LIPIDI
I lipidi si differenziano in diversi gruppi che hanno però in comune la
caratteristica di essere insolubili in acqua. I lipidi possono svolgere FUNZIONI
BIOLOGICHE di: riserva, strutturale (proteggono importanti organi da
traumi e svolgono funzione connettivale), termoregolazione, cofattori
enzimatici, trasportatori di elettroni, pigmenti (in grado di assorbire la
luce), ormoni (steroidei derivano colesterolo), messaggeri
intracellulari, ecc.
I lipidi possono essere suddivisi in:
LIPIDI SEMPLICI lipidi formati da C,O e H
LIPIDI COMPLESSI lipidi formati oltre che da C,O e H anche da ACIDI GRASSI
LIPIDI CON FUNZIONE DI RISERVA
1)
I GRASSI e gli OLI usati quasi universalmente come fonte di riserva
energetica, sono composti derivati dagli ACIDI GRASSI. A loro volta gli
ACIDI GRASSI derivano dagli IDROCARBURI ed hanno lo stesso basso STATO
DI OSSIDAZIONE (sono quasi completamente RIDOTTI). L’OSSIDAZIONE
completa degli ACIDI GRASSI a CO2 e H2O, comporta una grande
produzione di energia (PROCESSO ALTAMENTE ESOERGONICO).
L’energia in eccesso derivante dai nutrienti della dieta, viene
immagazzinata sotto forma di TRIACILGLICEROLI nel TESS.ADIOPOSO.
ACIDI GRASSI
Gli acidi grassi sono acidi carbossilici, cioè formati da una lunga catena
idrocarburica (alifatica) responsabile della caratteristica di
IDROFOBICITA’, cioè sono insolubili in acqua.
Ad un’estremità è presente il gruppo carbossilico (OH-C=O),
caratteristico degli AC.GRASSI in quanto è l’unico gruppo polare.
Ac.grassi secondo la loro lunghezza La lunga catena può essere
costituita da 4 a 36 atomi di C (quelli che hanno 14-20 C sono i più
frequenti in natura) e in base alla loro lunghezza distinguiamo:
ac.grassi a catena corta: tutti quegli ac.grassi che presentano una
o catena inferiore a quella dell’ACIDO PALMITICO (16C) ed hanno la
caratteristica di avere maggiore libertà di movimento, proprio
perché sono molecole più piccole. Hanno un livello di IDROFOBICITA’
minore rispetto a ac.grassi a catena lunga, che gli consente di
attraversare membrane senza l’intervento di un apposito
trasportatore, circolare nel plasma sanguigno senza essere legati a
specifiche proteine trasportatrici.
ac.grassi a catena lunga: tutti quegli ac.grassi che presentano una
o catena maggiore a quella dell’AC.PALMITICO (16C). Sono più
IDROFOBICI rispetto a quelli a catena corta, determinando maggiori
difficoltà nell’attraversamento delle membrane biologiche, difficoltà
anche nel trasporto nel flusso sanguigno. Hanno quindi bisogno di
strutture predispose x il loro metabolismo (determinato trasportatore
che interviene).
Acidi grassi SATURI o INSATURI Gli acidi grassi, a secondo che
presentino un doppio legame tra gli atomi di C, possono essere classificati
in: SATURI: privi di doppi legami tra atomi di C e presentano una
• catena NON RAMIFICATA. Gli acidi grassi che presentano una
catena NON RAMIFICATA sono i più presenti in natura con un numero
di C da 12 a 24. La caratteristica sarà quella di avere una certa
linearità e di conseguenza le catene di ac.grassi saranno disposte
l’una affianco all’altra, stabilizzate dalla presenza di legami
intermolecolari (forze di Van der Walls). Questo tipo di
configurazione determina la proprietà degli ac.grassi SATURI (grassi
animali) di essere presenti a temperatura ambiente allo STATO
SOLIDO (vedi burro). Il nostro organismo ha la capacità di poterli
sintetizzare autonomamente, vengono perciò definiti AC.GRASSI
NON ESSENZIALI.
INSATURI: presenza di doppi legami tra atomi di C. Può essere
• presente un solo doppio legame: MONOINSATURO. Se poi i doppi
legami sono più di uno si definiscono POLIINSATURI ed alcuni sono
molto importanti per il corretto funzionamento del metabolismo, ed è
necessario introdurli attraverso l’alimentazione, per tale motivo
vengono definiti ACIDI GRASSI ESSENZIALI (acido grasso linoleico,
acido grasso linolenico, acido grasso arachidonico, omega-6 e
omega-3 non siamo in grado di sintetizzarli, cioè il nostro organismo
non è in grado di produrre molecole con doppio legame in queste
posizioni).
La posizione dei DOPPI LEGAMI mostra una certa regolarità
nella maggior parte degli ACIDI GRASSI MONOINSATURI il doppio
9
legame si trova tra gli atomi C9 – C10 (Δ ), mentre negli ACIDI GRASSI
12 15
POLINSATURI si trovano solitamente tra C12-C13 (Δ ) e C15-C16 (Δ ).
In tutti i principali acidi grassi insaturi presenti negli esseri viventi il
doppio legame si trova in posizione CIS, con gli atomi di H legati al C
disposti dalla stessa parte rispetto al doppio legame. La forma CIS
abbassa il punto di fusione dell'acido grasso e ne fa aumentare
la fluidità, di conseguenza sarà necessaria un energia termica
inferiore x disorganizzare una struttura così poco organizzata degli
ac.grassi insaturi.
L’assimilazione attraverso la dieta di ac.grassi INSATURI (fino al 40%
delle Kcal tot!!), determina un minor rischio di andare incontro a
MALATTIE CARDIOVASCOLARI.
http://www.my-personaltrainer.it/nutrizione/acidi-grassi.html --> Importanza
della stereo-isomeria del doppio legame
L’assunzione con la dieta di acidi grassi TRANS, aumenta l’incidenza di malattie
coronariche la riduzione o la cessazione dell’assunzione di ac.grassi riduce il
rischio di malattie cardiovascolari, aumentando il livello plasmatico dei trigliceridi e
del colesterolo delle LDL, e abbassando il livello di colesterolo delle HDL.
APPROFONDIMENTO: convenzione acidi grassi polinsaturi gli atomi di C vengono
numerati in direzione opposta, assegnando il numero 1 al C terminale della
catena (presente nell’altra estremità della catena [vedi img. pag.345]).
Importanza degli omega-6 e omega-3 il C più lontano dal gruppo carbossile,
viene chiamato omega e gli si assegna il numero 1. I POLIINSATURI con DOPPIO
LEGAME tra C3-C4 acidi grassi omega-3. I POLIINSATURI con DOPPIO LEGAME
tra C6-C7 acidi grassi omega-6.
Esistono tre principali tipi di omega-3 utilizzati dal nostro corpo: acidi
alfa-linolenici (ALA), acidi eicosapentainoici (EPA) e gli acidi docosaesaenoici
(DHA). Il nostro organismo, non avendo la capacità di poterli sintetizzare, devono
essere introdotti attraverso la dieta. Dopo aver introdotto gli acidi ALA, essi
vengono convertiti in EPA e DHA dal nostro organismo.
Per un buon stato di salute, è fondamentale mantenere un appropriato bilancio
di omega-3 e omega-6, in quanto queste due sostanze agiscono
sinergicamente nel nostro corpo. Il rapporto ottimale tra omega-6 e omega-3
sarebbe di 1:1 o 4:1 (elevato e negativo rapporto nella dieta nordamericana 10:1
o 30:1).
BENEFICI importanza x crescita e corretto sviluppo funzioni cognitive nel
bambino; aiutano nella prevenzione di numerose malattie croniche come:
ipercolesterolemia, ipertensione arteriosa, malattie cardiache, infarto, diabete,
ictus, artrite, osteoporosi, obesità, anoressia e bulimia, schizofrenia, asma,
dismenorrea, cancro al colon, all’utero, alla prostata e in numerose altre malattie
infiammatorie.
SVANTAGGI IN SEGUITO A SBILANCIATO RAPPORTO aumento rischio di malattie
cardiache e infarto.
MALATTIE CARDIOVASCOLARI (esemp.infarto) prima causa di morte nei
paesi occidentali.
Infarto la PARETE INTIMA subisce dei danni già a partire dalla tenera età
come conseguenza di una cattiva alimentazione (merendine a scuola), dando il
via ad un percorso verso la comparsa dell’infarto:
ATT.AEROBICA + CORRETTA ALIMENTAZIONE MINOR RISCHIO
MALATTIE CARDIO VASCOLARI
TRIGLICERIDI
I trigliceridi sono i lipidi più semplici dei LIPIDI COMPLESSI, caratterizzati
dalla presenza di una molecola di GLICEROLO, un polialcol con tre atomi di
C, il quale va a formare un legame estere con gli ACIDI GRASSI, formando
così TRIACILGLICEROLO (trigliceridi). Poiché i GRUPPI OSSIDRILICI POLARI
del glicerolo e i GRUPPI CARBOSSILICI POLARI degli acidi grassi sono uniti
con legame estere, i trigliceridi sono: apolari, idrofobici e insolubili in
acqua.
Trigliceridi SEMPLICI o MISTI All’interno dei trigliceridi avviene una
classificazioni in:
trigliceridi SEMPLICI lo stesso ACIDO GRASSO è presente in
• tutte e 3 le posizioni.
trigliceridi MISTI contengono 2 o più ACIDI GRASSI diversi.
•
Funzioni TRIGLICERIDI:
RISERVA ENERGETICA Nei vertebrati sono presenti alcune cellule
• specializzate, chiamate ADIPOCITI (CELLULE GRASSE), nella
conservazione di grandi quantità di trigliceridi sotto forma di gocce
di grasso che riempiono quasi completamente la cellula. Tali depositi
di trigliceridi assolvono una funzione ENERGETICA. Un soggetto
moderatamente obeso, può avere 15-20 kg di trigliceridi depositati
negli adipociti, una quantità sufficiente a rifornire l’organismo di
energia per diversi mesi (mentre la quantità di energia che l’uomo
può conservare sottoforma di glicogeno è sufficiente x meno di un
giorno).
Vantaggi nell’immagazzinare energia sottoforma di
trigliceridi:
PIU’ RIDOTTI gli atomi di C che costituiscono la catena di acidi
1. grassi sono PIU’ RIDOTTI di quelli che costituiscono la catena
gli zuccheri, di conseguenza l’ossidazione dei trigliceridi rende
una quantità doppia rispetto a quella liberata da una pari
quantità di carboidrati (1g di ZUCCHERI produce 4Kcal mentre 1g
di AC.GRASSO ne produce 9,3Kcal). Il motivo per cui 1g di lipidi
rende il doppio di 1g di carboidrati è dato anche dal fatto che nei
carboidrati una percentuale del peso è occupata da acqua, mentre
in 1g di lipidi non è presente acqua, in quanto ANIDRI.
IDROFOBICI Avendo i trigliceridi la caratteristiche di essere
2. IDROFOBICI e quindi NON idratati (ANIDRI), quando vengono
immagazzinati non devono portare un peso extra di acqua (quella
necessaria x l’idratazione), che invece è sempre associata ai
polisaccaridi (2g H2O x ogni grammo di polisaccaride). Risultano
così le molecole più efficienti x l’immagazzinamento di energia.
Svantaggi:
CIRCOLAZIONE essendo molecole apolari, si muovono con
1. difficoltà in un ambiente polare (flusso sanguigno, interno e
esterno della cellula). La presenza di elevate concentrazioni di
lipidi nel torrente circolatorio, promuove l’aggregazione dei lipidi
tra loro, andando a costituire placche arterosclerotiche che
occludono il vaso.
Dove è localizzato il tessuto grasso (composto in gran parte
da ADIPOCITI) è localizzato sotto la pelle (cavità addominale e
ghiandole mammarie). Gli ac.grassi sono immagazzinati sottoforma
ANIDRA (senza acqua), di conseguenza 1KG AC.GRASSI equivale
esattamente a 1KG.
ISOLAMENTO TERMICO in alcuni animali i trigliceridi assolvono
funzione di isolante contro le basse temperature, oltre che come
riserva energetica.
Considerazioni energetiche
Nella condizione di riposo, i lipidi soddisfano 80-90% del nostro fabbisogno
energetico (1g = 9kcal).
In una prima parte dell’esercizio, l’energia deriva dall’utilizzo prevalente di
carboidrati e meno di lipidi. PERCHE’ ciò è dovuto al fatto che i carboidrati
rappresentano una fonte di energia di facile utilizzo, dalla quale ottenere
subito energia e perciò tendono a esaurirsi precocemente. Per quanto
riguarda i lipidi, l’energia andrà ad essere ricavata attraverso meccanismi
energetici più complessi che richiedono un tempo di attivazione maggiore
rispetto a quello dei carboidrati, impedendo di utilizzarli come substrato
energetico nella prima parte dell’esercizo.
Proseguendo con l’attività, tale condizione tende ad invertirsi in quanto i
carboidrati immagazzinati tendono ad esaurirsi mentre i meccanismi di
produzione di energia a partire dai lipidi, sono attivati.
2. LIPIDI CON FUNZIONE STRUTTURALE i lipidi si trovano come
costituenti delle membrane biologiche delle varie cellule, agendo come
una barriera selettiva nei confronti di molecole polari e ioni. La
caratteristica di questi lipidi di membrane è quella di essere ANFIPATICI.
Possiamo distinguere i lipidi di struttura in 2 classi:
FOSFOLIPIDI:
• GLICEROFOSFOLIPIDE: sono caratterizzati dal fatto di
o essere costituiti da una molecola di GLICEROLO che si lega
attraverso legame estere ha 2 catene di ac.grassi,
costituendo la porzione IDROFOBICA; mentre il TERZO C è
legato ad un gruppo fosfato che costituiscono la porzione
IDROFILA (vedi img.pag.353). In ragione di tale struttura, i
FOSFOLIPIDI vengono definiti come molecole ANFIPATICHE.
SFINGOLIPIDI: sempre strutture ANFIPATICHE, ma in questo
o caso invece del GLICEROLO è presente la SFINGOSINA, alla
quale si lega 1 AC.GRASSO e 1 GRUPPO FOSFOATO + COLINA.
GLICOLIPIDI:
• SFINGOLIPIDI
o GALATTOLIPIDI (solfolipidi)
o
Principalmente 5 tipi di lipidi sono presententi nella membrana
biologica, ma all’interno di ogni categoria, alta è l’eterogeneità
molecolare in quanto diverse possono essere le combinazioni
possibili tra code degli ac.grassi e teste polari:
Glicerofosfolipidi: le regioni idrofobiche sono costituite da 2
• catene di AC.GRASSI legate al GLICEROLO (parte idrofila). A
questa categoria appartengono ad esempio i fosfolipidi che
presentano 2 catene di AC.GRASSI che si legano ai 2 C del
GLICEROLO, mentre al terzo C è legato un gruppo fosfato
Galattolipidi/solfo lipidi
• Lipidi presenti negli archea
• Sfingolipidi: caratterizzata dal fatto che ad una catena di
• ac.grasso è legata la sfingosina. Appartengono a questa categoria
i GLICOLIPIDI.
Steroli (colesterolo)
•
METABOLISMO LIPIDI
Possiamo distinguere un metabolismo ESOGENO, cioè l’insieme di tutti quei
passaggi che servono ad assimilare i lipidi attraverso la dieta; e il
metabolismo ENDOGENO, che riguarda quei passaggi di MOBILIZZAZIONE,
SINTESI e STOCCAGGIO dei lipidi sintetizzati dall’organismo.
METABOLISMO ESOGENO (insieme di quelle reazione che
caratterizzano i lipidi introdotti con la dieta)
Fattori che vanno ad influire sulla capacità di digestione dei
LIPIDI INTRODOTTI CON LA DIETA:
Quantità di grassi introdotti con la dieta (se la quantità è
o elevata, il processo di assorbimento è meno efficiente)
Età del soggetto
o Presenza di AGENTI EMULSIONANTI
o Tipologia dell’ACIDO GRASSO INTRODOTTO (quelli a catena
o lunga, hanno una minore digeribilità rispetto a quelli a catena
corta)
Tasso di SATURAZIONE dell’ac.grasso (più l’ac.grasso è saturo
o minore sarà la sua digeribilità)
Tipi di LIPIDI ASSUNTI CON LA DIETA:
Trigliceridi
o Esteri del colesterolo: Il colesterolo presenta una struttura
o IDROFOBICA, abbastanza rigida e presenta un gruppo OH (porzione
idrofila) ad una sola estremità. Grazie alla presenza dell’ gruppo
OH, il colesterolo può andare in contro ad esterificazione,
reagendo e legandosi con un ac.grasso, costituendo così il
COLESTEROLO ESTERIFICATO, avente una struttura
completamente APOLARE.
La sintesi di esteri del colesterolo, avviene nel FEGATO. Una
piccola parte di colesterolo viene conservata nelle membrane
cellulari del fegato, mentre la restante parte viene utilizzata x
costituire gli ACIDI BILIARI, presenti nella BILE, o ESTERI DEL
COLESTEROLO i quali andranno ad essere esportati, insieme ad
altri lipidi, sotto forma di LIPOPROTEINE x raggiungere tutti quei
tessuti che necessitano di colesterolo.
Il COLESTEROLO è essenziale x l’uomo, ma non è richiesta la sua
assunzione con la dieta, in quanto tutte le cellule possono
sintetizzarlo a partire da precursori semplici. La maggior parte di
colesterolo viene prodotta dal fegato, di questa quantità, una
piccola parte viene incorporata nelle membrane degli
epatociti, mentre la quota maggiore viene esportata sotto forma
di: acidi e sali biliari, colesterolo biliare e esteri del
colesterolo. Quest’ultimi sono conservati nel fegato o sono
trasportati, insieme ad altri lipidi, secrete dal fegato, a quei tessuti
che utilizzano colesterolo.
Fosfolipidi
o
DIGESTIONE DEI LIPIDI ESOGENI
I grassi ingeriti, prima di essere assorbiti dalla parete intestinale,
dovranno essere convertiti da PARTICELLE DI GRASSO MACROSCOPICHE
INSOLUBILI a MICELLE MICROSCOPICHE in maniera tale da poter
attraversare la membrana delle cellule intestinali che costituiscono la
parete intestinale.
La degradazione delle 3 tipologie di lipidi introdotti con la dieta, avviene
in quanto essi sono sottoposti all’azione di diverse sostanze (saliva,
succo gastrico, succo enterico, succo pancreatico, bile), prodotte
dalle varie ghiandole annesse al TUBO DIGERENTE. In particolar modo,
all’interno di questi succhi è presente un enzima specifico in grado di
scindere i lipidi, che prende il nome di LIPASI.
Mentre carboidrati e proteine si sciolgono facilmente nei liquidi digestivi, i
lipidi non solo risultano insolubili, ma tendono ad unirsi insieme
formando grossi agglomerati. In questo modo viene fortemente
limitata l'azione digestiva delle lipasi. Per poter essere digeriti ed
assorbiti i grassi devono quindi essere trasformati in aggregati solubili
in acqua. Ciò avviene ad opera dei sali biliari contenuti nella BILE,
prodotta dal fegato, i quali mettono in atto un processo di
emulsionamento.
Gli agenti emulsionanti, sono composti anfipatici dotati quindi di una
parte POLARE che andrà a legarsi con le molecole di acqua presenti
nell’ambiente digestivo, e di una APOLARE che invece andrà a legarsi con
i grassi SOLUBILIZZANDOLI, ottenendo così delle micelle miste<
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