Acidi biliari: sintesi e trasformazione
Gli acidi biliari rappresentano il prodotto del catabolismo del colesterolo; la loro sintesi avviene esclusivamente nel fegato dove inizia nel citoplasma e reticolo endoplasmico sino alla formazione del triidrossicoprostano, procede poi nei mitocondri sino alla formazione dell'acido biliare, quindi nel citoplasma dove l'acido viene copulato con CoA e termina nei perossisomi con la formazione di acidi glico e taurocolanici.
Poiché sia gli acidi biliari sia i loro coniugati, acidi glico e taurocolanici, sono relativamente poco solubili e tossici per la cellula, essi nel fegato sono sempre legati a proteine che ne potenziano la solubilità.
Acidi biliari primari e secondari
Il processo di sintesi dell'acido biliare si conclude con la formazione di acido antropodesossicolico o chenodesossicolico e colico, i quali sono definiti acidi biliari primari; nell'intestino, dalla flora batterica entrambi vengono ridotti rispettivamente ad acido litocolico o monossicolanico, e desossicolico per riduzione della funzione alcoolica in 7 che da gruppo alcoolico secondario (=CH-OH) passa a gruppo metilenico (=CH). Questi due acidi vengono pertanto detti acidi biliari secondari perché non direttamente sintetizzati dall'uomo.
Il processo di sintesi
La sintesi inizia con la conversione irreversibile del colesterolo in 7-α idrossicolesterolo per idrossilazione del gruppo metilenico in 7. L'enzima detto 7α idrossilasi è localizzato sulla membrana del reticolo dal lato citoplasmatico. In effetti si tratta di un complesso enzimatico che prevede la partecipazione di NADPH, ossigeno molecolare (O2), di un enzima flavinico (FP), di citocromo b5 (cit b5) che funziona da accettore di elettroni e del citocromo P450 (cit P450) che è la vera idrossilasi.
Dapprima FP ossida NADPH ridotto a NADP+ ed accetta i due idrogeni sul proprio gruppo prostetico FAD che si converte in FADH2, e successivamente si riossida cedendo uno alla volta un elettrone al cit b5 il cui Fe al centro dell'emo si riduce da trivalente a bivalente, e liberando due protoni H+. L'atomo di Fe sull'emo di cit b5 viene ora riossidato dal cit P450 il cui Fe da trivalente passa a bivalente; a questo punto il cit P450-Fe lega O2 da un lato e dall'altro il colesterolo e trasferisce un elettrone a O2 formando un anione superossido O2-.
Successivamente cit P450 sottrae a cit b5 il secondo elettrone ceduto nel contempo da FP FADH2 radicalico, lo lega al proprio Fe3+, che si trasforma in Fe2+, e quindi lo trasferisce ad O2 che a sua volta si trasforma in anione perossido O22-. Da ultimo, cit P450 agisce su O2 trasferendo un atomo di ossigeno come O ai due protoni derivati dal FAD formando una molecola.