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Dove collocare la biblioteconomia?

Dove collocare la biblioteconomia? Tra le scienze sociali o mantenerla in quelle umanistiche? La biblioteca non è stata oggetto di molti studi sociologici. Bisogna capire che tipo di fenomeno sociale è la biblioteca: quale rapporto ha con l'ambiente, che funzione svolge nella società... Questo significherebbe però delimitare un oggetto complesso e fare ipotesi attorno a situazioni specifiche. La sociologia spiega le biblioteche come fenomeni sociali e luoghi dell'esperienza umana.

Modelli sociologici applicati alla biblioteconomia

Max Weber e l'agire sociale

Max Weber e i suoi studi sull'agire sociale: l'agire sociale è un atteggiamento dotato di senso nel quale si possono individuare 4 fondamenti:

  • L'agire sociale razionalmente orientato rispetto allo scopo (si valutano i mezzi in rapporto allo scopo, gli scopi in base alle conseguenze)
  • L'agire sociale razionalmente orientato rispetto al valore (si prescindono le conseguenze per rimanere fedeli ad un ideale)
  • L'agire sociale orientato affettivamente (si agisce per soddisfare uno stimolo)
  • L'agire sociale orientato tradizionalmente (secondo un'abitudine)

Non esistono sfere predominanti ma un mix tra i 4 fondamenti. Traniello (studioso italiano attento alla dimensione sociale della biblioteca) riprende il modello di Weber per le problematiche del rapporto in biblioteca tra biblioteca/informazione e biblioteca/utenti. Gli utenti della biblioteca potenzialmente cercano motivi di soddisfazione e relazioni. La biblioteca non è solo il prestito dei libri ma anche i legami tra le persone.

Sher e le categorie in biblioteconomia

Le categorie come istituzione, struttura, funzione e sistema hanno avuto molta fortuna in biblioteconomia soprattutto grazie a Shera, che ha individuato nella biblioteca un'agenzia sociale che opera in ambito dell'istruzione educativa e uno strumento democratico della società. Questo è venuto meno con la crisi delle teorie generali e dei modelli di classificazione delle discipline. Inoltre alla stampa si sono affiancati altri supporti con un diverso accesso alla cultura.

Luhmann e il pluralismo sistematico

I sistemi di Parsons sono entrati in crisi perché non hanno saputo confrontarsi con i conflitti e i cambiamenti sociali, in quanto concentrati sulla stabilità interna del sistema. La risposta si cerca nel pluralismo sistematico di Luhmann dove le funzioni sono schemi di senso che permettono di cogliere aspetti comuni a diverse possibilità. Un sistema è un'astrazione utile a delimitare e differenziare ambiti di un complesso ambiente in base ad un determinato criterio. Luhmann distingue tra la struttura e il processo. La stabilità di un sistema dipende dalla sua crescita interna come risposta alla crescita esterna. Il sistema si autoregola rispetto alla propria complessità: un sistema funziona bene se riflette su se stesso, se traccia i propri confini, se elabora decisioni e se costruisce le proprie strutture. La biblioteca quindi resta un fenomeno sociale all'altezza della complessità esterna e la biblioteconomia deve auto-disciplinarsi. Il punto fermo resta la stabilità di sistemi già costruiti e i sistemi sono immuni dai mutamenti indotti da interessi, obiettivi e comportamenti individuali.

La biblioteca come rete

La complessità delle biblioteche ha per una forma di rete piuttosto che di sistema. Tra le biblioteche si crea un'interdipendenza globale, un'appartenenza alla Rete e alla gestione partecipata dei servizi. Le biblioteche sviluppano reti di organizzazioni molto più flessibili di un tempo e quindi più portate all'innovazione. La teoria e l'analisi delle reti non ha ancora un fondamento teorico ma si possono avere dei riscontri empirici.

Teorie organizzative e la biblioteca

La biblioteca come organizzazione. Teoria sociologica che distingue due livelli di analisi: un livello macro che studia le società e loro cambiamenti in base ai fenomeni di massa; un livello micro che si occupa dell'individuo e delle sue relazioni. Nelle organizzazioni macro e micro hanno spesso un rimando: la biblioteca è una struttura che conserva la memoria dell'uomo (livello macro) e dà documenti e servizi per le esigenze di una data utenza (livello micro). Le discipline organizzative hanno dato più importanza alla biblioteconomia ma hanno anche ridotto il ruolo della biblioteca sul piano sociale, rendendolo un luogo di commercio e interessi editoriali. La biblioteca è la sintesi e il confronto nello spazio e nel tempo dei saperi, dei linguaggi e dei testi. Agire organizzativo - all'interno del contesto storico-sociale - permette di integrare risorse, processi e servizi per documentare, conservare, mediare e condividere la conoscenza. La crisi dell'agire organizzativo porta alla crisi della biblioteca.

Weick e il sensemaking

Weick stabilisce un'uguaglianza tra i processi cognitivi di creazione (sensemaking) e i processi mentali e sociali di organizzazione (organizing). Per agire in un ambiente bisogna prima attivarlo attraverso 3 fasi:

  • Ordinare e mettere in relazione, strutturando gli ambienti grazie all'organizzazione
  • Selezionare, ovvero disambiguare l'ambiente attivato con mappe che permettono di dare significati ed interpretazioni
  • Archiviare gli ambienti attivati e selezionati

Anche la biblioteca può essere intesa in questo modo: come un ambiente in cui attivare varie realtà che si sviluppano attraverso esperienza e conoscenza. Weick riconosce 7 priorità nei processi di sensemaking:

  • Costruzione di identità: un'organizzazione crea senso se è disposta a modificare il proprio scopo e la propria identità
  • Retrospettivi: riflessione su quello che si è prodotto per investire nel futuro in modo coerente alla propria storia
  • Istitutivi di ambienti sensati
  • Sociali
  • Continui
  • Centrati su informazioni selezionate
  • Guidati dalla plausibilità

Organizzare una biblioteca è creare un ambiente sensato, esaminandolo retrospettivamente e modificarlo costantemente per dargli un'identità sociale. Le mappe causali di Weick fanno pensare alla biblioteca come luogo fisico e virtuale del sapere. Si possono ridefinire le funzioni della biblioteconomia secondo i nuovi modelli organizzativi legati all'immaterialità. L'attenzione si sposta sulle persone, sulla soggettività e le sue manifestazioni. Così facendo non è possibile definire rigidi confini perché i gruppi sono dinamici.

Biblioteconomia: scienza umanistica o sociale?

Non è semplice dire se la biblioteconomia appartenga alle scienze umanistiche o a quelle sociali. Popper sostenne la razionalità delle materie non scientifiche, evidenziando una legittima razionalità perché anche queste teorie possono essere criticabili. Quello che varia sono i parametri con cui si provano e confutano le ipotesi. La biblioteconomia, per diventare una scienza, deve dimostrarsi capace di:

  • Elaborare ipotesi vagliabili e confutabili
  • Approntare un equipaggiamento adeguato alle esigenze di progettazione e realizzazione delle biblioteche nella società contemporanea
  • Determinare risultati controllabili

Nuovi percorsi della qualità in biblioteca

Dagli anni '90 la biblioteca si confronta con la cultura organizzativa della qualità: il TQM (Total Quality Management) è il punto di riferimento sul piano culturale e teorico. I principi del TQM hanno contribuito a diffondere il primato della qualità e hanno contribuito a far sì che diverse biblioteche abbiano:

  • Orientamento all'utente come valore, analisi e ascolto delle sue esigenze per soddisfarle
  • Attenzione e soddisfazione anche verso il proprio personale
  • Investimento nella formazione
  • Monitoraggio delle esperienze altrui per cercare modelli, soluzioni a cui ispirarsi o da evitare
  • Apertura allo scambio con altre biblioteche
  • Lavorare per processi ed obiettivi, valutandoli passo per passo
  • Organizzare gruppi di lavoro per proporre progetti innovativi
  • Utilizzare strumenti di qualità
  • Programmare azioni di miglioramento continuo
  • Strategie e processi di ascolto
  • La Carta dei servizi che incoraggia la partecipazione dell'utenza, per rispettare quotidianamente gli standard qualitativi, costruendo garanzie e tutela dei diritti

Queste sono diventate bagaglio dei bibliotecari, pratica comune e metodo di lavoro. La qualità è diventata patrimonio culturale e intellettuale.

Dalla qualità all'eccellenza

Dalla qualità si passa all'eccellenza: particolarmente utile è il modello proposto dall'EFQM (European Foundation for Quality Management). La metodologia è ispirata al TQM ma senza un'impronta prescrittiva preferendo una pluralità di approcci. Con eccellenza si intende un'eccezionale e durevole capacità di gestione organizzativa e di conseguimento dei risultati nella soddisfazione dei clienti.

Le EFQM hanno tre livelli di eccellenza, in ordine decrescente:

  • Livello uno: EFQM excellence award
  • Livello due: Recognised for excellence
  • Livello tre: Committed to excellence

Ogni livello dà diritto ad attestato e un marchio a fini commerciali. Il livello uno premia le organizzazioni che mantengono l'eccellenza da almeno 5 anni con un miglioramento continuo. Il livello due riconosce le organizzazioni esperte nell'eccellenza che adottano soluzioni gestionali e introducono buone pratiche, per identificare dove bisogna migliorarsi. Il livello tre individua le organizzazioni che si stanno approcciando al percorso verso l'eccellenza.

Concetti fondamentali dell'EFQM

La EFQM segnala 8 concetti fondamentali:

  • Orientamento dei risultati: i risultati si ottengono grazie alla capacità di misurare, prevedere, monitorare le aspettative, le esperienze
  • Attenzione rivolta al cliente: creare valore per i clienti, mettendo a fuoco le esigenze e aspettative e prevedendo quelle future
  • Leadership e coerenza negli obiettivi: leadership capace di comunicare e praticare gli obiettivi
  • Gestione in termini di processi e fatti: analizzare in modo sistematico tutte le attività per potersi migliorare
  • Coinvolgimento e sviluppo delle persone: pieno coinvolgimento, valorizzazione e crescita degli individui
  • Apprendimento, innovazione e miglioramento continui: ambiente in cui ci si preoccupa di gestire e condividere la conoscenza
  • Sviluppo della partnership: condividere conoscenza e risorse per ottenere benefici reciproci
  • Responsabilità sociale: l'eccellenza non può prescindere dall'etica

La logica RADAR

Il modello EFQM poggia sulla logica RADAR:

  • Results (risultati)
  • Approach (approccio)
  • Deployment (diffusione)
  • Assessment (valutazione)
  • Review (riesame)

La logica RADAR è una metodologia di valutazione con lo scopo di:

  • Definire i risultati che si vogliono raggiungere
  • Pianificare un insieme di approcci
  • Diffondere questi approcci sistematicamente
  • Valutare gli approcci tramite l'analisi dei risultati
  • Riesaminare gli approcci

Valutazione EFQM

La valutazione EFQM segue 9 criteri: 5 sono fattori (ciò che si fa) e 4 sono risultati (ciò che si ottiene):

  • Per la leadership: come i leader definiscono e promuovono la missione, elaborando i valori di riferimento ed impegnandosi personalmente
  • Per le politiche e strategie: come si realizzano missione e visione organizzative
  • Per la gestione del personale: come si gestiscono, sviluppano e valorizzano le risorse interne e la loro cooperazione
  • Per la partnership e le risorse: come si pianificano e gestiscono le attività di cooperazione e le risorse interne
  • Per i processi: come si progettano, gestiscono e migliorano i processi organizzativi
  • Per i risultati relativi ai clienti: ciò che si ottiene riguardo i clienti esterni
  • Per i risultati relativi al personale: ciò che si ottiene riguardo il personale interno
  • Per i risultati relativi alla società: ciò che si ottiene riguardo la comunità di riferimento
  • Per i risultati chiave di performance: ciò che si ottiene in relazione alle proprie politiche e strategie

Il modello ha una natura dinamica:

  • Rafforzamento dei fattori con l'innovazione e l'apprendimento
  • I fattori migliorano i risultati
  • Misurare i risultati porta a soluzioni che incidono positivamente sui fattori

Ogni criterio è diviso in sottocriteri per un totale di 32. Il protocollo valutativo si avvale di una scala da 0 a 1000 dando pari peso (500) ai fattori e ai risultati. L'attenzione è soprattutto rivolta alla soddisfazione dell'utente (user satisfaction), al raggiungimento degli obiettivi e alla gestione dei processi. Il modello EFQM è efficace per valutare le competenze professionali, l'importanza del nesso eccellenza/conoscenza e per l'incoraggiamento a sviluppare forme avanzate di cooperazione. È quindi uno strumento di diagnosi e di orientamento generale. Per le biblioteche questo significa:

  • Ripensare alla propria funzione e ai propri servizi
  • La centralità e la soddisfazione degli utenti sono un obiettivo culturale
  • Gestione flessibile e innovativa
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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-STO/08 Archivistica, bibliografia e biblioteconomia

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher LaTita di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Biblioteconomia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Milano o del prof Montecchi Giorgio.
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