MATERIALI
I materiali sono un aggregato di atomi o molecole in grado di opporre un’adeguata reazione a
stimoli chimici, fisici e a sollecitazioni meccaniche per consentirne l’impiego per la
realizzazione di oggetti, componenti e strutture.
In base alla struttura chimica, la struttura a livello atomico, come sono legati e organizzati gli
atomi tra loro:
Metallici
Ceramici (e vetri)
Polimerici (e materiali naturali)
Materiali compositi
La proprietà di un materiale non è legata solo all’elemento, ma anche alla struttura, possono
avere forme allotropiche differenti (es. Carbonio nello stesso stato elementare si presenta come
diamante e come grafite)
Le proprietà dei materiali dipendono dalla loro microstruttura, che dipende sia dalla
composizione e dall’organizzazione atomica e molecolare, che dai trattamenti fisici e chimici
che ha subito il materiale durante la sua fabbricazione e trasformazione. Inoltre, la
microstruttura subisce delle modificazioni durante l’utilizzo e l’esercizio del materiale, allora
ne risultano modificate anche le sue proprietà
I processi di fabbricazione e i trattamenti di modifica possono differire da un oggetto all’altro e
questo può portare ad avere due oggetti uguali ma con proprietà differenti.
Proprietà macroscopiche (considera il comportamento del materiale nel suo insieme)
Isotropo: reazioni uguali all’applicazione della stessa sollecitazione, proprietà uguali in tutte le
anisotropo)
direzioni (altrimenti è
Le proprietà dei materiali vengono studiate sperimentalmente con appositi campioni,
rappresentativi dell’insieme del materiale, considerando tutte le variabili e le condizioni.
Proprietà microscopiche (proprietà microstrutturali del materiale)
A livello microscopico la struttura dei legami è influenzata da:
Natura dei legami tra gli atomi, da cui nasce la forza dei legami, e le molecole e
mobilita elettroni, legame metallico
Dimensioni molecole: polimeri, generalmente sono monodimensionali, in una direzione
si hanno legami importanti, in altre direzioni non sono importanti
Disposizione spaziale: il carbonio che in base a come si dispongono i legami forma il
diamante o la grafite
Presenza di difetti: soprattutto per i sistemi di tipo metallico
Legami chimici:
Forti: legame ionico, legame covalente, legame metallico
Deboli: ponte a idrogeno, van der Waals
STRUTTURA DEI MATERIALI
Gli atomi e le molecole possono disporsi in modo piu o meno ordinato, la materia puo assumere
diverse forme strutturali che dipendono dalla disposizione degli atomi o delle molecole nello
spazio.
A seconda del grado di ordine degli elementi possiamo avere una struttura:
Cristallina: cella
disposizione ordinata e ripetitiva tridimensionale della
●
elementare, unità strutturale minima che descrive il sistema, poiché la sua ripetizione
nelle tre dimensioni dello spazio può generare l’intero reticolo (la materia si costruisce
con un numero limitato di strutture di base).
I legami che tengono insieme i cristalli sono legami forti con elevate caratteristiche
meccaniche, per questo motivo è prevedibile un’elevata resistenza alle sollecitazioni.
(es. metalli ceramici). Possono essere isotrope o anisotrope
Semicristallina: coabitazione delle due strutture in base alla zona (es. polimeri
●
semicristallini, hanno parte delle molecole disposte in modo ordinato e parte in modo
disordinato)
Amorfa: disposizione disordinata simile a quella dei liquidi. I legami all’interno
●
delle molecole sono forti, mentre sono deboli tra molecole. Le caratteristiche
meccaniche sono inferiori rispetto a quelle delle strutture cristalline. Sono sempre
anisotrope, perché ho una disposizione disordinata.
Tali strutture possono presentare dei difetti che sono molto importanti nel determinare le
caratteristiche finali.
Proprieta: resistenza meccanica, rigidezza, lavorabilita, conducibilita elettrica e termica,
densita...
Classificazione dei solidi in base ai legami:
Solidi metallici, che hanno legami metallici: determinati dalla messa in
compartecipazione degli elettroni esterni tra tutti gli elementi metallici attigui, sono
legami forti adimensionali
Solidi covalenti, che hanno legami covalenti: sono direzionali, cioè orientati nello
spazio.
L’aggregato di atomi tenuti insieme da legami covalenti costituisce una molecola e se il
macromolecola polimero
numero di atomi coinvolti è molto elevate si parla di o
Solidi ionici, che hanno legami ionici: sono adirezionali e si distribuiscono
uniformemente nello spazio, anioni e cationi si dispongono gli uni attorno agli altri a
formare strutture spaziali solide. solidi
Aggregati di atomi tenuti insieme sia da legami covalenti che da legami ionici:
ceramici. I composti stabili finali non sono molecole
Solidi molecolari, che hanno legami deboli (legami di tipo elettrostatico), sono di tipo
intermolecolare o intramolecolare: legame a idrogeno, attrazioni dipolo-dipolo, legami
di Van der Waals, che si manifestano solo a distanza molto ravvicinata
Classificazione in base alle classi di materiali:
MATERIALI METALLICI
Sono materiali inorganici composti da un elemento metallico o da piu elementi metallici o non
metallici. Sono allo stato di solidi cristallini a temperatura ambiente.
Grazie al legame metallico, che prevede una nuvola di elettroni, abbiamo una mobilita degli
elettroni
MATERIALI POLIMERICI (POLIMERI ORGANICI)
Materiali organici composti da lunghe catene molecolari (macromolecole), formate per la
maggior parte da atomi di carbonio legati ad altri elementi (H, O, Cl, S). Gli elettroni di
legame sono impegnati nei legami, quindi generalmente sono ottimi isolanti elettrici e termici.
Inoltre, cristallizzano con difficoltà ed hanno proprietà fisiche molto diverse tra loro.
MATERIALI CERAMICI
Materiali inorganici costituiti da elementi metallici e non metallici legati chimicamente tra
loro, attraverso legami ionici e covalenti. Gli elettroni di legame sono impegnati a riempire gli
orbitali e non sono propensi a muoversi liberamente. Sono ottimi isolanti termici ed elettrici ed
inoltre sono fragili (duri e non elastici)
MATERIALI COMPOSITI
E’ un sistema di materiali composto da una miscela o combinazione di due o piu macro-
costituenti che differiscono nella forma e nella composizione chimica e sono insolubili l'uno e
l'altro
PROPRIETÀ DEI MATERIALI
Il comportamento di un materiale e caratterizzato dalla sua reazione ad una sollecitazione.
Infatti, la proprietà di un materiale può essere definita come la misura di un comportamento
in una prova
Tre categorie di proprietà a seconda del tipo di sollecitazioni esterne applicate:
Proprieta chimiche: comportamento dei materiali in un ambiente chimico aggressivo,
●
particolare o specifico
Proprieta fisiche: comportamento dei materiali sotto azione di forze fisiche come
●
temperatura, campi elettrici o magnetici, luce
Molto importanti per la selezione dei materiali, poiché danno informazioni su: densita, punto
di fusione, proprieta ottiche (colore, trasparenza), proprieta termiche, proprieta elettriche e
magnetiche
Proprieta meccaniche: comportamento dei materiali sottoposti all’azione di un sistema di
●
forze. Sono molto sensibili ai processi di lavorazione e trasformazione. Il comportamento del
materiale dipende da: tipo di legami, morfologia (struttura molecolare), tipo e numero di
difetti, tipo di sforzo e modo in cui è applicato
DEFORMAZIONI A SEGUITO DELLA RISPOSTA MECCANICA
Elastica: al termine dell’applicazione della forza mi riporta il materiale nella situazione
iniziale, quindi quando la deformazione prodotta nel corpo viene completamente
recuperata dopo la rimozione della forza
Plastica: non ritorna più come prima
Viscosa: si comporta in maniera intermedia, come si comporta un fluido (capacita di
recupero parziali)
Avremo percio materiali elastoplastici, elastici e viscoelastici (es. polimeri amorfi, polimeri
semicristallini, biopolimeri, metalli ad elevate temperature).
Ogni forza o carico applicato ad un materiale produce uno sforzo ed una deformazione nel
materiale
Sforzo: intensita della forza di reazione in ogni punto del corpo del materiale sottoposto a
carichi (si misura essenzialmente come una pressione), che possono essere:
-in differenti condizioni di lavorazione e fabbricazione
-in seguito a cambiamenti termici
Tipi di sforzo: normale (trazione/compressione), flessione, taglio (dipende da orientazione)
Stress: è la forza di reazione in ogni punto di un campione soggetto a carichi durante l'uso in
differenti condizioni di processo e manifattura e dopo variazioni termiche
Deformazione: la deformazione al taglio e espressa anche dalla grandezza dell'angolo teta
che risulta dalla variazione dell'inclinazione di un particolare piano soggetto allo sforzo da
taglio
Modulo di elasticita: tensione/deformazione
RIGIDITÀ (RIGIDEZZA)
Capacità che ha un corpo di opporsi alla deformazione elastica provocata da una forza
applicata (più elevato è il modulo elastico, più rigido è il materiale)
Elasticità entalpica: nei metalli e nei ceramici è ridotto il movimento degli atomi a
causa dei legami forti nella struttura, quando gli atomi sono sottoposti ad una carica
esterno. Se tali interazioni determinano un dislocamento degli atomi, questi, una volta
rimosso il carico, riescono a rioccupare la loro posizione iniziale ed il materiale è detto
elastico. Mantiene un’entropia pressoche costante mentre sale molto l'energia interna,
assorbita dagli atomi
Elasticità entropica: è caratteristica dei materiali polimerici costituiti a livello
molecolare da catene; tale elasticità scaturisce da un movimento delle catene da uno
stato ad elevata entropia (lo stato più probabile, in cui le catene sono più disordinate)
ad uno stato a bassa entropia (uno stato meno probabile e più ordinato), che avviene
durante l’allungamento del materiale. Permettono grandi scorrimenti e deformazioni,
pertanto a sforzi e tensioni bassi corrispondo deformazioni apprezzabili. Questi
materiali sono detti elastomeri (lunghe catene macromolecolari tenute insieme da pochi
legami a ponte). L’entropia diminuisce di molto perche sto andando a fare qualcosa di
piu ordinato, l’energia interna rimane invariata perché non smuovo legami forti
PROVE DI TRAZIONE
Sono prove standard volte a determinare il comportamento meccanico di un materiale e sono
realizzate applicando una forza di trazione, su un provino (di geometrie diverse) di materiale
portandolo fino alla rottura, seguendo un procedimento di carico a velocita di deformazione
costante prove a compressione
Abbiamo anche le e l’isteresi.
materiale ideale
Per un (perfettamente elastico) la curva di trazione e reversibile
(comportamento lineare) e l'energia assorbita durante il carico e interamente restituita.
Ma i materiali non hanno un comportamento elastico ideale e per questo motivo parte
dell'energia fornita viene dissipata per attrito interno (movimento di dislocazione nei metalli o
di catene nei polimeri).
materiali viscoelastici
Per i la deformazione avviene in parte per scorrimenti viscosi tra le
molecole e l'energia assorbita durante la deformazione non viene restituita integralmente ma
si trasforma in calore
Tenacita: capacita di un materiale di assorbire energia prima della rottura (energia che
sottintende la curva fatta da due pezzi di comportamento diverso, riguarda tutto il
meccanismo).
Resilienza: capacita di assorbire energia nel campo elastico
PROVE DI RESISTENZA ALL’URTO
Si vuole valutare la quantita di energia assorbita da un provino standardizzato se colpito da
un maglio di cui e nota l'energia cinetica.
L’energia assorbita e utilizzata come indice della suscettibilita alla rottura duttile o alla
rottura fragile.
Charpy test: impatto al centro del provino (di solito ha già un intaglio)
Izod test: impatto ad un’estremita
frattura,
2 tipi di che dipendono dall’applicazione del carico e dalla temperatura, non sempre il
comportamento duttile o fragile è una caratteristica intrinseca del materiale
DUTTILE: avviene dopo una deformazione plastica estesa e presenta basse velocità di
propagazione della rottura.
A livello microstrutturale si verifica uno scorrimento irreversibile tra gli atomi del
reticolo cristallino per scorrimento di dislocazioni, determinando una deformazione
permanente residua.
FRAGILE: avviene lungo piani cristallografici caratteristici chiamati piani di clivaggio
e si propaga velocemente. (Ceramici: rottura di legami primari senza che sul provino si
verifichino significative deformazioni dello stesso)
Fatica: risposta a sollecitazioni ripetute nel tempo, in modo ciclico
PROVE A FATICA
Si sollecitano diversi provini con diversi sforzi di diversa intensita, voglio vedere quante volte
posso usare quel materiale: si misura il numero di cicli dopo i quali i provini giungono alla
rottura e si riportano in un grafico i valori di stress in funzione del numero di cicli a rottura
Durezza: misura della resistenza di un materiale alla deformazione plastica permanente.
ORGANIZZAZIONE, STRUTTURA E PROPRIETA’ DEI MATERIALI
MATERIALI METALLICI
I materiali metallici sono materiali inorganici composti da un unico elemento metallico o, nel
caso di leghe metalliche, da due o più elementi anche non metallici.
Tutti i metalli, tranne il mercurio, a temperatura ambiente si presentano allo stato solido.
La struttura reale di metalli e leghe non e perfetta, puo presentare dei difetti che influenzano
le propriet meccaniche, chimiche ed elettriche.
àà
Gli atomi di uno o più elementi metallici (Fe, Cu, Al…) e atomi non metallici (C, N) si legano
nello spazio per formare reticoli cristallini, caratterizzati dalla presenza unicamente di legami
metallici forti, in cui gli elettroni di valenza sono liberi di muoversi in modo delocalizzato
(nuvola elettronica) tra i vari atomi del reticolo cristallino. Questo conferisce ai metalli la
proprietà di elevata conducibilità elettrica e termica.
La struttura con cui cristallizza un particolare metallo è quella che dà al metallo la
configurazione con energia minima. Rappresenta la configurazione più stabile, anche se non la
più compatta. polimorfismo
La possibilità di cambiare struttura in funzione della temperatura si chiama e le
forme allotropiche.
diverse strutture che si formano vengono chiamate
DIFETTI DELLA STRUTTURA CRISTALLINA
Difetti puntiformi (coinvolgono un numero ridotto di atomi). Possono essere costituiti
da: Vacanze: posizioni reticolari non occupate da nessun atomo. Facilita processi di
diffusione e formazione di leghe metalliche
Atomi interstiziali: atomi dello stesso elemento metallico o di un elemento
diverso che non occupano una posizione reticolare normale. Determinano una
distorsione strutturale e si trovano su siti interstiziali
Atomi estranei sostituzionali: atomi di un elemento estraneo che occupano
posizioni reticolari
La presenza di questi difetti facilita enormemente i processi di diffusione che in
assenza di tali difetti sarebbero impossibili, per lo meno a basse temperature.
Difetti lineari (dislocazioni), sono difetti collocati lungo piani reticolari nei cristalli
metallici, dovuti alla presenza di successioni di atomi in punti non coincidenti con
esatte posizioni reticolari.
Se non esistessero le dislocazioni per deformare il metallo sarebbe necessario ottenere
lo scorrimento contemporaneo di tutto un piano di atomi del cristallo rispetto ad un
altro piano adiacente. Ciò implicherebbe la rottura contemporanea di un grande
numero di legami metallici, richiedendo uno sforzo estremamente elevato. Con le
dislocazioni la deformazione avviene per lo scorrimento progressivo entro il cristallo,
che comporta la rottura di un numero limitato di legami atomici e quindi necessita di
uno sforzo minore e rende possibile la deformabilità dei materiali metallici.
Le dislocazioni sono generate all’interno del materiale quando questo è soggetto ad una
sollecitazione, generando deformazioni plastiche.
-Dislocazioni a spigolo
-Dislocazioni a vite: costituite da atomi spostati dalle loro posizioni reticolari secondo
una successione che segue il percorso di una vite
Le due dislocazioni sono comunque gli estremi di un fenomeno che comprende spesso
situazioni intermedie
Aumentando il numero di dislocazioni presenti, sono necessari sforzi sempre maggiori
incrudimento del
per procedere nella deformazione. Questo fenomeno prende il nome di
materiale, ed avviene in seguito a deformazione plastica a freddo.
elastica:
-Deformazione sotto un certo valore dello sforzo (limite elastico) si ha una
distorsione elastica del reticolo, gli atomi si spostano coordinatamente e tolta la
sollecitazione il reticolo torna alla geometria iniziale
plastica:
-Deformazione per sollecitazioni superiori al limite elastico, il reticolo si
deforma permanentemente e tolta la sollecitazione la parte elastica viene recuperata,
ma il reticolo mantiene una deformazione permanente, deformazione plastica
Se si opera a temperatura più elevata si possono verificare fenomeni di
ricristallizzazione o riassestamento della struttura del materiale metallico, con
conseguente diminuzione del numero di dislocazioni prodotte.
Difetti di superficie (bordi di grano), sono dovuti al fatto che il materiale è
policristallino, cioè costituito da numerosissimi piccoli cristalli detti grani, in ognuno
dei quali il reticolo cristallino ha un’orientazione diversa da quella adiacente.
Ciò avviene perché durante la solidificazione di un metallo fuso iniziano a formarsi più
o meno contemporaneamente vari nuclei di cristallizzazione casualmente orientati, che
poi accrescono fino alla completa solidificazione del metal
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