Appunti lezioni bibliografia – Prof. Segatori
Cos'è la bibliografia
Treccani: “la bibliografia è la disciplina che studia teoria e i metodi della ricerca. Descrizione e classificazione dei libri allo scopo di produrre repertori atti ad agevolare il lavoro intellettuale.”
Oggetto della bibliografia è il libro che può essere studiato attraverso vari punti di vista:
- Come oggetto materiale;
- Per le circostanze della sua produzione;
- Per il suo contenuto.
Si tratta di approccio materiale o approccio ideale.
Cos'è l'opera?
È una produzione intellettuale.
Cos'è il libro?
“L’oggetto attraverso il quale la produzione si manifesta fisicamente.”
Il libro ha una duplice natura:
- Materiale -> processi di produzione del libro;
- Ideale -> libro come contenuto di messaggi.
La bibliografia come disciplina che si occupa essenzialmente della produzione di repertori bibliografici. La bibliografia come disciplina che descrive il libro dal punto di vista materiale.
“Rino Pensato -> studioso di bibliografia. La bibliografia è afflitta dal suo nome. Nella stessa dicitura c’è una duplice natura, è intellettualmente sofferente.” Dubita che l’ambiguità, la polivalenza, non siano la sua ricchezza, una stratificazione espressiva.
Bloom sottolinea come l’ambiguità del termine sia radicale: Biblio (libro) e graf (scrivere). L’ambiguità è una caratteristica.
La bibliografia è intorno al libro -> disciplina che si muove intorno al libro che è contemporaneamente supporto fisico ed intelletto.
Robert Harmon: “Quando si tenta di definire il significato di bibliografia bisogna rassegnarsi a problemi di approccio diversificato come la molteplicità di significati.”
Possiamo trovare alcuni elementi in comune: il più importante è il libro e il suo sviluppo in tutti i suoi aspetti fisici e non.
Questa duplice caratteristica ha come prodotto le 2 accezioni che si contendono il nome di bibliografia:
- Come attività intellettuale;
- Come visione più materiale del libro.
Gabriel Nodé
1633, intellettuale francese, fu bibliotecario del presidente del Parlamento. “Bibliografia -> trattato sulle opere di politica.” Utilizza per la prima volta il termine “bibliografia” come lo intendiamo noi. Prima di lui, per indicare “l’elenco ragionato di libri” si utilizzava il termine “bibliotheca”. La sua proposta dà al termine “bibliografia” il valore di “descrizione di libri”.
Louis Jacob De Saint Charle
1645, scrive 3 libri: “Bibliographia parisina” e “bibliographia gallica”. Sono 2 esempi di quelle che saranno le bibliografie nazionali. Per tutto il '600 molti studiosi continuano ad usare il termine “biblioteca”.
L'Historia literaria
Nel '700 la bibliografia amplierà il proprio ambito d’intervento -> è il secolo del commercio letterario, secolo di bibliofili (collezionisti di libri). Il trionfo dei libri porterà alla necessità di gestire le collezioni librarie.
L’800 è il secolo che porta altri cambiamenti. Innovazioni tecnologiche per la stampa, si passa al torchio meccanico, fabbricazione della carta con la pasta di legno. Secolo che vede un rifiorire della produzione di libri che necessitano di catalogazione con la creazione di repertori per gestire la quantità di libri che circolava. Le corporazioni religiose avevano quantità di libri enormi.
In Francia, tra '800 e '900, vengono inaugurati studi. Langlois scrive un manuale di bibliografia storica. Divide la scienza del libro in 3 settori:
- Biblioteconomia (organizzazione della biblioteca);
- Bibliologia (studio della storia del libro dal punto di vista della sua fabbricazione materiale);
- Bibliografia (settore della scienza del libro che si occupa di realizzare repertori). Scienza che fornisce i mezzi per potersi procurare più rapidamente l’informazione libraria.
Malcles
Nel '900, Malcles pubblica un manuale che ci dice che la bibliografia è un settore della bibliologia o della scienza del libro che ha il compito fondamentale di ricercare e classificare i documenti a stampa per poi realizzare i repertori.
La Germania è un paese con una grande tradizione bibliografica -> tendenza tedesca del puntare la propria attenzione all’organizzazione di una biblioteca in tutte le sue sfaccettature. Si diffondono una serie di termini, di discipline. L’incunabolo è tutto ciò che è stato prodotto dalla metà del '400. Tutto ciò che è appena nato, l’incunabolo non aveva il frontespizio. Ci si pone il problema del recupero di un’informazione completa e aggiornata.
Nell’area anglosassone il termine “bibliography” significa “conoscenza del libro” e descrizione dello stesso in quanto oggetto materiale. Bibliografia enumerativa o sistematica. Accezione più ampia del concetto di bibliografia ha le sue radici lavori di bibliografia importantissimi come quello di Bradshaw e Blades che si occuparono di realizzare cataloghi dei fondi antichi del British Museum. Studiosi che si occuparono di un approccio metodico della disciplina bibliografica.
Bowers
Bowers ci parla di 3 tipi di bibliografia:
- Enumerativa -> compilazione di elenchi di libri su particolari argomenti;
- Storica -> storia del libro, tutti gli studi storici e biografici di persone che hanno avuto a che fare con la storia del libro, processi di fabbricazione del libro;
- Analitica -> studio dell’oggetto del libro.
In Italia, solo in tempi recenti, la bibliografia ha avuto uno sviluppo. Nel anni '70 del '900 si sono insediate le prime cattedre di bibliografia. Giuseppe Fumagalli approfondisce e precisa la sua visione della bibliografia: “s’impone la necessità che la bibliografia cessi di essere la scienza dei frontespizi e che aggiunga note brevi che siano di guida allo studioso. Necessità che diventi bibliografia critica e ragionata, che faccia una scelta di libri da suggerire.”
Dice che agli studenti bisogna insegnare la metodologia bibliografica come strumento di studio per far sì che conosca il modo di poter utilizzare dei sussidi bibliografici.
Enzo Esposito dice che la bibliografia può essere vista come la scienza e la tecnica della ricerca e sistemazione, secondo regole, di documenti stampati (a volte manoscritti) i quali, nell’ordine ricevuto, costituiscono un fondamentale strumento di lavoro.
Renzo Frattarolo rifiuta la bibliografia come pura raccolta meccanica di opere manoscritte o stampate e ci dà una duplice definizione che vede la bibliografia, da una parte come tecnica che ci permette di raccogliere, analizzare e rendere prontamente accessibili i risultati di un’attività intellettuale e dall’altra come l’arte di saper valutare l’importanza di tutto il vasto movimento culturale che a tale tecnica si ricollega. Pone le basi per un concetto di bibliografia ripreso da Alfredo Serrai che ha dato una visione del concetto di bibliografia.
Il repertorio di Gessner
Il suo modello è importante, per molti secoli resterà indiscusso. Gessner vede, nella salvaguardia delle biblioteche, una militanza civile per la salvaguardia della cultura. Scopo di mettere a disposizione le opere scientifiche e letterarie -> propone il concetto di biblioteca pubblica. Scopo di aprire la strada bibliografica e fornisce una guida che servisse da modello e incentivo affinché i ricchi e potenti aprissero delle biblioteche.
Come riuscì ad organizzare un repertorio così vasto? Convinzione che la cultura dovesse essere rappresentata in tutte le sue sfaccettature e problematiche. 1545. È il primo ad elencare il problema delle fonti. Quali fonti ha utilizzato? Cataloghi di tipografi e librai, indici di biblioteche pubbliche e private, lettere di amici (ci si scambiavano pareri sulle pubblicazioni), info raccolte durante gli incontri e notizie estrapolate da altre opere che potevano essergli utili.
Nella sua opera si inserisce il repertorio di Tritemius che al suo interno aveva il modello di San Girolamo. Gessner decide di inserire tutti gli scrittori (non solo quelli ecclesiastici) e per ordine alfabetico secondo nome (e non cognome), senza distinzione di dottrina o di rango -> atteggiamento estremamente democratico per l’epoca. Crea poi un indice alfabetico per cognome. Non si rivolge soltanto ai dotti ma pone la sua attenzione anche alle persone non dotte. Va a corredare le sue notizie bibliografiche con pareri e giudizi critici.
Due caratteristiche: tentativo di esaustività (necessità di un repertorio universale) e di selettività.
Come si presenta il repertorio al suo interno?
Suddiviso in 2 parti (una 3a era stata programmata):
- Biblioteca Universalis (1545) -> repertorio di notizie alfabeticamente per autore, passi tratti dagli autori, dalle loro opere (segnati tra virgolette). Per le pubblicazioni a stampa riporta il titolo, l’anno, il luogo di edizione, nome dello stampatore, numero dei fogli e formato.
- Pandectae (1548 – 49) che sono una specie di indice delle pubblicazioni. Sono divise per materiale (ordinamento classificato). Gestione piramidale di 21 classi (la 20esima classe fu l’arte medica e non fu mai pubblicata).
Luigi Balsamo scrive una riflessione su Gessner in una miscellanea denominata “Studi di biblioteconomia e storia del libro in onore di Francesco Barberi” in un saggio intitolato: “Il canone bibliografico di Gessner e il concetto di biblioteca pubblica del '500”. Parte da una riflessione: sua fama non è legata al suo lavoro di bibliografo ma al suo impegno nelle scienze naturali -> ha realizzato una classificazione sistematica delle piante utilizzate ancora oggi in botanica (aveva già la volontà di sistemare tutte le classi di piante esistenti).
La sua volontà era quella di difendere fortemente il patrimonio letterario, culturale che era tutta la produzione libraria che quella cultura aveva generato. Il 1o passo in avanti che fa Gessner secondo Balsamo è l’aver costruito un repertorio che va oltre il singolo utilizzo da parte di uno studioso. Prima dell’invenzione della stampa gli studiosi non si ponevano il problema di un’informazione bibliografica che andasse oltre il singolo.
Informare bibliograficamente significava fornire informazioni su una pubblicazione. Una recensione può essere un’informazione bibliografica oppure gli abstract (riassunti). Balsamo cita Cosimo De Medici che nel 1545 aveva commissionato un canone (possibilità di gestire in una certa maniera le pubblicazioni) mentre in Germania si diffondeva una nuova tecnica di scrivere i libri. Era cambiato il mercato librario -> l’offerta superava la domanda. I tipografi investivano capitali, realizzavano cataloghi interni della produzione editoriale.
Il libro diventa un oggetto di largo consumo. È cresciuto anche il numero di biblioteche (cambiano al loro interno, si inseriscono scaffali per la grande quantità di libri). Gessner era preoccupato riguardo la situazione politica, preoccupazione circa il salvaguardare tutto quello che il patrimonio culturale aveva prodotto. Voleva evitare che andassero distrutte le opere. Impegno civile. Si rivolge alle persone più abbienti per proporre l’istituzione di biblioteche pubbliche che potessero accogliere la produzione libraria al fine di salvaguardarla -> conservazione del patrimonio librario. A lui non interessava il collezionismo librario -> i libri erano per lui supporto di testi, vuole salvaguardare il messaggio culturale. Materialmente il libro era solo un veicolo. Secondo Balsamo, soltanto le biblioteche pubbliche garantivano la continuità del sapere. Il libro va salvaguardato – ordinato – messo a disposizione di un pubblico non necessariamente dotto.
Perché mette un indice alla fine del repertorio ordinato per cognome? Si rende conto che l’ordinamento per nome aveva creato confusione. L’indice per cognome era un punto di accesso ulteriore. Attraverso gli indici si poteva usufruire del repertorio in maniera più semplice. Le biblioteche, oltre che depositi di libri diventano possibilità di organizzazione del sapere. È un ordinamento democratico, non dà giudizi, non è gerarchico. Volontà di imparzialità. Gessner viene inserito nell’indice dei libri proibiti (perché non parlava di religione).
L’opera di Gessner viene profondamente criticata (inizierà ad essere apprezzata dopo un paio di secoli). Gli studiosi la ritenevano meno adatta per finire in modo veloce delle opere. Le Pandecte ordinano il repertorio di Gessner secondo classi. La Chiesa utilizzava le Pandecte per strutturare l’indice dei libri proibiti. La sua opera era altamente democratica e la vede utilizzata per un fine totalmente contrario -> per compilare gli albi censori.
Antonio Francesco Doni
1550. Rappresenta il primo esempio e tentativo di bibliografia nazionale. “Libraria” -> L’Italia, fino al '700 è un paese in cui continua ad avere la meglio la bibliografia locale o speciale. Doni è il primo esempio di un primo tentativo di allestimento di un repertorio italiano. Bisogna attendere molto per avere una vera bibliografia nazionale. Doni -> opere in lingua italiana (volgare). Tenta di voler risultare non eccessivamente enciclopedico. Sembra quasi ignorare Gessner -> “insensibilità bibliografica”. Trascurava elementi importanti per i bibliografi. Fa il tentativo di essere “utile” fornendo info a tutti gli uomini che leggevano e scrivevano “in italiano” (il latino era la lingua ufficiale).
Come funziona il suo repertorio?
- Voci intestate agli autori (ordine alfabetico per autore);
- Disordine strutturale (opposto di Tritemius e Gessner). Non comprende l’importanza dell’ordine strutturale. Mancanza di un linguaggio di indicizzazione uniforme.
Problema di insensibilità bibliografica, non ha la volontà di gestire repertori in modo rigoroso. Secondo Balsamo è un tentativo non riuscito di interpretare il repertorio bibliografico italiano. Gli manca la sistemicità, il rigore, l’uniformità di metodo.
Antonio Possevino
La Chiesa coglie i pericoli della Riforma sotto ogni punto di vista (anche editoriale). L’incapacità di controllare la reazione alla riforma ha portato ad una reazione violenta della Chiesa -> redazione degli indici dei libri proibiti per mettere in campo un’editoria che fosse soltanto papale, cattolica. Voleva edificare un repertorio che si opponesse a quello di Gessner. Era necessario un repertorio che rappresentasse soltanto la letteratura approvata dalla Chiesa -> il suo repertorio è strutturato in 2 parti fondamentali: Biblioteca Selecta e Apparatus Sacer.
La prima parte con il titolo di “Biblioteca Selecta” (titolo che si oppone alla Biblioteca Universalis di Gessner). Siamo nel 1598. Possevino vuole “prescrivere” i libri giusti ed utili alla formazione del perfetto soldato della Chiesa. Perché soldato? Lui era un gesuita, rappresenta il braccio della Chiesa riformista, cerca di recuperare quello che Lutero aveva compromesso. Il primo libro della Selecta viene tradotto in italiano con il titolo “Coltura de gli ingegni”, fa un richiamo alla simbologia vegetale: “Coltura” -> l’intelletto può essere coltivato come una pianta.
La seconda parte, l’Apparatus Sacer rappresenta una visione particolare, cerca di censire la letteratura religiosa di garantita ortodossia. Tutto ciò che un buon cristiano doveva leggere. È diviso in 3 tomi che hanno ordinamento interno alfabetico degli autori (circa 8000 nomi in latino, lingua ufficiale della Chiesa). La Biblioteca Selecta ha la funzione di guida, volontà di orientamento culturale. L’Apparatus Sacer è il vero e proprio repertorio, è una bibliografia. È l’elenco dei libri che si possono e devono leggere. Letteratura cristiana garantita. Sono fondamentali per Possevino i termini di sicurezza testuale e dottrinale.
Per Possevino, Gessner era un esempio dal punto di vista culturale e non bibliografico. Secondo Balsamo, cosa vuole fare Possevino? “Diffondere libri sostituendo quelli perniciosi a quelli sani e cattolici.” Possevino pone, all’interno della sua opera i grandi eruditi del passato.
Secondo Balsamo, quale era il disegno pedagogico di Possevino? Una sintesi orientativa ai docenti e ai discenti. Possevino riprende le Pandectae e allestisce un repertorio che fosse il corrispettivo dei libri proibiti. Cosa dà con la sua opera? “Un canone bibliografico propositivo da affiancare a quello negativo sancito dal Concilio di Trento.” Il Concilio di Trento aveva sancito cosa non leggere. Lui fa il contrario dell’indice dei libri proibiti -> cosa si può leggere.
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Appunti del corso Bibliografia
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Appunti di Bibliografia
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Appunti Bibliografia e Bibliotoeconomia
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Archivistica, Bibliografia e Biblioteconomia