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ESTRATTO DOCUMENTO

Non c’è motivo di seguire il comportamento degli altri animali.

- Ipocrisia di chi in genere li definisce bestiali.

o

Gli altri animali non hanno un’etica e non sono in grado di seguirne una.

- Mangiare animali, secondo alcuni, è un comportamento naturale.

- Errore fattuale: l’evoluzione naturale non ha a che fare con la produzione di massa di

o animali addomesticati negli allevamenti intensivi.

Errore di ragionamento: non è detto che se qualcosa è naturale allora è giusto.

o

Differenze tra umani e animali

Gli animali non sono dotati di autocoscienza.

- Non è sempre vero.

o Non è un motivo valido per non considerare i loro interessi.

o

Non tutti gli uomini sono dotati di autocoscienza, ma non li si considera come animali

- non-umani.

Anche se non hanno le solite capacità umane bisognerebbe trattarli come se le

o avessero.

Non valido perché si tratterebbero gli individui in base alle qualità della

 specie e non in quanto individuo.

Con gli umani menomati si ha un rapporto affettivo particolare.

o Vero, ma non inficia la tesi.

 Molte persone hanno un rapporto più affettivo con i propri animali.

Argomento del piano inclinato.

o È meglio trovare un confine apertamente e onestamente difendibile.

Etica e reciprocità

Si sostiene che l’etica si pratichi perché conviene non fare del male e non subire del male.

- Questa è una spiegazione dell’etica, ma non una sua giustificazione.

o

Capitolo quarto – Perché è sbagliato uccidere?

La vita umana

La vita umana è sacra? E perché?

- Il punto di vista secondo cui la vita umana ha un valore unico è profondamente

o radicato nella nostra società e accolto nel diritto.

Definizione di essere umano: membro della specie homo sapiens (quindi anche feti, vegetali,

- neonati).

Definizione di persona: essere autocosciente e razionale.

- Non tutti gli esseri umani sono persone (feti, vegetali, ecc.).

-

Il valore della vita di membri della specie homo sapiens

Non c’è motivo di considerare la vita di un essere umano con più valore per il fatto di

- appartenere alla propria specie.

Nella storia umana vi sono state diverse concezioni ed è stato fornito un valore

o diverso alla vita dell’uomo.

Il valore della vita di una persona

Dottrina della sacralità della vita umana divisa in due tesi separate:

- C’è un valore speciale nella vita di un membro della nostra specie.

o C’è un valore speciale nella vita di una persona.

o

È preferibile togliere una vita di un essere solo cosciente a quella di un essere autocosciente.

- Un essere autocosciente e raziocinante si percepisce nel futuro, desidera continuare a

o vivere e può avere una grande paura di morire.

Un essere solo cosciente non si percepisce nel futuro (se non nell’immediato), prova

o emozioni più tenui di una persona, desidera comunque continuare a vivere.

L’utilitarismo della preferenza: è preferibile non togliere la vita a chi preferisce vivere.

-

Una persona ha diritto alla vita?

L’unico argomento che potrebbe essere a favore di un diritto morale alla vita di una persona

- è quello di Michael Tooley: solo chi si percepisce come entità distinta nello spazio e nel

tempo ha diritto alla vita perché desidera avere questo diritto.

Le persone e il rispetto per l’autonomia

Per un utilitarista della preferenza l’autonomia di una persona è molto importante, ma non

- quanto per un altro tipo di morale (ad esempio kantiana).

Vita cosciente

Dobbiamo attribuire un valore alla vita cosciente?

Modi differenti di aumentare e ridurre il piacere generali.

- Aumentare/ridurre il numero di persone che provano piacere/dolore.

o Aumentare/ridurre il piacere/dolore delle persone.

o

Priorità dell’esistenza.

- È sbagliato abbreviare una vita felice.

o Non è sbagliato abbreviare una vita infelice.

o

Confrontare il valore di vite differenti

La vita di una persona vale di più della vita di una non-persona perché presumibilmente una

- persona preferisce rimanere persona piuttosto che una non-persona.

Vita non-cosciente

Difficile stabilire se una vita non-cosciente (vegetali) abbia un effettivo valore.

- Se non l’avesse sarebbe inutile porsi il problema.

o Se l’avesse difficilmente il suo interesse alla vita sarebbe inferiore ai miei interessi.

o

Capitolo quinto – Togliere la vita: gli animali

Può un animale non-umano essere considerato una persona?

Uccidere una persona è moralmente molto più grave che uccidere un essere che non sia una

- persona.

Se si dimostra o si assoda un animale non-umano è autocosciente e in qualche modo riesce a

- percepirsi nel futuro può essere considerato una persona a tutti gli effetti.

Uccidere persone non-umane

Una gran parte delle uccisioni di animali non-umani è da condannare (la differenza di specie

- non è rilevante).

Uccidere altri animali

È ammissibile uccidere un animale solo se in questo modo portiamo alla nascita di un altro

- essere che sappiamo avrà una vita felice (ad esempio negli allevamenti).

Capitolo sesto – Togliere la vita: l’aborto

Il problema

Non si può stabilire una netta differenza tra un feto, un embrione o un essere umano

- formato.

La posizione conservatrice

L’argomento centrale contro l’aborto si basa su un sillogismo.

- Prima premessa: è sbagliato uccidere un essere umano innocente.

o Seconda premessa: un feto umano è un essere umano innocente.

o Conclusione: quindi è sbagliato uccidere un feto umano.

o

La tesi liberale a favore dell’aborto ha sempre contestato la seconda premessa.

- Singer contesta la prima premessa.

-

La nascita

La collocazione di un essere – dentro o fuori l’utero – non dovrebbe fare molta differenza

- quanto all’illiceità dell’ucciderlo.

La capacità di vita autonoma

L’autonomia di un essere non può stabilirne il valore.

- Anche i neonati o i malati non sono autonomi.

o L’autonomia di un neonato varia in base a molte condizioni.

o

Primi movimenti attivi del feto

Non ha senso stabilire il valore di una vita dal momento in cui il feto si muove.

- Anche i paralitici non si muovono.

o

Zigote e bambino sono lo stesso essere in due fasi diverse.

-

Alcuni argomenti liberali

Le conseguenze di leggi restrittive

Tesi liberale a favore dell’aborto: se si vieta l’aborto si attua comunque quello clandestino,

- che comporta gravi rischi per la madre.

Critica: questo è un argomento sociale, ma a livello etico non giustifica l’aborto.

o

L’aborto non è di competenza legislativa?

Tesi liberale a favore dell’aborto: l’aborto dovrebbe essere competenza e giudizio morale

- delle madri.

Critica: non aggira la questione etica.

o

Un argomento femminista

Tesi più forte delle precedenti.

- Citazione della femminista Judith Jarvis Thomson.

- Esempio del violinista: se fossimo rapiti e ci risvegliassimo attaccati a un famoso

o violinista che ha bisogno del nostro corpo per nove mesi per sopravvivere dovremmo

avere tutto il diritto di negare il nostro aiuto.

L’aborto è giustificato solo quando la gravidanza è involontaria, indesiderata

 o prospetta un essere malato.

L’aborto non è giustificato quando la gravidanza è voluta.

 Critica di Singer: è valido se è valida la particolare teoria dei diritti ad esso

 soggiacente; non è valido se questa teoria dei diritti non è valida.

Per la Thomson aiutare il violinista è un atto generoso ma non doveroso.

o Per un utilitarista e per Singer è moralmente doveroso aiutare il violinista.

o

Il valore della vita fetale

Il fatto che un essere sia membro della nostra specie non significa che è moralmente

- inaccettabile ucciderlo.

Un feto, non essendo cosciente, non vale meno di un qualsiasi animale adulto.

- Il feto non è cosciente sino alla diciottesima settimana.

- Abortire fino alla diciottesima settimana è un atto leggero.

o Abortire dopo tre mesi dal concepimento non dev’essere preso alla leggera, ma

o solitamente gli interessi di una madre sono più rilevanti.

L’uccisione dev’essere il più indolore possibile per evitare sofferenze.

-

Il feto come vita in potenza

Tesi contro l’aborto: il feto o l’embrione è un essere umano in potenza.

- È molto meno importante cosa sia in potenza.

o L’importante è l’atto.

o Dovremmo condannare anche pratiche quali la contraccezione e il celibato.

o

Aborto e infanticidio

Tesi contro l’aborto: se si giustifica l’aborto si giustifica conseguentemente l’infanticidio.

- Uccidere un neonato – non ancora autocosciente – è meno grave che uccidere un

o essere raziocinante.

Non è sbagliato uccidere un neonato in casi particolari.

o

Capitolo settimo – Togliere la vita: l’eutanasia

L’eutanasia non è per forza correlata con l’aborto.

- L’eutanasia non ha nulla a che spartire con il nazismo.

-

Tipi di eutanasia

Eutanasia volontaria

L’eutanasia volontaria si presenta laddove un essere umano non è in grado di porre fine alla

- propria vita da solo e lo richieda attraverso procedure mediche.

Eutanasia involontaria

L’eutanasia involontaria si presenta laddove qualcuno ha la capacità di acconsentire alla

- propria morte ma non lo faccia.

Eutanasia non-volontaria

L’eutanasia non-volontaria è quando la scelta di morire non è stata presa: né volontaria né

- involontaria.

Giustificazione dell’eutanasia non-volontaria

Eutanasia per neonati malformati

L’eutanasia per i neonati è giustificata quando:

- Il bambino presenta delle malformazioni che gli renderanno difficile la vita.

o Si sa in anticipo che il bambino patirà dolore per tutta la vita.

o Si sa che il dolore del bambino sarà maggiore del suo piacere.

o Il bambino malato verrà “rimpiazzato” da uno sano successivamente.

o

L’eutanasia per i neonati potrebbe essere giustificata quando:

- Il bambino sarà malformato o avrà degli handicap di cui, tuttavia, non si accorgerà o

o non ne subirà dolore.

Possono essere prese in considerazione la preoccupazione e la fatica dei

 genitori di fronte alla crescita di un bambino anormale.

Bisogna prendere in considerazione la possibilità che il bambino venga adottato alla nascita.

-

Altri casi di eutanasia non-volontaria

Un anziano o una persona ammalata può non essere più in grado di scegliere di continuare a

- vivere coscientemente.

Persone in coma.

- Bisognerebbe valutare il piacere e il dolore di queste persone e agire di conseguenza.

o

Giustificazione dell’eutanasia volontaria

Uccidere un essere autocosciente è più grave che uccidere un essere solo cosciente.

- La tesi, tipica dell’utilitarismo classico, che, siccome esseri autocoscienti sono

o capaci di temere la propria morte, ucciderli ha effetti peggiori su terzi.

La posizione, tipica dell’utilitarismo della preferenza, che considera la frustrazione

o del desiderio della vittima di continuare a vivere come un’importante ragione contro

l’uccidere.

Una teoria dei diritti secondo cui per avere un diritto si deve avere la capacità di

o desiderare ciò a cui si ha diritto.

Il rispetto per le decisioni autonome di agenti razionali.

o

Motivi per essere contro l’eutanasia volontaria

- Possibile diffusione di un timore di un’uccisione immotivata.

o Improbabile se eseguita da un medico.

 Altrettanto possibile la paura di soffrire una morte lunga e dolorosa.

Potrebbe essere la maschera di un omicidio.

o Necessarie delle norme legislative come nel Regno Unito. La persona:

 • Viene giudicata da due medici come affetta da un male incurabile che

prevedibilmente porterà grande sofferenza o la perdita delle facoltà

razionali.

• Almeno 30 giorni prima dell’atto di eutanasia proposto, e alla

presenza di due testimoni indipendenti, ha fatto richiesta scritta di

eutanasia in caso di verificarsi della situazione descritta prima.

I medici possono sbagliarsi sulle condizioni del paziente.

o È più probabile che la loro diagnosi sia corretta.

 Alcuni pazienti possono essere sacrificati per salvarne un numero maggiore.

Si cede troppa libertà all’individuo, che non sempre è razionale.

o Scegliere di non soffrire inutilmente è palesemente razionale.

Non giustificabilità dell’eutanasia involontaria

L’unico caso in cui è giustificabile un’eutanasia involontaria si presenta quando il paziente

- non è conscio di stare andando incontro alla morte in maniera estremamente dolorosa. I

pazienti devono quindi:

Essere privi della capacità di dare il loro consenso a morire perché privi della

o capacità di comprendere la scelta tra continuare a esistere o non esistere.

Avere la capacità di scegliere tra continuare a vivere o morire, e decidono alla luce

o dell’informazione disponibile in modo volontario e fermo di morire.

Eutanasia attiva e passiva

L’omissione (non agire invece che agire) ha lo stesso valore intrinseco dell’azione.

- Cambia solo il valore estrinseco.

o

Spesso applicare un’omissione equivale a uccidere un essere vivente.

- Non curare o non applicare l’eutanasia sui bambini malati di spina bifida significa

o condannarli a una lunga sofferenza prima della (sicura) morte.

Il piano inclinato: dall’eutanasia al genocidio?


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DETTAGLI
Esame: Bioetica
Corso di laurea: Corso di laurea in lettere classiche
SSD:
A.A.: 2014-2015

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Matafione di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Bioetica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università La Sapienza - Uniroma1 o del prof Botti Caterina.

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