Biologia molecolare
Evoluzione ed Organismi Viventi
Tutto quello che si è evoluto, si è evoluto per soddisfare le necessità di un organismo vivente (il
cui scopo fondamentalmente è quello di riprodursi) sottoposto ad una pressione selettiva. Tale
pressione selettiva può agire su un individuo, su una specie, ma anche sulle molecole e sulle
cellule.
La pressione evolutiva quindi inizialmente ha agito sulle molecole, ci sono voluti miliardi di anni
prima di mettere appunto quelli che sono i mattoncini che costituiscono le cellule. Quindi nel
nostro pianeta si è evoluto in un certo modo, ma forse anche da altri parti, in quanto gli atomi
sono gli stessi in tutto l’universo, una specificità, delle diverse molecole biologiche, nello
svolgere al meglio determinate funzioni piuttosto che altre. Quindi con l’evoluzione alcune
molecole si sono specializzate per svolgere delle funzioni, atre invece si sono specializzate per
svolgere precise funzioni.
Se si va a vedere quando è comparsa la prima cellula e quando sono comparsi gli organismi
pluricellulari non è passato moltissimo tempo; il lasso di tempo più ampio è stato per passare
dai procarioti agli eucarioti, dopo di che si è trattato di mettere insieme le cellule per fare gli
organismi pluricellulari.
Un essere vivente sostanzialmente deve andare contro madre natura, in quanto l’universo tende
al caos, l’entropia aumenta, quindi le molecole tendono a disperdersi nelle forme a più bassa
energia possibile. Invece la vita fa esattamente il contrario, cioè cerca di portare ordine e per
portare ordine, in un universo che tende al caos, bisogna spendere un sacco di energia.
Quindi quello che ha regolato lo sviluppo delle molecole è proprio questa necessità di fare in
tempi brevissimi, delle reazioni che sono altamente sfavorite dal punto di vista energetico, cioè
avverrebbero comunque, anche se non si facesse niente, però una variazione che nel nostro
organismo deve avvenire in un millisecondo, magari in natura ci vorrebbero milioni di anni e
questo è incompatibile con la vita.
Quindi le due cose che sono state necessarie:
1. La capacità di replicare se stesso, quindi portare avanti la propria fitness (probabilità di avere
una propria discendenza), quindi le molecole che sono in grado di replicarsi vincono su
quelle che non lo possono fare, quindi c’è una pressione selettiva verso questa capacità di
avere informazione per fare copie di se stessi
2. L’altra cosa è che per passare dal disordine, all’ordine ci vuole tanta energia ed è questa
energia che mi permette di fare reazioni che termodinamicamente sono sfavorevoli e questo
può essere fatto anche grazie ai catalizzatori, che sono degli enzimi, delle molecole che si
sono specializzate nel creare delle micronicchie (sito catalitico), all’interno di loro stessi, che
sono in grado di aumentare di migliaia di volte la velocità di reazione quindi di favorire
reazioni, che non avverrebbero mai, in tempi brevissimi (attenzione l’enzima non catalizza
reazioni termodinamicamente sfavorite, in quanto abbassa solo l’energia di attivazione di
una reazione termodinamicamente favorita, quindi spontanea, soltanto che per avvenire
richiedere bene molto tempo). l’ATP permette di favorire reazioni che da sole non
potrebbero mai avvenire; la stessa ATP per formarla prevede reazioni termodinamicamente
sfavorite, in quanto è necessario formare legami covalenti tra gruppi fosfato, e senza energia
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questo non sarebbe possibile (ATPsintasi e gradiente protonico). L’enzima alla fine della
reazione è di nuovo pronto per la reazione successiva.
Le Biomolecole
Nell’evoluzione le molecole che hanno vinto la corsa per la vita sono:
I. Il DNA
II. L’RNA
III. Le proteine
Queste molecole si sono evolute, in modo da portare avanti l’informazione genetica da
individuo a individuo. Dall’altra parte le proteine che si sono specializzate, non solo come
catalizzatori, ma per fare tutto, nel senso che se si pensa al DNA, che è una molecola molto
inerte, che sta nel nucleo, a meno che non ci si un segnale che attivi il DNA, ma alla fine sono le
proteine che attivano o disattivano regioni di DNA.
L’RNA invece è una bestia di mezzo perchè ha in se la possibilità di portare l’informazione
genetica, solo che è molto più attivo del DNA, infatti assume strutture secondarie ed è meno
stabile e quindi l’RNA si è evoluto per fare altre cose.
Il flusso dell’informazione Genetica
Il DNA contiene tutta l’informazione genetica che viene utilizzata per produrre le proteine,
utilizzando come intermedio di stampo l’RNAm, trascritto sulla base dell’informazione contenuta
nel DNA. Questo è il Dogma centrale della biologia. Poi ci sono delle eccezioni come i
retrovirus, i quali sono in grado di retrotrascrivere, tramite la trascrittasi inverse.
I virus si sono evoluti insieme alle cellule, saltellando un po’ ovunque nel brodo primordiale e
infatti ci danno informazioni, quindi possiedono degli antichi ricordi tramite i quali possiamo
capire come era il mondo prima che le 3 macromolecole si fissassero con le loro funzioni.
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La trascrittasi inversa infatti ci dice che non sempre il flusso è stato monodirezionale come lo
conosciamo ora. Infatti probabilmente prima si passava da RNA a proteine, poi è stato aggiunta
la retrotrascrizione a DNA, in quanto molecola più affidabile nel mantenimento
dell’informazione genetica.
La Prima
Biomolecola
La vita richiede Autocatalisi, cioè fare delle reazioni che
portano in maniera diretta o indiretta alla produzione di
molecole identiche a se stesse.
Quindi quale è la prima biomolecola che si è evoluta,
non è che si possono essere evolute tutte insieme e
quindi come mai la selezione naturale ha scelto il DNA
e Le proteine come manovali e l’RNA come facente un
po’ di tutto?
I catalizzatori più versatili sono le proteine, che hanno
una struttura primaria (sequenza di amminoacidi), però
non sono in grado di autoreplicarsi, quindi loro non possono essere state le molecole che erano
in grado di replicare se stesse. Quindi si scartano le proteine. Poi abbiamo dall’altra parte RNA e
DNA che sono poliribonucleotidi e polideossiribonucleotidi, la differenza tra loro è piccola, un H
in più rispetto ad un OH. Questa piccola differenza però porta con se un enorme differenza nelle
funzioni che svolgono e nel modo in cui vengono svolte.
Gli acidi nucleici portano l’informazione genetica e sono in grado di autoreplicarsi (grazie
all’accoppiamento delle basi complementari). Quindi loro portano l’informazione che permette
loro di replicarsi, però deve esserci qualcuno in grado di farglielo fare.
La molecola che è stata scelta per immagazzinare l’informazione genetica è il DNA. È una
molecola piuttosto pigra. Infatti potremmo dire che la vediamo attiva solo durante la
replicazione, mentre nel resto dell’interfase, vediamo solo che viene aperta o chiusa da altre
molecole. Non tutto il DNA viene trasformato in proteine, ci sono regioni che vengono solo
trascritte e altre che non vengono mai trascritte.
Le regioni codificanti, nel nostro genoma, sono meno del 2%, tutto il resto si pensava fosse DNA
spazzatura, invece in tutta questa parte ci sono alcuni introni (che hanno comunque una
funzione nella difesa da mutazioni e nello splicing alternativo) che contengono informazione (es:
i Miltroni).
La piccola differenza tra l’RNA e il DNA, causa a quest’ultimo di prendere una forma a doppia
elica, estremamente stabilizzata, e tale molecola non viene fatta lavorare troppo e quindi è
molto inerte, e questo fa si di avere la molecola più giusta per impedire una eccessiva frequenza
di mutazione. Una mutazione comporta una alterazione di un informazione (dipende da che
regione colpisce, se colpisce la regione codificante la DNApolimerasi..), quindi meno muta e
meglio è. Questo va a discapito anche agli enzimi che lavorano sul DNA, come le
DNApolimerasi, che necessitano di un primer (frammento di innesco) che serve per iniziare la
polimerizzazione, mentre le RNApolimerasi sono in grado di polimerizzare senza un primer.
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Co tali enzimi sono meno fedeli rispetto alle DNApolimerasi che utilizzano il primer, però una
mutazione indotta dalle RNApolimerasi non viene fissata sull’RNA, mentre una mutazione
indotta dalle DNApolimerasi viene fissata per sempre, e questa mutazione/nuova sequenza
viene portata avanti dal DNA. Dunque una mutazione può portare a dei vantaggi e quindi per
questo, tra tutti gli altri motivi, è stato scelto il DNA al posto dell’RNA da parte di tutti gli
organismi.
La scelta del DNA, come molecola portatrice dell’informazione, è stata fatta agli albori della
cellula, in quanto tutte le cellule possiedono un genoma a DNA (i virus possono avere un
genoma ad RNA, ma non sono considerati esseri viventi), dopo di che le cellule si sono
differenziate in procarioti, eucarioti, piante etc.
Questo può far pensare che questa si sia sviluppata per prima. Però il dubbio nasce non appena
si pensa alla replicazione del DNA, infatti il problema è che per fare la replicazione del DNA
necessita di altre molecole, in particolare la cooperazione di un sacco di enzimi, e ciò va sfavore
dell’ipotesi che il mondo iniziale fosse a DNA.
Inoltre, un altro punto a sfavore
dell’ipotesi del mondo a DNA, è che da
un punto di vista di biosintesi, i
deossiribonucleotidi vengono formati
dopo i ribonucleotidi. Quindi i
ribonucleotidi precedono i
deossiribonucleotidi. Poi se si va a vedere
i virus, che hanno saltato un po’ ovunque
il brodo primordiale, ce ne sono alcuni
che al posto della desossiTimina hanno il
desossiUracile, quindi non un T-DNA, ma
un U-DNA, cioè una molecola di DNA, in
cui al posto della desossiTimina troviamo
il desossiUracile.
Tutto ciò fa pensare che ci fosse un epoca
in cui i ribonucleotidi fossero i preferiti.
I ribonucleotidi si trovano in tutte le cellule e svolgono tante funzioni, per esempio; svolgono la
funzione di deposito di energia, sotto forma di ATP (che tutte le cellule utilizzano); poi
partecipano ad attività metaboliche sotto forma di coenzimi (NAD e FAD, coA sono tutti
coenzimi nucleotidici); poi costituiscono una componente dei cosiddetti secondi messaggeri,
che sono molecole che trasmettono le informazioni, transitano tra proteine e proteine, per
modificare processi intracellulare (cAMP per esempio), alcune volte anche a modificare
l’espressione genica stessa; poi come tRNA, rRNA, mRNA, contribuiscono alla formazione delle
proteine; poi alcuni RNA possono avere un
attività di tipo catalitico, quindi una funzione
enzimatica, i Ribozimi; poi i
deossiribonucleotidi derivano dai
ribonucleotidi, infatti è più probabile che il
mondo sia passato dai ribonucleotidi ai
deossiribonucleotidi che non il viceversa; e
inoltre la sintesi di DNA dipende dalla
presenza di PRIMER che sono generalmente
costituiti da RNA. 4 di 11
Quindi tutto ciò ci fa pensare che l’RNA è una molecola che ha delle caratteristiche un po’ nel
mezzo tra le proteine e il DNA; come il DNA ha la possibilità di portare l’informazione genetica e
come le proteine ha la possibilità di ripiegarsi per dare delle regioni di tipo catalitico.
RICORDA: l’appaiamento tra le basi in un RNA è causato dalla presenza di sequenze
pseudopalindromiche più o meno lunghe all’interno di una molecola di RNA, tali strutture poi
influiscono nell’espressione genica, infatti intervengono durante i meccanismi di traduzione e di
trascrizione, etc.
Ci sono un sacco di indizi per cui evolutivamente l’RNA ha preceduto il DNA; quindi un mondo
ad RNA ha preceduto il mondo a DNA. Dunque la prima molecola che è stata scelta
dall’evoluzione (e ci è voluto tantissimo tempo prima che apparisse) è l’RNA.
Quando furono scoperti i ribozimi, molecole di RNA con proprietà catalitiche, poi sono stati
scoperti anche i riboswitch, interruttori fatti di RNA, presenti soprattuto nei batteri e hanno una
porzione di RNA non codificante, seguita da una porzione di RNA codificante. Questa regione
non codificante si ripiega a dare una struttura tridimensionale ben precisa. Quando il procariota
incontra una molecola precursore tipico, quindi di una molecola di cui ha bisogno, per esempio
il precursore di un amminoacido, questa piattaforma lo riconosce, l’interazione, produce un
cambiamento conformazionale nel riboswitch che fa partire la trascrizione della regione
codificante (del riboswitch); tale regione codificante codifica per un enzima che serve elaborare
questa molecola ha trovato a disposizione. Quindi praticamente abbiamo una molecola di RNA
che ha una funzione doppia, da una parte riconosce il substrato, dall’altra presenta
l’informazione per produrre la proteina che servirà ad elaborare il substrato; quindi nella stessa
molecola sono condensate due funzioni.
L’RNA proprio perché è una molecola inquieta, grazie al gruppo ossidrile in più che presenta
rispetto al deossiribonucleotide, può assumere strutture tridimensionale che gli permettono di
svolgere attività catalitiche, cioè funzionano come fossero degli enzimi:
un esempio è portato dallo SPLICING autocatalizzato da alcuni introni (c’è una guanina o
un’adenina particolarmente reattivi, che tendono spontaneamente a delle strutture Cappio che
si staccano dall’RNA senza l’intervento di un enzima). Tutto ciò insomma fa dedurre che il mondo
ancestrale fosse a RNA. 5 di 11
Evoluzione delle Biomolecole
Quindi quello che è stato ipotizzato è che ci fossero dei protogenomi, delle molecole di RNA
capaci di autoreplicazione (portatrici di informazione) e allo stesso tempo con capacità
catalitiche (reazioni semplici ovviamente). Basta questo per poter vincere su molecole che non
sono in grado di replicarsi.
Ma per fare una molecola di RNA in un mondo abiotico, non è cosa facile. Perchè bisogna
supporre che ci fosse una situazione in cui i ribonucleotidi si formassero spontaneamente, senza
enzimi quindi; ma la sintesi dei ribonucleotidi non è per niente semplice nemmeno con gli
enzimi; il meccanismo molecolare è molto complesso. Quindi bisogna chiedersi come possono
formarsi i ribonucleotidi in assenza di enzimi, perchè la formazione di un ribonucleotide è
composta da reazioni termodinamicamente sfavorite da un punto di vista energetico, poi per
poter fare una collana di ribonucleotidi si devono formare dei legami 3’OH-5’P e questa
formazione si doveva formare in un ambiente in cui l’atmosfera era un ambiente riducente,
quindi c’erano sicuramente reazioni che potevano competere con la formazione di quest’asse
fosfodiesterico e quindi l’avrebbero sfavorito.
Per cui quello che è stato fatto dai biologi evoluzionistici è che hanno cominciato a mettere
appunto delle molecole, che assomigliavano ai ribonucleotidi, e che si potevano formare in
quell’ambiente e le hanno messe nell’ambiente primordiale.
Quindi quello che hanno ipotizzato è che ci fosse stato un modo simile a quello ad RNA, quindi
un mondo a PRE-RNA e che piano piano queste molecole evolvendosi, hanno acquisto capacità
di catalisi via via più complesse, fino a poi saper catalizzare la formazione di ribonucleotidi,
quindi di RNA veri e propri.
Formazione Delle Prime Biomolecole
Dunque le prime biomolecole come possono essersi formate in assenza di biocatalizzatori?
In quel periodo non c’era ossigeno, ma c’era metano, c’erano solfuri, tutta roba molto riducente,
non c’erano amminoacidi, se non qualcuno, (qualche amminoacido si può formare anche in
assenza di catalizzatori), c’era il CO, l’ammoniaca, ma sopratutto cera tanta acqua bollente (senza
il solvente si fa poco!). 6 di 11
Bisogna inoltre pensare che nella
terra primordiale c’erano delle
regioni, in cui erano presenti metalli
pesanti, come il ferro, il nichel, che
sono in grado di catalizzare reazioni
abbastanza semplici, tipo catalizzare
la formazione dell’acido acetico a
partire da composti inorganici molto
semplici. Un altro catalizzatore
poteva essere le argille, le quali
formano degli strati che sono carichi
negativamente e attraverso cationi
bivalenti si possono legare dei
nucleotidi, tramite il gruppo fosfato,
e in questo modo permettevano di
tenere vicine le molecole (in
particolare i ribonucleotidi) e la
vicinanza favorisce la reattività tra le
molecole stesse, e quindi in generale
la vicinanza permette di aumentarne
la reattività (questa è la catalisi, la vicinanza abbassa l’energia di attivazione, inoltre tra questi
strati si potevano fermare molecole di acqua che fungevano da solvente), ovviamente la catalisi
non avveniva in minuti, ma in milioni di anni, poi via via che le prime molecole si affermano
grazie alla loro capacità di replicarsi si crea un ambiente dove la pressione selettiva ha più
possibilità di agire e di modificare, poi il grosso si avrà con la comparsa degli organismi
fotosintetici, i quali hanno cambiato radicalmente la composizione dell’atmosfera introducendo
l’Ossigeno e poi da quel punto in poi le cose sono diventate molto più semplici, perchè si è
creato un ambiente favorevole alla vita (che per ora stava in acqua). Inoltre le argille favoriscono
la formazione di micelle, piccole “vescicole cave” in cui si formava un microambiente tale per cui
veniva favorito la formazione di famiglie di RNA (non si può pensare che in ambienti del generi
si formi la stessa cosa). Successivamente si può pensare che tra queste famiglie
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