Bilanci aziendali
Capitoli da studiare
Libro testo: Ferdinando, il bilancio di esercizio italiano secondo la normativa europea, 5 edizione, Giuffrè Milano, 2017 + Dispensa Prof Manazza disponibile a Pavia.
- Capitolo 1 e 2: studio
- Capitolo 3: lettura
- Capitolo 4, 5, 6: studio
- Capitolo 9: lettura
- Capitolo 10, 11: studio
Questa è la parte da studiare, non ritenete sufficiente solo la lezione e le slide che completano la lettura che dovete fare di quei capitoli sul libro.
Lezione 1 – 24/02/2021
Il bilancio d'esercizio
Il bilancio serve ad informare, in quanto predispone una base informativa a tutti coloro che siano interessati a capire come si sviluppa e organizza l'attività produttiva, come è cresciuta l'azienda. La ragione che guida la valutazione aziendale è diversa, per esempio un'azienda quotata ha rapporti diretti con gli azionisti che hanno bisogno di reperire informazioni sull'azienda poiché coinvolti direttamente con capitali di rischio. Anche le banche, che per altre ragioni hanno interesse a studiare, analizzare come sta andando quell'azienda, se è di successo o no, perché la stanno affidando, vogliono verificare che non ci sia un rischio eccessivo. Altri soggetti interessanti sono i dipendenti dell'azienda, i collaboratori, i fornitori, i clienti e così via, in sostanza tutti gli stakeholder, una pluralità di soggetti sia fisici che giuridici interessati a capire la dinamica e l'andamento di un'attività aziendale. Ma prima di questi viene l'imprenditore, che per primo deve monitorare l'andamento aziendale con dati concreti misurati sulla realtà delle operazioni svolte.
Attraverso il bilancio d'impresa riusciamo quindi a capire quali sono le scelte di fondo che orientano l'attività medesima, tenendo comunque attentamente distinte l'impresa e l'azienda, che non sono sinonimi ma concetti diversi. L'azienda si riferisce a qualcosa di oggettivo, è definita in termini oggettivi dal legislatore quando dice che è il complesso di beni messi a disposizione dell'imprenditore per l'esercizio dell'impresa, facendoci capire che sono beni funzionali e strumentali all'esercizio dell'impresa e allo stesso tempo distinguendolo dal concetto di impresa.
L'azienda è un insieme di beni rappresentato da materialità, immobilizzazioni fisiche, ma anche da immobilizzazioni finanziarie, concetto che richiama una dimensione fortemente oggettiva, è concreta. Mentre l'impresa, o intrapresa, avventura, è un concetto che si ispira a una dimensione immateriale, soggettiva, c'è un dinamismo al contrario della staticità dell'azienda. L'impresa è un'iniziativa, un intraprendere qualcosa che se ha come obiettivo la realizzazione di un profitto e un'operatività nel campo economico allora è un'impresa in senso stretto, ma abbiamo anche altri tipi di imprese.
Il bilancio ci dà informazioni sulla capacità che la dimensione aziendale ha di sostenere, reggere l'attività imprenditoriale e ci deve spiegare, soprattutto con il conto economico, come si forma l'utile di esercizio, i profitti, attraverso quali costi otteniamo quali ricavi e come si combinano queste diverse risorse che entrano nel sistema aziendale e come vengono combinate, alimentando quindi combinazioni produttive di fattori che danno luogo a processi produttivi. Quindi vengono acquisiti fattori in input, vengono poi combinati tra loro, alimentando dei processi che opportunamente gestiti si traducono in attività aziendali generatrici di prodotti e servizi da cedere sul mercato, la cosiddetta trasformazione economica.
Fattori elementari
Quali sono i fattori elementari, quanti sono e come si dispongono? Li possiamo richiamare, riportare in poche categorie, li possiamo ricondurre in stereotipi di riferimento per il corretto funzionamento aziendale. Abbiamo per esempio lo stereotipo delle persone umane, che possono essere acquisite in azienda a tempo indeterminato o determinato o possono anche essere risorse esterne che entrano momentaneamente in contatto con l'azienda per svolgere determinate attività. Una seconda categoria di risorse è quella delle risorse finanziarie, ovvero i capitali che entrano a vario titolo, capitale di rischio o di prestito, quindi debiti che l'azienda contrae per sostenere il funzionamento della stessa. In un'economia monetaria dove la moneta regola gli scambi non possono non esistere queste risorse.
Una terza categoria sarebbe stata indicata in passato come insieme dei macchinari, impianti, quindi risorse tecnologiche, ma oggi è limitante, perché col tempo c'è stato un allargamento verso le risorse tecnologiche informatiche. Un'altra è quella delle risorse naturali, l'energia elettrica per il funzionamento degli impianti, energia solare, le materie prime disponibili in natura. Queste tipologie sono esaustive del tema delle risorse in input ma al loro interno sono fortemente suddivise e più o meno complesse in base al business seguito dall'impresa, quindi non abbiamo un mix universale, unico, ogni impresa reperirà le risorse più utili alla propria attività.
Queste osservazioni ci portano a dire che in azienda tutto ciò non può essere ispirato a casualità, empirismo, ma bisogna essere valutato e gestito attentamente, il mix delle risorse reperite, a seconda di come le combini crea già un mix strategico: più è abile l'imprenditore nel combinare le risorse, più le combinazioni si qualificano come uso distintivo e intelligente delle risorse stesse e più l'impresa raggiunge capacità competitiva nel mercato. Pensiamo al know-how personale, non aziendale, ma delle risorse acquisite, dei dipendenti, le loro abilità, capacità, questo è elemento distintivo. Quindi abbiamo elementi importanti che devono essere osservati e valutati, dobbiamo sapere il costo di questi fattori, come si dispongono in azienda per portare alla generazione dell'output.
Efficienza, efficacia ed economicità
Possiamo poi aggiungere un paio di generalità, abbiamo visto che la scelta e la capacità imprenditoriale di scegliere i fattori può creare già una differenza importante ma occorre che l'impresa sappia operare con adeguate linee di efficienza, efficacia ed economicità. Il controllo di gestione si basa sulle rilevazioni per misurare la formazione di costi, osservazione dei margini, la contabilità è incentrata sui concetti di efficienza e efficacia, ma in termini generali vediamo questi ultimi nei prospetti di bilancio, tenendo presente che efficienza e efficacia non sono la stessa cosa.
Efficienza fa riferimento all'attitudine che il sistema azienda ha di rendere massimo il differenziale costi-ricavi, o più in generale, di rendere massimo il differenziale input-output, quindi un'azienda è efficiente quando è capace di massimizzare questo differenziale. Come è possibile farlo? Ci sono tre linee generali di intervento per massimizzare il divario con la gestione e trasformazione (tecnica, monetaria, finanziaria) che si opera:
- Massimizzare l'output mantenendo costante l'input, riducendo per esempio gli scarti di lavorazione, gli sprechi, le deformazioni dei prodotti.
- Minimizzare l'input mantenendo costante l'output, quindi non cambia il numero di prodotti o servizi ottenuti, ma questi li otteniamo con un numero minore di risorse.
- Minimizzare gli input e massimizzare gli output, la linea più difficile.
Sono tre linee rivolte all'ottenimento di massima efficienza, condizione per poter competere bene sui mercati. L'efficacia invece è la capacità del sistema di raggiungere gli obiettivi dati, nel rispetto dei tempi secondo specifiche modalità.
Infine l'economicità che è la capacità che il sistema ha di mantenere un positivo differenziale tra costi e ricavi, quindi con ricavi superiori ai costi in modo da liberare dei margini disponibili per poter essere reinvestiti nell'esercizio successivo e mantenere in autonomia il funzionamento del sistema stesso. In dottrina questo aspetto dell'economicità richiama il concetto di teleonomia del sistema, che dal greco significa obiettivo, dinamico, spiega come l'azienda riesce teleonomicamente, quindi muovendosi nel tempo a soddisfare i propri obiettivi e avere un grado di autonomia capace di alimentare i processi degli esercizi a venire. I bilanci di esercizio osservano e valutano questi tre aspetti dando informazioni preziose.
Impresa e azienda
Un'altra osservazione sul tema dell'impresa e azienda. Può esistere un'azienda senza impresa? Si, ad esempio la famiglia, ma questo concetto fa più riferimento alla comunità, esiste, ha dei valori, si aggrega su un progetto di vita, su una linea, ha una sua progettualità, un suo scopo, quindi un elemento interno propulsivo che la rende viva, così come le associazioni, consorzi, mosse da intendimenti. Ma se pensiamo per esempio ai palazzi abbandonati, dove prima avevano vita delle imprese ma poi per vari motivi non hanno proseguito con la loro attività rendendo degradati questi stabili, lì non c'è più impresa, non c'è dinamismo, è un'azienda che ha perso la sua impresa, la sua anima, quindi non esiste un'azienda senza un'impresa, una spinta propulsiva, può durare poco ma poi si trasforma.
Al contrario, può esistere un'impresa senza azienda? Un imprenditore che ha buone idee ma non i mezzi non è ancora impresa, perché deve avere una minima organizzazione. Un'impresa può nascere anche senza azienda in una forma minimamente aziendale: l'imprenditore con buone idee ma senza mezzi può essere aiutato dalla tecnologia, può usare i mezzi per fare impresa e si costruisce delle idee e man mano che si sviluppa il tutto cresce anche il sistema relazionale, crescono i contatti e così via.
Quindi è difficile che un'azienda duri nel tempo senza impresa, ma al contrario possiamo avere un'impresa con una forma aziendale minima che magari nel tempo dovrà allineare alle mutate esigenze di un'azienda vera e propria. Per esempio delle startup, oppure influencer o youtuber che attraverso le tecnologie riescono a creare un'azienda da un'idea iniziale imprenditoriale. E tutto questo lo dobbiamo comunque vedere nel bilancio d'esercizio, un'impresa in fase di partenza alla fine dell'anno dovrà fare un bilancio per legge: possiamo vedere ad esempio che nella dimensione immobilizzata nel patrimoniale sarà bassa, magari rispetto alla capacità di avere un fatturato significativo.
Cos'è il bilancio di esercizio? Domanda d'esame
Il bilancio d'esercizio è un modello, perché abbiamo dei riferimenti normativi precisi, art 2424 e seguenti del codice civile ci danno le impostazioni tecniche, modello economico finanziario, perché tratta di aspetti economici e problematiche finanziarie che ha un contenuto tecnico definito dal legislatore. Modello che esprime in modo sistematico e sintetico le operazioni di gestione, cioè i fatti e gli accadimenti aziendali che si manifestano in azienda espressi in maniera sintetica tramite voci che raggruppano questi fatti e operazioni. E che dimostra il risultato economico conseguito nell'esercizio, nel periodo amministrativo (1/1-31/12): il risultato finale, il reddito, l'utile o la perdita, quindi risultato positivo se abbiamo ricavi maggiori dei costi o perdita nel caso contrario.
Non confondiamo utile di esercizio con fatturato o ricavo, perché il totale dei ricavi nel conto economico di un'azienda in un determinato momento rappresenta il fatturato, non è il risultato netto finale, quindi ricavi meno costi. Possiamo avere un'azienda con fatturato elevato ma che chiude con un bilancio in perdita oppure un'azienda con fatturato inferiore ma con elevato utile. La differenza è data dalla capacità di usare in modo intelligente il mix di risorse da parte dell'imprenditore. Il modello dimostra anche la composizione quali quantitativa del capitale di funzionamento, che è una particolare conformazione del capitale, dato dal totale non in forma algebrica, quindi somma non algebrica, di tutte le poste presenti nello stato patrimoniale, è il totale dell'attivo più il passivo dello SP, ma non algebricamente. Quindi rappresenta il capitale che serve al funzionamento dell'azienda, quindi è in termini di valore assoluto, assume dimensione in termini di valore assoluto, è un numero, ma non ha un segno davanti. Mi fa capire con quale dimensione di capitale quell'azienda funziona.
Se io ho un'impresa con capitale di funzionamento pari a 1000 e utile 100, rispetto a una con capitale 500 e utile 200, mi attendo di vedere combinazioni di mix di risorse più efficace ed efficiente nel secondo caso, perché l'impresa è in grado di gestire meglio il mix di risorse, la teleonomicità del sistema, l'efficienza, efficacia, economicità e così via, perché con un capitale di funzionamento più basso ottengo un utile più elevato, ovviamente però evo confrontare due aziende simili, per esempio attive nel medesimo settore, non un supermercato e una banca, ma due banche o due supermercati.
Il bilancio come modello mi dimostra il risultato economico e il capitale di funzionamento ma quali sono i valori che vengono accolti in questo bilancio? Abbiamo valori certi, stimati e congetturati. I valori quindi non sono sempre ed esclusivamente certi perché abbiamo valori che possono fuoriuscire da ragionevoli stime che possono essere spiegate da valori che non hanno avuto ancora manifestazione monetaria, quindi quantitativa. Quando la stima diventa ancora meno certa entriamo nella dimensione delle congetture, perché il valore congetturato è invece un valore che offre uno spazio di aleatorietà, discrezionalità maggiore rispetto alla stima, ovvero il percorso di valutazione che porta a quella dimensione che vai a congetturare è ancora più azzardata delle stima.
Ma allora il reddito di esercizio che valore è? Basta che nel bilancio vi sia una sola minima voce stimata che porti ad una congettura per non rendere più certo il dato, quindi il reddito di esercizio è un valore congetturato, perché viene da una dimensione di processo che accoglie valori misti, quindi certi, stimati e congetturati. Anche perché per conoscere veramente il risultato economico di un'azienda dovremmo prendere il bilancio iniziale e il bilancio finale di liquidazione di fine attività e vedere tutto quello che si è svolto in quel periodo, in questo caso possiamo dire che abbiamo una maggiore certezza del valore che ne scaturisce. Il bilancio infine è strumento di conoscenza e comportamento per fini interni, ma anche strumento di informazione per fini esterni.
Obiettivi del bilancio d'esercizio
Quali obiettivi ha il bilancio d'esercizio? Possibile domanda: Ha come obiettivo centrale quello di fornire una minima comune informazione a tutti i soggetti interessati, tutti gli stakeholder, ma questa informazione deve presentare 3 caratteri precisi: attendibilità, neutralità e verificabilità, perché non è da considerare una minima comune informazione se viene data in presenza di non tutti e tre gli elementi, devono essere presenti tutti insieme.
- Attendibilità: un'informazione è attendibile quando si opera in osservanza delle norme, quindi quando nell'organizzarci per trasmettere l'informazione rispettiamo le norme (art 2424 e seguenti sul bilancio d'esercizio, ma anche tutte le altre norme vigenti in materia, che siano ancora nella forma di decreto o nella forma di direttive comunitarie recepite o meno), quindi osservanza della dimensione giuridico tecnica che ruota intorno al bilancio. È attendibile anche se si basa sulla ragionevolezza delle stime, quindi se è ragionevole il percorso fatto per stimare i valori, e se è mossa da soggettività razionale.
- Neutralità: significa rispetto di principi e delle regole vincolanti e standardizzate che sono quelle uniformi per la generalità dell'impresa che sono stabilite dal legislatore. E rispetto dei principi contabili indipendenti e imparziali verso tutti i destinatari.
- Verificabilità: che si ha quando vi è la possibilità di una ricostruzione indipendente, senza che nessuno guidi il processo, del procedimento contabile che è stato seguito e che ha portato all'attribuzione di un determinato valore. Quando in modo indipendente sulla base dell'analisi dei documenti, possiamo ricostruire il procedimento contabile e di valutazione, incluso il processo di attribuzione di valore e poniamo i terzi in questa posizione, abbiamo soddisfatto questo terzo requisito.
Chiudiamo questa prima parte dicendo che quando si parla del modello di bilancio facciamo riferimento a cinque documenti: stato patrimoniale, conto economico, nota integrativa, rendiconto finanziario, qui si ferma il legislatore ma aggiungiamo un altro documento che è la relazione sulla gestione. Prima di affrontare l'analisi tecnica di questi documenti bisogna capire i vincoli/condizioni posti in materia di bilancio dal legislatore in riferimento alla clausola generale, che sta sopra e caratterizza questi documenti.
Lezione 2 - 25/02/2021
Iniziamo l'analisi del codice concentrandoci sull’articolo 2423 e il 2423 bis, in quanto dicevamo che c'è una clausola generale di riferimento per la redazione del bilancio di esercizio che è dispositiva e fornisce dei principi che non possono essere disattesi per una corretta redazione del bilancio medesimo. In realtà l'articolo 2423 è preceduto dal 2421 e 2422, cioè in altri termini siamo nel codice civile nella sezione ottava che tratta dei libri sociali. Il 2421 ci dice quali sono i libri sociali obbligatori e il 2...
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