Che materia stai cercando?

Anteprima

ESTRATTO DOCUMENTO

Gli ovuli (e quindi successivamente i semi) delle gimnosperme sono esposti direttamente

all’aria in quanto sono portati su squame o strutture simuli.

all’interno

La gamia avviene della nocella

(macrosporangio), dove si forma lo zigote. Dallo

anch’esso

zigote si origina un embrione che è

nell’ovulo.

contenuto Si realizza così una stretta

dipendenza trofica che coinvolge tre generazioni: lo

sporofito genitore che nutre dapprima la

macrospora, poi il gametofito che si sviluppa al suo

l’embrione,

interno e infine cioè il nuovo sporofito

nell’ovulo.

contenuto

Microsporangio

Il microsporangio nelle piante a seme viene chiamato anche

all’interno

sacca pollinica: di un tessuto di protezione

bistratificato formato da cellule sterili vi è un tessuto

nutritivo (tapetum) e un archesporio fertile costituito da

cellule madri del polline. Queste per meiosi originano le

microspore (o androspore).

Sino a questo stadio è simile allo sporangio delle felci

eusporangiate, tuttavia le microspore non vengono subito

liberate!!!

Le microspore iniziano a germinare dentro la sacca pollinica e

formano un ridotto gametofito (microgametofito).

Il microgametofito negli stadi iniziali del suo sviluppo, avvolto e

protetto dalla parete della microspora, costituisce una struttura

anch’essa

nuova, esclusiva delle spermatofite: il granulo pollinico

Il Granulo pollinico delle gimnosperme è costituito da 4 cellule:

2 cellule protalliche

1 cellula generativa (che feconderà l’oosfera)

1 cellula del tubetto (che originerà il tubetto pollinico)

L’IMPOLLINAZIONE consiste nel trasporto dei granuli di polline dalle sacche polliniche fino al

micropilo degli ovuli. Il trasporto è affidato al vento (specie anemofile) e può essere favorito da strutture

come le sacche aerifere presenti nei granuli di polline dei pini.

Nell’ovulo, come già detto in seguito a meiosi si

formano 4 macrospore. Una sola rimane vitale e

origina un gametofito formato da numerose cellule.

In vicinanza del micropilo si differenziano degli

archegoni molto ridotti, contenenti il gamete

femminile (ovocellula o oosfera) che verrà

fecondato dai gameti maschili (cellule spermatiche). Il polline viene trattenuto al micropilo grazie ad una

goccia di liquido zuccherino vischioso secreta

dall’ovulo. Quando la goccia si secca si ritrae

all’interno dell’ovulo, trascinando i granuli nella

sottostante camera pollinica, una piccola cavità che si

trova tra la nucella e il tegumento. Da qui attraverso il

tubetto pollinico il nucleo generativo arriva al collo

dell’archegonio l’oosfera

e raggiunge fecondandola.

RIASSUMENDO:

Nelle spermatofite il tubetto pollinico funge da vettore per i gameti maschili, che vengono

all’oosfera

trasportati al suo interno fino a giungere così vicino da rendere superflui i flagelli:

questi sono ancora presenti nei gruppi di gimnosperme con caratteri più arcaici (Ginkgoopsida,

Cycadopsida), ma mancano nelle gimnosperme più evolute come le conifere.

In tutte le gimnosperme viventi gli sporangi dei due sessi sono portati in strutture separate.

Gli sporangi maschili (microsporangi o sacche polliniche), accompagnati da microsporofilli

simili a foglie o più spesso ridotti e squamiformi, sono portati in genere in strobili semplici.

Old male cones of Pinus nigra and

(right) L.S. of male cone

Queste strutture (strobili) possono

all’apice

essere dei rami (Pini), apicali a

corti brachiblasti (Cedro), ecc.

Gli ovuli (macrosporangi rivestiti da tegumenti) sono portati

in vario modo: da squame riunite in strobili nelle Conifere; Pino Coni femminili

all’apice di corti peduncoli nelle Ginkgoopsida al margine di sporofilli di aspetto foglioso

riuniti in strobili semplici nelle Cycadopsida

Ginkgoopsida Cycadopsida

PHYLUM: CONIFEROPHYTA

Sono le gimnosperme più evolute (escludendo le gnetofita) e comprendono abeti, pini,

larici, cedri, ecc. In genere sono per lo più piante arboree con una crescita lenta.

Il nome conifere deriva dal fatto che ovuli e semi sono portati in strutture protettive

dette coni.

In genere hanno foglie aghiformi che possono essere o disposte sui rami più grossi

(macroblasti) come negli abeti oppure riuniti in fascetti e portati da corti rami

(brachiblasti) come nei pini. Pino

Abete


PAGINE

19

PESO

2.23 MB

AUTORE

giu92d

PUBBLICATO

+1 anno fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze biologiche
SSD:
A.A.: 2013-2014

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher giu92d di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Biologia vegetale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Milano Bicocca - Unimib o del prof Labra Massimo.

Acquista con carta o conto PayPal

Scarica il file tutte le volte che vuoi

Paga con un conto PayPal per usufruire della garanzia Soddisfatto o rimborsato

Recensioni
Ti è piaciuto questo appunto? Valutalo!

Altri appunti di Biologia vegetale

Biologia vegetale - la cellula vegetale
Appunto
Biologia vegetale - alghe e cicli riproduttivi
Appunto
Biologia vegetale - parete cellulare
Appunto
Biologia vegetale - angiosperme
Appunto