Introduzione
San Giovanni a Pesaro, biblioteca pensata con l’idea di attirare tutta la città e che si possono fare biblioteche accogliente per i nonni e per i nipotini, per le casalinghe e per gli immigrati, un luogo dove sentirsi bene, dove i cittadini possono andare anche semplicemente per incontrare gli amici, oltre che per utilizzare le collezioni di libri, cd e film. Il successo è dato da una politica delle piccole attenzioni: attenzione per i bisogni delle persone, per la grafica, per la comunicazione, per le attività culturali.
L’analisi delle sorti della biblioteca deve essere collocata nel contesto sociale in cui opera, i suoi tentativi di modernizzazione devono essere messi in relazione con l’impatto sulle abitudini di lettura e sulla persistenza di barriere simboliche e culturali che permangono e infine alle nuove tecnologie che rendono possibile un tipo diverso di biblioteca.
Nonostante i tentativi di ammodernamento delle biblioteche portati avanti negli ultimi 25 anni, si assiste quasi ovunque a una stagnazione delle presenze, se non a un vero e proprio calo. Bisogna anche tenere presente che lo sviluppo di internet e della banda larga ha reso possibile una serie di operazioni da casa che rendono superfluo o irrilevante il recarsi in strutture quali le biblioteche.
Lo sviluppo dell’economia negli ultimi anni si è trasformata in economia della conoscenza e nei paesi sviluppati le industrie creative sono le voci principali di entrate per uno Stato. Tuttavia, per poter risultare competitive, l’industria creativa ha bisogno di una serie di infrastrutture a partire dalla scuola per arrivare a musei, biblioteche, teatri, cinema, locali di musica dal vivo. Insomma, un habitat fecondo per lo sviluppo di un’industria che si basa sulla conoscenza e sulla rielaborazione creativa.
Un problema della realtà italiana è la mancanza di sinergia e comunicazione tra istituzioni come scuole, università, biblioteche, musei che non riescono a costituire un ambiente globale in cui il talento possa crescere e svilupparsi.
Nelle città italiane, un elemento chiave per ricostituire un tessuto socioculturale ricco e creativo è costituito dalla piazza. Luogo di passaggio, di incontro, di testimonianza di fasi storiche e processi culturali, di luogo libero e gratuito che si contrappone allo spazio commercializzato della società del consumo. La biblioteca1Antonella Agnoli, Le piazze del sapere. Biblioteche e libertà, Laterza, Bari: può essere considerata come una piazza coperta, in cui il documento abbia lo stesso valore dell’esperienza di poter incontrare gli amici o altre persone che condividano gli stessi interessi.
La biblioteca deve avere al proprio centro le persone, deve essere un ambiente ideale per catalizzare e raccogliere le esperienze culturali del territorio e proporle alla cittadinanza sotto forma di esperienza ed offerta culturale. Costruzione di luoghi di incontro e di partecipazione è fondamentale nelle trasformazioni che da qui a venti anni avranno luogo nella nostra società.
Gli ultimi 30 anni: un bilancio
Il tentativo di modernizzazione
Anni ’70, alcuni paesi come Spagna, Francia e Portogallo tentano di reagire alla crisi delle biblioteche e della non-lettura in tre modi:
- Francia, ampliamento degli spazi per attirare nuovi utenti, costruzione di edifici moderni e spettacolari che risaltano dal tessuto urbano.
- Ampliamento dei pubblici, non solo studenti o studiosi, ma anche le persone normali devono usare la biblioteca e trovarci quello che desiderano.
- Ampliamento dei materiali, non più solamente libri in quanto col passare del tempo si sono sviluppati nuovi supporti per la trasmissione della conoscenza e dell’informazione.
Il cambiamento riguarda anche la forma della struttura che trova un parallelismo significativo con il grande magazzino. Un luogo cioè dove il cittadino/cliente entra, cerca quello che gli interessa e paga all’uscita, senza doversi rivolgere per forza al commesso. Connesso a questa nuova forma che hanno assunto le biblioteche è anche il problema di come collocare le collezioni. Studi effettuati dai grandi centri commerciali hanno facilmente dimostrato che il cliente è attratto da quei prodotti collocati ad altezza degli occhi. Pertanto uno studio sui comportamenti degli utenti della biblioteca sarebbe essenziale per programmare in maniera più efficace la2Antonella Agnoli, Le piazze del sapere. Biblioteche e libertà, Laterza, Bari: disposizione degli spazi e delle collezioni.
Ampliamento offerta
- Incentivi a provare cose nuove (mettere in evidenza i libri del mese etc.).
- Più specializzazione
- Più autonomia, l’utente è in grado di cercare da sé tra gli scaffali.
- Più self-service, le macchine per l’auto prestito sono una realtà.
Lettura: un’abitudine di minoranza
Nonostante gli interventi di ammodernamento in varie parti del sud Europa, la lettura è rimasta un’abitudine della minoranza. Il pubblico delle biblioteche ha cessato di crescere e anche nel nord Europa si assiste a una stagnazione delle presenze.
Per quanto riguarda l’Italia, anche nelle realtà più favorevoli e moderne, la frequentazione delle biblioteche è attuata solo da una minoranza della popolazione, circa un cittadino su 5. Le motivazioni possono essere ricercate in fattori comuni a tutti i paesi industrializzati:
- Mancanza di tempo (impegni di lavoro, familiari)
- Diffidenza o timore verso la “Cultura”
Le indagini sui non frequentatori
Un’indagine sui non frequentatori della biblioteca viene dalla Francia.
- La biblioteca si rivolge a un pubblico specifico di studenti/studiosi/intellettuali;
- Ci sono altre attività da fare con gli amici.
- Non si conosce il servizio né come funziona,
Altre motivazioni addotte dai non iscritti alla biblioteca sono che non gli piace leggere, o collega la non frequentazione a problemi pratici, in quanto la biblioteca è troppo lontana e un rilievo significativo è il fatto che gli orari non sono convenienti. È evidente che la biblioteca non ha un pubblico, ma cento. Quindi, qualunque tipo di promozione, se non si comprendono le diverse esigenze delle persone, saranno generiche e poco efficaci.3Antonella Agnoli, Le piazze del sapere. Biblioteche e libertà, Laterza, Bari: Oggi ci sono molteplici occasioni per venire in biblioteca, concerto, mostra, incontro con uno scrittore, per accompagnare il nipotino etc…E ancora più importante indagare le motivazioni di chi non va in biblioteca, in maniera approfondita e non superficiale.
Bernard Lahire spiega come l’estraneità di gran parte del pubblico al servizio bibliotecario sia solo l’ultima parte di una frammentazione e divisione della cultura per classi sociali attuata a fine ottocento e inizio novecento. Mentre prima Shakespeare era stato un intrattenimento per il popolo e per tutte le classi sociali, a fine ottocento viene imposta una visione contemplativa e distaccata e diviene un autore per un audience specifica, elitaria.
Barriere simboliche
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