BIOCHIMICA I - LEZIONE 1
Professore: Rosario Ammendola –
Dipartimento di Medicina molecolare e Biotecnologie mediche - via S. Pansini, 5 Edificio 19° - 3°
piano. Ricevimento: tutti i giorni previo appuntamento per e-mail.
Telefono: 0817463145 e 0817462036
E-mail: rosario.ammendola@unina.it
Corso: Biochimica Generale e Applicata 1
Esame: scritto (in sede) composto da 30 domande a risposte multiple e orale.
La biochimica studia la chimica applicata alla biologia, ovvero la chimica degli organismi viventi. La
biochimica studia le basi molecolari della vita e il perché esiste la vita, mediante la chimica, la fisica,
la matematica. Andremo a comprendere l'organizzazione strutturale e delle macromolecole; definire
le tappe delle vie metaboliche principali e i meccanismi che regolano e coordinano tali vie, ovvero
come queste macromolecole verranno utilizzate dalle nostre cellule e metabolizzate per produrre
energia; acquisire le metodiche attuali per la preparazione e l'analisi dei sistemi biologici.
Le macromolecole rappresentano la benzina per l’organismo umano, la fonte energetica per lo
sviluppo e la formazione dei meccanismi cellulari che avvengono in noi ogni giorno. Tutti gli
organismi viventi son dei complessi organismi cellulari, per tanto tutto questo sistema è necessario
per garantire le informazioni per il nostro sviluppo. Queste macromolecole e di conseguenza il loro
utilizzo sono altamente regolate, niente avviene per caso nella cellula, tutto deve essere regolato e
noi dobbiamo fare proprio questo come regolare tali processi e il metabolismo. Noi ci riproduciamo
e alimentiamo a spese di macromolecole che provengono dall'esterno e rilasciamo nell'ambiente
esterno prodotti di degradazione, contribuiamo ad aumentare l'entropia dell'universo rispettando il
secondo principio della termodinamica. Come siamo in grado di creare degradazione di
macromolecole siamo anche capaci di sintetizzarle, la cellula ha tutte le capacità per svolgere tali
attività e la possiamo considerare di un vero e proprio laboratorio.
Gli organismi viventi hanno una propria organizzazione, e in questa esistono specifiche funzioni a
seconda del sistema o parte di esso, e la loro diversità è dovuta al fatto che ogni organo, ogni
tessuto, ha una propria serie di reazioni che per ogni organo che le conferisce la diversità di
funzionamento di ognuno di essi. Se tutti gli organi facessero le stesse reazioni sarebbe un inutile
ammasso di reazioni e non avrebbe senso.
Abbiamo detto che siamo in grado di creare, trasformare e assumere energia dall'esterno e lo faccio
creando molecole di ATP che rappresentano un’alta potenzialità energetica. Noi siamo lo sviluppo
di un’evoluzione di organismi più semplici, (molte reazioni che avvengono nei batteri si sono
conservate e replicate nella specie animale) per tanto da un batterio è facile studiare la sua struttura
e metabolismo però la complessità la ritroviamo nel meccanismo che si svilupperà nell'organismo.
Dobbiamo quindi sottolineare che i processi più importanti e complessi si sono conservati
nell’evoluzione e lo vedremo nel corso dello studio di questa materia. Ogni essere vivente è formato
un seti di macromolecole diverse che diversifica ogni specie
In tutti gli organismi viventi è valido il principio di economia molecolare:, la cellula non butta mai nulla
recupera sempre tutto e quello che eliminiamo sono piccole molecole che verranno rilasciate di cui
non ne abbiamo bisogno come ad esempio come acqua, co2, ammoniaca etc. Noi a spese
dell'ambiente creiamo e manteniamo il nostro ordine ma allo stesso tempo l'ambiente esterno
l’entropia.
diventa sempre più disordinato, aumentando
La cellula batterica è diversa quella animale, in quest'ultima il DNA è contenuto in una membrana
nucleare nell'altra il DNA è disperso nel citoplasma; gli organelli nell'animale sono spesso
caratterizzati da membrana a differenza della batterica che non la ha, si trovano tutti insieme; i batteri
inoltre presentano una parete cellulare che invece questa volta la cellula animale non ha. Da
ricordare è che sia batteri che uomo derivano da un progenitore comune che ha generato complessi
più diversi e questo è il motivo del perché molte reazioni assomigliano tra di loro tra specie umana
e batterica. Sappiamo benissimo che, come fonte energetica, sia alcuni batteri che piante si servono
della luce solare, ci ricordiamo la fotosintesi, dove si creano molecole organiche che vengono
utilizzate come fonte di energia. Questo per la specie batterica ma per l'uomo è diverso perché
l’uomo L’uomo
si avvale di composti organici per la vita. e tutti gli animali sono chemiotropi, utilizzano
fonti di carbonio per nutrirsi, che verranno metabolizzati fino a ottenere delle piccole molecole.
Durane queste sintesi vedremo la presenza di molte reazioni di ossidazione, dove verranno prodotti
molti elettroni che arriveranno a degli accettori, nella quale molta energia verrà prodotta. Ovviamente
sarà energia che sarà distribuita in maniera diverso, di fatto ricordiamo che per i carboidrati avremo
bisogno di energia non molto come per gli acidi.
Il processo di trasferimento di questi elettroni e produzione di energia avviene in specifici organelli
chiamati mitocondri, (dove avviene il processo di respirazione cellulare) e il trasferimento della nostra
energia a degli accettori finali rappresentati dall’ossigeno molecolari che andrà a liberare molecole
d’acqua utilizzando i prodotti utilizzati dal catabolismo. Il mitocondrio ha una membrana
mitocondriale esterna e interna, quest'ultima è molto invaginata, definiamo matrice mitocondriale
quella presente all'interno del mitocondrio; mentre la cresta è quella dovuta alle invaginazioni. il
mitocondrio ha un proprio DNA, quindi si replica autonomamente rispetto alla cellula, ed è coinvolto
All’interno della cellula c’è una differenziazione, molte delle reazioni
nei processi prima descritti.
avvengono del mitocondrio, altre nel citoplasma, altre in altri organelli. Questo ci permette di
affermare che non solo abbiamo una differenziazione tissutali bensì anche all’interno della cellula.
La cellula ha deciso che nel mitocondrio avvengono le reazioni di degradazione delle
macromolecole, nel citoplasma avviene la biosintesi di esse. Ma all’interno di questa classifica,
andando nel profondo, possiamo notare che c’è un ulteriore divisione, di fatto ci sono meccanismi
che avvengono sulla cresta mitocondriale; altri nella matrice e così via. Quando parliamo di
degradazione parleremo del catabolismo mentre nelle sintesi anabolismo l'insieme delle reazioni è
rappresentato dal metabolismo.
Il carbonio presenta una certa versatilità nel formare legame. Essendo tutte le biomolecole dei
composti organici possiamo palare di doppi e singoli legame mai tripli, e vedremo che molto spesso
questa dovranno rompere i loro legami per necessità, rimembrando all'economia molecolare questo
avverrà solo in caso necessario per via del dispendio energetico. Durante il metabolismo degli
zuccheri o degli acidi grassi, generalmente queste molecole grandi verranno degradate ad acetil
coenzima A. quindi questa è la molecola che convoglia gli zuccheri e gli acidi grassi. Questa
molecola convoglia tutto il metabolismo cellulare. Esistono interazioni non covalenti tra queste
molecole, come ad esempio legami a idrogeno, ionico, idrofobiche etc. e durante queste interazioni
interverranno queste sostanze che permettono di far avvenire le reazioni in microsecondi, grazie
appunto l’utilizzo di catalizzatori. I catalizzatori, spesso gli enzimi, vanno a modificare la cinetica di
una reazione, in modo diverso da come agiscono in laboratorio i comuni catalizzatori. Vedremo
ancora nel corso la presenza di isomeri geometrici, che spesso presenteranno dei cicli diversi.
Nella cellula, in genere, avvengono cinque tipi di trasformazione chimica:
• ossido riduzione;
• scissione e formazione di legami carbonio carbonio;
• riarrangiamenti interni;
• trasferimento di gruppi;
• reazione di condensazione;
Nelle reazioni ossido riduzione si hanno grazie un trasferimento di elettrone, uno che accetta
l’altro
elettroni e che li cede. In mole ossidazioni biologiche un composto cede 2 elettroni e 2 ioni di
idrogeno.
Questa è una reazione che vedremo spesso. Durante il catabolismo del glucosio, quando ingeriamo
il glucosio, cioè da una molecola a sei atomi di carbonio attraverso il processo di glicolisi si passerà
a piruvato, un composto a 3 atomi di carbonio, quindi il glucosio verrà ridotto a due metà. Questo è
un processo altamente regolato sia da un punto di vista energetico che da un punto di vista ormonale
(glucagone e insulina). il piruvato è un alfachetoacido, infatti il carbonio in alfa una funzione
chetonica e ha un carbonio carbossilico. Il piruvato una volta formato può subire una serie di destini:
può trasformarsi in acetilCoA, quando si trova in condizione anaerobiche, prive di ossigeno, può
trasformarsi in lattato a seguito di una riduzione della funzione carbonilica in funzione alcolica. La
reazione è reversibile, cedendo e donando elettroni, convertendosi in piruvato. Questa è un
processo che non avviene da solo bensì si avvale di un catalizzatore rappresentato dall’enzima
lattatodeidorgenasi (deidrogenasi significa che avviene una redox). Questo enzima infatti molto
espressa nel muscolo, ed è un enzima, così come un reazione molto importante che deve per forza
avvenire. Esiste una lattatodeidrogenasi specifica del cuore, che catalizza la stessa reazione, ma
presenta una diversità regolatoria rispetto a quella che troviamo nel muscolo. In ogni tessuto, o
cellula, esistono degli isoenzimi, ovvero enzimi che catalizzano la stessa reazione ma che la
regolano in maniera diversa. Quella nel cuore assume un importante valore diagnostico, in quanto
il primo valore irregolare che analizziamo quando abbiamo un infarto è proprio la lattatodeidrogenasi.
La scissione e formazione di un legame cc può essere omolitica, quando gli elettroni sono
ugualmente distribuiti, oppure eterolitica quando la separazione avviene in modo disuguale
formando carbocationi e carboanioni e vedremo che molto spesso ci ritroveremo dinanzi questa
situazione.
Gli riarrangiamenti interni sono dovuti al trasferimento di elettroni all'interno di una molecola che
può essere: un’isomerizzazione,
produce un riarrangiamento molecolare. Questo riarrangiamento
una trasposizione; un riarrangiamento cis e trans dei doppi legami. un esempio e che facendo
riferimento al glucosio, quando entrerà nelle nostre cellule (con una elevata difficoltà), attraverso
l’insulina (ricordiamoci e sottolineiamo la sua importanza) la prima reazione di glucosio all'interno
del nostro corpo è una fosforilazione in posizione 6. Nella reazione successiva interviene
un’isomerasi, il carbonio 1 che presenta una funzione aldeidica viene trasformata in alcolica, ch20h,
e verrà ossidata in un chetone. L’enzima è un’isomerasi, in particolare una fosfoisomerasi del
glucosio, trasformando lo zucchero in fruttosio.
Trasferimento di gruppi, generalmente con un gruppo fosfato attraverso una molecola di ATP,
facendo sempre riferimento al primo processo della glicolisi. Infatti, una molecola di glucosio può
L’ATP è
attaccare una molecola di atp, che porta il trasferimento del gruppo fosfato in posizione 6.
il principale attore in tutto questo, che ci serve per vivere, muoverci e svolgere tutte le attività.
La reazione di condensazione avviene per la perdita di una molecola d'acqua. A partire da precursori
semplici noi siamo in grado di sintetizzare complessi difficili, grazie alle reazioni che avvengono nei
ribosomi, come gli aa. ma questi ultimi sono anche dei precursori di alcuni ormoni peptidici, di
neurotrasmettitori, gli acidi grassi anche possono rappresentare dei precursori come vediamo nella
membrana plasmatica, così come anche gli zuccheri e acidi nucleici sempre attraverso un
metabolismo organizzato dal nostro organismo.
BIOCHIMICA I - LEZIONE 2
Le proteine sono tra le molecole principalmente rappresentate nella nostra vita, di fatto li troviamo
nel sangue negli animali come insetti o parti di animali. Le proteine si sintetizzano a partire da un
gene, che codifica lacune informazioni attraverso il processo di trascrizione, che avviene nel nucleo
dove si forma un RNA messaggero; che dal nucleo va nel citoplasma e incontra i ribosomi che sono
impiegati nella traduzione, processo in cui avviene la sintesi di una specifica proteina a partire dl
gene di partenza. I ribosomi non fanno altro che catalizzare la formazione di un legame peptidico
che vedremo stesso oggi.
Le nostre cellule sintetizzano continuamente proteine e come le sintetizzano così le degradano. Le
proteine hanno una proprio emivita, infatti noi siamo in grado di fare riserve di grassi ma non di
proteine, che vengono sintetizzate e degradate continuamente. Le proteine sono costitute da
amminoacidi, una molecola che contiene un carbonio chirale alla quale sono legati:
1. un gruppo carbossilico;
2. un gruppo amminico;
3. un atomo di idrogeno;
4. un gruppo R; l’elemento
Il gruppo R rappresenta identificativo per ogni aa. Il centro chiralico è otticamente attivo
e un carbonio in posizione alfa; e i quattro sostituenti possono orientarsi in due modi diversi formando
degli enantiomeri. La nomenclatura prevede che il carbonio chiralico indicato con il numero 2 è il
α,
carbonio il carbonio carbossilico invece è il carbonio 1 e tutti gli altri carboni hanno numeri
crescenti 3, 4, 5, 6 che sono i carboni del gruppo R a cui è legato il carbonio chiralico, questi carboni
β, γ, δ, ε
son detti anche e così via.
Gli amminoacidi sono presenti come stereoisomeri, immagini non speculari e sovrapponibili tra di
loro, e li possiamo distinguere in classe D (destrogiro), quelli che presentano il gruppo amminico a
destra, oppure L (levogiro) che presentano il gruppo amminico a sinistra. Nelle nostre cellule
esistono solo amminoacidi della classe L, non esistono quelli della serie D, fatta eccezione per
qualche caso. Li distribuiamo in amminoacidi che contengono
un gruppo R alifatico non polare es. glicina,
l’isoleucina.
alanina, valina, leucina e Tutti
contengono un gruppo R alifatico non polare.
Alcuni di questi amminoacidi li incontreremo
spesso ed è bene ricordarne la struttura.
Altri amminoacidi (vi ricordo che sono 20 in
tutto) hanno un gruppo R non carico polare.
Questi sono la serina, la treonina, la cisteina,
la prolina, l’asparagina e la glutammina. Fra
l’unico
questi la cisteina è amminoacido tra i 20
a contenere un gruppo sulfidrilico e vedremo
che questo gruppo avrà un ruolo determinante
nella struttura delle proteine.
Infatti i gruppi sulfidrilici possono formare
attraverso una reazione un ponte di disolfuro
in una reazione di ossidoriduzione, per cui due
cisteine presenti in due catene polipeptidiche
diverse o nella stessa catena polipeptidica
possono andare incontro a questa reazione di
ossidoriduzione in cui vengono persi due
elettroni creando un ponte disolfuro. Questo
ponte disolfuro tra residui di cisteina stabilizza
la struttura di molte proteine (quindi gioca un
ruolo determinante). La reazione è reversibile
per cui i ponti disolfuro possono essere ridotti formando di nuovo due gruppi sulfidrilici SH.
Esistono amminoacidi con un gruppo R aromatico. Fenilalanina, tirosina e triptofano hanno il gruppo
aromatico. Molti di questi, come vi mostrerò nel corso delle lezioni, sono precursori di importanti
neurotrasmettitori, quindi giocano un ruolo fondamentale in alcune biosintesi cellulari.
l’arginina l’istidina.
Esistono amminoacidi con gruppo R carico positivamente: la lisina, e
Vi ricordo che stiamo analizzando i gruppi R. I gruppi R carichi negativamente sono aspartato e
glutammato. La carica conferita all’amminoacido è una carica netta negativa: un gruppo COO- del
dell’amminoacido, per cui
gruppo R e il gruppo carbossilico (COO-) la carica netta è una carica
negativa. Oltre i venti amminoacidi noti esistono altri amminoacidi che
definiamo non standard ed è il caso dell’idrossiprolina, che è l'aa
prolina alla quale è stato aggiunto un gruppo OH in posizione 4.
Questi aa giocano un ruolo decisamente rilevante. Altri aa non
standard, di fondamentale importanza sono l'ornitina e citrullina e li
incontreremo nella degradazione delle proteine. Durante la
degradazione l'evento più cruciale è l'eliminazione del gruppo
amminico come molecola ammoniaca, altamente tossica per le
nostre cellule. Per questo le nostre cellule provvedono a sviluppare
meccanismi per eliminare il gruppo amminico prima di smaltirla, e
tale processo è chiamato ciclo dell'urea, che fa parte del ciclo di
Krebs.
Esistono poi amminoacidi che si possono definire essenziali in
quanto non siamo in grado di sintetizzarli e quindi li dobbiamo
inserire attraverso la dieta. Un amminoacido in soluzione si
comporta come uno zwitterione e si comporta sia da acido che
basico a seconda anche del pH di soluzione in cui ci troviamo. La
presenza del gruppo R gli conferisce ancora la possibilità di
distinguersi in donatori o accettori di elettroni.
I peptidi sono delle
catene di aa formati anzi
legati da quelli che sono
dei legami peptidici
attraverso una reazione
di condensazione, che
avviene per una
molecola di OH che
reagisce con un idrogeno
del gruppo amminico
formando la fuoriuscita di
una molecola di acqua
ma allo stesso tempo
formare il legame
peptidico. Tutti gli
amminoacidi possono
formare n legami
peptidici questi si legano
all'estremità di destra,
per conven
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