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Riccardo Ridi: Il mondo dei documenti

Dato

Un dato non ha un proprio contenuto oggettivo, ma si plasma in base al contesto e indica il punto di partenza per sviluppare un’azione, come un’informazione. Un dato può essere un numero, una lettera dell’alfabeto o una sequenza di cifre o lettere. In ambito digitale viene chiamato bit che può assumere il valore di 0 o 1. Ogni testo, immagine o suono può essere identificato con una sequenza di bit. L’informazione può essere dunque definita come insieme di dati contestualizzati in modo da acquisire un senso traducibile in azioni, mentre è considerata conoscenza ogni insieme informativo capace di ricevere dati e contestualizzarli.

Comunicazione

Può essere inquadrata in due prospettive, una più umana e l’altra più astratta; la prima si configura come la capacità che certe persone hanno di diffondere in modo mirato l’informazione, facendola giungere alle persone considerate bersagli e in quest’ottica rientrano la comunicazione commerciale o la comunicazione politica, ad esempio. Nel secondo caso si tratta di trasferimento di informazioni fra entità che possono anche non essere umane ed è indipendente dall’efficacia raggiunta nel catturare l’attenzione. La trasmissione dell’informazione può avvenire in due modi: attraverso una sorta di canale che gli permette di passare da A a B senza che ne resti una traccia materiale, oppure previa registrazione su un supporto fisico, che prende il nome di documento. Qualunque oggetto può essere considerato documento, purché funga da supporto fisico di informazioni, codificate per mezzo di regole note sotto forma di segni registrati sull’oggetto stesso. Un oggetto diventa documento quando emerge una specifica volontà individuale di diffondere informazioni.

Metadati, indici e servizi di assistenza informativa

Costituiscono la base di ogni metodo di organizzazione dell’informazione.

Metadati

Sono informazioni semplici e standardizzate, facilmente trasferibili o duplicabili, relative a entità più complesse e non standardizzate. Possono essere costituiti da lettere, cifre, immagini o suoni. Sono quindi microdocumenti che parlano di macrodocumenti (es. i cataloghi delle biblioteche), le cui funzioni permettono di:

  • Individuare l’esistenza di documenti con determinate caratteristiche
  • Selezionare, valutare e filtrare una serie di documenti e scegliere quelli più adatti alla nostra ricerca
  • Localizzare il documento selezionato
  • Interoperare, per permettere la ricerca anche in altri ambiti disciplinari diversi, grazie a una serie di equivalenze tra i metadati stessi
  • Gestire, per garantire la conservazione dei documenti

A seconda delle funzioni possiamo individuare vari tipi di metadati:

  • Metadati per la conservazione (istruzioni per il lavaggio sulle etichette dei capi d’abbigliamento)
  • Metadati tecnici, che informano sul funzionamento di un oggetto (istruzioni per l’uso della lavastoviglie)
  • Metadati sui diritti di accesso, che spiegano come e per quanto tempo si può utilizzare una determinata risorsa
  • Metadati strutturali, che illustrano se l’oggetto è composto da più parti e in che rapporto queste stanno fra di loro

Queste categorie di metadati rientrano nel gruppo dei metadati amministrativo-gestionali, accanto ai quali troviamo anche i metadati valutativi (giudizi strutturati sulle qualità e l’utilità della risorsa, come le pagelle scolastiche) e i metadati descrittivi, in senso stretto o semantici, che servono per l’identificazione dei documenti primari cui si riferiscono e sono costituiti da descrizioni di tali documenti e dal loro contenuto semantico (soggetto). Ad esempio, se il mio documento è costituito da un quadro sugli elefanti, un metadato descrittivo può essere il nome dell’autore e la data della composizione, mentre il metadato semantico sarà costituito dal soggetto del quadro, ossia gli elefanti. Questo rapporto tra il metadato semantico e il documento viene definito “aboutness”. I metadati possono avere una struttura semplice, formata da singoli termini isolati, oppure una più complessa formata da una serie di termini collegati fra loro: nel primo caso i termini verranno coordinati fra loro a posteriori dall’utente in fase di ricerca, nel secondo caso invece i termini che costituiscono la stringa sono collegati tra loro a priori da chi ha assegnato i metadati stessi al documento. Affinché i metadati risultino efficaci per garantire l’interoperabilità (capacità di scambiare informazioni tra più sistemi), è necessario che siano standardizzati; tra i formati standard ricordiamo:

  • MARC (Machine Readable Cataloguing), creato nel 1965 dalla Library of Congress di Washington, per facilitare lo scambio automatizzato di metadati bibliografici fra le biblioteche
  • DC (Dublin Core), un insieme di 15 elementi come sottoinsieme del MARC, individuati per permettere una descrizione semplificata di qualsiasi risorsa informativa
  • RDF (Resource Description Framework), creato dal World Wide Web Consortium (W3C) per esprimere varie tipologie di metadati relativi a risorse disponibili online in un’unica cornice e con una sola sintassi

Indici

Consistono in insiemi di metadati e possono essere...

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-STO/08 Archivistica, bibliografia e biblioteconomia

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher ostakista di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Bibliografia e biblioteconomia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi Roma Tre o del prof Crimi Giuseppe.
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