Introduzione alla biblioteconomia
Che cos'è un libro?
Suzanne Briet (documentalista) definisce documento ogni elemento essenziale alla rappresentazione di un fenomeno fisico e intellettuale. Ad esempio, un'antilope, mentre non è un documento quando corre nella savana, diventa tale se posta in uno zoo, sotto l'osservazione dei visitatori, per i quali essa diventa oggetto di interesse e di studio. Il libro è uno strumento di comunicazione e, in quanto documento grafico, utilizza il linguaggio della scrittura per trasmettere messaggi di carattere intellettuale destinati alla massima divulgazione; questa caratteristica permette di distinguere il libro dagli altri documenti grafici, nei quali la scrittura è funzionale ad una comunicazione di natura eminentemente privata, per esempio i documenti di forma epistolare, in cui le persone sono definite come destinatari ma non come pubblico.
Tipologie di biblioteche
- Biblioteche nazionali
- Biblioteche pubbliche
- Biblioteche universitarie
- Biblioteche scolastiche
- Biblioteche speciali
- Biblioteche importanti non specializzate
Biblioteche nazionali
Documentano la produzione bibliografica di ciascun paese e garantiscono il perseguimento dei propri obiettivi mediante uno specifico strumento normativo, il deposito legale (o diritto di stampa), che impone a editori o tipografi l'obbligo di consegnare loro una copia di ogni pubblicazione uscita nel paese. Tale funzione rientra nel progetto volto a garantire il controllo e la disponibilità delle pubblicazioni a livello internazionale, avviato dall'UNESCO nel secondo dopoguerra e noto con le sigle UBC (Universale Bibliographic Control) e UAP (Universal Availabily of Publications). La realizzazione più esemplare di questa tipologia è la Bibliotheque Nationale de France, le cui vicende affondano le loro radici nelle collezioni allestite alla fine del Quattrocento da Luigi XI e da Carlo VIII, alle quali Francesco I nel 1537 riconobbe il diritto di ricevere una copia di ogni stampato pubblicato in Francia, ponendo le basi per la loro trasformazione da bene privato in Bibliotheque du roi.
Biblioteche pubbliche
Sono caratterizzate sia dal profondo legame di servizio con le comunità locali che da un impegno preciso in merito alla diffusione del sapere attraverso la massima circolazione delle pubblicazioni, orientando la propria azione verso un coinvolgimento attivo e propositivo nella crescita culturale dei cittadini.
Biblioteche speciali
Sono per lo più biblioteche interne a enti ed organismi come le biblioteche carcerarie, quelle al servizio di organi dello stato o quelle private di centri di ricerca industriale.
Biblioteche importanti non specializzate
Hanno patrimoni bibliografici di grande rilievo con una forte vocazione conservativa e sono frequentate soprattutto da una più ristretta cerchia di studiosi. Da un punto di vista amministrativo le biblioteche sono ripartite tra una pluralità di enti e associazioni tra cui: gli enti locali, le università, gli enti ecclesiastici, gli enti culturali e lo stato. Si tratta per la maggior parte di biblioteche speciali, accanto alle quali si trovano anche le biblioteche statali, affiancate al MiBAC (Ministero dell'Istruzione) tra cui: le biblioteche nazionali centrali (Firenze e Roma), le biblioteche nazionali ma non centrali: a Milano la Braidense, a Venezia la Marciana, a Napoli la Vittorio Emanuele III; le universitarie: Genova, Pavia, Modena, Padova, Pisa, Roma; nazionale universitaria a Torino; biblioteche annesse a monumenti nazionali, in particolare ad antiche abbazie: Cassino (Abbazia di Montecassino), Subiaco, Roma (Monastero di S. Scolastica). Una tale articolazione è il risultato del faticoso processo di formazione dell'Unità, ma nonostante le differenze strutturali, gli intenti sono comuni e quindi: raccogliere e conservare la produzione editoriale italiana, accrescere e valorizzare le raccolte e acquisire la produzione editoriale straniera in base alla specificità delle proprie raccolte, infine documentare quanto posseduto anche in cooperazione con le altre biblioteche, per realizzare un servizio bibliotecario integrato.
La raccolta
Si può definire raccolta il possesso di molti libri senza un preciso indirizzo ed essa diventa collezione quando ha alla base precisi criteri che determinano l'accostamento degli individui che ne fanno parte, cosicché invece di risultare ciascuno autonomo e indipendente, si presentano tra loro interconnessi e il loro insieme acquista una fisionomia documentaria definita.
Il catalogo
È lo strumento che sostituisce all'indagine diretta sugli scaffali e dentro i libri una modalità alternativa di ricerca, attraverso la descrizione di questi ultimi e la cumulazione delle loro descrizioni in una successione ordinata.
Il riferimento concettuale del catalogo - le entità bibliografiche
La descrizione presuppone una scelta delle caratteristiche da segnalare. Le categorie che rappresentano i centri di interesse degli utenti sono chiamate entità e di ciascuna vengono descritte le reciproche relazioni e le specifiche caratteristiche, definiti attributi. Tra le entità ricordiamo: l'Opera, cioè la creazione intellettuale nella sua immaterialità; l'Espressione, cioè la realizzazione linguistica dell'Opera; la Manifestazione, cioè la materializzazione del testo di un'Opera attraverso la sua registrazione in forma stabile su di un supporto; l'Esemplare, cioè le singole copie riferibili a ciascuna Manifestazione.
Modalità di conservazione
Ci si può trovare di fronte a documenti registrati su supporti diversi. Le caratteristiche di questi supporti, soprattutto se molto fragili, possono portare a interventi mirati a conservare l'esemplare, come misure di carattere preventivo, tese a garantire il controllo delle condizioni fisiche ed ambientali di conservazione o a veri e propri interventi di restauro volti a ripristinare le caratteristiche materiali del supporto. Assieme a questi interventi possiamo collocare anche una serie di strategie tecnologiche, volte a garantire la fruizione dei contenuti mediante vere e proprie migrazioni di dati che in ambiente digitale prende il nome di refreshing (copiatura di dati da un supporto all'altro, per esempio da floppy a CD). Per le biblioteche nazionali la funzione di conservazione è uno dei parametri che definisce l'identità stessa della biblioteca, ad esempio la centrale di Firenze coordina dal 2006 un progetto denominato Magazzini digitali, volto a creare un'infrastruttura hardware e software per garantire l'immagazzinamento sicuro e l'accesso a lungo termine alle risorse digitali. Infine, la conservazione può prescindere dallo stesso possesso materiale del supporto; nel caso delle RER (Risorse Elettroniche Remote), si possono prendere specifici accordi con i fornitori perché sia garantita la sola consultazione, lasciando loro ogni responsabilità in merito alla gestione fisica dei dati.
La diffusione dell'informazione
Sono definite opere di consultazione quelle che non sono destinate ad una lettura estensiva, ma solo consultare brevemente per trovare rapidamente informazioni in risposta a quesiti diversi. A seconda della distanza dall'informazione esse si dividono in fonti primarie, secondarie e terziarie. Sono fonti terziarie i repertori che informano sulle fonti secondarie, che sono rappresentate dai repertori di carattere bibliografico (che informano sull'esistenza di pubblicazioni) e di carattere catalografico (che consentono di localizzare tali pubblicazioni). Sono fonti primarie per eccellenza le enciclopedie e i dizionari, che rappresentano un'abbreviazione dei percorsi di ricerca.
Il servizio di assistenza agli utenti
La relazione personale e diretta con l'utente può essere determinante per garantire un efficace servizio di supporto e informazione. È essenziale adottare strategie che valorizzino l'interazione e la comunicazione tra bibliotecari e utenti, promuovendo un ambiente accogliente e facilitando l'accesso alle risorse disponibili.
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