Bilanci aziendali – parziale 1
Indice
- L’azienda come sistema ........................................................................................................ 2
- I circuiti operazionali .......................................................................................................... 3
- Il circuito dei finanziamenti a titolo di capitale proprio ................................................... 4
- Il circuito degli investimenti caratteristici .......................................................................... 5
- Il circuito dei finanziamenti a titolo di capitale di credito .................................................. 6
- Il circuito degli investimenti accessori ............................................................................... 7
- Dal sistema delle operazioni al sistema dei valori ......................................................... 9
- La classificazione delle rilevazioni ................................................................................... 12
- La contabilità generale (CO.GE.) ................................................................................... 14
- Esempio esplicativo con società a responsabilità limitata ............................................ 15
- Esempio esplicativo con società per azioni .................................................................... 19
- Finanziamento da terzi ...................................................................................................... 20
- Il mutuo .............................................................................................................................. 21
- Il funzionamento di una perdita ......................................................................................... 22
- Funzionamento del mutuo ................................................................................................. 24
- Circuito degli investimenti caratteristici ............................................................................. 25
- Acquisto sul mercato ......................................................................................................... 30
- Analisi dei fattori produttivi di uso durevole ..................................................................... 34
- La dismissione ................................................................................................................... 35
- Dismissione con plusvalenza ............................................................................................ 36
- Dismissione con minusvalenza .......................................................................................... 37
- Rottura del macchinario ..................................................................................................... 38
- Rottura del macchinario coperto da assicurazione ............................................................ 39
- Problema delle immobilizzazioni materiali ......................................................................... 40
- Produzioni interne .............................................................................................................. 48
- Personale dipendente ......................................................................................................... 52
- Trattamento di fine rapporto ............................................................................................... 54
- Pagamento imposte per l'azienda ....................................................................................... 56
- Prestito obbligazionario ....................................................................................................... 61
- Leasing finanziario .............................................................................................................. 70
- Ratei e risconti ................................................................................................................... 73
- Acquisto vendita di titoli speculativi
L’azienda come sistema
Il concetto di sistema è quello di "una combinazione di parti o elementi riuniti in un tutto". Gli elementi che compongono il sistema azienda sono le persone e i beni, o meglio le risorse intese come fattori produttivi in un'accezione più ampia di quella che si limita a considerarli come onerosi. L'azienda pur essendo enucleata interagisce con l'esterno, con processi in entrata e in uscita. Inoltre l'ambiente in cui l'azienda è inserita è ancora più complesso. Sistema significa un insieme organizzato di elementi e relazioni aziendali, separati mediante confini da un ambiente, che è sempre più complesso del sistema stesso. Il nostro obiettivo è quello di studiare, analizzare e dare valore al sistema azienda.
I caratteri del sistema azienda sono:
- Aperto: se ha scambi con l’esterno;
- Dinamico: se esiste in quanto funzionante. Il carattere di dinamicità aumenta la complessità;
- Complesso: se elevata è la molteplicità degli elementi e/o delle relazioni tra gli elementi;
- Probabilistico: se il suo funzionamento è pervaso da un’alea. È l’ambiente esterno che rafforza l’aleatorietà dell’azienda;
- Finalizzato: se ha la capacità di pervenire ad un risultato.
Un’azienda creata per un ritorno economico viene definita "for profit". "Not for profit" invece è l’esempio dell’Unicef, non finalizzata ad un guadagno monetario. Esistono poi le aziende pubbliche, come le aziende sanitarie. Le finalità sono comunque sempre due:
- Soddisfare un bisogno, che può essere di natura economica, creare di più, o meno.
- Perdurare nel tempo.
La famiglia è un perfetto esempio di sistema aziendale: ha relazioni con l’esterno; investe; soddisfa un bisogno non di tipo economico, ma l’elemento economico è lo strumento per soddisfare bisogni di un’altra natura. Furono diversi coloro che tentarono di dare una definizione a questo sistema. Tra questi ricordiamo Fabio Besta, Gino Zappa, Alberto Ceccherelli, Teodoro D’Ippolito, Pietro Onida. La definizione più completa appartiene però a Aldo Amaduzzi: "un sistema di forze economiche che sviluppa, nell’ambiente di cui è parte complementare, un processo di produzione, o di consumo, o di produzione e di consumo insieme, a favore del soggetto economico, ed altresì degli individui che vi cooperano". Carlo Masini dice invece: "l’azienda nel suo sistema generale di accadimenti presenta i caratteri di un sistema continuo, dinamico, misto, relativo, o aperto". Masini sottolinea come la società umana sia caratterizzata da l’esistenza di una pluralità di strutture durature, assoggettate ad una pluralità di vincoli tese al perseguimento di scopi individuati. A tali strutture si collega la nozione di istituto, inteso come un complesso coordinato di elementi, di fattori, di energie, di risorse personali e materiali. Tutti gli istituti svolgono in qualche misura attività economiche: l’azienda rappresenta appunto l’ordine economico di un istituto. In conclusione si può affermare che l’azienda:
- È un sistema socio-economico, in cui elementi di varia natura sono organizzati dinamicamente e razionalmente, per il raggiungimento - in via mediata o in via immediata - di un fine ultimo, prevalentemente individuabile nel soddisfacimento dei bisogni umani;
- È un sistema che, nel suo operare finalizzato, pone in essere, in via continuativa e perdurante, processi volti alla produzione e/o al consumo di beni e servizi, attraverso l'azione congiunta e preordinata dei suoi sottosistemi componenti;
- È un sistema che, nel suo divenire, mentre influenza sia il sovrasistema che lo contiene, sia i sottosistemi che lo compongono, viene da essi a sua volta influenzato, in un processo di interazione dinamica su più livelli, in cui ciascun elemento, nel perseguire le proprie condizioni di minimo squilibrio possibile, modifica il quadro di riferimento degli altri elementi, rispetto ai quali esso può risultare di volta in volta sovraordinato, coordinato o subordinato.
Esistono diverse tipologie di aziende in funzione dei diversi istituti dai quali discendono:
- Azienda di consumo o patrimoniale, distinta per astrazione dall’istituto famiglia;
- Azienda di produzione, che caratterizza l’istituto impresa o l’azienda privata for profit;
- Azienda composta, propria degli istituti pubblici territoriali.
Noi ci avvaliamo della teoria dei sistemi perché questo studio ci permette di analizzare dei pezzi del tutto senza perdere la complessità e l’unitarietà.
I circuiti operazionali
Il nostro obiettivo è valorizzare gli scambi tra azienda e esterno. Il denaro entra ed esce dall’azienda.
Il circuito dei finanziamenti a titolo di capitale proprio
Ogni volta che l’azienda reperisce denaro dall’esterno si parla di finanziamento. I finanziamenti hanno la finalità di fare entrare denaro, e per questo sarebbero la modalità attraverso cui l’azienda reperisce cash. I finanziamenti a titolo di capitale proprio sono quelli:
- Di diretta pertinenza dei soci;
- La cui remunerazione è aleatoria, dipende dagli esiti gestionali. La remunerazione degli utili viene decisa dal consiglio di amministrazione;
- Possono portare a remunerazioni molto più elevate, ma anche molto più basse, rispetto ad investimenti alternativi;
- Costituiscono quello che si definisce capitale di rischio;
- Generano entrate per effetto dei conferimenti da parte dei soci;
- Generano uscite per effetto del pagamento dei dividendi, della distribuzione di riserve, dello scioglimento della società;
- Sono influenzati sia dall’apporto dei soci che dai risultati conseguiti dalla società - utili non distribuiti -;
- Non hanno una durata predefinita e quindi non si può stabilire un momento di rimborso. I soci in questo caso rischiano per guadagnare di più, ma non si sa se e quando questi soldi verranno restituiti;
- Il cui valore di rimborso sarà influenzato da diversi fattori.
Il circuito degli investimenti caratteristici
La finalità dell’investimento è quella di fare uscire ed è la modalità attraverso la quale impieghiamo il denaro. Le caratteristiche degli investimenti sono:
- Generano entrate per effetto dei conferimenti da parte dei soci;
- Generano uscite per effetto del pagamento dei dividendi, della distribuzione di riserve, dello scioglimento della società;
- Sono influenzati sia dall’apporto dei soci che dai risultati conseguiti dalla società - utili non distribuiti -;
- Non hanno una durata predefinita e quindi non si può stabilire un momento di rimborso;
- Il cui valore di rimborso sarà influenzato da diversi fattori.
Definiamo il capitale proprio perché andiamo a quantificare tutto ciò che è all’interno dell’azienda e che deve essere rimborsato. Gli investimenti caratteristici possono essere:
- Capitale sociale. Il capitale sociale è un pezzo del capitale proprio della nostra azienda. È il valore nominale delle azioni (quote). Le azioni sono titoli di credito e rappresentano il valore del capitale dell’azienda. Un esempio è la Matrix s.p.a., che ha un capitale sociale di 500.000€ e il valore delle azioni di 50€ cad. Una volta che tutti i soggetti hanno acquistato i 500.000 diventano cash. Ognuno di coloro che hanno comprato le azioni è proprietario di quel pezzo della Matrix. Il soggetto che acquista azioni poi può anche rivenderle;
- Riserve. Ciò che è rimasto reinvestito o acquisito con maggiore valore:
- Di utili. A fronte di un utile di 300€, 200€ possono essere distribuiti ai soci, mentre 100€ è il denaro che rimane all’interno dell’azienda e che va a costituire una riserva per poi essere riutilizzato;
- Di capitali. Derivano dal sovrapprezzo. Il valore nominale di partenza, quello impresso sul titolo, era 50€; se poi queste azioni vengono vendute a 60€ si ha una riserva di capitale, derivato dall’aver collocato sul mercato le azioni ad un valore superiore a quello nominale.
- Risultati di periodo. Quello che l’azienda ha prodotto da sola. È quello che l’azienda genera in ogni periodo/esercizio amministrativo. Il periodo va da 01/01 al 31/12, anche se per esigenze può essere spostato. Il risultato sarà la massimizzazione di un profitto.
Questi tre elementi rappresentano le proprietà dell’azienda. L’approvazione del bilancio viene fatta circa il 30/04. In quel momento si decide se il risultato va diviso tra i soci o se va a costituire una riserva.
Il circuito dei finanziamenti a titolo di capitale di credito
I finanziamenti a titolo di capitale di terzi possono essere per esempio dei mutui verso le banche. Fanno riferimento a tutto il denaro riutilizzato per il business dell’azienda. Hanno due peculiarità fondamentali:
- Tasso di interesse. Rappresenta il costo dell’aver ottenuto denaro da terzi;
- Obbligo di restituzione. Il non pagamento compromette la capacità di esistere dell’azienda.
La loro restituzione deriva soprattutto grazie alla vendita degli output che comporta un ritorno. Essi sono anche:
- Onerosi;
- Agiscono negativamente per massimizzare il profitto (la Pirelli ha usato il proprio brand per diversificare la produzione, passando da produrre pneumatici a produrre scarpe, con la finalità di massimizzare il profitto);
- Devono essere restituiti;
- Hanno scadenze precise;
- Non possono essere reinvestiti.
Ma nonostante ciò allo stesso tempo rendono possibile il processo di crescita. Quando parlo di finanziamenti a titolo di capitali da terzi devo stare attento a diversi aspetti:
- Attenzione che non siano i terzi finanziatori a gestire il processo poiché dato che prestano denaro potrebbero sentirsi autorizzati;
- Attenzione particolare a cosa vado a fare con quei finanziamenti;
- Considerare che il tempo di ritorno sia compatibile con il risarcimento;
- Non ledere chi ha prestato denaro.
Il circuito degli investimenti accessori
Questa tipologia di circuito si attiva a fronte di disponibilità di mezzi liquidi che non possono essere utilizzati né per investimenti di tipo caratteristico né per rimborso di finanziamenti precedentemente ottenuti. Entrambe le operazioni di cui sopra si inseriscono in un quadro "strategico" più ampio. L’aggettivo "accessorio" però non qualifica in modo oggettivo determinate tipologie di investimenti, ma richiede di essere interpretato con riferimento all’attività caratteristica dell’impresa individuando quegli investimenti che non hanno alcun vincolo di connessione con la medesima.
Per cui determinati investimenti potranno risultare "accessori" in determinate imprese e "caratteristici" in altre. In ogni caso comunque:
- Il circuito si innesca dalla presenza di liquidità che l’impresa ritiene vantaggioso investire in beni mobili o immobili;
- La definizione di accessorio non è assoluta ma relativa, avendo a riferimento la tipologia di attività svolta dall’impresa;
- Il circuito si attiva con l’esborso di risorse necessarie ad eseguire l’investimento a fronte del quale periodicamente verranno generati proventi;
- Il beneficio complessivo è dato dalla differenza tra gli esborsi e le entrate complessive.
Negli investimenti accessori generalmente troviamo titoli di natura speculativa, cioè acquisiti con la finalità di fare profitti, come i fabbricati civili. L’obiettivo è quello di fare un investimento e di dare quei prodotti in locazione in cambio di un pagamento di affitto. Differenza tra un investimento accessorio e un investimento caratteristico. Quando un’azienda ha denaro decide di investirlo con un intento speculativo, e non va ad intaccare il business. Questi investimenti si eseguono nella speranza di un surplus. In una logica di comparazione il circuito che maggiormente deve contribuire è "Acquisizione, trasformazione, prodotti". Gli investimenti caratteristici sono tali quando si ha l’obiettivo di aumentare e migliorare il business. Esempi sono l’acquisizione di fattori produttivi, un maggiore rischio, e l’obiettivo di mettere sul mercato un valore maggiore. Possono esserci situazioni in cui i finanziamenti propri diventano direttamente investimenti. Questo accade quando i soci apportano direttamente dei beni mettendo dei fattori produttivi al posto del denaro.
Esempio. Il capitale sociale delle s.r.l. (società a responsabilità limitata) non è rappresentato da azioni, ma da quote di partecipazione, che non possono essere cedute sul mercato come le azioni. Prendiamo per esempio un’azienda che dispone di un capitale sociale di 100.000€. La quota di partecipazione prevista è di 20.000€, divisa tra 5 soci (Galli, Rossi, Bianchi, Neri, Verdi), in modo tale che tutti comandano allo stesso modo. Non tutti però devono necessariamente versare denaro, ma se qualcuno ha fattori produttivi pari a quella quota può partecipare in questo senso. Il bene così concesso diventa un investimento a capitale proprio, mentre il...
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