BIOLOGIA VEGETALE E ELEMENTI DI BOTANICA FARMACEUTICA
È parte della biologia che riguarda le piante, e per tradizione i procarioti, i funghi e
le alghe. La botanica è una scienza antica che studia il regno vegetale (studia le
piante). Il suo nome è stato creato nel I secolo d.C. dal naturalista Dioscoride,
deriva dal greco (Botanikè) e vuol dire “arte di curare l’erba”. l’interesse per le
piante risale al più lontano passato: gli uomini compresero ben presto quanto esse
potessero essere utili a migliorare la loro vita. La botanica si divide in:
- Etnobotanica: piante e popolazioni indigene; medicine e cibo.
- Botanica economica: ci dice che le piante non rappresentano per noi solo una
fonte di cibo.
- Botanica farmaceutica: piante medicinali.
Botanica farmaceutica o farmacobotanica, disciplina che studia l’anatomia, la
fisiologia, la patologia e la sistematica delle piante che forniscono principi attivi
medicinali. Gli organismi vegetali che sintetizzano e accumulano in organi specifici
sostanze biologicamente attive sono detti piante medicinali. Questa si occupa di
riconoscere e descrivere le caratteristiche botaniche della pianta medicinale in sé,
ed è affiancata dalla fitochimica, che studia i principi attivi da essa prodotti, allo
scopo di valutarne una possibile applicazione in fitoterapia. OMS e piante
medicinali: ogni vegetale che contiene, in uno o più dei suoi organi, sostanze che
possono essere utilizzate ai fini terapeutici e preventivi, e che sono i precursori di
emisintesi chemiofarmaceutiche.
Pianta officinale, con “piante officinali”, definizione tipica della tradizione
nazionale con la quale si identifica, infatti, una serie molto eterogenea dal punto di
vista agronomico, di specie vegetale, che a sua volta comprende, sulla base delle
principali destinazioni d’uso, le piante medicinali, aromatiche e da profumo
(rapporto ismea 2013). La definizione “pianta officinale” deriva da una tradizione
culturale storica italiana ed è per la prima volta inserita nel contesto normativo nel
1931. Secondo la legge n.99 del 6 Gennaio 1931, infatti per piante officinali si
intendono le piante medicinali aromatiche e da profumo. Il termine “officinale”
deriva dal latino officina, ossia il laboratorio dove le piante venivano sottoposte alle
varie lavorazioni (essiccazioni, triturazione, macerazione, estrazione di essenze
ecc.) in modo da renderle utilizzabili per diversi scopi. Attualmente il temine piante
officinali può assumere differenti accezioni e ciò è ancor più vero se si considera
che l’innovazione dei prodotti e dei processi industriali implica una continua
evoluzione anche delle trasformazioni alle quali queste piante sono sottoposte. Tale
definizione non trova riscontro né nelle statistiche ufficiali né nella terminologia in
uso in altri paesi, dove si parla di piante medicinali, aromatiche e da profumo.
Il botanico studia non solo piante, ma anche procarioti, virus, funghi e protesti
autotrofi (alghe) che non sono piante… perchè?
• argomenti di tradizione botanica così come la botanica era considerata parte della
medicina.
alcuni procarioti (batteri azotofissatori) che funghi (funghi micorrizzici) in utili
simbiosi mutualistiche con la pianta ospite.
• Micologia, virologia, ficologia, discipline autonome, ma ancora incluse nella
botanica.
• Eucarioti e protisti non fotosintetici sono studiati dagli zoologi.
LA BOTANICA FARMACEUTICA INVECE STUDIA:
• Pianta medicinale
• Droga vegetale
• Derivato (estratto, oli essenziali etc.)
Le droghe vegetali descritte nella Farmacopea Ufficiale sono costituite da parti, da
secreti, da escreti di piante che, come tali o come preparazioni, possono essere
utilizzati a fini terapeutici o come sostanze ausiliari per la preparazione di forme
farmaceutiche. I costituenti di dette droghe possono essere impiegati, per fini
terapeutici o come sostanze ausiliarie, come tali o per emisintesi chimico-
farmaceutiche . Salvo indicazioni particolari, le droghe vegetali si devono usare allo
stato secco. iI termine “disseccato”, usato nelle monografie, si riferisce alla droga
sottoposta a disseccamento con un metodo idoneo. Quando non sia fissato un limite,
esse non devono contenere più del 10% di umidità.
Le droghe vegetali devono essere di raccolta recente; devono essere di qualità scelta
ed in perfetto stato di conservazione. Di norma la raccolta va fatta: per le foglie a
completo sviluppo, per le radici ed i rizomi durante la fase di quiescenza della
vegetazione, per le cortecce ed i legni a completo sviluppo della pianta, per i fiori
ad attesi completa ed al sorgere del sole, per i frutti ed i semi a maturità.
METABOLISMO, il complesso delle trasformazioni chimiche che avvengono
nelle cellule degli organismi eucarioti e procarioti in modo coordinato e finalizzato,
al quale cooperano molti enzimi e sistemi intracellulari. Le sue funzioni sono:
I. Ricavare energia chimica dalla degradazione di sostanze nutritive ricche di
energia, dall’ambiente e dall’energia solare.
II. Convertire le molecole nutritive nei precursori di base delle macromolecole
cellulari.
III. Utilizzare questi precursori di base per formare proteine, acidi nucleici, lipidi,
polisaccaridi e altre sostanze.
IV. Formare e degradare le biomolecole necessarie a funzioni specializzate delle
cellule.
Tipi di metabolismo, il metabolismo di base (primario) comprende tutte le vie
necessarie per la sopravvivenza delle cellule. I prodotti del metabolismo
metabolismo secondario sono sostanze spesso presenti solo in alcuni tipi di cellule
specializzate e differenziate e non necessarie per le cellule stesse, ma sono utili alla
pianta nel suo insieme.
METABOLITI 1° I primari che presiedono alla crescita, allo sviluppo e alla
riproduzione degli organismi sono riscontrabili, praticamente, in tutti gli organismi,
e i processi nei quali essi sono coinvolti vengono denominati processi metabolici
primari; a questa classe appartengono gli zuccheri semplici e i loro derivati, i venti
amminoacidi essenziali e gli acidi grassi.
METABOLITI 2° I metaboliti secondari hanno spesso funzione di difesa e
competizione interspecifica. Partecipano ai processi metabolici secondari e
dipendono dalla specie di appartenenza dell’organismo. Le piante producono un
grande numero di molecole estremamente varie dal punto di uso chimico. Esse
hanno una distribuzione varia nel mondo vegetale perché possono caratterizzare
una sola specie o più specie. Per questo la distribuzione dei metaboliti secondari
può avere anche un’ importanza tassonomica, particolarmente per la
caratterizzazione di alcuni generi (chemiotassonomia).
Si è evidenziato che questi metaboliti hanno un ruolo di difesa contro gli erbivori o
contro microrganismi, questi metaboliti rappresentano il linguaggio delle piante con
l’ambiente che li circonda.
PRODOTTI DEI METABOLITI 1° USATI IN FARMACIA
i prodotti dei metaboliti primari unsati in farmacia non sono moltissimi e si trattano
soprattutto di glucidi, ma vengono usati anche alcuni tipi di enzimi quali la papaina
(estratto della papaia), alcuni acidi organici come l’acido citrico e alcuni lipidi quali
l’olio d’oliva.
I glucidi, in farmacia vengono utilizzati monosaccaridi, disaccaridi, oligosaccaridi
quali la ciclodestrine e i polisaccaridi (l’amido viene impiegato in tecniche
farmaceutiche per la preparazione di compresse e sono numerosi gli impieghi per
ottenere sostanze derivate). Va ricordato che molto frequentemente i metaboliti 2°
sono presenti nelle piante in forma glicosidica o eterosidica, legati cioè a due o più
zuccheri. Per glicoside o eteroside si intende una molecola costituita da una parte
zuccherina detta glicone legata ad una parte non zuccherina detta aglicone (la
presenza degli zuccheri facilita la solubilità in acqua della molecola)
I migliaia di metaboliti secondari possono essere raggruppati in categorie:
- Composti fenolici
- Terpenoidi
- Steroidi
- Composti abotati (alcaloidi)
COMPOSTI FENOLICI
vasta categotria di prodotti che presenta un’ampia variabilità molecolare,
l’elemento che li caratterizza è il gruppo fenolico, cioè un anello aromatico a cui è
legato un gruppo assidrilico. Per caratterizzarli si utilizza anche una via biosintetica
e in questo caso sono due:
- Acido scichimico, da cui derivano gli amminoacidi
- Acido malonico, aromatici come la tiroxina e da questi derivano gli
acidinammici.
I composti come l’acido caffeico sono presenti nelle piante anche se il loro ruolo è
ecologico.
I fenoli semplici hanno uno scarso interesse in terapia e vengono utilizzati in
antisettici, antisettici urinari e come infiammatori come le cumarine che derivano
almeno in parte dalla via biosintetica dall’acido scichimico, spesso nelle piante si
trovano in forma glicosidica e sono molecole molto attive. Appartengono a questa
categoria le fitoalessine, sostanze che la pianta produce per difendersi dai patogeni
e da alcuni veleni come l’aflatossina. Ha proprietà farmacologiche come
venoprotettori, vasodilatatori coronarici.
Lignani e neolignani, derivano dalla condensazione di due unità fenilpropaniche,
in questo caso la molecola è un polimero ramificato e si formano legami solo fra i
carboni β delle catene laterali. Nelle piante svolgono un ruolo antibatterico e di
difesa nella pianta, le proprietà terapeutiche sono legate alla loro attività
antimitotica
Flavonoidi, sono molecole molto diffuse nel regno vegetale derivanti dall’acido
scichimico. Vengono classificate secondo il grado di ossidazione, hanno molte
funzioni: enzimatiche, antibatteriche, antivirale ecc… ma non hanno molto uso
negli umani . Si dividono in:
- Antocianine, danno il colore ai fiori
- Flavoni e flavonoli, sono la maggior parte dei flavonoidi e assorbono la luce
λ più corte di quelle delle antocianine, la maggior parte di questi colori risulta
invisibile per l’occhio umano ma per alcuni insetti sono visibili. Sono presenti
nelle foglie e nelle parti verde della pianta, hanno un ruolo di protezione nei
confronti delle radiazioni ultraviolette. Le proprietà biologiche sono date dalla
funzione di diminuire la permeabilità dei capillari sanguigni ed aumentre la
loro resistenza.
-
Tannini, sono polifenoli ad alto peso molecolare in grado di complessare sia con
zuccheri che con proteine, sono particolarmente diffusi nel mondo dei vegetali con
funzione di difesa, esistono due gruppi di polimeri:
- Tannini idrolizzabili, polimeri eterogenei contenenti acidi fenolici
- Tannini condesati, polifenoli che hanno strutture derivate da varie unità di
flavonoidi di tipo catechimico.
Sono molto frequenti nelle piante e si possono considerare delle tossine generiche
che inibiscono la crescita di molti erbivori che evitano di nutrirsi di queste piante.
Questi composti quando vengono mesticati danno in bocca una sensazione
astringente e impermeabilizza gli strati superficiali della cupe proteggendo gli strati
sottostanti ed effettuanto un effetto di vasocostrittore sui piccoli vasi superficiali e
favoriscono la rigenerazione dei tessuti, trovano impiego come antiarroici,
antibatterica e antifunginea.
Chinoni e antrachinoni, composti ossigenati derivanti dall’ossidazione di strutture
aromatiche, i chinoni naturali sono caratterizzati da un sistema aromatico
policiclico condensato, quale: neftalene, antracene, naftodiantrene. I chinoni sono
distribuiti in quantità nei vegetali ma si riscontrano anche negli animali. Hanno
funzione antibatterica e fungicidi.
TERPEINOIDI E STEROIDI
è il più grande gruppo di metaboliti secondari presenti nei vegetali,sono molto
frequenti anche negli animali e compongono gli ormoni sessuali maschili possono
essere considerati derivati della condesazione di unità di 5 atomi di carbonio,
costituite dalla molecola dell’isoprene. In realtà in natura avviene una condesazione
di una molecola di l’isopentil pirofosfato
Monoterpeni e sesquiterpeni, sono i principali costituenti degli oli essenziali che
spesso impartiscono alla pianta o ad una sua parte un odore caratteristico. Si tratta
di prodotti volatili a composizione complessa che possono essere estratti con il
metodo classico della distallazione in corrente di vapore, ma anche con l’impiego di
solventi o con gas supercritici. Si trovano esclusivamente nei vegetali superiori che
sono in numero limitato di famiglie e si possono trovare nei fiori, nei frutti, nelle
foglie e più raramente nelle scorze. La funzione biologica degli oli essenziali è per
lo più ecologica e di difesa contro microrganismi. La composizione degli oli
essenziali è estremamente variabile dato che essa è influenzata dal ciclo vegetativo
oltre che dalle condizioni ambientali, per quanto riguarda le proprietà
farmacologiche è da evidenziare che quelle delle piante contenenti oli essenziale
sono molto diverse dagli oli essenziali puri, nelle piante infatti vi sono anche alytre
sostanze. Gli oli essenziali hanno un potere antisettico nei confronti dei batteri e
tradizionalmente le specie come la menta o la verbana sono utilizzate per le loro
proprietà antispasmodiche e sedative.
Oleoresine, sono miscugli di oli essenziali e resine di consistenza semi liquida o
molle che costituiscono in genere gli essudati, se l’oleoresina naturale è
caratterizzata dalla presenza di acidi benzoici cinnamici si parla di balsami , se vi
sono associati dei composti polisaccaridici si parla di gommo-resine o di gommo-
oleoresine.
Iridroidi, appartengono al gruppo dei monoterpeni e in genere sono presenti nelle
piante in forma glicosidica, la loro attività biologica è abbastanza limitata.
Piretrine, sono monoterpeni anche se considerati irregolari” per la loro biosintesi
diversa da quella classica, sono tossiche per gli animali a sangue freddo
Lattoni sesquiterpenici, costituiscono un gruppo piuttosto numeroso di sostanze
che si trovano soprattutto nelle Asteraceae, frequentemente sono localizzati nei peli
secretori di fiori, fusti e goglie e si trovano anche in alcuni frutti. Questi prodotti
sono attualmente poco utilizzati e non hanno una marcata tossicità, è riportata una
loro azione antibatterica e antifungina oltre che mulloscicida ed insetticida. Questo
tipo di metaboliti provocano allergie di contatto.
Diterpeni, costituiti da 20 atomi di carbonio a struttura molto variabile, alcuni
come le gibberelline si riscontrano in tute le piante, altri hanno una distribuzione
più limitata. Se si escludono i diterpeni del tasso ad attività antitumurali. L’interesse
terapeutico di questi prodotti è alquanto limitato, sono particolarmente diffusi in
Lamiaceae ed Astaraceae.
Triterpeni e steroidi, comprendono una grande varietà di composti strutturalmente
diversi, derivati tutti dallo squalene tra i quali gli steroidi, modificati in modo da
avere un numero inferiore di atomi di carbonio. I glicosidi cardiotonici
rappresentano una categoria di prodotti fondamentali per la terapia, alcune
molecole quali la diosgenina ed alcuni fitosteroli sono utilizzati come materia prima
per la produzione di cortisone, ormoni sessuali ecc… Molte di queste molecole, in
vitro hanno attività citostatiche, antivirali, antinfiammatorie, insetticide,
mulluscicide, analgesiche.
Saponine, costituiscono un ampio gruppo di eterosidi, hanno la proprietà di
formare schiuma. Molte saponine hanno proprietà emolitiche e sono tossiche nei
confronti degli animali a sangue freddo, nelle piante probabilmente svolgono
un’azione antimicrobica ed antifungina. Molte droghe e saponine sono utilizzate
per la loro attività antinfiammatoria e antiedermatosa, altre sono tradizionalmente
usate per le loro proprietà antitussive ed espettoranti.
Glicosidi cardiotonici, sono molecole dotate di una notevole uniformità strutturale
e farmacologica, la struttura comporta una genina steroidica di tipo cardenolide o di
tipo bufadienolide a cui sono legati degli zuccheri. La loro attività caridotonica è
dovuta alla genina, ma la presenza degli zuccheri aumenta e modula l’azione della
genina, variando la polarità della molecola.
COMPOSTI AZOTATI
Alcaloidi, sono composti azotati nei quali l’azoto fa parte di un anello eterociclico
in cui è presente almeno un atomo di azoto, hanno caratteristiche alcaline e nelle
piante sono le molecole tipiche e sono presenti in forma di Sali. Sono frequenti
nelle angiosperme. Il contenuto in alcaloidi in una pianta varia a seconda degli
organi che si considerano , di norma gli alcaloidi sono accumulati al livello del
vacuolo, in cellule isolate o in strutture tipo canali laticiferi. Hanno azione
farmacologica nei confronti dei mammiferi ed in particolare dell’uomo, l’attività
più frequente è quella a livello del sistema nervoso, sia centrale, che autonomo.
Hanno azione curarizzante, antifibrillante cardiaca, antitumorale, antimalarica e
amebicida.
Amminoacidi non proteici e derivati non alcaloidici degli amminoacidi, questi
amminoacidi possono interferire con quelli normali nella sintesi proteica che risulta
poi bloccata o le proteine che ne derivano non sono funzionali
Glucosinolati¸ sono eterosidi contenenti nella molecola almeno un atomo di zolfo,
responsabili del caratteristico odore di alcune Brassicaceae. Sono costituiti
fondamentalmente da una molecola di glucosio, da un gruppo fosfato e da una
genina a struttura variabile. Hanno origine biosintetica dagli amminoacidi ed è la
varietà di amminoacidi da cui derivano che derivano che determina la varietà
genetica che si riscontrano nelle diverse specie, non hanno interesse farmacologico.
Glicosidi cianogenetici, sono molecole che hanno la caratteristica di poter liberare
acido cianidrico. L’idrolisi di questi glicosidi avviene in seguito alla
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