ELEMENTI DI BIOLOGIA E BOTANICA AGRARIA
Le piante sono eucarioti pluricellulari e quindi studiandone la cellula di fatto studiamo meccanismi
di base comuni a tutte le cellule eucariotiche.
Gli organismi viventi hanno delle caratteristiche speci che perchè sono organizzati, mantengono
un ambiente interno costante (omeostasi), rispondono agli stimoli, sono adattati al loro ambiente e
mantengono la capacità potenziale di riproduzione, accrescimento e sviluppo.
I viventi sono composti principalmente da: carbonio, azoto, ossigeno, fosforo e zolfo (97-99%).
Legami
Sono le forze che uniscono gli atomi costituenti una molecola. Tutti i legami sono di natura
elettrica e dipendono dalla con gurazione elettronica degli atomi interessati. I principali sono:
- covalenti
- ionico
- metallico
- idrogeno
- forze di Van del Waals
I composti del carbonio (organici) possono essere semplici (idrocarburi alifatici) o composti
(aromatici che hanno struttura ad anello). Carbonio può fare 4 legami grazie ad ibridazione sp3.
Gli isomeri sono composti con identica formula grezza che possono avere struttura spaziale e
comportamento di erente. Ci sono tre tipi di isomeria: di legame o posizione, stereoisomeria e
isomeria ottica.
L’acqua costituisce più del 50% della materia vivente, e più del 90% dei tessuti vegetali. È una
molecola polare che scioglie solo i suoi simili. È il solvente in cui avvengono le reazioni
biochimiche e interagisce con i lipidi (e azione idrofobica) a favore dell’integrità delle membrane.
Funzioni acqua nelle piante:
- elettroni fotosintesi
dall’acqua le piante prendono gli per svolgere la
- il movimento dei nutrienti dipende dall’evapo-traspirazione a livello delle foglie
- l’acqua serve a creare la pressione di turgore per permettere lo sviluppo di nuovi tessuti e per
mantenerne la forma MACROMOLECOLE ORGANICHE
Sono molecole di grandi dimensioni costituite da centinaia o migliaia di atomi. Sono costituite da
catene ripetitive di monomeri, che mediante legami covalenti si uniscono generando polimeri.
LIPIDI insolubili in acqua
Sono gruppo eterogeneo (monomeri non tutti uguali). Sono poichè non hanno
parziali cariche separate come l’acqua perchè hanno legami covalenti apolari. Servono per
struttura delle membrane cellulari
immagazzinare energia. Contribuiscono alla (fosfolipidi) vengono
depositati esternamente alla parete (suberina e cere).
Si possono chiamare oli o grassi: oli sono liquidi a temperatura ambiente, i grassi invece sono
solidi a temperatura ambiente.
acidi grassi gruppo carbossilico,
Gli sono formati da lunghe catene di atomi di C con un unico trigliceride.
esteri cato da un gruppo alcolico del glicerolo
questo viene e così si costituisce un Di
solito il trigliceride ha tre gruppi diversi se no al massimo due uguali. Quando si hanno legami
singoli tra acidi grassi la catena è lineare mentre quando sono doppi si hanno dei ripiegamenti. La
saturazione e la lunghezza della catena conferisce delle caratteristiche molto diverse: temperatura
saturi
di fusione, presenza di doppi legami e numero di atomi di C. Si dicono quando non sono
insaturi
presenti doppi legami e di solito sono solidi, invece presentano doppi legami e a
monoinsaturi
temperatura ambiente sono liquidi. In base al punto di fusione distinguiamo i (un
poliinsaturi
solo doppio legame) e (con due o più doppi legami). Gli acidi grassi insaturi sono più
presenti nei vegetali mentre quelli saturi negli animali. Gli oli nei plastidi si trovano principalmente
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in plastidi detti elaioplasti. Negli animali abbiamo adipociti che sono piene di trigliceridi e servono
come riserva e svolgono la termoregolazione.
fosfolipidi
I formano le membrane cellulari (doppio strato fosfolipidico) e
sono costituiti da una unità di glicerolo cui sono legati 2 acidi grassi e 1
an patici:
molecola contenente fosfato. Sono presentano una testa idro la
(gruppo fosforico) e una coda idrofoba (catene di acidi grassi).
Liposomi sono doppi strati molecolari che tendono a chiudersi su se stessi originando vescicole
che separano interno da esterno.
Glicolipidi sono molecole antipatiche come i fosfolipidi, ma presenti in percentuali minori nei
zucchero legato ad un
tessuti si animali sia vegetali. Si di erenziano dai fosfolipidi per avere uno
gruppo alcolico del glicerolo in sostituzione del gruppo fosforico. Essi abbondano nelle membrane
dei cloroplasti delle piante superiori.
cutina suberina esterne delle pareti cellulari vegetali
La e sono componenti e formano le matrici
cutina
in cui sono racchiuse le cere. La è un polimero costituito da due gruppi di acidi grassi, uno
con 16 atomi di C ed uno con 18 atomi di C collegati con legami estere tra gruppi ossidrilici e
suberina
carbossilici a formare una struttura reticolare. La è una miscela di acidi grassi a lunga
catena, acidi grassi ossidrilati, acidi bicarbossilici, alcooli a lunga catena (>16C) e composti
fenolici che legano una struttura reticolare della suberina alla parete. La porzione lipidica della
suberina ne rappresenta circa il 50%. Cutina, cere e suberina sono localizzate sulle pareti cellulari
e hanno una funzione strutturale e protettiva (prevengono la dispersione di acqua).
cere
Le sono sostanze idrorepellenti e protettive. Sono costituite da un grasso saturo e alcooli
legati da legame estere a formare lunghe catene.
Composti secondari
Isoprenoidi,
1. sono polimeri dell’isoprene o dei suoi derivati. Importanti sono gli sterili come
colesterolo (nella membrana plasmatica animale), sitosterolo e l’ergosterolo in alcuni funghi.
Ormoni vegetali
2. come le gibberelline.
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Carotenoidi,
3. sono polimeri insolubili in acqua ma facilmente solubili in alcool e in diversi
solventi organici. I più noti sono il beta-carotene, che conferisce colore arancio alle radici di
alcune varietà di carota, il licopene, che colora di rosso il pomodoro, e la luteina, una xanto lla
presente in quasi tutte le foglie. Si localizzano nei cromoplasti.
Oli essenziali,
4. i loro principali costituenti sono i terpeni. Canfora, limonene e mentolo sono i
più noti. Un olio essenziale assai noto è la trementina, estratta da diverse specie di Pinus e ha
la funzione difensiva nei confronti di alcuni insetti.
Gomma,
5. il più grande isoprenoide. È presente nel lattice e la sua funzione naturale è collegata
alla difesa contro gli attacchi di alcuni parassiti e degli erbivori.
CARBOIDRATI
Sono i più abbondanti composti organici presenti in natura. Costituiscono la principale fonte di
molecole che partecipano a trasformazioni energetiche e ad altri processi metabolici; inoltre
hanno funzione di riserva energetica e strutturale. I polisaccaridi sono polimeri composti da
monosaccaridi (monomeri), mentre i monosaccardi sono formati da una catena di atomi di C alla
quale sono attaccati atomi di H e O, nella proporzione CH2O. aldosi
I monosacardi, caratterizzati da un gruppo aldeidico, sono de niti (C=O alla ne della
chetosi
catena) se no sono (C=O in mezzo alla catena).
Il gran numero di composti organici di erenti è dovuto anche al fenomeno dell’ isomeria. Questa
può essere di legame (posizione), stereosiomeria o isomeria ottica.
In base al numero di atomi di carbonio i monosaccaridi possono distinguersi in triosi, tetrosi,
pentosi…
La conformazione ad anello dei monosaccaridi è tipica quando questi sono immersi in ambiente
acquoso. L’anello deriva dalla formazione di un ponte -O- tra gli atomi di carbonio 1 e 5 o 1 e 4.
Le strutture ad anello sono molto stabili.
I polimeri degli zuccheri possono essere disaccaridi, oligosaccaridi o polisaccaridi (>10
monomeri).
Legami glicosidici alfa e beta.
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Il saccarosio è un disaccaride formato da 1 molecola di alfa-glucosio e una beta-fruttosio.
polisaccaridi
I sono lunghe catene di monosaccaridi. I più importanti polisaccaridi con funzione
di riserva nutritiva negli eucarioti sono amido e glicogeno. Amido e glicogeno sono polimeri del
glucosio. L’amido è la più importante forma di energia accumulata come riserva nei vegetali. Il
glicogeno idrolisi
lo è negli animali e nei funghi. Amido e glicogeno possono liberare per
amilosio
(aggiunta di acqua e liberazione di energia) glucosio. L’amido è formato da e
amilopectina e si trova nelle piante. Il glicogeno si trova negli animai (fegato).
L’amido può trovarsi sotto forma di granuli nelle parti verdi delle piante con funzione di deposito
primario)
temporaneo (amido o negli amiloplasti degli organi di riserva con funzione di deposito a
secondario).
lunga durata (amido
Il glicogeno è simile all’amilopectina ma più rami cato (forma granuli nel fegato ad esempio).
cellulosa
La è un carboidrato strutturale nelle cellule vegetali. È la più abbondante sostanza
organica sulla terra. Circa 40 molecole di cellulosa si riuniscono in una brilla elementare; diverse
di queste si riuniscono in micro brille a loro volta in macro brille. La struttura che ne risulta è
molto resistente.
pectine
Le sono eteropolisaccaridi che derivano dall’acido peptico che è polimero dell’ acido
galaturonico. Hanno un’importanza funzione strutturale e costituiscono la porzione fondamentale
della lamella mediana nella parete cellulare, indispensabile a cementare fra loro le cellule. Sono
particolarmente abbondanti nei frutti e possono venire sfruttate industrialmente come addensati
per la fabbricazione di gelatine e marmellate.
emicellulose
Altri carboidrati sono le che sono costituite da pectine legate ad un altro
polisaccaride rami cato e sono costituenti della parete cellulare. Esempi sono gli xilani, i galattani
e i mannani.
fruttani
I sono riserva energetica derivanti dal fruttosio e no dal glucosio. Sono molto solubili.
Quasi tutti derivano dal saccarosio per aggiunta successiva di monomeri di fruttosio, pertanto
presentano una unità terminale di glucosio. Ad essi fanno parte le inuline.
PROTEINE
Le proteine sono polimeri composti da monomeri (amminoacidi). Sono polimeri non rami cati. Gli
legame peptidico. versatili
amminoacidi sono legati tramite Sono molto perchè svolgono diverse
funzioni essendo composte da monomeri diversi cati tra loro.
Gli amminoacidi essenziali sono 20 e sono quelli che compongono le proteine. Ognuno dei 20
gruppo
amminoacidi proteici è codi cato dal codice genetico. Sono caratterizzati da un
amminico gruppo carbossilico residuo R
(NH2), un (COOH) e un caratteristico per ogni
amminoacido.
Si possono distinguere diverse categorie di amminoacidi in base alle caratteristiche chimiche del
residuo R: alifatici, aromatici, acidi, con gruppo ammidico, basici e contenenti zolfo.
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Le proprietà delle proteine dipendono dalle proprietà degli amminoacidi che le compongono.
Legame peptidico è il legame che si instaura tra due amminoacidi i adiacenti tra gruppo ammidico
e quello carbossilico dell’ amminoacido successivo.
primaria,
> struttura sequenza degli amminoacidi che la compongono. Sono legati mediante
legame peptidico e le piccole proteine che si formano vengono chiamate peptidi.
secondaria,
> struttura interazioni chimiche tra amminoacidi vicini tra loro. Può essere alfa-elica
(ponti idrogeno che interessano l’ossigeno (C=O) coinvolto in un legame peptidico e l’idrogeno
(=NH) coinvolto in un altro) o beta-foglietto (ponti idrogeni tra legami peptidici vicini appartenenti a
porzioni ripiegate della stessa catena o fra catene parallele). I gruppi R sporgono sopra e sotto.
terziaria,
> struttura data dalle interazioni fra amminoacidi anche distanti che interagiscono
portando ripiegamenti e spiralizzazioni dovute non solo da ponti idrogeno ma anche ponti di
solfuro, legami ionici e forse idrofobobiche.
quaternaria,
> struttura deriva dal coinvolgimento di più proteine, codi cate da diversi geni,
legate da legami deboli e talora da alte componenti. Emoglobina ne è un esempio, in mezzo
abbiamo i gruppi eme. fi
Rubisco proteina grossa delle piante che ssa anidride carbonica durante fotosintesi.
Le diverse funzioni delle proteine sono: strutturali, riserva, fattori trascrizione, protezione
membrana ed enzimi.
enzimi
Gli sono proteine globulari che funzionano da catalizzatori biologici. Un catalizzatore è una
sostanza che è in grado di aumentare la velocità di reazione. I reagenti delle reazioni enzimatiche
sono detti substrati. Questi si legano ad una piccola regione dell’ enzima chiamata sito attivo.
enzimi allosterici
Gli (costituiti da più subunità) possiedono uno o più siti allosterici, distinti dal
sito catalitico, capaci di legare molecole regolatrici, dette e ettori allosterici.
La maggior parte prende nome dal substrato al quale possono legarsi o dalla reazione che
catalizzano con l’aggiunta del su sso -asi. prospetico
Diversi enzimi contengono una porzione non proteica: gruppo e talora legata a uno
ione metallico, indispensabile per l’attività enzimatica. In qualche caso il gruppo prostetico è
rappresentato da un pigmento.
Le proteine possono essere alterate sicamente da fattori esterni quali temperatura, pH, luce…
tale alterazione prende il nome di denaturazine che le fa perdere la funzione e può essere
irreversibile. Negli enzimi determina la perdita di attività catalitica.
Possono esistere anche insieme d altre macromolecole: lipoproteine, glicoproteine (rivestono ruoli
di riconoscimento e comunicazione inter- e intra-cellulare) , cromoproteine, fosfoproteine e
nucleoproteine.
ACIDI NUCLEICI
Lo scheletro della molecola dei due acidi nucleici è composto da un legame forte (fosfodiesterico)
che si instaura tra zucchero e il fosfato di due nucleotidi adiacenti.
I nucleotidi sono la struttura base degli acidi nucleici e sono costituiti da un gruppo fosfato, uno
zucchero e una base azotata (purina con due anelli o pirimidina con un singolo anello).
Gli acidi nucleici depositano, codi cano e trasmettono informazione genetica. Il deossiribosio è
un pentoso che di erisce dal ribosio per l’assenza di un atomo di ossigeno.
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DOGMA CENTRALE
cromatina
La è contenuta nel nucleo cellulare è costituita da DNA complessato con proteine
basiche de nite istoni. Essa si può presentare in due forme:
eucromatina:
- è la forma meno condensata e rappresenta lo stato attivo del DNA cromosomico,
il quale in questo stato può essere trascritto. L'eucromatina si trova soprattutto nel nucleo di
cellule svolgenti un ruolo attivo nella sintesi di proteine, come neuroni, ovociti o cellule staminali;
eterocromatina:
- è la forma più condensata e rappresenta lo stato inattivo del DNA
cromosomico. Essa si divide in eterocromatina costitutiva, mantenuta costantemente in forma
condensata, e in eterocromatina facoltativa, la quale varia il suo stato di espressione in base allo
stato di di erenziamento della cellula (es. nella forma staminale i geni sono quasi tutti attivi, ma
con il di erenziamento un numero variabile di geni verrà inattivato andando a formare
eterocromatina facoltativa).
Il DNA all'interno del nucleo non si trova in forma lamentosa, ma tende a organizzarsi con diversi
ordini di avvolgimento, i quali hanno origine dal semplice nucleosoma, unità base della cromatina
costituita da un complesso di 8 istoni avvolti da un tratto del lamento di DNA, no ad arrivare al
cromosoma; quest'ultimo rappresenta la forma più condensata della cromatina ed è visibile al
microscopio ottico solo durante i processi di divisione cellulare.
REPLICAZIONE DNA
La replicazione del DNA è un processo molecolare che porta alla formazione di due molecole di
DNA identiche. In tutte le cellule, la replicazione del DNA si de nisce semiconservativa, poiché da
una doppia elica madre si ottengono due doppie eliche glie formate da un lamento di neosintesi
( lamento nuovo) e da un lamento madre ( lamento conservato). Nel corso della divisione
cellulare, che avviene in una fase successiva, a ciascuna delle due cellule glie andrà una delle
due copie di doppie eliche.
Al processo di duplicazione partecipano diversi enzimi e proteine, e si tratta globalmente di un
meccanismo complesso in cui alcune funzioni possono sovrapporsi. Il modello più conosciuto è
senza dubbio quello procariotico, studiato sulle popolazioni di Escherichia coli; quello eucariotico
segue uno schema simile ma più nemente regolato. Gli enzimi fondamentali della replicazione, la
cui conoscenza è importante per la medicina in quanto rappresentano importanti bersagli per gli
antibiotici, sono qui riportati in ordine di intervento:
1. L'elicasi svolge e apre i due lamenti rompendo i legami a idrogeno tra le basi azotate.
2. Le SSB stabilizzano la molecola nella conformazione aperta, facendo in modo che le basi non
riformino nuovamente i legami a idrogeno rotti dall'elicasi.
3. L'enzima primasi sintetizza un RNA primer su entrambi i lamenti.
4. La DNA polimerasi III, partendo dal primer, aggiunge le basi esclusivamente in direzione
5' -›3' su entrambi i lamenti. Essendo i due lamenti di DNA antiparalleli, la sintesi del nuovo
lamento potrà procedere in senso 5' -› 3' e in modo continuo solo su uno dei due lamenti
originari (quello 3' -› 5'), il quale prenderà il nome di lamento leading. Sull'altro lamento (quello
5' -› 3*), chiamato lamento lagging, dal momento che la DNA polimerasi III non può sintetizzare in
senso 3' -› 5', la replicazione procederà in modo discontinuo. La primasi, infatti, sintetizza
numerosi primer che permettono alla DNA polimerasi III di sintetizzare in modo discontinuo ed in
senso 5' -› 3' delle corte catene di nucleotidi che prendono il nome di frammenti di Okazaki.
5. Successivamente, la DNA polimerasi I si attiva, r
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