Prevenzione del rischio biologico: revisione dell’uso dei dispositivi individuali di protezione, della gestione delle cappe e della
sorveglianza immunologica
Il lavoratore deve firmare le norme di biosicurezza, diventando così responsabile del proprio operato
Leggi regolatorie: Direttiva 90/679/CE D.Lgs. 626/94 Direttiva 2000/54/CE (Titolo VIII)
Comprende tutte le attività nelle quali vi è rischio di esposizione ad agenti biologici, sia quelle con uso deliberato sia
Sicurezza generale: quelle con potenziale esposizione. La differente tipologia di rischio espositivo condiziona gli adempimenti che il datore
biosicurezza, cibo di lavoro deve adottare.
ecc
Classificazione agenti biologici:
Gruppo1: agente che presenta poche probabilità di causare malattie in soggetti umani (uomo a rischio solo in casi particolari_es donna gravida).
Solitamente microrganismi del terreno, piante e alcune zoofile. (giardia lamblia, toxoplasma)
Gruppo2: agente che può causare malattie in soggetti umani e costituire un rischio per i lavoratori, è poco probabile che si propaghi nella
comunità; sono di norma disponibili efficaci misure profilattiche e terapeutiche (Staphylococcus aureus, Pseudomonas aeruginosa,
Corynebacterium diphtheriae, Vibrio colera, Candida albicans, Aspergillus spp, Toxoplasma gondii , Giardia lamblia, SARS Coronavirus, Poliovirus,
Paramixovirus, Adenovirus, Virus dell’influenza)
Gruppo3: agente che può causare malattie gravi in soggetti umani e costituisce un serio rischio per i lavoratori; può propagarsi nella comunità ma
di norma sono disponibili efficaci misure profilattiche e terapeutiche (Yersinia pestis, Bacillus antraci, Denguevirus, brucella, Bacillus anthracis)
Gruppo4: agente che può causare malattie gravi in soggetti umani e costituisce un serio rischio per i lavoratori; può presentare un elevato rischio
di propagazione nella comunità; non sono disponibili, di norma, misure profilattiche o terapeutiche. Vengono analizzati in centri specializzati di
riferimento (Spallanzani Roma, Sacco Milano, Istituto Zooprofilattico Foggia) (Virus di Marburg, Virus di Ebola)
(Poxvirus (diversi tipi: da 2 a 4), Rabdovirus, Vaiolo)
Tutti i campioni devono essere considerati a rischiolavorare sempre in sicurezza
Classificazione cappe di sicurezza
Classe1: garantiscono la protezione dell’operatore tramite un flusso d’aria aspirato da un’apertura
frontale, senza prefiltro. L’aria, una volta attraversata la superficie di lavoro, viene espulsa all’esterno dopo
filtrazione HEPA. Il filtro deve essere sostituito ogni 6090130giorni)
Classe2: ad apertura frontale, attraverso la quale viene immesso un flusso d’aria che viene
aspirato sotto il piano di lavoro, filtrato, messo in circolo dall’alto verso il basso (flusso
laminare verticale di aria sterile, “barriera” tra l’interno della cabina e l’operatore) e quindi
espulso all’esterno dopo filtrazione.
In base all’aria ricircolata le cappe di distinguono in :
IIA= 70% aria ricircolata, 30% aria espulsa
IIB= 30% aria ricircolata, 70% aria espulsaprevedono condotti per
l’espulsione dell’aria all’esterno dell’edificio
Classe3: sono dei “glove box” ermeticamente chiusi. L’aria di ingresso viene immessa attraverso un filtro
HEPA sul piano di lavoro, quindi espulsa attraverso un sistema a doppio filtro HEPA, assicurando
all’ambiente interno una pressione negativa. Sono dotate di guanti a manicotto, incorporati nella struttura
frontale della cappa, che assicurano una barriera totale tra l’operatore e il piano
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Costruzioni ed impianti: misure di biosicurezza
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Infermieristica pediatrica (Microbiologia e microbiologia clinica)
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Microbiologia e Microbiologia clinica
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Microbiologia generale, Microbiologia