Economia e management
Università di Bologna, campus di Forlì
Economia degli intermediari finanziari
Secondo modulo
Esame del 08/06/2022
Il bisogno di finanziamento delle famiglie
Il settore delle famiglie ha un reddito; parte di esso è destinata al consumo, e l’altra parte viene risparmiata. Contemporaneamente, il risparmio potrebbe essere negativo in alcuni anni, cioè una famiglia potrebbe consumare più di quanto il reddito è in grado di produrre.
Anche se il risparmio è 0, cioè in un determinato periodo di tempo reddito e consumo si equivalgono, comunque si possono fare investimenti in attività reali, finanziandoli o disinvestendo da altre attività finanziarie, o contraendo, prendendo a prestito nuove passività finanziarie.
Le due principali destinazioni da cui può derivare un bisogno di finanziamento delle famiglie sono: coprire l’eventualità in cui il reddito sia minore dei consumi, e allora si entra nel mondo del cosiddetto credito al consumo; oppure finanziare l’espansione dello stock di attività reali o dell’incremento dello stock di attività finanziarie, attraverso il mutuo.
Nel momento in cui transitoriamente occorre finanziare un’eccedenza di consumo rispetto al reddito, la categoria di finanziamento a cui si fa riferimento è quella dei crediti al consumo. Nel momento in cui occorre finanziare l’espansione di attività reali si usa il mutuo, struttura tecnica di riferimento principale nell’ambito dell’indebitamento delle famiglie, forma più canonica di finanziamento di un incremento di attività reali, oltre ovviamente l’utilizzo della propria ricchezza cumulata.
Se occorre finanziare l’espansione dell’attività finanziarie si possono usare altre forme di prestito ma è un’attività che le famiglie fanno poco.
Il credito al consumo ha una storia piuttosto breve, la prima legge relativa ad esso risale agli anni ’90; l’attività di mutuo è molto più secolare.
Mutuo ipotecario
Un mutuo è un contratto col quale una parte consegna una determinata quantità di denaro o altre cose fungibili a un’altra, la quale si obbliga a restituire altrettante cose della stessa specie in un periodo futuro e secondo modalità tecniche che possono essere diverse.
La quota maggiore di questo tipo di passività si chiama mutuo ipotecario, perché è un mutuo che tipicamente finanzia l’acquisto di un’attività reale e richiede una garanzia che è rappresentata da un altro contratto chiamato ipoteca. Il mutuo ipotecario è lo strumento più usato per il finanziamento del fabbisogno delle famiglie di investire in attività reali ed è concesso come garanzia attraverso la concessione di un’ipoteca.
Diverso dal mutuo ipotecario è il mutuo chirografario, così chiamato perché il chirografo è il creditore ordinario, che non ha alcun grado di privilegio. I mutui chirografari concessi non per finanziare immobili ma per altre finalità, sono assistiti da garanzie personali e sono tipicamente ad appannaggio delle famiglie che li usano per finanziare attività di impresa, le cosiddette famiglie artigiane.
In quel caso ci sono forme di mutuo che dal punto di vista della struttura tecnica non sono molto diverse da quelle del mutuo ipotecario, ma non hanno una garanzia ipotecaria, al limite hanno garanzie personali.
In alcuni casi si possono fare anche mutui chirografari assistiti da garanzie personali o da altre garanzie reali, come il pegno. Tipica è la situazione in cui si contrae un mutuo per comprare titoli azionari o obbligazionari; in questo caso la banca chiede la prestazione di una garanzia rappresentata dal pegno sulle attività finanziarie che sono state acquistate attraverso quel mutuo.
Le garanzie personali sono quelle che spesso l’imprenditore artigiano dà con il suo patrimonio. Un esempio è la fideiussione.
Mutuo ipotecario
È un finanziamento a medio-lungo termine, che in genere dura da 5 a 30 anni, dunque è un contratto di finanziamento con una durata protratta. Per questo motivo da un lato è stato introdotto per consentire di sostenere l’acquisto di un’attività reale, ma anche contemporaneamente per permettere a colui che l’ha preso a prestito, cioè il mutuatario, di rimborsare il finanziamento in un tempo medio-lungo.
La durata è direttamente correlata alla capacità di reddito dell’individuo finanziato e alla sua aspettativa di vita; a parità di reddito, il mutuo ha una scadenza più lunga per i soggetti più giovani, perché hanno un’aspettativa di vita più lunga. In entrambi i casi è chiesta una garanzia ipotecaria sul bene immobile oggetto dell’acquisto.
In un mutuo con queste caratteristiche il cliente riceve una somma pari all’importo finanziato una tantum, cioè in un’unica soluzione iniziale, ossia all’atto della stipula del rogito, che è l’atto notarile col quale si acquista l’immobile. Al rogito si fanno due contratti: il contratto di acquisto dell’immobile e il contratto di mutuo con la banca che sta finanziando l’acquisto; contemporaneamente si dà alla banca in garanzia un’ipoteca sul proprio immobile.
Il vantaggio che ne deriva è poter rimborsare il mutuo nel tempo secondo un piano di ammortamento che a propria discrezione può essere a rata costante o a rata variabile. Rata costante vuol dire composta da una quota capitale crescente e una quota interessi decrescente ma tasso fisso; rata variabile vuol dire tasso variabile e una combinazione tra quota capitale e quota interessi che dipende da esso (se il tasso di interesse è crescente anche la quota interessi è crescente, e viceversa).
La finalità del mutuo ipotecario è l’acquisto, costruzione o ristrutturazione di un immobile, meglio se prima casa, perché è più facile finanziarla. La garanzia richiesta per la concessione di un mutuo si chiama ipoteca; essa implica un diritto da parte del soggetto che finanzia, qualora il credito non sia onorato, cioè non vengano pagate le rate con giusta tempestività, di chiedere al tribunale di procedere alla vendita all’asta dell’immobile e rivalersi sul ricavato fino al soddisfacimento del credito, in via preferenziale rispetto a tutti gli altri creditori (il titolo diventa esecutivo).
Le principali fasi del mutuo
Il processo che conduce all’erogazione di un mutuo è abbastanza articolato: se la banca si impegna a dare i soldi oggi e riaverli progressivamente per i prossimi 30 anni, l’analisi del merito creditizio richiede del tempo, e viene attivato nel momento in cui si sottomette una richiesta di finanziamento.
Richiesta di finanziamento
L’attivazione di un processo di concessione di un mutuo avviene con la richiesta di finanziamento, che è l’atto con cui si autorizza la potenziale banca ad avviare un processo che conduce alla valutazione del merito creditizio.
Valutazione del merito creditizio
Il merito creditizio non è rappresentato dall’ipoteca sull’immobile (quella è una garanzia), ma dalla propria capacità di reddito, ed eventualmente da una ricchezza finanziaria o reale che si ha alle spalle. La capacità di reddito prevalentemente dipende dal lavoro che si fa, quindi è molto probabile che chi non ha un lavoro trovi difficile essere finanziato da una banca con la concessione di un mutuo. Questo è indipendente dal fatto che egli dia un’ipoteca, perché essa è una garanzia che serve per recuperare il credito, ma non è il presupposto per la concessione.
Il credito è concesso sul presupposto del fatto che il mutuatario, cioè colui che beneficia del credito abbia capacità di rimborso, ma non che la capacità di rimborso coincida con la garanzia. Merito creditizio vuol dire capacità di onorare il proprio debito col proprio reddito; se questa capacità viene meno nel tempo può essere coperta attraverso la garanzia rappresentata dall’ipoteca.
Nel 2008 negli Stati Uniti si innesca un comportamento che porta alla concessione di mutui anche a soggetti senza reddito; il presupposto è diverso: il mercato mobiliare sale di valore così velocemente che il soggetto genera, attraverso l’acquisto, la capacità di rimborsare il mutuo, grazie all’apprezzamento dell’immobile. Questo va bene fino a quando il mercato mobiliare genera il rialzo, cioè fino a quando realizza l’aspettativa di incremento; non essendoci alla base di questi prestiti una attività di finanziamento corretta, cioè che presuppone l’esistenza di un merito creditizio fondato sulla capacità di reddito, nel momento in cui il ciclo del rialzo immobiliare si blocca, rallenta o diventa negativo, il meccanismo non funziona più.
La valutazione del merito creditizio è un presupposto sostanziale per immaginare di poter procedere in un’operazione di affidamento che conduca all’erogazione di un mutuo.
Perizia
Passaggio successivo è la costituzione della valutazione della garanzia, rappresentata dall’ipoteca, che passa attraverso una perizia tecnica, cioè attraverso l’intervento di un tecnico che constati il valore recuperabile nell’eventualità che venga meno la capacità di reddito, con la vendita all’asta dell’immobile su cui l’ipoteca insiste.
Sostanzialmente viene valutato il bene oggetto di finanziamento quale possibile controvalore che il mercato sarà disponibile a pagare nel momento in cui quel bene venga posto all’asta per rivalersi di un mancato pagamento da parte del mutuatario delle rate sul mutuo che ha sottoscritto.
Condizioni contrattuali
Nella fase di concessione del mutuo vengono date al cliente, sulla base del suo merito creditizio e delle valutazioni peritali, le indicazioni in merito alle condizioni del contratto: quali sono i tassi di riferimento, la durata del contratto e la frequenza di pagamento delle rate.
Stipula
Se il cliente è soddisfatto della proposta ricevuta e intende procedere si va alla stipula, che prevede contestualmente la sottoscrizione dell’atto di acquisto (rogito), la sottoscrizione del contratto di mutuo e l’iscrizione dell’ipoteca che viene registrata.
Esiste un registro pubblico che rileva in modo specifico gli immobili; l’ipoteca di uno specifico immobile viene iscritta in catasto, quindi chiunque voglia comprare quell’immobile sa, facendo la misura catastale, qual è la condizione di esso, quindi anche se è gravato o no da ipoteca e di che grado è questa. Il creditore, nell’eventuale momento in cui l’immobile venga mandato all’asta, ha una fila da attendere in base alla posizione in cui si trova: se ha altri creditori prima di lui deve attendere che essi vengano soddisfatti per gli importi previsti dall’ipoteca, e solo se residua qualcosa rispetto al soddisfacimento di chi lo precede ha diritto a procedere al proprio soddisfacimento residuale.
La stipula prevede la definizione delle rate, la data e le modalità di estinzione del mutuo e l’eventuale elemento di portabilità.
Modalità di estinzione
Il soggetto mutuatario ha diritto ad estinguere anticipatamente il proprio debito a partire dalla prima rata successiva a quella di pagamento. Non può essere vietato estinguere anticipatamente un mutuo ipotecario, e l’estinzione prevede il pagamento del debito residuo.
Possono esserci delle penali o meno che gravano nel caso di estinzione anticipata, perché vuol dire ridurre nel tempo la remunerazione che la banca aveva previsto di incassare. Oggi è sempre meno frequente la presenza di penali, ma non può essere esclusa contrattualmente.
Portabilità
Il mutuatario può trasferire da una banca all’altra la propria esposizione debitoria, prevedendosi alla base che la nuova banca erogatrice estingua il debito che lo stesso soggetto ha nei confronti di quella vecchia. La portabilità presuppone un’operazione di affidamento da parte dell’istituzione che riceve il cliente nuovo: passando da una banca a un’altra, quella nuova deve concedere il nuovo finanziamento, e poi si può trasferire il mutuo tra i due istituti.
Un’alternativa alla portabilità è un nuovo mutuo e l’estinzione anticipata; in termini di oneri costa di più della portabilità, per questo è più semplice portarlo.
Oneri
Parlando di mutuo si parla di oneri; occorre considerare gli oneri che si sostengono perché possono avere sembianze diverse.
- Costo per interessi: il tasso di interesse è l’onere più logico e banale. Costo per interessi vuol dire che si guarda dal lato delle famiglie, dalla parte della banca sarebbe un ricavo per interessi; la natura dell’oggetto è sempre la stessa, cambia la posizione da cui si guarda.
- Spese di istruttoria: impattano perché vengono riconosciute alla banca erogante all’atto dell’erogazione; quello che si riceve materialmente nel momento in cui si stipula il contratto di mutuo è il valore nominale del mutuo al netto di tutte le spese che nel frattempo sono state riconosciute alla banca.
- Spese di perizia: derivanti dal fatto che il tecnico fa la valutazione dell’immobile.
- Costo per imposte: quando si acquista un immobile (se è prima casa in forma ridotta) si è soggetti a un’imposta di registro, che si paga affinché nel registro pubblico venga iscritto l’atto che si sta sottoscrivendo. L’iscrizione del passaggio di proprietà avviene nel catasto insieme all’iscrizione dell’ipoteca; l’imposta di registro è pagata da chi riceve il mutuo ed è un onere.
- Premio di assicurazione: è quello che viene pagato per garantire che il bene immobile su cui è iscritta l’ipoteca sia privato di quei rischi che potrebbero farlo venir meno; un esempio è l’assicurazione per incendio. Nel caso in cui l’immobile vada distrutto, senza assicurazione occorre comunque continuare a pagare il mutuo; proteggendo il bene con assicurazione il mutuatario vede estinto il debito grazie all’assicurazione che paga la banca. Con quest’assicurazione la banca si garantisce la permanenza del debito; tutti i contratti di mutui ipotecari prevedono il pagamento di una polizza antincendio.
- Interessi di mora: ci sono solo se le rate non sono pagate tempestivamente ma in ritardo; se le rate non vengono pagate scatta l’escussione dell’ipoteca.
- Commissione annua di gestione: è un onere accessorio non più tanto presente.
Credito al consumo
Oltre al finanziamento di beni immobili, può essere finanziato anche l’acquisto di beni di consumo; sono beni con una vita molto più breve di un’attività reale. Parlando di credito al consumo si fa riferimento a un’erogazione di credito da parte di una società autorizzata, a favore di una persona fisica; non ci può essere credito al consumo verso una persona giuridica.
Questo rende il credito al consumo una forma specialistica per le persone fisiche, dunque le famiglie; è fatto per l’acquisto di determinati beni o servizi oppure per esigenze di tipo personale. Rilevante è la destinazione solo per persone fisiche: il credito al consumo serve per sostenere le famiglie nel momento in cui il reddito prodotto non è in grado di coprire, soddisfare il consumo che quella famiglia attiva nel corso di un determinato orizzonte temporale.
Essendo un credito prevede un obbligo di restituzione; affinché tale obbligo sia adempiuto, se valutato in ottica multi periodale di medio periodo, a un certo punto il reddito deve essere maggiore del consumo, e il risparmio va impiegato per rimborsare il debito contratto. Nell’ambito del credito al consumo ci sono diverse variabili da considerare.
Caratteristiche tecniche
La forma tecnica è la struttura tecnica con cui viene concesso il credito al consumo. Forma tecnica del mutuo: così chiamata perché richiama il rimborso rateizzato. Forma tecnica dell’apertura di credito in conto corrente: il finanziamento avviene attraverso l’apertura di credito, che usa come strumento il conto corrente. Altra natura: ci sono altre modalità, ma le forme di rateizzazione o le forme in conto corrente coprono la maggior parte delle casistiche in cui viene concesso il credito.
La differenza tra forma tecnica del mutuo e dell’apertura in conto corrente è che col mutuo la rata va pagata con la scadenza e la frequenza stabilita, mentre l’apertura di credito dà la possibilità di usare, rimborsare e riutilizzare, e l’estinzione è comunque alla scadenza preferita; fino alla scadenza c’è una modulabilità tra i tassi e i pagamenti che è consentita con l’apertura di credito e non è consentita col mutuo. Ciò non significa che sul conto corrente non va mai rimborsato mentre sul mutuo sì: entrambi devono essere rimborsati entro la scadenza, che potrebbe anche coincidere.
Conseguenze economiche
TAN è il tasso annuo nominale. TAEG è il tasso annuo effettivo garantito: è sempre maggiore o uguale del TAN, perché nell’ambito del processo di concessione del credito al consumo c’è un’attività di tipo istruttorio, ad esempio chiamata apertura pratica o concessione fido, che normalmente viene fatta pagare al cliente. Gli oneri che si sostengono ad esempio perché la rata periodica con cui si rimborsa il finanziamento concesso prevede che in banca ci sia un addebito, o che l’istruttoria sia costata una certa somma, sono costi che, rispetto al capitale che rimane costante, concorrono a definire il TAEG.
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