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Bioetica al plurale

bioetica

La tratta di questioni filosofiche come:

1) I valori della vita

2) La definizione della persona

3) Le relazioni degli umani con le altre forme di vita

bioetica

La inoltre non si limita ai problemi della sfera medica, ma include anche:

 L’etica ambientale

 La formazione di politiche pubbliche

 Il controllo delle attività scientifiche

bioetica al plurale

In generale, quindi, parliamo di perché si tratta di una materia multidisciplinare.

Bioetica di frontiera

bioetica

Parliamo di di frontiera come quella materia che necessita, ha bisogno, di stare al passo

con la scienza ed il progresso tecnologico, viste le numerose “rivoluzioni” avvenute in questi anni.

Oggi come oggi è quindi possibile definirla come legata allo sviluppo biotecnologico, essa

bioetica

corrisponde alla porzione più interessante della perché va a toccare la salute e la vita degli

individui.

Origine:

Prima degli anni ’50 lo scienziato lavorava nel suo laboratorio, confinando le sue ricerche e le sue

scoperte al laboratorio stesso. Oggi questa condizione non esiste più, lo scienziato ha spostato il

suo interesse anche fuori dal laboratorio andando quindi a rendere partecipe delle sue scoperte la

comunità.

A causa di questo spostamento di interesse, lo scienziato non deve essere solo competente in

bioetica

materia organica ed inorganica, bensì anche della .

Differenza tra ETICA e MORALE

Etica: viene intesa anche come la ricerca di uno o più criteri che permettono alla persona di gestire

in modo consono e adeguato la propria libertà, in quanto ha come oggetto i valori morali che

determinano il comportamento dell’individuo. L’etica si sofferma sul senso dell’esistere dell’uomo,

sul suo significato profondo etico-esistenziale, sulla vita di ogni singolo individuo e dell’universo

che lo circonda. In sintesi l’etica, se viene associata alla comunità, definisce la morale comune che

l’individuo dovrebbe in ogni caso seguire.

Morale: sta ad indicare la condotta diretta da norme, la guida secondo la quale l’uomo dovrebbe

agire. In sintesi la morale studia il rapporto tra il comportamento, i valori ed infine la comunità. La

morale in questo caso è intesa come oggetto di studio dell’etica. 1

Casi famosi

1967: Primo trapianto di cuore, eseguito da Christian Barnard.

1968: Definizione di morte Cerebrale (Harvard Report su “Irreversible Coma”).

1972: Studio Tuskegee, Alabama, anni ’30-’70. Sperimentazioni su esseri umani senza consenso,

scandalo rivelato dal New York Times.

1973: Commissione nazionale per la protezione dei soggetti umani nella ricerca biomedica e

comportamentale (Belmont Report).

1973: Decisioni di mancato trattamento per neonati gravemente malati o disabili (Duff e

Campbell).

1973: Roe vs Wade:La Corte Suprema US autorizza l’aborto come diritto di privacy.

1976: Caso Karen Ann Quinlan.

1978: Nasce Louise Brown, prima bambina concepita con la fecondazione in vitro.

Principio generale

Abbiamo tanti tipi di bioetiche che si fondono su diverse teorie etiche, le quali hanno come oggetto

concetti morali.

Rivoluzione terapeutica

La rivoluzione terapeutica si è verificata agli inizi del 1950, momento in cui sono stati introdotti

presidi meccanici che hanno dato la svolta per far si che non si potesse più parlare solo di una vita

biologica ma anche, e soprattutto, di una vita artificiale. Da questo momento in poi non è stato più

possibile parlare di morte naturale o di vita biologica, ed è stata inoltre introdotta la differenza tra

morte naturale e morte artificiale e tra vita biografica e vita biologica. Possiamo quindi considerare

l’idea di natura come scalfita da un artificio.

Stato vegetativo:

Con la rivoluzione terapeutica è stato introdotto il concetto di “stato vegetativo” come una

condizione di sospensione, corrispondente ad una vita biologica privata della parte cosciente,

ovvero una vita artificiale.

Morte terminale, terminalità:

Con la rivoluzione terapeutica è stato introdotto anche il concetto di “morte terminale”

corrispondente al decorso delle malattie croniche (malattie che si possono protrarre nel tempo,

grazie ad apparati di avanzamenti scientifici e tecnologici), come quelle neurologiche o il cancro. La

terminalità ha quindi iniziato ad essere intesa come il decorso di una malattia che porterà prima o

poi ad una morte non più considerabile naturale. 2

La figura del medico:

Prima della rivoluzione terapeutica nascita, cura e morte erano momenti connotati da una certa

linearità. La figura del medico rappresentava colui che, sotto il giuramento di Ippocrate, prendeva

le decisioni riguardo la cura del paziente. Il medico rappresentava quindi la figura in scienza e

morale di senso comune,

coscienza ( paternalismo medico), non esisteva l’idea che il paziente

potesse decidere della propria vita e della morte perché la morte arrivava naturalmente.

Da questo momento in poi quindi c’è stato uno scompenso della classe medica, della medicina

tradizionale stessa e dell’etica tradizionale.

Fatti che hanno dato una svolta alla nascita della bioetica

1) Nazismo: dopo le due guerre mondiali l’Europa inizia a prendere coscienza dei crimini

nazisti, delle sperimentazioni cliniche e dei crimini contro l’umanità. L’ONU risponde a

“Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo”

questa presa di coscienza pubblicando la

“Dichiarazione di Helsinki”

(1948). Ad essa è seguita poi la , sviluppata dall’Associazione

Medica Mondiale come un insieme di principi etici riguardanti tutta la comunità medica, per

ciò che concerne la sperimentazione umana. È quindi considerata la pietra angolare

dell'etica della ricerca umana, sebbene non possegga strumenti di impegno legale nella

legislatura internazionale.

2) Studio sulla sifilide di Tuskegee: Lo studio sulla sifilide di Tuskegee fu un esperimento

clinico attuato e seguito dallo United States Public Health Service nella città di Tuskegee, in

Alabama, negli USA. Svoltosi tra il 1932 e il 1972, ebbe ad oggetto lo studio dell'evoluzione

della sifilide non curata nella popolazione maschile di colore della cittadina statunitense,

venne effettuato con lo scopo di verificare gli effetti della progressione naturale della

malattia su un corpo infetto non curato. Citato in seguito come "senza dubbio lo studio più

infame nella ricerca biomedica nella storia degli Stati Uniti”, le vicende che ne seguirono

rapporto Belmont dell'Office for Human

portarono nel 1979 alla creazione del e l'istituzione

Research Protections (OHRP)

. Inoltre portò all'adozione di una regolamentazione federale

richiedente una commissione di revisione istituzionale per la tutela dei soggetti partecipi a

sperimentazioni sul corpo umano. Dalla scoperta di questo fatto gli Stati uniti hanno sancito

diritto all’autodeterminazione

il .

Definizione di bioetica

1) Origine etimologica dall’oncologo statunitense Van Rensselaer Potter che utilizzò per la

prima volta questo termine nel 1970 in un articolo pubblicato sulla rivista dell'Università del

Wisconsin "Perspectives in Biology and Medicine" con il titolo «Bioetica: la scienza della

sopravvivenza». Nel 1971 lo stesso autore raccoglieva vari articoli su questi argomenti in

un libro intitolato Bioethics: Bridge to the future. Potter spiegava il termine bioetica come la

scienza che consentisse all'uomo di sopravvivere utilizzando i suoi valori morali di fronte

un'ecologia globale di vita

all'evolversi dell'ecosistema. La bioetica doveva essere « » ovvero

una disciplina in grado di avvalersi delle nozioni della biologia, della medicina e dell’ecologia

per realizzare i valori della vita. 3

2) Questa definizione venne in seguito giudicata troppo riduttiva da Warren Reich, che nella

Lo studio

sua Enciclopedia della bioetica (1978) elaborò questa definizione globale: “

sistematico della condotta umana nell’area delle scienze della vita e della cura della salute,

esaminata alla luce di valori e principi morali” ; questa definizione venne poi migliorata dallo

lo studio sistematico delle dimensioni morali (incluse le

stesso Reich nel 1995 come : “

prospettive morali, le decisioni, la condotta e le politiche pubbliche) delle scienze della vita

e della salute, con l’impiego di varie metodologie etiche in un contesto interdisciplinare”

.

Quando nasce la bioetica?

Ipotesi I: All’indomani del Processo di Norimberga (1945- 1946)

Il processo infatti rivelò al mondo le terrificanti pratiche naziste, perpetrate anche con

collaborazione di medici e scienziati.

Dichiarazione universale sui diritti dell’uomo

1948: “ ” dell’ONU, finalizzata a prevenire il ripetersi di

crimini contro l’umanità, si affermò sull’esigenza di fondare e difendere i diritti umani per impedire

future repliche del nazismo. Secondo alcuni autori, questo momento storico è cruciale per la

nascita della bioetica perché si afferma il bisogno di promuovere la difesa concreta dalla vita e

l’esigenza di una solida base teorica per una filosofia della vita che giustifichi razionalmente i valori

ed i diritti fondamentali dell’uomo anche nel dominio medico e biologico.

Ipotesi II: Etica della qualità della vita (1960-1970)

Progresso biomedico Morale di senso comune Etica della qualità della vita

L’etica della qualità della vita sostituisce l’etica tradizionale in cui si credeva che esistesse un

concetto fisso di vita e di morte in cui l’uomo non può fare niente, deve solo attendere la morte. La

vita viene ora vista come qualcosa di naturale in cui noi possiamo prendere le decisioni, si basa

quindi sul punto di vista del paziente e non più su quello del medico in scienza e coscienza. Questa

etica in Italia è arrivata solo negli anni ’90 e ancora oggi ci troviamo in bilico tra l’etica tradizionale

e l’etica della qualità della vita.

Ipotesi III: Medical Humanities (1960-1970) Medical Humanities

“Medico Umanista”

“Umanizzazione della medicina”

Viene qui introdotto il concetto di Autonomia, un concetto morale, antropologico e giuridico che

incarna il Diritto all’Autodeterminazione.

È indispensabile sapere che per dottrina ci riferiamo a quell’insieme di leggi stipulate dal

parlamento per volontà del popolo, al contrario sappiamo che invece al concetto di

giurisprudenza associamo l’insieme di leggi redatte dai giudici non derivate dalle necessità del

paese. A questo riguardo è giusto fare riferimento all’articolo 32 (comma 1 e 2) della costituzione,

la Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e

il quale afferma che

interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti. Nessuno può essere obbligato a 4

un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun

caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana

.

Posizioni estreme dell’etica della qualità e della sacralità

Coloro attaccati all’etica della sacralità della vita si oppongono ai fautori dell’etica della moralità,

l’oggetto di discussione riguarda i trattamenti salvavita, i quali, per i medici, non possono mai

essere rifiutati dal paziente.

Il rifiuto dei trattamenti di sostegno vitale e delle cure rientrano nella sfera del diritto

dell’autodeterminazione, il quale, secondo il comma 2 dell’articolo 32, è lecito per quanto riguarda

il paziente competente. Per i medici non è però facile esercitare la volontà del proprio paziente a

causa della paura di poter essere perseguitati penalmente.

A fronte di tutto ciò che è stato detto fino ad ora, il medico deve diventare colui che si nutre di

scienze sociali e umane.

Capire anche che il concetto di cura è importante, con essa non intendiamo solamente la

prescrizione di farmaci, bensì anche i cambiamenti dello stile di vita che possono portare, a lungo

andare, a dei miglioramenti.

Quale etica per la bioetica?

“Non tutto ciò che è tecnicamente possibile è moralmente lecito”.

Bioetica quotidiana

Bioetica di frontiera

“Ciò che era appannaggio del destino o della natura ora diviene prodotto delle decisioni umane”.

È stata la tecnica ad introdurre i dilemmi morali e giuridici.

La bioetica come filosofia ragionevole

 Bioetica come punto di intersezione tra etica e scienza, come sintesi interdisciplinare

 Si passa dal ragionamento teorico al ragionamento pratico

 In bioetica non si intende tanto dimostrare una verità, quanto giustificare una scelta

attraverso argomentazioni

Le posizioni che prendiamo devono essere giustificate da una filosofia ragionevole.

I quattro principi

La bioetica oggi ci risulta come necessaria, in quanto ci offre gli strumenti per ragionare sia da un

punto di vista teorico, che da un punto di vista pratico.

Il primo metodo per costruire un’argomentazione in bioetica è il PRINCIPIALISMO (metodo di

base che vale per tutti i problemi) ideato da Tom Beauchamp e da James Childress (bioeticisti) nel

1979 alla nascita della bioetica. I primi 3 principi non sono inventati ma sono stati ripresi dal 5

Belmont report, il quale dichiarava quali erano i principi guida alla base di ogni sperimentazione

chimica.

1) Autonomia: prevede il rispetto dell’autonomia del paziente ogni volta che gli viene proposto

un trattamento o una cura

2) Beneficienza: il medico deve sempre pensare a quale sia la scelta migliore da fare riguardo

il proprio paziente, deve quindi sempre comportarsi in modo tale da fare al paziente del

bene.

3) Non Maleficenza: occorre che non siano recati danni al paziente.

4) Giustizia: occorre sempre che le scelte nella sanità siano caratterizzate da una giustizia

equa nell’accesso delle risorse e nella distribuzione dei servizi.

Questi 4 principi sono generali e vanno contestualizzati ad ogni situazione.

Per capire il metodo che prevale dobbiamo fare un bilanciamento, ovvero dobbiamo capire

attraverso l’analisi del caso quale è il principio che mi permette di prendere la migliore decisione

oggettiva.

Dilemmi e introduzione al metodo di ragionamento

Sappiamo che in generale la bioetica ci pone di fronte a dilemmi che non hanno una risposta

immediata, ma in cui la risposta dobbiamo costruirla noi. I dilemmi di cui parliamo nascono da

conflitti di interessi per i quali non c’è un’unica soluzione definitiva, ma, per arrivare ad essa, è

necessario applicare un metodo di ragionamento (attraverso il bilanciamento dei 4 principi con

l’ulteriore supporto di una teoria etica).

Eugenetica, eutanasia, suicidio assistito

Eutanasia:

L'eutanasia, letteralmente buona morte, è il procurare intenzionalmente e nel suo interesse la

morte di un individuo la cui qualità della vita sia permanentemente compromessa da una malattia,

menomazione o condizione psichica. In questo caso è il medico che somministra il farmaco che

porterà alla morte, il medico stesso, quindi, rappresenta la parte attiva del processo.

Eugenetica:

La parola eugenetica fa riferimento allo studio dei metodi volti al perfezionamento della specie

umana attraverso selezioni artificiali operate tramite la promozione dei caratteri fisici e mentali

ritenuti positivi, o eugenici (genetica positiva), e la rimozione di quelli negativi, o disgenici

(genetica negativa), mediante selezione o modifica delle linee germinali, secondo le tradizionali

tecniche invalse nell'allevamento animale e in agricoltura basate sulla genetica mendeliana, e

quelle rese attualmente o potenzialmente disponibili dalle biotecnologie moderne. Vengono quindi

selezionati i caratteri migliori per portare alla razza migliore, composta unicamente da individui

eugenetici. 6

Suicidio assistito:

l suicidio assistito è l'aiuto medico e amministrativo portato a un soggetto che ha deciso di morire

tramite suicidio. Differisce dall'eutanasia per il fatto che l'atto finale di togliersi la vita,

somministrandosi le sostanze necessarie in modo autonomo e volontario, è compiuto interamente

dal soggetto stesso e non da soggetti terzi, che si occupano di assistere la persona per gli altri

aspetti: ricovero, preparazione delle sostanze e gestione tecnica/legale post mortem. Il paziente

viene quindi, in questo caso, definito come la parte attiva ed il medico come il procuratore dei

farmaci necessari al processo di morte.

Continua evoluzione della bioetica

In un’epoca in cui il progresso scientifico apre possibilità sconvolgenti di manipolazione dell’uomo e

della natura si cerca di ricostruire la possibilità di una filosofia della storia, di recuperare una

dimensione escatologica oramai perduta; di questo si occupa la bioetica, nata come morale

biologica, intesa ad esaltare i valori della vita e a promuoverne la realizzazione; per fare ciò è

necessario che si sviluppi e si muova di pari passo alle innumerevoli scoperte scientifiche e

mediche che si stanno verificando negli ultimi anni.

Momento di contrapposizione tra i principi

Nel momento in cui abbiamo una contrapposizione di principi viene attuato un metodo della

specificazione (devo andare a specificare i principi e rilevare i dati che emergono) e del

bilanciamento (alla luce di tutti i dati che ho ottenuto, ho più benefici applicando quale principio?),

ovvero una comparazione tra benefici e rischi.

IN GENERALE sappiamo che si verificano più rischi che guadagni facendo prevalere l’autonomia,

esponendo la popolazione a questo rischio viene però violato l’art.32 della Costituzione Italiana.

Es. il principio di autonomia applicato a

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I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher noemi9730 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Proprietà intellettuale e Bioetica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Bologna o del prof Zullo Silvia.
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