Sommario
ENZIMI................................................................................................................................................2
CINETICA...........................................................................................................................................3
METABOLISMO E BIOENERGETICA.............................................................................................8
Reazioni biochimiche più comuni......................................................................................................10
METABOLISMO GLUCIDICO........................................................................................................14
GLICOLISI.....................................................................................................................................14
Fermentazione lattica..................................................................................................................21
Ciclo di Cori...............................................................................................................................22
Fermentazione ad etanolo...........................................................................................................22
GLUCONEOGENESI........................................................................................................................23
CORPI CHETONICI..........................................................................................................................26
OSSIDAZIONE aa.............................................................................................................................29
Ciclo Glucosio-Alanina......................................................................................................................31
CICLO DELL’UREA.........................................................................................................................32
CATABOLISMO ACIDI GRASSI - B-OSSIDAZIONE...................................................................34
CICLO DI KREBS.............................................................................................................................39
Ciclo del Gliossilato...........................................................................................................................44
FOSFORILAZIONE OSSIDATIVA..................................................................................................45
1-Shuttle Malato-Aspartato................................................................................................................48
2-Shuttle Glicerolo3P.........................................................................................................................49
ATP SINTASI.....................................................................................................................................50
FOTOFOSFORILAZIONE e FISSAZIONE DELLA CO2...............................................................51
2-Fase luce indipendente: Ciclo di Calvin..........................................................................................52
BIOSINTESI LIPIDI → LIPONEOGENESI....................................................................................53
Biosintesi colesterolo..........................................................................................................................59
BIOSINTESI DEI NUCLEOTIDI e degli AMMINOACIDI.............................................................60
AMMINOACIDI................................................................................................................................61
Biosintesi de novo dei nucleotidi purinici GUANINA E ADENINA................................................62
Biosintesi de novo dei nucleotidi pirimidinici................................................................................63
Biosintesi dei nucleotidi tramite le vie di recupero........................................................................64
GLICOGENO.....................................................................................................................................64
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ENZIMI
Sono delle proteine altamente specializzate con attività catalitica, ovvero
accelerano le reazioni chimiche rimanendo inalterati al termine della reazione
stessa.
La loro struttura è molto complessa e caratterizzata da una ben precisa
conformazione tridimensionale con ripiegamenti, rientranze e sporgenze e
presenta un sito attivo → regione a forma di fessura o di tasca che instaura
legami con il substrato: è costituito da pochi residui di aa con una
conformazione spaziale ben definita, complementare a quella del substrato con
cui interagisce.
Schema del modello dell'adattamento indotto: l’enzima cambia conformazione
man mano che il substrato si lega. I gruppi funzionali dell’enzima si posizionano
nell’orientamento corretto affinché possa avvenire il processo catalitico.
es: HK ha una forma ad U; le estremità si avvicinano una all’altra in seguito ad
una modificazione conformazionale indotta dal legame del glucosio.
Differenze tra enzimi e catalizzatori inorganici:
Peso molecolare: peso molecolare molto alto e conformazione
• tridimensionale complessa, articolata nelle quattro strutture proprie delle
proteine (a differenza dei catalizzatori della chimica inorganica che sono
composti molto semplici spesso anche semplici atomi).
Specificità: sono altamente specifici sia verso il substrato sul quale
• agiscono, sia verso il tipo di reazione che catalizzano. La maggior parte di
enzimi agisce su di un unico substrato o su un numero molto limitato di
composti (diversamente dai catalizzatori inorganici che molto spesso si
comportano da pas-partout e catalizzano numerose reazioni anche molto
diverse tra loro).
Potere catalitico: accelerano le reazioni almeno di un milione di volte.
•
Cofattore: gruppo chimico addizionale che aiuta l’attività catalitica
dell’enzima. Può essere costituito da:
ioni inorganici come Fe2+, Mg2+, Zn2+
- molecole organiche che agiscono come trasportatori transitori di specifici
- gruppi funzionali → coenzimi
Oloenzima: enzima con legato il cofattore.
Apoproteina: solo parte proteica dell’enzima
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CINETICA
Chimica che ha per oggetto lo studio della velocità delle reazioni chimiche e dei
diversi fattori che le influenzano. Affinché una reazione avvenga:
I reagenti si devono urtare;
● L’urto deve sprigionare un’energia sufficiente a innescare la reazione:
● urto efficace;
L’urto deve avvenire con un orientamento favorevole alla reazione;
●
Il momento dell’urto viene chiamato stato di transizione o complesso
attivato.
Energia di attivazione: barriera energetica che i reagenti devono superare
per trasformarsi nei prodotti. Si passa dallo stato basale con energia libera
bassa, allo stato di transizione in cui l’energia libera è elevata fino a tornare
allo stato basale in cui l’energia libera è minore di quella iniziale.
Variazione di energia libera standard in biochimica: PH: 7.4
ΔG = ΔH -TΔS
ΔH = entalpia e ha valore negativo per reazioni che liberano calore.
ΔG è la variazione di energia libera.
Esoergonica prevede liberazione di energia e i prodotti sono meno dei
reagenti. Reazioni cataboliche. ΔG negativo.
Endoergonica richiede energia, caratteristica della reazioni anaboliche che
sfruttano l’energia fornita dall’ATP prodotta nelle fasi del catabolismo. I prodotti
sono maggiori dei reagenti. Finché avvenga occorre che le molecole arrivino ad
un livello energetico elevato (ovvero stato di transizione in cui il livello
energetico è alto, c’è instabilità, si devono rompere legami, barriera energetica
che bisogna superare per far procedere la reazione). ΔG positivo.
ΔG non da info su velocità di reazione —> quantità di prodotto
(µmol/minuto) che si ottiene nell’unità di tempo o quantità di reagente che
viene consumata nell’unità di tempo (µmol al minuto).
Più l’energia di attivazione è alta, più la reazione è lenta: le molecole
impiegano più tempo per raggiungere il livello energetico richiesto per
l’attivazione.
Un catalizzatore abbassa l’energia di attivazione, rende la reazione più
veloce e rende maggiore la quantità di substrato che riesce a trasformarsi in
prodotto. Es: enzimi catalizzatori inorganici che consentono di abbassare
l’energia di attivazione, facilitando quindi la formazione dello stato di
transizione. Come? L’interazione enzima-substrato tramite reazioni non
covalenti libera energia che va a soddisfare buona parte dell’energia di
attivazione. L’energia che si libera dalle interazioni è chiamata energia di
legame ΔGB.
In una reazione catalizzata, la concentrazione del substrato modifica
la velocità delle reazioni catalizzate dagli enzimi. Maggiore è la quantità
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di substrato di partenza, maggiore è la quantità di prodotto che otteniamo man
mano che passa il tempo.
Confrontando le curve di 3 reazioni con quantità di substrato differente notiamo
che c’è proporzionalità che si perde man mano che la reazione va avanti: man
mano che il substrato si trasforma in prodotto diminuisce la probabilità con cui
il substrato va ad incontrare l’enzima.
V0: primi momenti in cui abbiamo la reazione in cui c’è proporzionalità,
ovvero la probabilità che il substrato incontri l’enzima è uguale per
tutte le reazioni.
Arrivati ad un certo punto la velocità diventa massima e non aumenta più: tutti
i siti dell’enzima sono occupati, quindi sta lavorando al 100%, al massimo della
sua capacità. A questo punto pur aumentando la quantità di substrato non
aumenta la velocità perché appunto l’enzima è alla velocità massima della sua
performance.
→ Cinetica di Michelis Mentel. Ricapitolando:
Inizialmente aumentando la concentrazione di substrato aumenta la velocità di
reazione (maggiori probabilità dell’enzima di incontrare substrato). Arrivati ad
un certo punto si raggiunge Vmax in cui la velocità non aumenta più e l’enzima
lavora al massimo delle sue capacità.
V0= Vmax (s) / KM + (s)
KM: costante di michaelis-mentel, ovvero concentrazione di substrato (mM) alla
quale la velocità della reazione è 1/2 della velocità massima.
S: concentrazione substrato.
Ogni enzima ha la sua Vmax e la sua km caratteristici: i valori di km variano
moltissimo da enzima ad enzima ed esprimono l’affinità che l’enzima ha per il
substrato. Il valore di km è indipendente dalla concentrazione dell’enzima e
dalla concentrazione del substrato.
KM bassa: ae un enzima ha km molto bassa ci vorrà poco substrato per
• saturare la metà dei siti dell’enzima. Alta affinità per il substrato;
KM alta: se un enzima ha una km molto bassa ci vorrà molto substrato
• affinché l’enzima lavori con una velocità che è 1/2 di quella massima. Bassa
affinità.
Basso S: se è molto più piccola di KM e quindi trascurabile
• v0= vmax (s)/K, cioè la velocità è direttamente proporzionale alla
concentrazione di substrato.
Alto S: se è molto più grande di km, questa diventa trascurabile e si ha v0=
• vmax cioè la velocità è massima, indipendentemente dalla concentrazione
di substrato.
Esocinasi: esiste in diversi isoenzimi.
Glucocinasi: esocinasi IV. Enzima che troviamo nei tessuti che non dipendono
dal glucosio, che hanno ruolo nella omeostasi glucidica come il fegato. Affinità
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bassa per l’enzima: non si satura subito ma è in grado di modulare l’attività in
base alle quantità di glucosio. KM alta.
Esocinasi I, II, III: affinità più elevata: si satura molto velocemente
raggiungendo alta velocità in fretta. KM molto bassa e quindi un’altissima
affinità per il glucosio. Le cellule con questo enzima (HK1) dipendono
strettamente dal glucosio per la loro attività come il globulo rosso o il cervello.
per un enzima che segue la cinetica di M-M , qual’è il valore di Vmax
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Problema:
se V0 è uguale a 1 mM al minuto a 1/10 km (ovvero a questa concentrazione di
substrato).
Problema 2: un enzima che catalizza una reazione irreversibile è presente nella
miscela di reazione ad una concentrazione tale per cui Vmax= 20 mM per litro
al minuto.
KM dell’enzima per il substrato S è pari a 10 20 mM
Se la concentrazione iniziale di S è pari a 500 µmol, qual’è la sua
concentrazione residua dopo 300 min di reazione?
Grafico di Lineweaver Burk: consente di avere un calcolo più accurato di
Vmax e Km. Quando creo il grafico dell’andamento della reazione, ovvero di
come varia la velocità al variare del suo substrato, posso creare anche il grafico
dei doppi reciproci in cui invece di una curva troviamo una retta. Per crearlo
uso i reciproci ovvero 1/S con 1/V.
Le zone in cui troviamo le intersezioni corrispondono a 1/Vmax e -1/Km.
Reciproci:
1/ V0 = Km / vmax * S + S /vmax * S
Regolazione dell’attività enzimatica
Le vie metaboliche devono agire di concerto in moto tale che l’organismo
risponda a delle esigenze: modulazione delle vie metaboliche com gli enzimi.
Regolazione a lungo termine: necessita di più tempo. La regolazione
dell’enzima riguarda la sintesi o degradazione della proteina.
Regolazione a breve termine: richiede solo secondi o frazioni di secondi.
ENZIMI REGOLATORI: regolano la velocità delle reazioni metaboliche, sono
capaci quindi di modulare l’attività catalitica . Non subiscono la cinetica di M-M:
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presentano una curva sigmoidale in cui c’è una crescita repentina che mostra
cooperatività. La curva sigmoidale è una curva ibrida in cui l’enzima a bassa
concentrazione di substrato è presente principalmente nello stato T
(relativamente inattivo) e ad alte concentrazioni di substrato nello stato R
(rilassato e più attivo). RICORDA: non si può parlare di KM in quanto non segue
la cinetica di M-M: si parla di K 0.5: concentrazione di substrato alla quale la
velocità è 1/2 della velocità massima. Es: emoglobina. Nel momento in cui l’O si
lega ad una subunità, il cambio di conformazione di questa subunità induce un
cambio di conformazione delle altre subunità che diventano più affini al legame
con l’O. La sua capacità di legame con l’O aumenta in maniera esponenziale.
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Le vie metaboliche sono vie MULTI-ENZIMATICHE: gruppi di enzimi lavorano
insieme per produrre una via metabolica in cui il prodotto del primo enzima
diventa il substrato del secondo e così via. Almeno un enzima è regolatorio,
ovvero è in grado di modulare l’attività catalitica in risposta a determinati
segnali. Nella maggior parte dei caso l’enzima regolatore è quello che catalizza
la prima reazione. Due tipi di enzimi regolatori e di modulazione:
Enzimi con Modulazione allosterica non covalente (reversibile):
regolazione rapidissima (secondi) dovuta all’attacco non covalente di un
enzima regolatore sul sito allosterico di un enzima allosterico . L’enzima altera
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la struttura dell’enzima che nella nuova conformazione ha proprietà cinetiche
differenti: si crea una variazione della forma del sito catalitico. - Inibitore
allosterico: favorisce la forma dell’enzima con minore affinità per il substrato:
stabilizza la forma T, quella dello stato inattivo (si rallenta la via metabolica). -
Attivatore allosterico: stabilizza la forma con il sito catalitico attivo in grado
di avere maggiore affinità con il substrato.
Un effettore allosterico può essere:
Substrato stesso: enzima omotropico;
Altre molecole: enzima eterotropico.
Modulatori positivi (k0,5 più bassa, aumenta l’affinità);-
- Modulatori negativi (k 0,5 più alta, meno affinità).
-
A seconda della presenza di modulatori positivi o negativi la curva sigmoidale si
sposta rispettivamente verso sinistra o verso destra. Es: glicogenofosforilasi
è formato da due subunità in cui ognuna presenta 1 sito catalitico e 1 sito di
regolazione. Normalmente si trova nella conformazione T (meno attiva) ma
quando aumenta nella cellula la concentrazione di AMP , questa si va a legare
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sul sito di regolazione generando cambio di conformazione (R) per cui il sito
diventa in grado di liberare il suo substrato. Nel momento in cui non serve più il
lavoro dell’enzima l’ ATP che si lega al siti specifico generando di nuovo cambio
conformazionale che diminuisce affinità dell’enzima per il substrato e si avrà
rallentamento della reazione.
1. Enzimi con Modulazione covalente. Può essere reversibile e
irreversibile. E’ una regolazione lenta che richiede qualche minuto. Es:
fosforilazione ad opera delle cinasi .
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Glicogenofosforilasi (descritta in precedenza) può essere regolata anche
dalla fosforilazione su un residuo di serina . Altri esempi sono:
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adenilazione, acetilazione, ubiquitinazione etc.
Inibizione Enzimatica: da non confondere con la regolazione negativa degli
enzimi regolatori). Può essere:
Reversibile: l’inibitore può legarsi a diversi siti e possiamo avere:
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- In . competitiva: l’inibitore ha una struttura molto simile a quella del substrato
e questa similitudine porta il substrato e l’inibitore a competere per lo stesso
sito attivo dell’enzima. Chi la vince tra i due? Dipende dalla concentrazione e
dall’affinità . Un ini
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