REGOLAZIONE ORMONALE DELLA GLICEMIA pt. 5
Ormoni iperglicemizzanti
GH
Scatena da → IPOFISI
Ormone ANABOLIZZANTE E IPERGLICEMIZZANTE
ASSORBIMENTO DI GLUCOSIO
EFFETTO DIABETOGENO
GLUCONEOGENESI
SINTESI PROTEICA
LIPOLISI
EFFETTI DIABETOGENO
GLUCORTICOIDI
CORTISOLO
Ormone CATABOLICO E IPERGLICEMIZZANTE
ASSIMILAZIONE
CRESCITA OSSEA
GLUCONEOGENESI
CATABOLISMO PROTEICO
Glicogeno sintesi
LIPOLISI E CATABOLISMO ACIDI GRASSI
Sistema INSULINA - GLUCAGONE
Sistema CONTROREGOLATORIO GH, CORTISOLO
REGOLAZIONE ORMONALE DELLA GLICEMIA PT.5
Ormoni iperglicemizzanti
GH
Screto da IPOFISI - La risposta è più marcata in:
- IPOSICEMIA
- ESERCIZIO FISICO
- SONNO PROFONDO
- DIETA PROTEICA
Ormone ANABOLIZZANTE e IPER-GLICEMIZZANTE
OPPONE CIRCADIANO
GLUCONEOGENESI → fegato e muscoli
SINTESI PROTEICA → tessuto muscolare
β-OSSIDAZIONE → dolore
LIPOLISI → corpi chetonici
EFFETTO DIABETOGENO
Induce condizioni di:
- immune depressione
- mancanza effetto delle cellule immune
Collabora con ormoni tiroidei e catecolamine
CORTISOLO
Ormoni iperglicemizzanti
GLUCOCORTICOIDI
Ormone CATABOLICO e IPER-GLICEMIZZANTE
In condizioni di stress
Favoriscono accumulo di grasso nel tronco
Secreto da SURRENALE
Assunzioni croniche di cortisone
Assimila BONE DI GLUCOSIO
SINTESI COLLAGENE
ASSORBIMENTO CALCIO
CRESCITA OSSEA
GLUCONEOGENESI
CATABOLISMO PROTEICO → AA
GLICOGENOSINTESI → fegato
LIPOLISI e CATABOLISMO ACIDI GRASSI → epatociti
SECREZIONE INSULINA (quando in eccesso)
QUINDI spostare il bilancio verso lipogenesi e insulino-resistenza
Accumulo di grasso
Sistema INSULINA-GLUCAGONE
Sistema CONTROREGOLATORE: GH, CORTISOLO, CATECOLAMINE
Regolazione Ormonale Della Glicemia
T3 Attivo
3 atomi di Iodio
T4 Iperoscente e rimosso
4 atomi di Iodio
Riassotto un maggiore quantità
Ormoni Tiroidei
Livelli normali
- Ipoglicemizzanti
Livelli elevati
- Iperglicemizzanti
- Anabolismo
- Sensibilità insulinica
- Glicogenosintesi
- Glicogenolisi
- Glicemia
- Lipolisi
- Sensibilità catecolamine
TSH
Secreto da Ipofisi
Ormane stimolante e coinvolgimento di iodio e formazione di T3 e T4
↑ Battito cardiaco
Disecrez controlato da TRH
Secreto da Ipotlamo
Si ripercute in altri ambiti
DIABETE
TYPE 1
Genetico
Autoimmune
Effetti:
Stato catabolico
Iperglicemia
Chetosi
TYPE 2
Sedentarietà ed obesità
Alimentare
Genetica
Iperinsulinemia
Sintomi:
Insulino-resistenza
Iperglicemia
SINDROME METABOLICA
Ginoide
Dislipidemia
Infiammazione
CURA
Ω3 e Dieta
Esercizio Fisico
Terapia Farmacologica
ELETTROFORESI
Apparato sperimentale
- GEL
- CELLA ELETTROFORETICA
- TAMPONE
Mantiene lo stato ionico costante a un determinato PH
- ELETTRODI
V O I Contatto
- COLORANTE
Fluorescenza sotto raggio UV
OUTPUT ► rilevazione dei bandi differenze di migrazione delle molecole in base al fattore scelto
CORSA ELETTROFORETICA
Separazione basata su diversa velocità delle molecole in un campo elettrico
- Mobilità
- Forme e dimensioni → Peso molecolare
- Carica → Punto isoelettrico (P.I.)
- Varia in funzione del PH a parità di massa o materiale presente costanti nella massa
- Molecole o di ammonio → NH₂ -NH₃ - cariche
- Zwitterione
- Carica molecola Elettroneutrale
- La carica varia in funzione del PH
- Viscosità del mezzo in cui si muovono
Il GEL funziona da attrito per la massa
Queste sono notevoli variabili nel gel
- Si tarala il gel ponendolo in funzione nella cassetta
- Se il gel è conduttivo si verifica
Tipi di gel
GEL DI AGAROSIO
Eliminare di T agglos. genetico illuminato
Gel e variabili seconda delle componenti
Impulso affidabile per geni mediali
Cella elettroforica orizzontale
- Evolvere catodo molecolare
GEL DI POLIACRILAMIDE
Gel e porosità variabile e secondo delle poliammide
Uniting di acidi nuclelici e proteine
Cella elettroforetica verticale
DNA singolo filamento
DNA doppio filamento
GEL DENATURANTE
- Funzione proteica mantenere polimeri
- GEL NATIVO
Si usano marcatori di peso molecolare
Cariche o in base a marker ponendone marcatori esterni da elettroforesiare da usare spesso e convertire con carico di emissione
Elettroforesi, pt. 2
2 tipi di gel
- SDS-PAGE
- Separazione proteine
- Denaturazione e riduzione dei ponti di zolfo
- Poolline dei campioni
- β-Mercaptenolo
- Ossoni di efferenza negativa
- Glicerolo
- Ossoni di efferenza propria
2 gel sovrapposti:
- Stacking gel
- pH basso
- Zona concentrante
- Resolving gel
- pH alto
Gel con gradiente di pH
IEF (Composito inverso)
- Separazione in base al punto isoelettrico (pI)
- Separazione carica e forma
Western Blot
- Estrazione campioni proteici
-
ROTTURA DELLE CELLULE
- Detergenti esauriscono l’ambiente
- Shock osmotico
- Congelamento e scongelamento ripetuto
-
RACCOLTA DEI CAMPIONI
- Centrifugazione e sedimentazione dei campioni
-
ELETTROFORESI SDS PAGE
- Separazione in base alla dimensione molecolare
-
TRASFERIMENTO SU MEMBRANA DI NITROCELLULOSA
- ELETTROBLOTTING
-
SATURAZIONE (BLOCKING)
-
SOLUZIONE ANTICORPO PRIMARIO
-
SOLUZIONE ANTICORPO SECONDARIO
- CONIUGATO CON ENZIMA
-
RIVELAZIONE
PRATICHE DI LABORATORIO CON ANTICORPI
OTTENIMENTO DEGLI ANTICORPI
ANTISIERI POLICLONALI
- A-1
- A-2
- A-3
- A-4
ANTICORPI MONOCLONALI
ELISA
Utilizzo
Quantificazione di proteine in un campione, tramite l'uso di anticorpi ed enzimi
SAGGIO DIRETTO (SANDWICH)
- Si ricopre una piastra con ANTICORPO PRIMARIO MONOCLONALE specifico
- Si immerge il campione contenente l'antigene
- Si aggiunge l'ANTICORPO SECONDARIO MONOCLONALE coniugato con un ENZIMA
- Osservazioni ed analisi dopo reazione colore
SAGGIO INDIRETTO
- Si ricopre la piastra con l'ANTIGENE
- Si immerge nel campione con ANTICORPO PRIMARIO MONOCLONALE
- Si aggiunge l'ANTICORPO SECONDARIO coniugato con ENZIMA
- Osservazioni ed analisi
CROMATOGRAFIA
Fase stazionaria
- Costituisce l’impaccaturaper la colonna cromatograficaa cui si legano i soluticontenere dolciumi.
Fase mobile
- Fascia attraverso la fasestazionaria ed eluisce ilsoluto non ditta ilnascimento.
- Fase stazionaria non polareFase mobile polare (con H2O)Differenziazione in fasi alla POLARITÀ
- Differenziazione in fasi alla GRADNERA
- Fase stazionaria polareFase mobile apolare
- Quindi equivalenze omobilozione di cationianiconici a nadrioni.
- Differenziazione in fasi alla CARICA
- Storo molecolareDistribuzione conpore di dimensioni controllata
- Metodo da utilizzare IV e V bioanalitica
- Tipologie
- Con anticorpi e recettori per le molecole target
- Purificazione di molecole proteiche
- Scopo qualitativo
- Fase stazionaria solida
- Fase mobile fatta fluire per mezzo di pompe ad elevata pressione
- Separazione miscele complesse in poco tempo
- "Tempo di ritenzione": tempo che la molecola sta in una data colonna
- Preparazione miscele complesse
- Compresi separazioni delle fasi mobili
- 3 fasi principali Strumento - THERMAL CYCLER
- DENATURAZIONE del DNA. Apertura della doppia elica ad alta temperatura (> 90°C)
- ANNEALING. I primer si legano alla sequenza bersaglio. La temperatura (55-60°C) va calcolata delicatamente evitando l'accumulo delle sequenze di basi.
- ESTENSIONE ad opera della DNA POLIMERASE TERMOSTABILE (da microfagi), primers nell'amplificazione. La polimerasi utilizza Mg2+ (72°C).
- Il ciclo misto con l'embolo diventa uguale a quello con arco di valvola.
- Gradazione veloce consente la formazione di prodotti.
- Fino al plateau. Enzimi: meno lungo.
- Se il rapporto alto si ottengono prodotti energetici.
- Si lavora nelle sequenze adiacenti al gene di interesse
- Numero di primer in eccesso rispetto al DNA stampo
- Evitare sequenze simili
- Evitare sequenze palindromi
- Evitare sequenze autocorrenti all'estremità 3'
FASE INVERSA
FASE NORMALE
SCAMBIO IONICO
ESCLUSIONE
CROMATOGRAFIA pt. 2
AFFINITA
HPLC
POLYMERASE CHAIN REACTION
Amplificazione selettiva di un particolare segmento di DNA conosciuto
DISEGNO DEI PRIMER
-
Biochimica generale mappe concettuali
-
Mappe concettuali Biochimica
-
Mappe concettuali di Biochimica
-
Biochimica