Che cos’è la biochimica? La biochimica è una branca della biologia, una scienza nata tardi rispetto ad altre,
ed è figlia sia della fisiologia sia della chimica, e cerca di studiare quelli che sono i fenomeni alle base della
fisiologia e quelli associati alla chimica che avviene nel bios, ovvero correlata alla vita.
Che cosa sono le biomolecole? Le biomolecole sono composti a base di carbonio e acqua e ad essi possono
essere associati altri atomi, altri elementi come l’azoto, l’ossigeno, il fosforo e lo zolfo e queste
biomolecole possono essere sia i monomeri ma possono formare anche delle catene ovvero dei polimeri,
che vanno a costituire delle molecole più complesse come i carboidrati, gli acidi nucleici, le proteine e i
lipidi. Le biomolecole figurano fra le componenti principali nella costituzione delle nostre cellule; tuttavia,
per il 70% le cellule sono costituiti dall’acqua, per meno del 30% dalle macromolecole e una piccola parte,
invece, è costituita da vitamine, piccole molecole e ioni inorganici. Tra le macromolecole le proteine sono
le più rappresentate, in secondo luogo gli acidi nucleici, ovvero il DNA e l’RNA di vario tipo, in terzo luogo
dai carboidrati e infine i lipidi.
Perché le biomolecole sono importanti? Le biomolecole sono importanti perché vanno ad organizzare tutte
quelle che sono le strutture microscopiche cellulari e condizionano la specializzazione di questi diversi
compartimenti subcellulari (per esempio i mitocondri, i cloroplasti e il reticolo endoplasmatico), ma sono
coinvolte anche nell’utilizzo dell’energia da parte dell’ambiente che serve al mantenimento di queste
strutture che vengono via via degradate e ricostruite; le biomolecole servono, inoltre, a rispondere agli
stimoli dell’ambiente, poiché l’ambiente cambia e da’ nuovi stimoli e sono importantissime anche per
poter perpetuare la specie, per trasmettere tutte queste informazioni e tutti questi cambiamenti adattativi
acquisiti dalla cellula alle generazioni future di cellule, organismi e i microorganismi.
L’acqua nelle origini della vita:
Ci sono tanti aspetti che determinano e che condizionano che la vita si sia sviluppata nell’acqua e questo
dipende soprattutto da due sue proprietà ovvero la struttura della molecola d’acqua e i legami molecolari
che essa può fare e la sua proprietà di solvente; altre proprietà che fanno dell’acqua l’elemento più
importante sono: le proprietà colligative, cioè delle caratteristiche chimico-fisiche che determinano alcuni
aspetti, la ionizzazione e la conducibilità di corrente, il prodotto ionico il cui studio è stato fondamentale
per la comprensione del pH e infine le reazioni chimiche in cui l’acqua è coinvolta.
Inizialmente gli studiosi hanno cercato di pensare a quali potessero
essere i solventi alternativi all’acqua e al perché questa proprietà
non poteva svilupparsi in un alcol, nell’acido cloridrico o
nell’ammoniaca liquida e prendendo in considerazione questi
liquidi a certe temperature compatibili con la vita tra questi, oltre
all’acqua, l’ammoniaca liquida era l’unica che poteva
rappresentare un solvente alternativo; il problema dell’ammoniaca
liquida era che quando la nostra atmosfera e quando la terra era
ricca di ammoniaca vi era anche una grande percentuale d’acqua
quindi l’ammoniaca tendeva a formare delle miscele e una volta
formate, avendo un punto di evaporazione molto diverso
dall’acqua queste miscele si mostravano instabili, ovvero che con gli sbalzi di temperatura l’ammoniaca
evaporava rapidamente da queste miscele facendo diventare l’ambiente fortemente instabile e la vita per
svilupparsi aveva bisogno di un ambiente con una certa stabilità, quindi l’ammoniaca liquida, anche se
poteva essere appetibile come alternativa all’acqua, proprio per le sue caratteristiche di instabilità non
poteva essere un buon solvente.
L’acqua è un buon solvente perché ha delle proprietà particolari, che dipendono proprio dal fatto che le
molecole d’acqua possono attrarsi tra di loro e hanno la capacità di creare legami particolari tra di loro;
queste forze attrattive, a loro volta, condizionano il punto di fusione, il punto di ebollizione e
l’evaporazione; confrontando questi parametri con altri come quelli del butanolo, del metanolo o
dell’acetone, quelli dell’acqua sono i più alti fra quelli conosciuti e ciò garantisce una certa stabilità in
determinate condizioni ambientali.
Ciò che quindi ha condizionato e determinato tutto è proprio la sua struttura chimica che è costituita da un
atomo di ossigeno e due di idrogeno; l’orbitale più
esterno condividendo gli elettroni dell’atomo di
idrogeno forma il legame e la molecola d’acqua
quindi si trova a poter legare questi due protoni;
nell’orbitale più esterno rimangono liberi degli
elettroni che possono legare con altre molecole.
Questa molecola si dispone nello spazio con un
certo orientamento e questa struttura a livello
tridimensionale si dispone seguendo i lati di un
tetraedro, questo tipo di struttura è generata da
orbitali di tipo sp3 dove in due di questi ci sono i
doppietti elettronici; i doppietti elettronici però,
avendo carica negativa tenderanno a respingersi
quindi il tetraedro non sarà perfetto e l’angolo tra le due molecole di idrogeno sarà ristretto rispetto a i
soliti 109,5 gradi a 104.5 gradi.
Inoltre la molecola d’acqua forma un dipolo, poiché avendo un nucleo fortemente carico positivamente,
esso attira a se più facilmente gli elettroni in compartecipazione con l’idrogeno, quindi gli elettroni
tenderanno a ruotare più facilmente attorno all’atomo di ossigeno e ciò causa una nube elettronica con
una parziale carica negativa attorno a quest’atomo e di conseguenza avremo una carica positiva attorno
agli atomi di idrogeno venendosi a creare un momento dipolare, una forza in grado di creare una molecola
che presenta una parziale carica positiva e una parziale carica negativa; questi dipoli permanenti possono
quindi interagire con tutte le altre molecole e possono creare delle interazioni sia di tipo elettrostatico ma
anche un particolare tipo di legame, ovvero il legame a idrogeno, che è estremamente importante (quando
due molecole d’acqua si avvicinano l’ossigeno con una parziale carica negativa attorno, può interagire con
un atomo di idrogeno che è parzialmente carico positivo creando il legame).
La lunghezza del legame a idrogeno è maggiore rispetto a un legame covalente ossigeno-idrogeno e ha
un’energia di dissociazione pari a 23 KJ/mole rispetto ai legami deboli. Nella molecola d’acqua allo stato
liquido vi sono molte molecole che interagiscono tra di loro creando una serie di ammassi molecolari
all’interno del liquido e in questi ammassi le molecole essendo dotati di energia cinetica un po’ si
muovono, alcuni si rompono, altri vengono a ricrearsi quindi la vita media di questo legame a idrogeno
all’interno di questa molecola d’acqua può durare anche 20 picosecondi; questi ammassi comunque danno
una certa compattezza allo stato liquido, ma man mano che il liquido viene sottoposto ad un
abbassamento di temperatura l’energia cinetica delle molecole viene ridotta e quindi le molecole tendono
a stare più ferme, a non muoversi dalle posizioni e a rimanere disposte lungo gli assi del tetraedro.
Il legame idrogeno può formarsi in due modi, cioè i due ossigeni possono essere allineati formando un
angolo di 180 gradi (legame più forte), ma possono essere anche disallineati (legame più debole).
Nel ghiaccio l’energia cinetica diminuisce e le molecole vengono bloccate nello spazio, quindi le molecole
essendo disposte lungo gli assi del tetraedro, vi è molto spazio tra le molecole d’acqua e questo è uno dei
motivi per il quale il ghiaccio aumenta di volume quando viene a formarsi; in questi legami tutti gli atomi di
ossigeno sono disposti lungo un asse formando angoli di 180 gradi, e questa struttura tiene in se la
maggiore energia potenziale e quindi questi legami saranno più difficili da rompere e questo spiega l’alto
punto di fusione della molecola d’acqua.
Dunque , l’acqua è tenuta in sé attraverso legami molto
stabili (legami a idrogeno) che danno al solido una certa
stabilità e bisogna dare calore per far evaporare il liquido,
quindi sono interazioni endotermiche perché serve energia
alle molecole, tuttavia si può vedere che questi processi
avvengono spontaneamente nell’ambiente e ciò che spinge la
spontaneità di queste reazioni è il caos molecolare che viene
a crearsi quando le molecole ordinate nel reticolo vanno
incontro a distruzione parziale creando un liquido, e ancora
quando questi legami vengono totalmente rotti l’acqua si
trasformano in vapore acqueo in cui le molecole raggiungono
il massimo della disorganizzazione; in questo caso la
variazione di energia libera (DG) è minore di zero perché
anche se serve calore per rompere il legame il fattore entropico, cioè il caos molecolare che viene a crearsi
con la distruzione di questi tipi di legami, è in grado di attivare le reazioni dal punto di vista energetico.
Il legame idrogeno è molto importante nelle molecole biologiche, presente per esempio nei polipeptidi,
poiché da’ stabilità ad esse; questo tipo di legame viene detto cooperativo, poiché la formazione di un
ponte idrogeno favorisce la formazione del successivo e nello stesso modo la distruzione di questo legame
favorisce la distruzione di quello successivo, quindi è relativamente facile innescare una catena di legame a
idrogeno (ed è abbastanza facile creare e distruggere questi legami, perché non sono così forti come quelli
covalenti).
E’ necessario notare l’importanza di questo tipo di legame nella costruzione della doppia elica di DNA,
poiché tiene insieme le basi azotate (l’adenina con la timina, la guanina con la citosina) all’interno del
nostro DNA quindi è un legame molto stabile, ma rompendone uno è facilitata l’apertura dell’elica; questo
è alla base della vita, perché la vita per tramandarsi ha dunque bisogno di aprire e chiudere continuamente
le eliche del DNA durante la divisione cellulare, ma anche durante l’espressione genica. Oltre Watson e
Crick è importante ricordare Rosalind
Franklin, che ha dato dei contributi importanti per lo sviluppo della scienza, anche se purtroppo non ha
avuto lo stesso riconoscimento di altri poiché fu esclusa dalla vincita del Premio Nobel per la Medicina nel
1962, nonostante lei abbia svolto degli studi che sono stati fondamentali per la scoperta della doppia elica;
lei si era soprattutto occupata di cristallografia e furono proprio le sue immagini del DNA, che furono
mostrate a Watson ad illuminarlo, facendogli capire che era una doppia elica.
(R. Franklin morì a 37 anni con un carcinoma ovarico).
L’acqua è importante come solvente, anche perché proprio nell’acqua molte
molecole sono in grado di interagire e quindi di solubilizzare; fra le molecole in
grado di solubilizzare vi sono gli alcoli, per esempio il metanolo che in acqua
può interagire proprio grazie al suo gruppo ossidrilico e creare dei legami
idrogeno e la sua solubilità dipende proprio da questi tipi di interazioni col la
molecola d’acqua e sono interazioni che vengono a istaurarsi tra l’acqua e il suo
soluto.
Altre molecole che possono entrare in soluzione sono i sali: i sali allo stato solido sono costituiti da ioni
dunque sono tenuti insieme da legami ionici; il legame ionico è un legame molto forte infatti, per esempio,
l’attrazione tra il sodio e il cloro nel cloruro di sodio è determinata proprio da esso; questi legami ionici
proprio perché presentano una forte distribuzione di carica non sono in grado di interagire con l’acqua, che
essendo un dipolo permanente ha delle parziali cariche attorno alla sua molecola, quindi la molecola
d’acqua può solvatare (idratare) le molecole del soluto in base alla carica del soluto e durante questa
idratazione l’ossigeno andrà a formare dei legami che potranno essere elettrostatici oppure possono
essere anche legami a idrogeno dipende dal soluto in questione, di fatto va a circondare le molecole del
soluto; il soluto una volta circondato da queste molecole d’acqua perde la capacità di interagire (cioè gli
ioni che costituiscono il sale, nell’acqua diminuiscono la loro capacità di interazione) perché viene solvatato
(quindi il Cl- è solvatato e la forza di legame che ha lui in soluzione quando viene idratato è minore perché
vengono circondati da queste molecole d’acqua). La formula della forza del legame polarizzata dal soluto
dipende dalla carica delle due molecole, ma anche dalla costanza dielettrica, ciò comporta che in acqua gli
ioni che vengono solvatati hanno una bassissima capacita di interagire tra loro perché la costante di
elettrica dell’acqua è estremamente alta. (un esempio: il benzene ha una costante dielettrica uguale a 4.6
in questo modo si formeranno molti legami con le molecole d’acqua, ma gli ioni tra loro avranno una bassa
capacità di attrarsi e respingersi, la loro forza può essere esplicata solo quando sono molto vicini in uno
spazio di poche decine di nanometri)
Le molecole che vengono in questo modo solvatate, gli ioni, rispetto a quando sono nello stato solido, in
quello liquido sono in grado di muoversi e ciò causa disordine quindi la soluzione di molecole di questo tipo
di soluti è molto facile proprio perché anche in questo caso seppur sia necessario un’energia o un calore
per rompere i legami nelle molecole del reticolo cristallino del soluto, l’entropia (la dispersione
molecolare) trascina i fenomeni e quindi la soluzione in acqua diventa favorita, oltre a ciò queste molecole
sono in grado di condurre corrente perché mantengono una carica.
Altre molecole che non hanno le caratteristiche delle molecole ioniche, ma possono comunque sciogliersi
in acqua sono gli zuccheri, che hanno molti gruppi OH; quest’ultimi possono formare dei legami idrogeno
con il solvente (acqua). La differenza negli zuccheri è che il legame con l’acqua non va a romper i legami
della molecola e questo tipo di soluzione non prevede la rottura dei legami intramolecolari, mentre quella
precedente prevedeva la rottura nel solido cristallino; questo tipo di molecole non generano ioni e non è in
grado di condurre corrente, infatti sono elettroliti
In acqua si possono sciogliere anche dei gas, ma solo quelli che sono caratterizzati da molecole che hanno
un parziale carica, come l’ammoniaca o l’ossido d’ammonio. Altri gas, come l’ossigeno, l’azoto e l’anidride
carbonica, sono molecole che non sono polarizzate infatti hanno una bassissima solubilità in acqua, ciò
perché i loro tipi di legami non prevedono una distribuzione parziale di carica.
Nell’anidride carbonica avviene però, i due dipoli sono nei versi opposti, quindi si annullano, causando una
bassa solubilità in acqua.
L’ammoniaca, invece, crea la distribuzione parziale di carica e quindi è più facilmente soggetta ad
interagire con l’acqua, dunque a sciogliersi, così come l’acido solfidrico.
Anche le biomolecole si sciolgono in acqua e anche ciò che determina ed imputa l’acqua come il migliore
ambiente per lo sviluppo della vita.
La glicina, che è un amminoacido, ha dei gruppi parzialmente carichi e proprio questi vanno ad interagire
con l’acqua e ne determinano la solubilità, cosi come il glucosio che ha più gruppi ossidrilici e il glicerolo
che ne ha tre.
Ci sono tuttavia dei composti che non sono polari, come i lipidi e le cere
e questi hanno dei comportamenti differenti, e tendono ad allontanarsi
dall’acqua.
Inoltre, ci sono composti che invece hanno delle porzioni affine
all’acqua sono detti anfipatici.
Le molecole idrofobiche, come il metano, non sono amanti dell’acqua,
ed esse quando sono messe in una soluzione acquosa determinano la
formazione di particolari strutture; le interazioni di tipo idrofobico condizionano le relazioni tra queste
molecole, che non sono solubili in acqua, ma inducono il solvente a disporsi attorno ad esse con particolari
strutture; quest’ultime sono altamente organizzate, sono strutture, per esempio i clatrati, di molecole
d’acqua intorno al metano, e l’entropia di questo sistema è molto ridotta, per questo viene favorita
dall’ambiente la disposizione di questa struttura. Sono comunque molto importanti questi tipi di
interazioni perché ad esempio le molecole anfipatiche, come gli acidi grassi, che costituiscono le
membrane biologiche, sono formate da una parte polare, ovvero le teste idrofiliche (che interagisce
appunto con l’acqua) mentre le loro code sono idrofobiche inducono e impongono alle molecole d’acqua
di disporsi attorno in modo da ridurre il più possibile le interazioni.
Da questo effetto idrofobico si può avere la formazione di strutture stabili come le micelle, in cui le teste
idrofiliche si dispongono tutte attorno e le code verso l’interno. Queste strutture sono alla base delle
membrane, come i doppi starti lipidici, ma anche le micelle citate precedentemente. Dunque l’acqua è
importante anche nell’interazione con molecole idrofobiche e ciò ha condizionato la formazione di
determinate strutture.
Le interazioni di tipo idrofobiche sono interazione di tipo elettrostatico debole vanno tutte sotto il nome di
Forze van der Waals e possono racchiudere diversi tipi di interazioni.
Tra le forze di Van der Waals vi sono:
le forze di Keesom che avvengono quando vi sono due
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