AUTORE
GABRIELE D’ANNUNZIO
Gabriele Rapagnetta nasce a Pescara (Abruzzo) nel 1863.
Eredita dal ricco zio Antonio D’Annunzio, dal quale era stato adottato, beni sufficienti per vivere di rendita.
Compie gli studi liceali nel collegio Cicognini di Prato.
L’esteta – la fase estetizzante
Nel 1881 si trasferisce a Roma, dove frequenta solo sporadicamente la facoltà di Lettere perché preferisce prendere parte alla vita
mondana della capitale. maschera dell’esteta
Compie una vita scandalosa tra avventure galanti e duelli. Porta la “ ”: un individuo superiore dotato di una
speciale sensibilità per la bellezza che rifiuta la mediocrità borghese e la morale corrente rifugiandosi in un mondo di pura arte.
Per alcuni anni esercitò la professione di giornalista (Cronaca bizantina).
Nel 1883 sposa la duchessa Maria di Gallese, con la quale avrà tre figli. Allaccia, però, altre avventura sentimentali.
Pressato dai creditori, dal 1891 si trasferisce a Napoli, dove intreccia una relazione con la principessa siciliana Mari Gravina
Anguissola, da cui nasce la figlia Renata.
Il superuomo legge le teorie di Nietzsche e aderisce al mito del superuomo,
Negli anni ’90 entra in crisi la maschera dell’esteta: travisandolo:
elaborò il mito del superuomo caratterizzato dalla vocazione alla bellezza + da una energia eroica, attivistica.
villa La Capponcina, a Settignano con Eleonora
Si costruisce un ‘vivere inimitabile’ nella lussuosa (prov. di Firenze in Toscana)
Duse, una grande attrice, conosciuta a Venezia.
Nonostante disprezzasse il denaro e la massa, Il culto della bellezza e il ‘vivere inimitabile’ gli occorrono per stare al centro
dell’opinione pubblica al fine di vendere le sue opere letterarie (esigenze di mercato).
Attivismo politico politico:
Al fine di completare la sua nuova immagine superomistica, passa dal vivere estetico all’attivismo
Nel 1897 D’Annunzio viene eletto deputato per l’estrema destra con lo slogan di “deputato della Bellezza”. (in coerenza
con le sue idee: disprezzo per i principi democratici ed egualitari, il sogno della restaurazione della grandezza di Roma,
l’attesa di una nuova aristocrazia)
Nel 1900 passa con disinvoltura ai banchi parlamentari dell’estrema sinistra, proclamando: “Vado verso la vita”
(corrispondente alla sua visione irrazionalistica e vitalistica).
La sua fama di scrittore si trasformò in DIVISMO (mitizzazione di un personaggio famoso) e il fenomeno del DANNUNZIANESIMO
(imitazione del vate nelle idee e atteggiamenti).
Avviò un’intensa produzione di testi per il teatro in quanto lo considerava strumento efficace per diffondere il suo messaggio di
‘vate’ (con tournée teatrali anche all’estero).
del superfluo”,
I debiti, provocati dal suo “bisogno causano il sequestro della villa La “Capponcina”, motivo per cui D’Annunzio si
trasferisce in Francia.
La Prima guerra mondiale
Nel maggio del 1915, su invito del governo italiano, torna in Italia.
Allo scoppio del conflitto d’Annunzio iniziò un’intensa campagna interventista a fianco dell’Intesa.
Nonostante l’età (52 anni), si arruola lui stesso come volontario e prende parte ai combattimenti come fante, aviere, marinaio.
Alcuni eventi accaduti durante la guerra ci fanno comprendere l’indole caratteriale di D’Annunzio:
- un volo su Trieste manifesti propagandistici.
nel 1915 decise di effettuare lanciando
- Nel 1916, a seguito di un atterraggio d'emergenza, nell'urto contro la mitragliatrice dell'aereo riportò una lesione
la perdita
all'altezza della tempia e dell'arcata sopracciliare destra. La ferita, non curata per un mese, provocò
dell'occhio che tenne coperto da una benda; anche da questo episodio trasse ispirazione per autodefinirsi e
autografarsi come l'Orbo veggente. Dopo l'incidente passò un periodo di convalescenza a Venezia, durante il quale,
il Notturno .
assistito dalla figlia Renata, compose L'opera, scritta su delle liste di carta (cartigli) preparate dalla figlia,
è interamente dedicata a ricordi e riflessioni legati all'esperienza di guerra (fu pubblicata nel 1921).
- contro i consigli dei medici, tornò al fronte.
Dopo la degenza,
- volo su Vienna,
Il 9 agosto 1918 effettuò Il una trasvolata ideata per lanciare nel cielo di Vienna migliaia di
manifestini tricolori contenenti una provocatoria esortazione alla resa e a porre fine alle belligeranze.
mutilata”.
Finita la guerra si dichiara profondamente deluso dal trattato di pace, tanto da definirlo una “Vittoria
marcia volontaria verso la città di Fiume nuovo governo, la “Reggenza
Nel 1919 organizza una e la occupa. Istituisce un
italiana del Carnaro”, Trattato di Rapallo,
di cui si dichiara dittatore. Vi rimane fino al 1920 quando, attraverso il Fiume è
dichiarata città libera. villa di Gardone Riviera
Il fascismo lo esaltò come padre della patria, ma lo guardò con sospetto, confinandolo nella (prov. di
monumento autocelebrativo, il degli italiani”,
Brescia in Lombardia) che lui trasformò in un “Vittoriale regalatagli da Mussolini:
Mussolini si serviva del poeta per influenzare le masse con la tua attività oratoria,
D’Annunzio dal canto suo veniva ricoperto d’oro.
Qui trascorre il resto della sua vita e vi muore nel 1938. 1
POETICA E STILE
Estetismo-panismo-superomismo
Tutta l’opera letteraria di D’Annunzio si ispira a uno spiccato sperimentalismo:
Seppe accogliere e riproporre gli spunti letterari più diversi:
- combinando modelli antichi e moderni e rivisitandoli attraverso le proprie tecniche letterarie.
- appropriandosi di pagine, idee, spunti altrui, veri e propri furti letterari, più volte rimproveratigli dai critici, ma di cui non
si pentì mai, rivendicando la propria libertà d’artista: l’arte è di tutti e quindi l’intera umanità può continuare ad
utilizzarla.
- aperto ad ogni tipi di novità. In letteratura fece proprie le tendenze più recenti dando vita ad un’enciclopedia del
Decadentismo europeo.
D’Annunzio, con la sua vita e le sue opere, aspirava a un’esistenza d’eccezione, al vivere inimitabile, alla ricerca del bello e delle
fare la propria vita come si fa un’opera d’arte (Estetismo).
sensazioni estreme quindi a Egli tuttavia, si limitò a tradurre il
modello dell’esteta decadente in una prospettiva lussuosa e mondana, ottenendo così grande successo tra il pubblico (il
protagonista Andrea Sperelli nell’opera Il piacere).
Per D’Annunzio l’ESTETISMO è:
- esaltazione dei sensi, della corporeità, dell’istinto. Fa della sensazione l’unico criterio per conoscere la realtà.
- PANISMO
È cioè esaltazione della natura
- VITALISMO
È cioè gioia sfrenata, voglia di vivere e di godere
- INDIVIDUALISMO
È che si esprime nell’affermazione di sé al di sopra di ogni regola morale e delle convenzioni della
società creare immagini attraverso
Si definiva il “poeta dell’Immaginifico” colui che sa colpire l’immaginazione del pubblico riuscendo a
suoni ricercati e parole preziose e rare : Utilizza termini raffinati, inconsueti e capaci di evocare le suggestioni della natura, di cui
sa cogliere e rimandare le vibrazioni musicali. Fa uso di:
- Analogia per accostare immagini metaforiche
- Assonanza
- onomatopea
Egli tende a degradare quanto era per i romantici il sentimento, non vi è traccia di angoscia esistenziale né di profondi sentimenti.
SUPEROMISMO,
un altro elemento fondamentale della poetica dannunziana è il che si esprime dal 1895, l’anno del romanzo Le
Nietzsche.
vergini delle rocce, cioè dopo l’incontro seppur indiretto, con il pensiero di Fu negli anni 1892-93 che D’Annunzio si
accostò al pensiero del filosofo tedesco grazie alla mediazione del teatro musicale del compositore tedesco Wagner. Quest’ultimo
aveva ripreso e spettacolarizzato il sogno nietzschiano di rigenerare la società umana, incarnandolo in figure eroiche antesignane
del superuomo. In realtà il poeta non approfondì mai il pensiero di Nietzsche; piuttosto ne valorizzò gli elementi più facilmente
combinabili con il suo estetismo. C’è dunque una sostanziale differenza tra i due in quanto Nietzsche parlava di "oltreuomo",
ovvero di colui che, in un' epoca nichilista che vede il disgregamento dei valori morali fino ad allora validi, riesce ad a
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