APPUNTI BIOCHIMICA GENERALE:
MODULO 1
Prof. Franco Bonomi
Biochimica e chimica a confronto
Differenze tra vivente e provetta:
1. Aspetti chimici
2. Aspetti fisici
3. Aspetti termodinamici
Aspetti chimici
• ≠
la selezione a livello atomico (elementi nella cellula elementi sul pianeta)
• la selettività nell’utilizzo di atomi con simile reattività (esempio: Na/K e il potenziale di membrana: il potassio
riesce ad entrare nei pori della membrana anche se è più grosso del sodio perché il sodio è ricoperto dall’acqua;
-9
Mg/Ca e la contrazione muscolare: il calcio è 10 molare mentre il magnesio è 20milioni di volte più abbondante)
• la presenza di macromolecole “informazionali”:
- I componenti di queste macromolecole sono disposti in un ordine specifico (sequenza)
- →
livelli superiori di struttura funzione
Aspetti fisici
• compartimentalizzazione: suddivisione in compartimenti, cioè in sezioni separate da membrane interne
all’organulo (eucarioti). Fornisce protezione e riesce a mantenere elevate concentrazioni di componenti.
Aumenta l’efficienza di reazioni chimiche le quali possono avvenire contemporaneamente all’interno della
cellula. Essa può essere:
- intracellulare
- cellulare:(I globuli rossi sono le uniche cellule senza nucleo né mitocondri).
- tissutale
• trasporto di materiali tra comparti/cellule/tessuti
• signaling (trasporto di informazioni, per via chimica od elettrica) tra comparti / cellule / tessuti: ci sono molecole
segnale che raccolgono informazioni provenienti dai tessuti ad esempio, le trasmettono agli organi e questi organi
rispondono mandando dei segnali ad altri organi. Sistema
semplic
Aspetti termodinamici stessa a
Sistemi “viventi” lontano dall’equilibrio chimico. Energe
non c’è
I sistemi vivi hanno un input, entra un materiale che il sistema scompone e viene poi utilizzato consum
nuovamente; quindi questi sistemi sono caratterizzati da un flusso di materiale al loro interno. Sistema
Per produrre energia bisogna avere un flusso. dall’equ
Sistema all’equilibrio: energeticamente morto, ovvero non c’è produzione (o consumo) di energia produce Energe
consuma
Sistema lontano dall’equilibrio: energicamente vivo Il passa
i recipie
Il passaggio di liquidi tra i recipienti produce energia (o la consuma, a seconda del verso)
Controllo cinetico delle concentrazioni di reagenti e prodotti: energia
second
Se la reazione A→B non viene consentita, non si ha formazione di B e C Controllo anche “cinetico” delle concentrazioni di reagenti e prodotti:
Controllo cinetico delle concentrazioni di reagenti e prodotti:
Se la reazione A→B non viene consentita, non si ha formazione di B e C
Se la reazione B→C non viene consentita, non si ha formazione di C
A B B C B
→ →
A B C
Se la reazione B→C non viene consentita, non si ha formazione di C Se tutte le
→ →
100 100 100
reazioni sono consentite si arriva all’equilibrio.
(attese all’equilibrio) A B C
Controllo cinetico delle concentrazioni di reagenti e
300
prodotti: B
(effettive) In un sistema “aperto” (con costanti di equilibrio unitarie = recipienti alla stessa altezza)
→ →
A B C
le altezze dei liquidi nei vari serbatoi (le concentrazioni di A, B, C) dipendono dal
→ →
100 100 100
(attese all’equilibrio)
diametro dei tubi, e cioè dalla velocità con cui il liquido passa da un recipiente all’altro:
150 150
A B C Quindi, in un sistema biologico “aperto” le concentrazioni di ciascuna specie dipendono
(effettive)
dalla velocità della reazione che le produce o le consuma.
In un sistema “aperto” (con costanti di equilibrio unitarie = recipienti alla stessa altezza)
le altezze dei liquidi nei vari serbatoi (le concentrazioni di A, B, C) dipendono dal
Controllo cinetico di reazioni diverse: La prevalente conversione del composto A in B o in C, e le concentrazioni di
diametro dei tubi, e cioè dalla velocità con cui il liquido passa da un recipiente all’altro:
Quindi, in un sistema biologico “aperto” le concentrazioni di ciascuna specie
questi ultimi dipendono dalla combinazione di: aspetti termodinamici (le altezze dei recipienti e del liquido al loro
dipendono dalla termodinamica delle singole reazioni e dalla loro velocità
interno) e di aspetti cinetici (il diametro dei tubi che li collegano, e la rapidità con cui – lontano dall’equilibrio – essi
si svuotano).
Interconversione delle forme di energia: energia del legame chimico in altre forme
chimica chimica (catabolismo e anabolismo)
⇔
chimica elettrica (la trasmissione nervosa)
⇔
chimica termica (l’omeostasi termica)
⇒
chimica meccanica (il movimento)
⇒
luminosa chimica (visione e luminescenza) informazionale (organizzare il materiale): è l’energia che ci serve
⇔ ⇒
per trasformare un materiale disordinato in un materiale organizzato. Esempio: mattoniàmuro
Acqua
L’acqua è il componente principale della maggior parte delle cellule; la sua geometria e le sue proprietà come
solvente contribuiscono a determinare le proprietà dei sistemi viventi.
L’acqua è costituita da ossigeno legato a due atomi di idrogeno in modo stabile, dove i due atomi di H formano un
angolo di 104,5° con l’ossigeno perchè l’ossigeno tende a trattenere i propri elettroni. Essa è una molecola molto
polare ed ha una forma angolare. L’acqua è presente nei sistemi viventi e alimentari; svolge tre funzioni:
4. reagente: l’acqua è un composto in grado di reagire con altre molecole soprattutto all’interno delle nostre cellule
Legame idrogeno
5. solvente: è il mezzo in cui vi sono tutte le molecole che ci sono nell’ambiente cellulare
6. agente strutturante nei confronti del materiale biologico
Le proprietà colligative dell’acqua: ciascuna molecola d’acqua tende ad interagire con
qualcosa che abbia una carica. Una molecola d’acqua forma con le molecole d’acqua
adiacenti un legame a idrogeno, in cui vi è un atomo elettronegativo ovvero ossigeno con
carica negativa che è attratto da un atomo di idrogeno meno elettronegativo con carica
positiva di un'altra molecola di acqua.
È un legame molto debole, ovvero ha bassa energia ma se vi sono molte molecole di acqua il legame diventa forte.
Un legame che non è molto stabile richiede poca energia per formarsi e meno energia ancora per rompersi e questo
ci consente di manipolare questo materiale, ovvero consente una elevata elasticità strutturale alle specie
interessate.
Interazione tra molecole d’acqua: i legami deboli si formano in modo cooperativo: la presenza di un legame
favorisce la formazione del successivo e così via. In questo modo, l’energia richiesta per la rottura dei legami aumenta
(calore latente).
L’acqua possiede un’enorme capacità termica questo perchè la rottura dei legami richiede una quantità enorme di
energia.
Le interazioni tra molecole sono importanti anche nel determinare le caratteristiche geometriche di un sistema: le
variazioni di densità dell’acqua con la temperatura (e nelle transizioni di fase) ne sono un esempio.
Quando l’acqua raggiunge temperature basse, inizia a gelare ed assume una struttura cristallina, ovvero rigida e non
deformabile. Se si vuole passare da queste struttura alla struttura liquida, bisogna fornire del calore (calore latente
di fusione). L’innalzamento della temperatura dell’acqua liquida richiede una quantità grande di calore perché buona
parte dell’energia fornita è utilizzata per rompere i legami a idrogeno che tengono insieme le molecole del liquido.
Quindi l’acqua ha sia un alto calore di fusione che un alto calore di evaporazione.
Galleggiamento del ghiaccio: nel ghiaccio, che è acqua allo stato solido, le singole molecole sono tenute in sede da
legami a idrogeno. Ogni molecola d’acqua si legame mediante questi legami ad altre molecole formando un reticolo
cristallino rigido. Le molecole non sono stipate in modo così stretto come nell’acqua allo stato liquido quindi l’acqua
solida è meno densa dell’acqua liquida ed è per questo che il ghiaccio galleggia. L’acqua quando congela, aumenta
di volume.
Numerose altre molecole hanno la capacità di formare legami idrogeno, tra di loro e con l’acqua. Su questa capacità
si basa la loro solubilità/miscibilità. L’alcol è in grado di formare legami idrogeno con la molecola di acqua.
Prevalgono le interazioni tra molecole: insolubile.
Prevalgono le interazioni con l’acqua: solubile.
Esempi:
Zuccheri semplici solubili a freddo
Zuccheri complessi (amido): insolubili a freddo; solubili a caldo. Ad esempio lo zucchero si scioglie in acqua; mai una
sola molecola di glucosio si scioglie ma bisogna legarlo ad esempio ad un’altra molecola di glucosio ovvero formando
il saccarosio che ha una sua mobilità; questo perché le interazioni tra le molecole prevalgono rispetto a quelle con il
solvente.
Un composto smette di sciogliersi in acqua quando le interazioni dentro il composto prevalgono sulle interazioni con
l’acqua.
Proprietà solventi dell’acqua: ioni
Una specie chimica è solubile se prevalgono le interazioni con l’acqua rispetto a quelle tra molecole o suoi
componenti (ioni). I composti ionici con carica intera (KCl) e i composti polari con cariche parziali tendono a
sciogliersi in acqua per l’attrazione elettrostatica tra cariche opposte.
Sfera di solvatazione: l’acqua esercita la sua azione solvente grazie alla dipolarità della sua
struttura: il dipolo acqua si orienta in modo diverso a seconda che interagisca con anioni (-) o cationi
(+). L’estremità negativa del dipolo di una molecola d’acqua attrae uno ione positivo o l’estremità
positiva di un altro dipolo. L’estremità positiva di una molecola d’acqua attrae uno ione negativo o
l’estremità negativa di un altro dipolo. L’insieme di cariche differenti, tenute le une vicine alle altre
per attrazione elettrostatica, ha un’energia più bassa di quella che si avrebbe se questa interazione
non esistesse. La diminuzione dell’energia rende il sistema più stabile e ne favorisce l’esistenza.
Le specie solvatate sono le specie che troviamo nei sistemi biologici e negli alimenti.
I singoli ioni sono presenti in soluzione come specie chimiche circondate da uno strato più o meno spesso di molecole
d’acqua: allontanando le cariche di segno opposto, l’acqua previene la formazione di legami ionici o elettrostatici
tra ioni, o tra porzioni di molecole (anche enormi) che presentano cariche di segno opposto.
Le molecole d’acqua che circondano un’altra molecola (o una porzione di molecola) hanno diversa mobilità e
reattività, a seconda della natura dell’interazione e della distanza dalla molecola. Queste specie solvatate sono
quelle che effettivamente partecipano alle reazioni o vengono trasportate da e per le cellule.
Segno e numero delle cariche possedute da molti soluti possono cambiare in funzione del pH del mezzo. I relativi
(pH –pKa)
equilibri sono governati dalla relazione di Henderson-Hasselbach: pH = pKa + log([A]/[AH]) [A]/[AH]= 10
Lo stato di solvatazione di qualunque materiale dove vi sono gruppi dissociabili dipende dal pH, ovvero da quante
cariche ci sono presenti.
Dato un certo valore di pH, il rapporto tra forma dissociata (protonata) e forma non protonata di una specie dipende
da pKa.
Esempio: CH COOH pKa = 4,75 pH = 4,75 quindi il rapporto vale 0.
3
Si noti che quando pH = pKa il rapporto vale 1 cioè [A] = [AH]
Specie chimiche poliprotiche possono avere più di un valore di pKa perché hanno più di un idrogeno da cedere. Ad
esempio da H PO a H PO ecc. cambia il pKa.
3 4 2 4
Legame idrofobico: le interazioni dell’acqua con molecole apolari (benzene) sono di tipo entropico e formano le basi
della sua azione strutturante. L’acqua si organizza sulla superficie di molecole (o strutture più grosse) con cui non
può formare legami.
La formazione di queste strutture organizzate da parte dell’acqua porta ad un aumento di ordine del sistema.
L’aumento di ordine del sistema (cioè, la diminuzione della sua entropia) è termodinamicamente svantaggioso.
∆ ∆ ∆
G = H – T* S
Il sistema tende a minimizzare la superficie di contatto tra soluti non polari e acqua (esempio: grasso del brodo). Le
interazioni di tipo entropico che minimizzano la superficie di contatto su scala molecolare, tra molecole (o loro
porzioni) idrofobiche e l’acqua sono dette legami idrofobici.
I legami idrofobici permettono di formare strutture.
Gli acidi grassi e i loro sali (saponi) sono esempi di molecole anfifiliche (cioè con una parte polare in grado di
interagire con il solvente ovvero idrofila ed una molto apolare che sfugge al solvente ovvero idrofobica).
Micelle, vescicole, membrane (ma anche le bolle di sapone e la schiuma della birra) sono esempi di strutture formate
da molecole anfifiliche e stabilizzate da interazioni idrofobiche tra le regioni non polari delle molecole che le
formano.
Proteine: Sono dei polimeri costituiti da una serie di unità semplici che sono gli aminoacidi
(solitamente alfa). Gli -aminoacidi sono costituiti da un gruppo amminico e un gruppo carbossilico
legati allo stesso carbonio (alfa). Il carbonio alfa è legato anche ad un atomo di idrogeno e al gruppo
della catena laterale che determina l’identità dell’aminoacido.
Gli isomeri L degli aminoacidi sono quelli presenti normalmente nelle proteine e utilizzati nel
metabolismo. Struttura di un generico alfa-amminoacido
Gli isomeri D degli aminoacidi sono presenti solo in peptidi non sintetizzati sui ribosomi (antibiotici, alcuni ormoni) e
Gli amminoacidi sono
nelle pareti batteriche. molecole
ANFOTERICHE, cioè
Gli aminoacidi sono molecole anfoteriche, cioè in grado di assumere sia cariche positive che negative in funzione
in grado di assumere
del pH. Abbiamo quindi tre forme di aminoacidi (carica positiva, negativa e neutra). La carica di un gruppo che può
simultaneamente sia
cedere o assorbire protoni dipende dal pH quindi vale ancora la relazione di Hasselbach.
cariche positive che
Ad un certo valore di pH esisterà un aminoacido nella forma priva di carica ovvero sarà all’equilibrio. Questo valore
negative.
di pH viene definito punto isoelettrico (valore di pH a cui una specie anfoterica ha carica netta pari a 0).
pH < pI carica positiva
pH = pI carica nulla
pH > pI carica negativa pKa1+pKa2
Il punto isoelettrico viene calcolato: pI = 2
Una specie legherà più acqua quanto più è carica.
Nelle proteine sono presenti tanti tipi diversi di aminoacidi. Essi possono essere:
Aminoacidi carichi:
7. Aminoacidi acidi (hanno la possibilità di rilasciare un protone) e loro amidi: possiedono nella loro catena laterale
dei gruppi carichi; ci sono due carichi negativamente che sono l’acido aspartico e l’acido glutammico, i quali
sono i due aminoacidi più abbondanti presenti nelle proteine che mangiamo. In alcune proteine questi aminoacidi
che sono potenzialmente carichi vengono trasformati in altri aminoacidi che sono strutturalmente simili ma non
possiedono carica e sono l’asparagina e la glutammina. La differenza fondamentale tra glutammato e glutammina
e asparagina e aspartato è l’aspartato e il glutammato possono avere una carica negativa sulla catena laterale
mentre le altre due non si possono dissociare e quindi non possono avere cariche né positive né negative. Quindi
l’aspartato e il glutammato legheranno più acqua perché sono specie cariche che possono interagire con una
nuvola di molecole d’acqua mentre glutammina e asparagina al massimo possono interagire con 3 molecole di
acqua. Glutammina e asparagina sono in grado di eliminare l’acqua. Un altro aspetto importante è la differenza
di massa atomica tra glutammato e glutammina: il chicco di grano ad esempio ha bisogno di azoto per crescere
e la glutammina contiene il doppio dell’azoto che contiene il glutammato.
8. Aminoacidi basici: essi differiscono per il tipo di funzione chimica che contribuisce alla loro capacità di assorbire
protoni.
- La lisina è in grado di protonarsi e quindi nella catena laterale può esserci presente una carica positiva.
- L’arginina ha nella catena laterale la funzione guanidinica; essa è una specie che si può protonare per il 50%.
Questo aminoacido quindi è sempre carico positivamente.
- L’istidina è costituita da una catena laterale con funzione eterociclica. Essa si può protonare sull’atomo di
azoto generando uno ione carico positivamente. La cosa fondamentale è che il pKa (6,5) di questa protonazione
è molto alto (non è facile attaccare un protone).
Aminoacidi neutri: essi si dividono in polari e non polari (idrofobici); la differenza è la capacità dei gruppi presenti
nella catena laterale di interagire con l’acqua e di formare legami idrogeno con essa.
Quelli polari sono serina, treonina, tirosina, asparagina e glutammina.
Quelli apolari sono alanina, valina, leucina, isoleucina, prolina, fenilalanina, triptofano, glicina, metionina e cisteina.
9. Aminoacidi aromatici: Quelli più “famosi” sono la fenilalanina che differisce dalla tirosina perché esso è molto
più idrofobico, infatti è uno degli aminoacidi con le catene laterali maggiormente idrofobiche; un altro è il
triptofano che è costituito da una funzione indolica non protonabile che &eg
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