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Botanica generale Appunti scolastici Premium

Appunti di botanica generale basati su appunti personali del publisher presi alle lezioni del prof. dell’università degli Studi di Trento - Unitn. Scarica il file in formato PD! Utile per esami di archeologia, appunti di lezioni, presentazioni e libri.

Esame di Botanica docente Prof. P. Biologia

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ESTRATTO DOCUMENTO

un villaggio, con canali per far arrivare l’acqua nella vasca. Non può essere stata fatta da

un solo personaggio: la società doveva essere complessa (tipo in Egitto, ma non in modo

così evidente perché case e tombe erano tutte simili). Una vasca così è quasi impossibile

da conservare. È tutta di quercia (alcuni tronchi di cerro e altri di caducifoglie).

Sono state trovate 8 case distrutte da un alluvione. Sono tutte simili, ma ogni casa si

differenzia per le risorse che contiene. Ogni casa ha in abbondanza una risorsa diversa,

tranne una casa che abbonda in tutte.

Nell’età del bronzo compaiono i primi aratri.

Età del Ferro

Dell’età del ferro abbiamo case bruciate pervenute sotto forma di carboni ben conservati.

Monte reale Valcellina, Friuli.

Trovati pali e tavole, che come in età del bronzo sono in legno e non metallo. I pali non

erano in posizione simmetrica: ci sono state riparazioni. La costruzione originale era in

quercia e le riparazioni in olmo. Si tratta di un edificio bruciato, il cui piano superiore è

crollato sul sottostante portando con se tutti gli oggetti.

Val Camonica

Nell’edificio sono stati trovati cadaveri: 2 adulti, 1 bambino e 1 cane, tutti morti prima

dell’incendio. Ipotesi: gli individui sul letto sono morti per malattia. Nell’edificio c’erano

oggetti di pregio non trafugati: forse il villaggio non era densamente costruito, quindi la

casa era parzialmente isolata e nessuno si è accorto. In ogni caso la casa poi è bruciata.

Nave di Comacchio

È ben conservata (o almeno fino a poco fa). È stata trovata su terra ferma, probabilmente

è affondata un una laguna. Non c’erano cadaveri: i marinai o si sono salvati o sono morti

in mare, fuori dalla nave. La nave è ricca di oggetti che nessuno è tornato a prendere. È

sopravvissuta la parte che è rimasta nell’acqua (parte viva) e poco del resto.

È una nave cucita: era tutto un po’ mobile, lo scafo è stato fatto come una zattera e poi

sono stati inseriti elementi trasversali, il tutto era cucito. Viene usata la stipa

tenacissima(sparto) che veniva dalla Spagna meridionale e dal Marocco.

La nave trasportava paletti di bosso (provengono dall’area mediterranea), lingotti d’oro

della Spagna e anfore con timo provenienti dall’Oriente. I paletti erano tutti alti 1,5 m ed

erano perfettamente dritti, per ottenerli serve manutenzione, inoltre sono stati tagliati

quando le piante avevano 100-150 anni: forse era stato creato un vivaio.

La nave poteva navigare nel Po, portava mercanzie di varia origine e anche 4 tempietti di

metalli di origini diverse.

Per la costruzione delle corde si è usato materiale proveniente da Capua (Napoli), a bordo

c’erano contenitori di sparto, il bosso veniva dalla Corsica e dalla Spagna del sud. Non si

conosce l’origine della nave. L 7

Teatro Malibran

Sono state usate fascine di tralci di vite per riempire il terreno. A Venezia si coltivavano le

vigne, non era “piena” di case come oggi. Il teatro era più basso di 2 m rispetto ad ora.

Tecnica dell’edilizia povera

Mattoni creati con il fango (ancora oggi in Africa e in altri luoghi). Anche in Italia si usavano

(Sardegna, Pianura Padana e Friuli). Problema della costruzione con il fango: umidità

(deve essere isolato dal terreno e dalla pioggia). Diversi modi (mattoni, intrecci di legno

ricoperti di fango, graticci con struttura di legno riempita poi di fango). Con il metodo a

graticci, una volta fatta la struttura non si può modificare.

I mattoni di terracotta sono fatti a parte, si costruisce i muro come con il cemento (colata di

cemento). Si costruiscono casse e si riempiono di fango. Vengono usati molto in epoca

romana. La terra veniva essiccata e non cotta.

Non si usava fango e basta, si miscelava con paglia, materiale vegetale o sterco. L’argilla

con sassolini non si rompe (es. vasi), la terra cruda non si rompe con i vegetali una volta

essiccata.

Nell’antichità gli scarti della lavorazione dei cereali si miscelavano alla terra cruda, alla

paglia, alla pula, … poi venivano messi in buche con argille. Battendo si ottiene il materiale

per fare la terra cruda.

Materiale migliore per un muro: limo argilloso.

Componenti del terreno: parte fine di argilla (poca), parte fine di limo (tanta) e parte più

grossa (fango). Se miscelo il terreno con paglia posso costruire un muro.

La casa si scioglie se umida. Non troviamo strutture in terra cruda nelle nostre latitudini.

Per trovare questo materiale la casa deve essere almeno parzialmente cotti (incendio). Si

analizzano i frammenti cotti. Si possono vedere le impronte delle strutture.

Casa di Cremona

Muro creato tra tralicci prefabbricati e mattoni (vicino alla porta). La casa è isolata da

mattoni sotto. È di età romana. La struttura è usata anche per le ville dei ricchi, non era

una tecnica dei poveri. L’importante era poterle affrescare. I muri interni erano in terra

cruda, era una casa fresca in estate e calda in inverno -> la terra cruda è perfettamente

isolante.

Per gli intrecci nel neolitico, nell’età del ferro, … si usava il nocciolo, in età romana ala

canna (arundo donax) che è importata dalla Grecia e dall’Oriente.

La parte interna della casa è bruciata, dei 10 cm di muro si conserva spesso la parte

interna perché di brucia più facilmente.

Carboni di legna

Il legno carbonizzato si conserva sempre e ovunque. Il legno carbonizzato non è fonte di

interesse di funghi, batteri, insetti ed è molto fragile (più il reperto è antico più tende a

essere piccolo).

Il carbone di legno è diverso dal carbone, il primo richiede la presenta di aria per la

combustione e quest’ultima deve fermarsi prima di creare cenere, il secondo richiede

tempi molto più lunghi, pressioni e temperature più elevati, che sono fenomeni che non

avvengono in superficie.

[A Pompei si sono trovati sono cenere e lapilli e perché la città è bruciata. Ad Ercolano

prima della lava è arrivato il fango a causa del crollo di una parete del Vesuvio, quindi la

città si è carbonizzata e non bruciata.]

[Grazie ad un’eruzione nell’età del bronzo, abbiamo resti di un villaggio coperto di cenere.

Gli abitanti erano scappati e poi sono tornati poco dopo l’eruzione, la cenere no nera

ancora compatta e sono rimaste le impronte.]

Le carbonaie sono strutture volte alla produzione di carbone: è più leggero perché

disidratato e si accendeva più velocemente della legna. Nato principalmente per le attività

minerarie: o si trasportava il minerale a bassa quota o si portava il legno ad alta quota. A

parità di volume il carbone può produrre temperature più alte. La carbonaia veniva

costruita su un luogo piano in montagna, al centro si mettevano 1 o più pali, poi venivano

tagliati con dimensioni diverse dei legni che venivano appoggiati al palo centrale.

Venivano lasciati buchi per l’aria (per bruciare lentamente il materiale), il tutto veniva

coperto da foglie e terra. La combustione veniva avviata dal centro.

[la carbonella è di faggio, non è tossica e non dà al cibo particolari sapori o odori.]

Alcuni materiali vanno arricchiti(stesi su carboni) prima di essere estratti.

Nelle miniere si usavano delle schegge da tenere in bocca per illuminare perché servivano

le mani.

Nei pozzi si trova di tutto, ma spesso non si comprende se gli oggetti sono dovuti allo stato

di abbandono o all’effettivo uso del pozzo.

Dei carboni di legno abbiamo solitamente dei frammenti. Sul carbone si svolgono analisi

statiche, quindi servono tanti carboni per cogliere informazioni sull’accumulo ritrovato.

La carbonizzazione è diversa dalla carbonificazione, che è un fenomeno estremamente

raro per cui in atmosfera o acqua alcuni legni assumono forme più simili al carbone (es.

antracite). La carbonizzazione mantiene più o meno la struttura anatomica del legno, che

risulta quindi riconoscibile.

(power point 8-9-10 diapositiva 11)

La curva di stabilizzazione dei taxa: aggiungo un taxon ogni volta che trovo una specie

diversa.

Ad un certo punto non trovo nuovi taxon. È un metodo empirico per trovare un quadro

generale delle specie usate.

In Pianura Padana ci sono poche specie. In Valle dell’Adige trovo molte più specie, quindi

devo analizzare molti più carboni per essere sicuro di non trovare altre specie.

In un secondo momento calcolo la percentuale di una specie sul totale dei frammenti

analizzati. Risultato: mediamente per avere un dato significativo su composizione e

percentuale alle nostre latitudini servono 3-400 frammenti di un ambiente omogeneo.

Un tronco più è grande più ha possibilità di carbonizzarsi, un tronco fino si brucia più

facilmente. L 8

È stato ritrovato un’impronta di cappello a Afragola.

A Fiavé è stato trovato un cappello, che però probabilmente è un’arnia perché ha la stessa

forma, anche se un’arnia ha 2 fessure.

Dell’ “uomo di Capestrano” (Abruzzo) non si comprende se l’oggetto sulla testa sia un

cappello o uno scudo.

Carboni dispersi: carboni sparsi, relativi a tante attività svolte in un tempo ridotto o lungo

Carboni concentrati: accumuli concentrati derivati da una o poche attività

La scuola francese ha studiato molto bene il carbone. Nella Francia del sud ci sono molti

sedimenti pluristratificati in grotte.

In Liguria sono state trovate grotte usate dal paleolitico al medioevo. Dall’analisi dei

carboni si può ricostruire l’ambiente circostante la grotta. Nel paleolitico la grotta è usata

come rifugio, nel neolitico come rifugio e come stalla. L’accumulo di carbone è continuo e

si conserva bene (non c’è tanto calpestio o altra attività che lo danneggia).

Su un pavimento di terra si accumulano carboni che non sappiamo da cosa derivino.

I carboni concentrati permettono di ricostruire le scelte tecnologiche e i carboni dispersi

danno informazioni solo sul contesto ambientale. Se la combustione è volontaria è più

semplice trovare carboni concentrati.

La carbonizzazione avviene intorno a 200-400 ° C.

Il carbone è fragile, difficile da tagliare e in generale si deve spezzare.

Il legno si analizza in sezioni fini a microscopio a luce trasmessa, il carbone si analizza al

microscopio a luce riflessa utilizzando l’oggetto intero. Del carbone si analizzano le

estremità, se sono arrotondate o spigolose. Il carbone arrotondato probabilmente si è

rigirato su se stesso e si è levigato. Dendrologia e cronologia necessitano di carboni di

legno grandi e ben conservati. Se i carboni hanno tracce di insetti e funghi: se hanno

attraversato la parete cellulare hanno attaccato il legno prima delle combustioni. Se il

legno presenta molte ifee era un legno morto, poi carbonizzato. Nel mesolitico spesso

raccoglievano il legno quindi si trovano molti carboni con tracce di ifee. Nei siti tra Austria

e Trentino si trovano poche ifee probabilmente perché troppo freddo. Il trasporto di legna

da ardere inizia nell’età romana.

[Il frassino brucia bene anche se non è secco.]

[Il ghiaccio nell’antichità non si fabbricava, c’erano strutture in cui si accumulava il ghiaccio

e la neve invernale. In questo modo si creava una ghiacciaia che manteneva il ghiaccio

per molto tempo.]

Contesti che possono essere definiti “aree sacre”: strutture con uso singolare in un

villaggio e situazioni di accumulo di particolari materiali (carboni, ossa, … ). Non si

conosce quasi mai il motivo di un rito.

A Trento e in Alto Adige ci sono molte zone sacre (es. Cles).

Nel diagramma antracologico gli strati archeologici vengono mantenuti separati.

Necropoli di Misincinis

Legna usata per incinerare.

Nell’Odissea e nell’Iliade si parla del funerale dell’eroe (Patroclo). Esisteva un termine che

implica la raccolta della legna per la pira.

Nelle necropoli bisogna analizzare almeno 50 carboni per tomba.

• paleolitico, mesolitico e neolitico: si usavano tombe a inumazione.

• Neolitico: c’erano poche tombe a incinerazione

• età del bronzo: si usavano sia incinerazione che inumazione

• età del ferro: si usava di più l’incinerazione

• età romana: si usavano entrambe

• con il cristianesimo: si usa di più l’inumazione

L’incinerazione è un rito più completo, si faceva per paura che il morto ritorni e per motivi

sanitari.

Con il passaggio al fuoco si trasforma un copro concreto in qualcosa di più spirituale

(vento, aria).

Nel I millennio a.C. si usava l’incinerazione. Nell’età romana l’inumazione era più costosa,

l’incinerazione era diretta (si faceva un buco, si riempiva di legna, si posava il cadavere

sopra e si bruciava) o indiretta (si faceva un pira, si posava sopra il cadavere, si bruciava,

si raccoglieva la cenere e si sotterrava). Nella tomba a incinerazione diretta ci sono più

carboni.

Nelle necropoli i carboni di legna sono di piante comuni vicino al sito, nell’età del ferro

c’era un’ampia gamma di specie, ma nelle necropoli romane viene usata molta quercia

(esiste un rapporto con Zeus). In alcune necropoli si fa usa di cerro (una quercia che in

inverno ha le foglie secche attaccanti, semipersistenti), un legno scandente per le

costruzioni.

Nelle necropoli di Misincinis si usano faggio o pomoidee. Forse vengono distinti uomini

(faggio) e donne (pomoidee) o forse i diversi stati sociali o forse le diverse età degli

individui deceduti. Per le verifiche si analizzano le ceneri, il corredo (si è rivelato uguale),

sono entrambe piante spontanee.

Problema dell’incinerazione: il cadavere deve bruciare bene. Spesso si usa l’incenso che

viene dal Corno d’Africa e dalla penisola arabica (usato dalla chiesa) per combattere

l’odore, la mirra che ha origine vicino all’India ed altre sostanze che vengono da Africa e

America. La resina di chile proviene dalla Grecia, ma vien abbandonata in favore

dell’incenso.

In Sicilia si usavano prugne, noci, nocciole, pinoli e palma nana (unica palma che cresce

in Italia) perché non c’era legna. L 9

Bustum= aree interne o esterne alla necropoli dove avveniva l’incinerazione. Le ossa

veniva divise dai carboni per essere sepolte.

In molte necropoli dell’età del ferro c’era la vestizione dell’urna (vaso delle ceneri vestito).

Nell’età del ferro ci sono rarissime tombe con iscrizioni.

Cerrione (provincia di Biella): c’è una miniera d’oro che era attiva prima dei romani, che

poi l’hanno conquistata. È presente una necropoli con lapidi di 4-5 famiglie con il nome

nell’alfabeto leponzio e romano.

Nelle tombe a inumazione l’offerta di cibo non si conserva, nelle tombe a incinerazione si

conserva.

A Pieve d’Alpago c’è una necropoli dell’età del ferro con molti oggetti, forse controllavano

una strada e si facevano pagare per il passaggio. È stato trovato un panino con semi di

papavero carbonizzato.

Ogni cerimonia funebre è un atto pubblico e sociale. Nelle comunità antiche era un atto

fortemente sociale, rappresentativo dello status sociale del defunto.

La necropoli di Verucchio (Rimini) è una delle necropoli più ricche del IX-VIII secolo a.C.

Ci sono anche tronchi di legna scolpiti. Ogni tomba contiene migliaia di oggetti. Centinaia

di tombe sono di tipo principesco. Ci si chiede come facevano ad avere oggetti così

preziosi e perché si investiva così tanto nei morti. È stata trovata una zucca d’Avino come

offerta, essa veniva dall’Africa o dall’Asia (le altre zucche vengono dall’America) ed era

presente nel vecchio mondo.

Ad Ascoli Piceno in tombe della stessa epoca si sono trovate uova di struzzo.

Nell’età del ferro l’Italia possedeva una ricchezza incredibile perché commerciava con

l’oriente.

Oriente -> merce preziosa carne, grano <- Italia

Papa Gregorio Magno vuole costruire una chiesa: fa trasportare della Calabria travi di 20-

30 m. In generale il trasporto di materiali si ha tra il 450 a.C. e il 450 d.C., poi viene ripreso

molto tempo dopo.

Vegetazione

Le Prealpi sono calcaree e più basse. Le alpi centrali sono rocce silicee. Le rocce diverse

interferiscono sulla vegetazione. Esiste un versante esposto a nord che è più freddo e uno

esposto verso sud più caldo. La maggior parte delle alpi sono da est a ovest, poche da

nord a sud.

Più si va all’interno di una catena montana più la vegetazione riesce a salire in quota, più

alta è la montagna più la vegetazione sale. In cresta la vegetazione stenta a crescere.

L’indicazione sulla vegetazione si ricava da: tipo di roccia, esposizione, quota,

interno/esterno.

Le Prealpi hanno 3 fasce:

1. bassa, con querceti xerotermici

2. media, con querceti mesofili

3. alta, con castagneti (il castagno non è mai esistito fino all’età romana), prima c’era

il rovere e i querceti mesofili,ma sono stati sostituiti

• faggete

• abete bianco (aghetti in due direzioni, un po’ più bianco dell’abete rosso), era più

frequente una volta, oggi è quasi scomparso

• abete rosso (aghi in tutte le direzioni)

• lariceto

• pino cimbro

• pino silvestre (un po’ ovunque)

Le fasce salgono verso sud e verso l’interno. Le fasce si sono abbassate e schiacciate nel

tempo. L’azione antropica è importante (esempio il castagno).

Nel bosco attuale della Pianura Padana il querceto xerotermico è solo in collina, in pianura

c’è il querceto mesofilo (querceto misto). Il querco capineto è un bosco misto con farnia e

carpino bianco.

Su Ötzi sono stati trovati pollini di carpino nero, che si trovava solo nelle alpi meridionali,

quindi si sa da dove arrivava.

Il carpino bianco non c’era fino a fine glaciazione, viene dai Balcani e si insedia in pianura.

L’Aspargo tenuifolii è l’asparago selvatico che si trova solo nei querceti.

Il bosco nel neolitico si comprende analizzando i carboni dei siti neolitici più antichi delle

pianure e appena dopo anche delle montagne a bassa quota.

Sui monti Lessini si trova la selce.

L’uomo neolitico necessita di pianura, acqua, suolo fertile (senza troppi sassi e non troppo

secco).

I Germania c’era suolo con löss: accumulo di sedimento limoso formato in epoca glaciale.

Agli animali si davano le foglie come cibo: non c’era la falce per tagliare il fieno.

Troviamo quercia, frassino, acero e altre specie: è il querceto originario della Pianura

Padana.

Si trovano le pomoidee in alcuni siti: il legno va bene per la cottura dei cibi. Il bosco viene

tagliato e si creano radure: l’ambiente in cui crescono pomoidee, corniolo, prugno,

nocciolo. Quando creo radure tendono a crescere piante che fanno frutti. Si creano siepi

vive di noccioli, peri, meli, … L’effetto margine: le piante e gli animali che vivono tra due

tipi di ambiente (acqua-terra, bosco-pianura).

L’agricoltore neolitico aveva problemi nella fertilizzazione del terreno perché dopo pochi

anni il terreno si impoveriva e nell’allevamento degli animali perché i terreni non erano

recintati. L’uomo neolitico abbandona il campo dopo 3-4 anni, taglia tronchi lasciando la

siepe viva e il vecchio campo si riempie di nuovi alberi (pomoidee, noccioli, …).

I carboni a Fiavè (bacino con montagne nei dintorni) sono dell’età del bronzo, si tratta di

faggi, querce, piante antropiche. Veniva usato tutto ciò che si trovava nei dintorni.

L’analisi di escrementi di capre e pecore dimostrano che si cibavano di fogliame, c’è un

aumento di corniolo, nocciolo e ontano.

La transumanza è lo spostamento degli animali al pascolo, viene inventata nell’età del

bronzo. Serviva una strada/percorso e un controllo territoriale (dall’età del ferro e

progressivamente sono più evidenti). L10

Frutti e semi (power point 11-12-13)

Homo sapiens e di Neanderthal hanno un’alimentazione di tipo carnivoro. I cibi si

conservano poco. L’alimentazione vegetale è importante, ma dipende dal luogo in cui si

vive.

L’uomo di Neanderthal vive durante la glaciazione.

L’agricoltura nasce per caso o è una conseguenza delle modificazioni ambientali?

La flora dell’Italia del nord prima del quaternario comprendeva piante oggi presenti sono in

Asia e America. L’Europa ha una barriera insormontabile: il Mar Mediterraneo. Con le

glaciazioni le piante (cipresso, sequoia, cedro, albero degli ombrelli) nell’emisfero nord non

hanno trovato possibilità di crescere al sud per poi salire a fine glaciazioni (come in

America). La flora viene ricostruita con analisi polliniche.

Glaciazioni

Le glaciazioni hanno i nomi dei luoghi dove sono stati trovati i segni. Si verificano con una

certa ciclicità, le cause sono molteplici, ma la principale è di tipo astronomico.

Una volta che la glaciazione si innesca il fenomeno è esponenziale (più c’è più aumenta).

Anche la posizione dei continenti, composizione atmosferica, eruzioni vulcaniche, …

favoriscono la glaciazione. Nell’ultima glaciazione le calotte arrivavano fino alla Pianura

Padana. Anche la vegetazione si modifica.

I mammut sono scomparsi per il clima e per la caccia dell’uomo. Il Mediterraneo con le

glaciazioni si era ritirato di molto. I Balcani avevano una vegetazione molto fitta. Il Mar

Baltico era diventato un lago per effetto del ghiaccio.

La Zelkova Sicula è una pianta conservata solamente in un unico luogo della Sicilia.

Se le condizioni tornano migliori le piante possono riespandersi. I monti Lessini e i colli

Euganei sono due tipiche zone-rifugio.

Il Camedrio è una delle piante che si è ritirate. Dryas è il nome del periodo freddo

caratterizzato dalla presenza di questa pianta.

A fine glaciazione ci sono periodi progressivi in cui la temperatura risale, ma non sono

costanti perché ci sono fasi di raffreddamento (di circa 100 anni) chiamate dryas. Una

delle cause dei dryas è il fatto che con il riscaldamento progressivo cambiano le correnti

marine e atmosferiche. Lo scioglimento dei ghiacci porta al raffreddamento dell’acqua,

quindi a cambiamenti della corrente del Golfo, che porta il freddo in Europa.

Oggi siamo in una fase interglaciale. Lo scioglimento dei ghiacci aveva causato la

sommersione della Pianura Padana, di Napoli, Firenze, Venezia, dell’Olanda, …

Durante la glaciazione c’è una diminuzione di circa 2-5 °C, durante lo scioglimento c’è un

aumento sempre di 2-5 °C.

Le fasce della vegetazione si sono spostate nel tempo.

Zona con meno di 4-600 mm di pioggia -> si classifica come fascia desertica.

Le nostre aree nel mesolitico: i cacciatori vivevano spostandosi da aree marine (inverno) a

aree alpine (estate). L’ambiente forestale era costituito da conifere e querceto (abitato dai

cacciatori)-

Lo stambecco vive ad alte quote (Val d’Aosta), la sua sopravvivenza è legata ai Savoia

che avevano creato una riserva di caccia per il re in cui era l’unico a poter cacciare.

Agricoltura

Mezzaluna fertile: area in cui nasce la nostra agricoltura. Il sorgo è un cereale tipico

dell’Africa. Stava nascendo un’agricoltura e un allevamento anche nella Libia del sud (non

era ancora deserto).

Neolitici: sedentari (per limitare conflitti), allevamento, agricoltura, aumento popolazione,

tessitura, pietra levigata, ceramica, mangiano animali (fauna variegata) e vegetali (molti

raccolti).

A fine della glaciazione il livello marino era molto più alto e si sono formate delle lagune.

Idrocoltura: si va a vivere nelle lagune, zone più produttive in quel momento. Serviva late

per allattare i bambini, quindi le mucche e il cibo per esse.

È un periodo preagricolo in cui i cereali si imparano a rendere commestibili. La

conservazione è necessaria per l’agricoltura. Si selezionano le piante da coltivare. Con la

caccia preda e predatore si modificano a vicenda. L’agricoltura è nata in diversi posti

(polifletica). Aspetto religioso: favorire le divinità. 9-8000 anni fa l’agricoltura nasce nella

Mezzaluna fertile, in America dopo. L 11

Non è chiaro il motivo per cui nasce l’agricoltura. L’elemento più importante che influisce è

il sedentarismo.

Nello studio della Mezzaluna fertile è stato definito un pacchetto standard di specie

coltivate, in alcuni siti ci sono tracce di tentativi di domesticazione di altre piante non

riusciti (es. segale).

Pacchetto: cereali (orzo, farricello, farro, frumenti nudi) legumi (pisello, lenticchia, cece,

ervo) e lino. I frumenti nudi hanno i chicchi che si liberano facilmente e sono grano tenero

e grano duro, difficilmente distinguibili in archeobotanica. L’ervo è oggi usato solo per

nutrire gli animali. Altre specie usate per l’alimentazione, soprattutto frutti, non sono

certamente coltivate. Continua la raccolta della frutta, tipica del vicino Oriente accanto alla

coltivazione.

I gruppi neolitici vengono divisi in base agli oggetti di ceramica.

L’agricoltura arriva in Europa: o si spostano le genti della Mezzaluna oppure le

conoscenze vengono trasmesse. È strano che un cacciatore diventi agricoltore. Non esiste

un’ acculturazione come una fase, in caso quando il territorio è popolato da agricoltori

provenienti da altri posti. È un processo che richiede un contatto tra culture, avviene

lentamente e richiede molto tempo.

Motivi possibili per uno spostamento: sovrappopolazione, cambiamenti climatici o forse la

ricerca di ossidiana. L’ossidiana si trova solo in poche aree: Turchia, Sardegna, Lipari,

arcipelago toscano e pochi altri centri, è una risorsa fondamentale per i mesoliti. I neolitici

si muovevano con canoe (tronchi scavati) lungo la costa o a piedi. L’uomo neolitico arriva

in Europa e colonizza progressivamente (dove c’è l’uomo neolitico, non c’è più quello

mesolitico). In Croazia agricoltori e allevatori si trovano dove ci sono le grotte: prima

cercano i luoghi adatti all’allevamento. L’allevamento rende il terreno meno fertile. L’uomo

mesolitico non diventa uomo neolitico: prima ci sono i mesolitici, poi i neolitici con cambio

netto. Per i mesolitici è più facile diventare allevatori. Gli animali sono portati dal vicino

Oriente. I mesolitici o vengono uccisi o usati come allevatori, guide, …

I cereali hanno, non sempre, degli antenati selvatici.

I cereali vestiti hanno i chicchi tenuti da foglie o involucri. I cereali nudi hanno spighe

intere, che se vengono rotte si possono separare facilmente chicchi e grume. I frumenti

fanno parte del genere triticum. Il farricello è il più semplice, è diploide. Deriva

dall’antenato Triticum baeoticum, che è uguale geneticamente, ma è un cereale vestito. Il

farricello è tra i primi cereali domesticati.

I cereali tetraploidi hanno il corredo genetico raddoppiato. Una parte è simile al diploide e

una parte è diversa. Negli animali non esiste il raddoppiamento. I tetraplodi possono

essere vestiti o nudi. Il farro è vestito come l’antenato selvatico e deriva dall’incrocio tra

Aegilops squarrosa (cereale spontaneo) e Triticum dicoccoides. Dal farro si seleziona poi

una forma: grano duro (una forma nuda). Il Triticum dicoccoides deriva dall’incrocio di

Triticum aeoticum e un’altra pianta

I cereali esaploidi hanno corredo cromosomico triplicato e derivano dall’incrocio tra

Aegilops squarrosa e farro. Anche in questo caso si hanno cereali vestiti (spelta) e nudi

(grano tenero).

La coltivazione dell’uomo favorisce la nuova forma (esaploide). Tutte le forme vengono

messe a coltura. La spelta viene coltivata nel vicino Oriente e in Europa arriva più tardi.

Il Triticum timopheevii è stato scoperto ultimamente, ha una parte diversa (GG) che deriva

da un cereale spontaneo non identificato. Compare nella Georgia e in Europa nel neolitico

antico. Vestito Nudo

2 Farricello /

3 Farro e Triticum timopheevii Grano duro

6 Spelta Grano tenero

Hanno tutti origine nel Neolitico tranne la spelta. Gli esaploidi derivano da forme già

coltivate.

Per i legumi si fa lo stesso discorso. I cereali in Europa non esistevano, sono stati portati.

In Italia la vegetazione era completamente diversa, per coltivare bisognava disboscare.

Forse esistevano aree di pianura senza foresta (Puglia e Roma). Servono circa 2-1000

anni perché i cereali arrivino in Italia e 1000 anni circa perché qui si espanda l’agricoltura.

Non tutte le specie del pacchetto neolitico si trovano in Italia (es. cece). La frutta è raccolta

dai neolitici. In Medio Oriente raccolgono alcuni frutti, in Italia altri.

Silybum = cardo della Madonna

Poppy = papavero da oppio

Il lino nei siti neolitici antichi c’è poco, è più presente nel Neolitico medio in cui inizia

l’attività della tessitura. L 12

Come e quanti materiali si sono conservati?

La combustione permette mediamente di determinare i materiali.

La presenza costante di acqua permette una conservazione parziale: le leguminose non si

conservano in presenza di acqua a meno che prima non fossero carbonizzate (i

carboidrati sono solubili in acqua), i chicchi di grano si svuotano, restano gli epiteli se non

carbonizzati prima, l’acqua favorisce invece la conservazione della frutta.

La conservazione con la presenza di metalli è rara e si verifica soprattutto nelle tombe (le

offerte erano riposte in contenitori di bronzo). La presenza di fosfati e carbonati è tipica

delle latrine e permette la conservazione di semi, frutta e ossa. Il problema della


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DETTAGLI
Esame: Botanica
Corso di laurea: Corso di laurea in beni culturali
SSD:
Università: Trento - Unitn
A.A.: 2017-2018

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher anselmialessia96 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Botanica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Trento - Unitn o del prof Biologia Prof.

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