BIOCHIMICA
La biochimica è una materia di fondamentale importanza per l’esercizio fisico in
quanto sta alla base di qualsiasi teoria di allenamento.
1 Membrane biologiche e trasporto
La biochimica cerca di descrivere le leggi alla base della vita degli organismi
viventi. Gli organismi viventi sono basati sull’unità biologica che è la CELLULA.
La di conseguenza le e i che governano
biochimica descrive strutture meccanismi
le scendendo nei particolari.
funzioni cellulari
LE MEMBRANE
Funzioni:
Definire i confini cellulari
Regolare traffico delle molecole
il
Dividere lo spazio interno compartimenti
in (negli eucarioti), segregando in
essi specifici componenti e processi biologici
Proprietà: (per consentire i movimenti alla cellula senza rompersi)
Resistenti e flessibili
(in quanto entrano ed escono vescicole di endocitosi e esocitosi)
Autosigillanti
(ex. citosol, mitocondri, ..) una serie
Delimitano dei comparti che contengono
di proteine specializzate – – che insieme collaborano in una
enzimi specifica
funzione o via metabolica cellulare
Sono in generale ma possono essere
impermeabili alle molecole POLARI,
Na, K, Ca
– – permettendo di
selettivamente permeabili ad alcuni di loro
potenziale di membrana)
accumularli all’interno della cellula (K, o in
contrazione muscolare)
comparti cellulari (Ca, e di rilasciarli per svolgere
propagazione dell’impulso lungo la
una determinata funzione cellulare (K,
membrana; Ca, spostamento della tropo miosina -> aggancio miosina)
Le membrane creano compartimenti che svolgono funzioni specialistiche,
permettendo di:
Separare vie metaboliche altrimenti non compatibili: la biosintesi dei lipidi
avviene nel citosol, ma la degradazione dei lipidi avviene nei mitocondri
Produrre proteine modificate: la biosintesi delle proteine cellulari avviene
nel citosol, ma quelle che devono essere esportate vengono modificate
all’interno del RE e del complesso del Golgi prima di essere riversate
all’esterno della cellula (ex. la doppia membrana che
Creare gradienti chimici ed elettrochimici:
riveste i mitocondri crea uno spazio in cui vengono immagazzinati i protoni
necessari alla produzione di ATP)
costituite da:
Le membrane sono (sottoforma di
lipidi polari, proteine, carboidrati
glicoproteine e glicolipidi).
Le membrane biologiche hanno una denominata .
struttura A MOSAICO FLUIDO
le interazioni tra i suoi componenti non sono covalenti.
Fluidità:
I fosfolipidi formano una membrana a doppio strato fosfolipidico
Le proteine sono sono vincolate dalla
immerse o appoggiate ad essa,
membrana
Le proteine e i lipidi sono liberi di muoversi lateralmente nel piano nel
(mosaico fluido), ma il movimento da un foglietto all’altro è
doppio strato
limitato
Gli zuccheri ( ) di membrana sono presenti solo sul
glicoproteine e glicolipidi
lato extracellulare
a - LIPIDI POLARI
I lipidi polari ( – testa polare e coda apolare – in più il
fosfolipidi e colesterolo
colesterolo ha anche un corpo rigido di anelli steroidei tra testa e coda) sono i
. Essi sono e quando entrano in
costituenti principali delle membrane anfipatici
contatto con l’acqua si dispongono con la porzione carica a contatto
con essa e la porzione idrofobica il più lontano possibile da essa,
per formare un (micelle) o un
MONOSTRATO DOPPIO STRATO
(liposoma). – le catene idrofobiche degli acidi grassi sono
MICELLE
sequestrate all’interno della sfera, lontano dall’acqua.
– i lipidi si dispongono a doppio strato che racchiude una cavità
LIPOSOMI
riempita d’acqua; all’interno del doppio strato le catene lipidiche sono protette
dall’interazione con l’acqua, mentre le loro teste polari entrano in contatto con
essa.
Il colesterolo nelle membrane ha la funzione di regolare la fluidità della membrana
in base alla temperatura:
- Aumenta la fluidità a temperature basse
- Riduce la fluidità a temperature alte
La delle membrane non è regolata solo dalla presenza di colesterolo e
fluidità
dalla sua quantità, ma , in modo
è regolata anche dal tipo di fosfolipide presente
particolare il tipo di catena di acido grasso presente nel fosfolipide. Quando la
, ciò che sono gli
temperatura esterna tende ad aumentare aumenta acidi grassi a
; mentre quando la , tendono a gli
catena satura temperatura diminuisce prevalere
. Quindi anche la saturazione dei lipidi permette di
acidi grassi a catena insatura
mantenere costante la fluidità della membrana al variare della temperatura
esterna.
I presenti nella membrana sono confinati nel loro strato; è quindi
fosfolipidi non
possibile la diffusione trasversale spontanea da uno strato del doppio strato
(o meglio è molto lenta e quindi non avviene).
all’altro
Tuttavia, è possibile che passino
i fosfolipidi da uno strato all’altro utilizzando
immerse nel doppio strato fosfolipidico
(enzimi) che
delle proteine sfruttano
per portare un fosfolipide dallo
l’energia fornita da una molecola energetica (ATP)
– – o per portarlo
strato esterno allo strato interno dallo strato
ENZIMI FLIPPASE
– . Esistono anche gli
interno alle strato esterno ENZIMI FLOPPASE ENZIMI
– che muovono i fosfolipidi in entrambe le direzioni in modo
SCRAMBLASE
bilanciato.
Gli enzimi più importanti sono comunque i e , soprattutto per
FLIPPASE FLOPPASE
creare curvature nella membrana plasmatica; sono importanti quindi nei processi
di endo ed esocitosi per aumentare le dimensioni dello strato interno e diminuire
quello dello strato esterno o viceversa.
per cui gli enzimi flippase e floppase sono importanti sono:
Altri fenomeni
: le cellule hanno una loro vita; le cellule anziane quindi devono
APOPTOSI
lasciare spazio alle cellule di nuova sintesi. Il meccanismo di apoptosi
comincia da un’estroversione, quindi con lo spostamento di un fosfolipide
La cellula da eliminare
(fosfatidilserina) verso lo strato esterno (flopping).
viene quindi contraddistinta dalla presenza di fosfatidilserina sulla
membrana esterna, dato che di norma sta dalla parte della membrana
interna; questo permette al sistema immunitario di rimuovere queste cellule.
le piastrine si aggregano solo dopo che sul lato esterno della loro
:
TROMBI
membrana è stata spostata la fosfatidilserina; quindi sempre secondo il
flopping
processo di è possibile far avvenire la formazione del trombo.
b – PROTEINE proteine integrali o
Le proteine della membrana plasmatica possono essere
proteine periferiche.
- : quando sono integrate all’interno del doppio strato
INTEGRALI
fosfolipidico, quindi quando lo attraversano completamente;
- : sono solo appoggiate alla membrana.
PERIFERICHE alla membrana
Le proteine associate possono essere legate da legami covalenti con
e in questo modo rimangono saldamente ancorate allo
i lipidi della membrana
strato lipidico e solitamente queste proteine si trovano sul lato citosolico della
membrana. integrali
, quindi quelle (recettori), invece, sono
Le proteine transmembrana
formate da fortemente , che permettono a
nella parte centrale amminoacidi lipofili
rimanere all’interno del doppio strato lipidico.
queste proteine di Hanno poi una
, formata da , e sul
parte terminale amminoacidi idrofilici lato esterno della
hanno altri a cui molto spesso risultano legati in
membrana amminoacidi idrofilici
modo covalenti dei saccaridi (quindi spesso i recettori si presentano sottoforma di
glicoproteine).
Le proteine specializzate presenti sulle membrane sono:
spostano da un lato all’altro della membrana
:
Trasportatori e canali
o permettono il passaggio di molecole
(proteine trasportatrici) SPECIFICHE
cariche o piccoli ioni, che NORMALMENTE NON LA POTREBBERO
ATTRAVERSARE
interagiscono con specifici ligandi
: (ormoni, citochine, ..). tramite
Recettori
questa interazione accadono una cascata di eventi molecolari a catena che
produce modificazioni all’interno della cellula
alla fine tengono adese le cellule ad una matrice cellulare
: (ex.
Molecole di adesione
integrine con il collagene)
Complessi enzimatici: (ex. la catena di trasporto degli elettroni)
TIPI DI TRASPORTO E DI CANALI soluto è attraversare
1. : se il può
DIFFUSIONE SEMPLICE APOLARE
membrana
tranquillamente la Il
SECONDO GRANDIENTE DI CONCENTRAZIONE.
flusso avviene da dove il soluto è presente in maggiore concentrazione a
dove è invece presente in minore, fino a quando la concentrazione del
soluto risulta uguale in entrambi i lati
soluto attraversare la
2. : se il è può
DIFFUSIONE FACILITATA POLARE
membrana l’aiuto dei
con trasportatori che gli consentono il
CANALI
movimento netto
passaggio. Il di un soluto elettricamente carico verso il lato
a carica opposta avviene fino
SECONDO GRADIENTE ELETTRO-CHIMICO,
all’equilibrio delle cariche.
I (sono buchi che si aprono sulla membrana), che permettono il
canali
passaggio dei soluti polari, (poiché quando sono aperti
non sono saturabili
consentono il flusso massimo) e quindi garantiscono flussi molto elevati
(paragonabili alla diffusione libera)
: sono più veloci dei trasportatori e non sono saturabili,
CANALI IONICI
quindi vengono usati per innescare delle modificazioni repentine di un
. .
soluto CANALI IONICI DIFETTOSI POSSONO CAUSARE PATOLOGIE
si legano ai soluti polari li trasportano all’altro lato della
3. : e
TRASPORTATORI
membrana. Sono , in quanto possono trasportare solo un soluto
saturabili
per volta, o al massimo pochi soluti.
Le tre classi principali di trasportatori sono:
– trasportatori che consentono a di passare in
UNIPORTO
a) UN SOLUTO UN
SOLO SENSO;
b) – trasportatori che consentono l’entrata simultanea di
SIMPORTO 2 TIPI
nella ;
DIVERSI DI SOLUTO STESSA DIREZIONE
c) – trasportatori che consentono l’entrata simultanea di
ANTIPORTO 2 TIPI
in ;
DIVERSI DI SOLUTO DIREZIONE DIVERSA
Ci sono due tipi di trasportatori:
3.1 Trasportatori passivi (non utilizzano ATP) – consentono la diffusione
(ex. cloruro-bicarbonato, ATP sintasi,..)
di soluti a favore di gradiente.
Un importante tipo di trasportatore passivo è quello per il GLUCOSIO
nelle fibre muscolari. Esistono 4 trasportatori per il glucosio e sono
tutti trasportatori passivi:
1- GLUT 1
2- : ! Nel rene cotrasporta e glucosio e sodio (simporto); il sodio
GLUT 2
uscito grazie alla pompa ATPasica Na/K, rientra nelle cellule secondo
gradiente e cotrasporta il glucosio contro gradiente (diventa quindi t.
)
ATTIVO
3- : consente l’afflusso di glucosio nei neuroni
GLUT 3
4- : permette la diffusione facilitata del glucosio circolante lungo
GLUT 4
il suo gradiente di concentrazione in cellule muscolari e adipose.
3.2 Trasportatori attivi primari e secondari (utilizzano ATP) –
consentono la diffusione di soluti contro gradiente, quindi di creare
accumuli di un determinato soluto all’interno di un compartimento
cellulare piuttosto che in un altro.
= quando lo stesso trasportatore è una proteina che è in
PRIMARI
grado di far passare il soluto e anche di scindere l’ATP in ADP per
prelevare l’energia necessaria affinchè il processo avvenga.
Es. Pompa sodio ATPasica in grado di scambiare sodio Na e potassio
+
K ; 3 molecole di sodio (cariche negative) escono e al contempo 2
+
molecole di potassio (cariche positive) entrano – ciò provoca la
polarizzazione della membrana.
= quando un trasportatore attivo è abbinato a un
SECONDARI
trasportatore passivo (simporto in modo particolare).
Es. Trasportatori che utilizzano i batteri E. coli del nostro intestino per
trasportare il lattosio all’interno delle cellule.
2 Mioglobina ed Emoglobina
Sono entrambe delle molto importanti, soprattutto nell’esercizio fisico.
proteine,
MIOGLOBINA
= consente di
all’interno del muscolo conservare l’ossigeno e tenerlo a disposizione
– serve soprattutto durante quelle attività che utilizzano un tipo
per quando serve
di metabolismo ossidativo; è contenuta in tutti i muscoli del nostro corpo, infatti
è una .
PROTEINA MUSCOLARE
Struttura terziaria
È una costituita da globina (catena di 153 amminoacidi) che è
proteina globurale
la proteina che lo forma, ma non solo: anche da un gruppo EME. Il è
gruppo EME
grazie alla
attaccato alla proteina catena laterale di due amminoacidi “istidina”
posti una su un lato e una sul lato opposto; l’istidina è importante per il
meccanismo attraverso il quale l’ossigeno
meccanismo di , ossia il
CAPTAZIONE
rimane legato al gruppo EME.
La maggior parte degli si trovano (quindi
AA idrofobici all’interno della molecola
lontano dall’acqua); al contrario, gli si trovano più
AA idrofilici sulla superficie
(quindi più verso il citosol della cellula). , in realtà
della molecola 2 AA idrofilici
non si trovano sulla superficie, bensì .
all’interno, ed essi sono i 2 AA istidina
Essendo che la mioglobina all’interno è un ambiente lipofilo, permette al gruppo
che è centrale,
EME, formato da un ATOMO DI FERRO di mantenerlo nella forma
altrimenti verrebbe ossidato alla forma 3+ che non consente
ridotta alla forma 2+,
al ferro di captare. Lo scheletro della mioglobina è formato da 8 segmenti ad alfa
in modo da
elica, interrotte tra loro da porzioni che non hanno struttura
permettere il ripiegamento.
Gruppo EME
È una formata da un (unità ciclica a 5
molecola protoporfilina anello tetrapirrolico
4 anelli pirrolici, all’interno
atomi, di cui 1 è un atomo di azoto); ci sono quindi dei
un atomo di ferro.
quali è presente è in grado di formare , di cui 4 vengono
L’atomo di ferro 6 legami di coordinazione
usati per formare un legame con i 4 atomi di azoto dei 4 anelli pirrolici; per gli
altri 2 legami di coordinazione, il 5° legame prende contatto con un atomo di
azoto contenuto all’interno di un amminoacido (istidina), che fa parte della
globina – in questo modo il gruppo EME viene saldato covalentemente (= con
legami che non si possono rompere) all’interno della proteina; il 6° legame serve
invece per legare l’ossigeno: l’ossigeno si lega al 6° legame di coordinazione con
un legame ANGOLATO rispetto al piano dell’EME per cui il legame è INSTABILE.
Il secondo AA istidina serve per stabilizzare la posizione dell’ossigeno sul gruppo
EME, tramite un legame idrogeno (debole).
! Quando la mioglobina viene “intossicata” dal monossido di carbonio (che al
contrario dell’ossigeno, si riesce a legare con il 6° legame tramite un legame
STABILE in quanto il legame non è angolato bensì in asse) essa non potrà mai più
essere riutilizzata; questo in quanto il legame diventa covalente e quindi non si può
più rompere.
Come lega l’ossigeno alla mioglobina?
Al variare della pressione dell’ossigeno presente nell’ambiente in cui si trova la
legata o slegata all’ossigeno.
, essa è in grado di essere La
mioglobina curva di
dell’ossigeno alla mioglobina è una curva .
legame iperbole
Nel muscolo (dov’è di solito presente la mioglobina) a riposo è presente una
pressione di 4 kPa (chilo Pascal) – 4 p0 . Alla pressione di 4 kPa praticamente il
2
è nella forma SATURA di ossigeno, cioè è nella forma
100% della mioglobina
.
LEGATA all’ossigeno
Al contrario, quando il muscolo è in attività, l’ossigeno libero presente nella fibra
muscolare tende a ridursi di concentrazione; questo perché l’ossigeno viene
consumato attraverso il metabolismo ossidativo. In condizioni di esercizi intenso
la pressione presente nel muscolo può arrivare addirittura a 0.26 kPa. A questa
pressione corrisponde che solo il 50% di mioglobina è legata mentre l’altro 50% è
slegato dall’ossigeno.
Dal punto di vista biochimico è possibile verificare la capacità di una proteina di
captare l’ossigeno, utilizzando dei metodi che impiegano l’utilizzo di
spettrofotometri.
EMOGLOBINA
= serve a , quindi anche al muscolo.
trasportare l’ossigeno dai polmoni ai tessuti
L’emoglobina è una .
proteina eritrocitaria contenuta all’interno dei globuli rossi
L’emoglobina va a , quando il sangue arriva ad essi.
captare l’ossigeno dai polmoni
In quel momento l’emoglobina si satura al 98% di ossigeno. (globuli
Gli eritrociti
rossi) , e poi tornano indietro verso il
arrivano ai tessuti, rilasciando l’ossigeno
circolo sanguigno per tornare al polmone. Nel momento in cui tornano nel circolo
sanguigno, la % di emoglobina ancora satura è del 60%.
L’emoglobina all’interno dei globuli rossi è molto rappresentata (34% di tutte le
molecole proteiche all’interno del globulo rosso).
Struttura
L’emoglobina è una proteina multimerica, dotata cioè di struttura quaternaria, in
Ogni monomero ha una struttura molto simile a
.
cui 4 monomeri la compongono
quella della mioglobina ma sono .
differenti per l’affinità per l’O 2
alfa)
L’emoglobina è forma
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