non è una scelta fondamentale il periodo di taglio. L’ultimo anello si riconosce al microscopio perché le strutture che fanno sviluppare il legno diverso sono diverse (non serve la corteccia).

Crocifisso medievale

Avviato il restauro perché presentava instabilità. Corpo e parte della croce verticale: è un pezzo unico, pioppo (leggero e facilmente lavorabile). Spesso si usavano materiali più pesanti che venivano svuotati. I pioppi cipressini sono una varietà selezionata già in antichità. Braccia del corpo: ontano (cresce lungo i corsi d’acqua o su suoli bagnati o molto umidi). Tavole sotto le braccia: abete rosso. Spine (per unire i pezzi): noce. Uno storico dell’arte nota che le braccia sono qualitativamente più scarse del corpo. Il restauratore pulisce i pezzi, ma bisogna fare attenzione perché forse era stato dipinto. Si ricostruisce l’albero da cui è stato preso il legno. Le braccia sono state scolpite da uno stesso ramo diviso a metà per avere un legno identico. Il restauro dell’ ‘800 non è accurato: sono stati usati legni diversi. Usare lo stesso legno è meglio perché si espande e si restringe in modo uniforme e non si creano fratture. Il durame del legno può creare una parte più scura o no, in base a dove vive l’albero. Il pioppo è un legno tenero e spesso ha problemi di insetti e muffa. L’ontano è un pochino più resistente. Cipollatura: tra i vari anelli, se il legno si secca particolarmente, si forma uno spazio. Con il C14 si conferma che le braccia sono state eseguite circa 100 anni dopo.

Teatro Malibran

Sotto il teatro sono presenti i magazzini della famiglia Polo.

Neolitico

Presenti asce che potevano essere usate per tagliare il legno. Sito neolitico “La Marmotta”: trovati un falcetto con selci (oggetto tecnologicamente avanzato che si trova nel Mediterraneo meridionale e non sulle Alpi) e piroghe in ceramica (galleggiano). A Grezzano è stata ricostruita una palizzata grazie alle impronte dei tronchi. Casa di Isera (del tardo neolitico): anche qui viene fatta una ricostruzione sulla base di impronte di tronchi di quercia. Ötzi aveva un’ascia di legno, tagliente con molto rame, attaccata con il cuoio all’impugnatura e delle ciaspole.

Età del bronzo

La maggior parte dei siti sono costruiti sull’acqua o vicino. Per costruire sull’acqua serve molto legno (es. palafitte) e quindi la deforestazione ha molta importanza. Nella Pianura Padana nell’età del Bronzo è stata deforestata, forse a causa di crisi sociale ed economica. [Ipotesi sull’Isola di Pasqua: dato che oggi non presenta neanche un albero potrebbe essere stata deforestata per usare i tronchi per spostare i “faccioni” verso la riva. Il disboscamento ha portato, in ogni caso, all’estinzione della civiltà sull’isola.] Le case in Pianura Padana e in pianura emiliana venivano costruite vicino all’acqua (una parte nell’acqua e una parte sulla sponda). Sotto le palafitte si creavano accumuli di materiale di scarto. Well point: pompe che portano via l’acqua per scavare. Nell’età del piombo andavano matti per le bacche di corniolo.

Parma (età del bronzo)

C’è una vasca perfettamente conservata su un colle. Gli oggetti al suo interno sono deposti e non caduti (cesti, aratri, ciotole, …). Forse la vasca aveva funzione religiosa. Ha una struttura articolata, le pareti sono prive di perni. Ne era stata fatta una più grande, ma aveva ceduto. L’acqua nella vasca è probabilmente piovana. Intorno probabilmente c’era un villaggio, con canali per far arrivare l’acqua nella vasca. Non può essere stata fatta da un solo personaggio: la società doveva essere complessa (tipo in Egitto, ma non in modo così evidente perché case e tombe erano tutte simili). Una vasca così è quasi impossibile da conservare. È tutta di quercia (alcuni tronchi di cerro e altri di caducifoglie). Sono state trovate 8 case distrutte da un alluvione. Sono tutte simili, ma ogni casa si differenzia per le risorse che contiene. Ogni casa ha in abbondanza una risorsa diversa, tranne una casa che abbonda in tutte. Nell’età del bronzo compaiono i primi aratri.

Età del ferro

Dell’età del ferro abbiamo case bruciate pervenute sotto forma di carboni ben conservati. Monte reale Valcellina, Friuli. Trovati pali e tavole, che come in età del bronzo sono in legno e non metallo. I pali non erano in posizione simmetrica: ci sono state riparazioni. La costruzione originale era

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Scienze biologiche BIO/01 Botanica generale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher anselmialessia96 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Botanica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Trento o del prof Biologia Prof.
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