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Una buona biblioteca deve avere 2 cataloghi:

- Uno che rispetti la disposizione in classi (catalogo classificato, su argomenti);

- Un catalogo alfabetico per autori (per individuale tutto quello che è stato scritto da un determinato autore).

Non bisogna dimenticare che la generosità non deve esser mai disgiunta da una giusta prudenza, capire che è necessario compilare un

registro dei prestiti.

La biblioteca, secondo Naudé, è un baluardo contro dogmatismo, ignoranza, deve essere universale nei suoi contenuti, deve avere

come criterio base la quantità a patto che non sia un accumulo indiscriminato di documenti. Nel suo pensiero c’è quello libertino

francese. Scetticismo metodologico, rifiuto di ogni forma di dogmatismo. Piena fiducia nell’esercizio della critica ovunque essa si muova.

Difesa ad oltranza della ragione contro il principio dell’autorità del contro riformismo cattolico.

Ugo Rozzo (Bibliografia, 95) sottolinea quanto sia vero il fatto che Naudé presenti il primo vero trattato di biblioteconomia: “progetto

brillante, lucido, rigoroso di cui è perfettamente cosciente. Dice che nessuno si è mai occupato di

Dice che è importante

come si scelgano e dispongono i libri per avere una bella e suntuosa biblioteca”.

che accanto alle opere tradotte ci sia quelle in lingua originale.

“una biblioteca che ci propone una visione completa e complessiva dell’istituzione biblioteca” –

continua Rozzo – “è il primo bibliotecario che si impegna nel lasciare ai posteri il messaggio della

trasmissione e tutela della cultura. Attraverso il libro si propone un’istituzione fondamentale per

il progresso della cultura”.

Secondo Naudé, “chi apre una biblioteca deve avere coraggio che respiri di immortalità.”

“Il suo scopo fondamentale è la felicità dei lettori, la possibilità di scelta affinché le persone

vi trovino quello che non hanno potuto trovare altrove” “la biblioteca è il luogo neutro e santo nel

quale tutte le voci abbiano diritto di cittadinanza e dove la dignità dei partecipanti al banchetto

della sapienza non deve essere negato da qualcuno”.

“Naudé ha una visione democratica ed universalistica della biblioteca come espressione della

cultura. Lo rende disponibile anche al minimo uomo che ne possa aver bisogno”

Serrai dice che il libro di Naudé “è stato il più importante di tutte le opere di biblioteconomia che siano mai

state pubblicate”.

L J D S C ( N )

OUIS ACOB E AINT HARLES ALLIEVO DI AUDÉ

Quali sono le sue opere più importanti?

La e la (periodica, non ha data precisa).

Bibliografia Parisina (1645) bibliografia gallica

E’ il primo che usa il titolo “bibliografia”. Primo esempio di bibliografia nazionale corrente ancora in uso.

Più di 3500 titoli. Ha tre elementi che la rendono particolarmente importante:

1) Appare per la prima volta il titolo “bibliografia” dandogli significato moderno.

Naudé utilizzava questo termina in un’accezione che era più vicina al termina “biblioteca”. Innalza il livello di studi.

2) Crea cataloghi arricchiti da un corredo importante di elementi, di ulteriori informazioni (encomi, dediche, avvisi ai lettori)

3) Perfeziona la qualità della descrizione bibliografica precedente, i suoi sono titoli completi con notizie anche sul commercio

della pubblicazione.

Il termine “bibliografia” inizia ad assumere un’accezione a noi famigliare, una visione che lo avvicina alla bibliografia come una precisa

tecnica selettiva.

Per censire le sue notizie utilizza uno schema classificato (Naudé, Gessner). Sottolinea l’importanza dell’elenco delle materie.

Vuole fornire uno strumento per arricchire l’apparato delle biblioteche e sollecita scrittori e tipografi a trasmettere in maniera tempestiva

il frontespizio dei libri appena usciti dai torchi. Gestione delle novità editoriali.

Tutti, secondo lui, devono avere un’informazione bibliografica tempestiva.

Nel 1644 pubblica anche un trattato sulle biblioteche più belle. Resoconto di più di mille biblioteche di tutto il mondo. E’ il primo

repertorio completo di storia delle biblioteche. Rassegna utile e spesso usata ancora oggi. Fa un censimento di biblioteche di vario tipo.

Perché Jakob rappresenta un momento importante? Perché dopo di lui, in Francia, si ferma la repertori azione delle bibliografie correnti.

L’opera si interrompe senza continuatori. Perché? Nascono esempi di un’altra realtà: i periodici bibliografici -> giornali che avevano lo

scopo di segnalare, registrare le pubblicazioni correnti e di informare sulle novità editoriali in Francia.

In Germania l’informazione bibliotecaria rimane nelle mani delle fiere. Per molto tempo l’informazione bibliografica passa per mano di

grandi giornali.

Il primo fra tutti fu “Le Journal Des Savants”, 1665. Rappresenta il primo esempio di repertori azione bibliografica attraverso le riviste.

Ha lo scopo di presentare le novità editoriali. 26/03/13

Nel 700 la bibliografia come storia letteraria perde il suo ruolo cardine -> era legato alla tradizione accademica tedesca.

G UGLIELMO TIRABOSCHI

Alla fine del 18-19 secolo la bibliografia come storia letteraria lascia il posto a discipline autonome. Tiraboschi scrive una storia della

letteratura italiana (prima di lui l’aveva scritta Mazzucchelli).

10 tomi in 10 anni di lavoro.

Nasce a Bergamo nel 1731 e muore a fine secolo a Modena. E’ un gesuita bibliotecario all’Estense di Modena.

La sua opera rappresenta l’affresco della cultura italiana. Vengono presentati letterati, poeti, scrittori, scienziati, artisti. Storia della

letteratura in un’accezione enciclopedica.

L’acribia è una caratteristica dell’opera. Estremo rigore metodologico.

Gli interessa fondere una tipologia di studi diversi rispetto a quelli che si erano svolti.

Mazzucchelli aveva preparato una prima bibliografia nazionale italiana, in Doni mancava la sensibilità bibliografica.

Tiraboschi vuole un’opera che consideri lo svolgimento letterario nella sua totalità.

Parla di storia dell’origine e dei progressi in maniera diversa da quella affrontata finora. Va oltre la semplice repertori azione. Mette in

luce la prestigiosa identità culturale della nostra nazione.

1665 -> modello francese -> Journal Des Savants

1668 -> Giornale dei Letterati di Roma

1682 -> Giornale dei Letterati di Modena

1710 -> Giornale dei letterati d’Italia -> modello di stampa periodica esemplare. Si autofinanzia.

Utilizza l’aggettivo “italiana” -> italiana come modello di cultura, identità culturale.

Tiraboschi -> anche una serie di bibliografie locali. “memorie storiche modenesi”.

nati nello stato di Modena. E’ un esempio maturo di bio-bibliografia). La Biblioteca Modenese è

“la biblioteca modenese” (scritti

in 6 volumi ordinati alfabeticamente per cognome. Approccio scrupoloso. Grande sensibilità bibliografica che lo portava ad operare con

rigore.

Attenzione alle note tipografiche con un indice importante (gli indici rappresentano chiavi secondarie di accesso)

Serrai parla molto di Tiraboschi, dice che entra nei gesuiti a 15 anni, vive a lungo a Modena.

Serrai dice: “oltre a trovarsi illustrato il rapporto di sostegno e integrazione tra storia nazionale e

-> sottolinea l’acribia metodologica. “se

storia locale” non narrasse fatti se non dopo averli accuratamente

accertati, se non valutasse peso e autorità delle testimonianze, se nel giudicare i personaggi fosse

esente da qualunque spirito di partito, se fosse uomo il cui desiderio di premi avesse la capacità

Tiraboschi sceglie autori che

di portarlo a mentire, ne abbiamo uno in cui tutti i pregi sono riuniti” ->

hanno tutti questi pregi. Uniformità di metodo.

“tutto il lungo dibattito sull’attribuzione geografica e non nazionale serve a togliere il

Da una

pregiudizio che gli scrittori nazionali dovessero aver scritto esclusivamente in italiano”.

parte volontà di non realizzare preclusioni dettate da preconcetti.

La storiografia e la critica letteraria sono parte integrante della sua opera.

Tiraboschi non aveva trascurato quello che per lui era un modello precedente alla sua opera, quella di Mazzucchelli “Scrittori per l’Italia”

(1753-1763) con l’intento di raccogliere le biografie di tutti gli scrittori d’Italia.

Cosa lo aiuta in quest’impresa? Il lavoro presso la Biblioteca Queriniana di Brescia dove ha scambi epistolari con i più grandi dotti

italiani ed europei.

Cosa vede in quest’opera? Già dalla prefazione si nota il livello evoluto di competenze, parla il linguaggio della tradizione bibliografica.

Conoscenza approfondita.

Sia in Mazzucchelli che in Tirabocchi c’è un importante presenza del passato. Per loro il passato porta la tradizione che era stata

rappresentata con risultati effettivi.

Mazzucchelli si dichiara consapevole che davanti alla vastità dell’argomento è impossibile percorrere il concetto di esaustività.

E’ conscio dei limiti che la sua opera rappresentava perché un uomo da solo non avrebbe potuto scrivere un’opera con la pretesa di

esaustività.

IN ITALIA

Frammentazione politica = frammentazione culturale.

Dal punto di vista bibliografico porta un ritardo nella realizzazione di bibliografie nazionali a favore di quelle locali, cittadine e regionali

che rispecchiano la dimensione territoriale legata alla vita associata degli italiani. Non si potevano creare bibliografie che potessero

abbracciare tutti gli autori -> ambiente politico diverso.

La bibliografie locali sono solitamente costituite attraverso repertori di scrittori, di uomini illustri di determinate aree geografiche.

Vengono fornire notizie bibliografiche e circa le loro opere.

In quest’ambito l’Italia, tra il 16 e 17 secolo ebbe un primato assoluto -> rappresenta un modello europeo. Alta qualità di repertori,

producevano repertori in quantità e distinti per rigore, pesantezza, qualità, grande precisione.

Alcuni nomi:

- Leone Allacci

- Niccolò Toppi.

.

Alcune bibliografie importanti nel territorio:

- Repertori specifici regionali a Padova. 1560.

Repertorio di Bernardino Scorleone. Riporta notizie sui cittadini padovani, su quello che hanno realizzato nei loro settori.

- A Ravenna, repertorio di Girolamo Fabbri, 1644, opera di storia ecclesiastica. “Le sacre memorie di Ravenna

legate alle singole chiese (scrittori sepolti nelle singole chiese). Storia delle chiese e degli uomini illustri li sepolti.

Antica”

- A Venezia, con Francesco Sansovino. 1581. “Venezia 14 libri. Un libro è

città nobilissima et singolare”.

dedicato alla vita di principi e letterati veneti. Ha un approccio grafico ordinato alfabeticamente.

- A Modena con Ludovico Vedriani. La sua attenzione è ai letterati e dottori modenesi. 500 nomi.

- A Milano con Filippo Picinelli. 1670. 90 bio-bibliografie ordinate alfabeticamente.

“Ateneo dei letterati milanesi”.

- In Sicilia con il gesuita Girolamo Ragusa con “Elogia carattere bibliografico con notizie essenziali sui

Secolorum”

personaggi che inserisce.

L A

EONE LLACCI

1586 e muore nel 1669.

E’ un erudito, filologo dalla marcata vocazione bibliografica. Era bibliotecario in Vaticano.

Il suo primo repertorio si intitolava “Apes ed è un repertorio estremamente particolare per i criteri che aveva adottato.

Urbane”

Segnala tutti i libri composti e realizzati da autori che dovevano soggiornare a Roma dal 1630 al 1632.

E’ una bibliografia estremamente rigorosa. Elenca in maniera completa tutte le opere che avevano i requisiti richiesti a monte.

Tentativo di ricostruire le vicende bibliografiche degli autori.

E’ un repertorio che si distingue per la qualità del linguaggio di indicizzazione.

“ è una sua opera del 1666. Perché “Drammaturgia”? è un’opera che si distingue per i meriti bibliografici. Va a

La drammaturgia”

prendere in considerazione degli argomenti che erano stati dimenticati da tutta la tradizione precedente. E’ l’autore che parla nell’avviso

ai lettori.

Elementi paratestuali -> dediche, colofon, avvisi ai lettori. Ricostruiscono i rapporti che gli stampatori avevano con i politici e signori.

Nel suo avviso ai lettori dice: “con fatica non ordinaria ho estratto dalla dimenticanza opere che venivano

rappresentate a teatro, componimenti di persone eminenti e portato in latino quello che era in greco

consacrandole all’immortalità. Considero che gli autori di opere drammatiche rischino di essere

dimenticati e disprezzati. Avviene che una volta lette si dimentichino e si perdano gli esemplari”

intenzione di tornare a dare valore e spessore a tutta una tradizione letteraria di opere che veniva lasciate nel dimenticatoio.

->

Opere rappresentative per avviare a quella che diventa una perdita di una parte importante di storia letteraria.

-> un’opera di cui non si conosce l’esistenza è un’opera

“io con le stampe rendo gli autori più vagabili e chiari”

che non esiste.

Ruolo primario, prassi repertoriale rigorosa in cui brilla il talento di Allacci che cerca di esorcizzare la memoria umana che da fine ad

ogni cosa.

La grande lezione di Gessner appare in Allacci assimilata.

L’attività bibliografica viene in questo caso applicata ad una materia che veniva sottostimata, la drammaturgia.

Carteggio dove scrive ad Aprosio: “vedendo che la poesia drammatica si va perdendo ho voluto raccogliere ogni

racconta come è strutturata la notizia bibliografica, intenzione di dare lustro ad una

autore che ho potuto in un indice” ->

disciplina che era stata dimenticata.

Cosa c’è nel suo repertorio? Non si limita ad elencare la produzione drammatica ma lo fa attraverso un impianto mastodontico di indici

attraverso cui si permette l’esplorazione estremamente variegata del repertorio.

Nella Drammaturgia ci sono raccolti tutti i testi che aveva raccolto, inserisce anche notizie che gli erano arrivate dai principali

collezionisti che si trovavano in Italia (anche per Gessner le fonti erano le lettere che scambiava con amici, eruditi ecc).

Il compito dell’erudito è, secondo Allacci, non meramente conservativo ma è quello di mediare e interpretare le opere degli scrittori.

Indice di Allacci:

1) Nomi di tragedie, commedie;

2) Nomi di scrittori che hanno composto tragedie, commedie, drammi;

3) Cognomi nominati dentro l’opera;

4) Città e patri degli autori;

5) Favole, rappresentazioni, comiche svoltesi nel teatro da Flaminio Scala;

6) Tragedie, commedie, drammi non ancora venuti in luce ma realizzati da personaggi illustri (di cui si erano perse le tracce, non

si trovavano più esemplari)

7) Tutti i titoli variati dalla drammaturgia.

N T

ICCOLÒ OPPI

Nasce a Chieti nel 1607 e muore a Napoli nel 1681.

Si tratta sempre della tradizione delle bibliografie locali. Siamo nel regno di Napoli.

Considera il repertorio “importante per la bellezza di edizione e dovizia, ricchezza di dati che non ha

eguali all’interno delle biblioteche regionali ed italiane”.

Inizia la carriera forense e si trasferisce a Napoli per fare il custode nell’archivio della Regia Camera della Sommaria di Napoli,

istituzione che si occupava degli affari amministrativi e del fisco.

Napoli in questi secoli rappresenta la cultura italiana a livello europeo, era una capitale culturale. E’ una città di peso rilevante

superando Roma e Venezia. 1678. Lo stile ed eleganza tipica delle pubblicazioni barocche che tengono all’eccesso soprattutto nel

“ Biblioteca Napoletana”

frontespizio.

Le antiporte contenevano un’opera nell’opera.

La Biblioteca Napoletana, nell’avviso al lettore presenta una serie di criteri fondamentali. Va a consolidare le condizioni di necessità per

un bibliografo nella preparazione di un repertorio.

I criteri sono dichiarati nell’avviso al lettore e da descrizioni importanti sul come tratta la notizia bibliografica. Ha un’impronta rigorosa,

precisa, riduce cenni bibliografici all’essenziale e ordina gli autori alfabeticamente per nome.

Contiene 3300 notizie bibliografiche attorno alle quali troviamo un apparato di note tipografiche compresa la segnalazione del formato.

Il formato indica la grandezza fisica del libro che è fascicolato. In base a quante volte il foglio viene piegato si ha il formato.

Nome dell’autore in maiuscolo -> si pone il problema della leggibilità. La sua sensibilità bibliografica è notevole.

Elenco delle pubblicazioni in corsivo, indicazione dello stampatore, luogo di stampa, anno di pubblicazione, formato e, quando ci sono

gli elogi che enfatizzano il personaggio. Tutto in volgare.

Grande ricchezza di indici volti a facilitare la consultazione dell’opera con indici anche classificati.

Da un’indicazione generale:

- Per cognomi;

- Per patrie;

- Per dignità e professioni;

- Per cavallerie (se appartenevano ad un ordine cavalleresco);

- Per religione (per ordini religiosi)

- Degli autori forestieri antichi e moderno.

Ricchezza di indici equiparabile a quella di Allacci.

Toppi vuole fornire un catalogo completo di opere, di scrittori, da notizia sia di opere a stampa, sia del luogo dove vengono conservate.

Da notizia delle “impressioni” cioè dell’arte impresso ria, ristampe.

Il baricentro della voce (interna al repertorio) si sposta con Toppi dalla bibliografia degli autori all’edizione.

Il focus per Toppi è la notizia, l’edizione, non la vita dell’autore. 22/03/2013

I F – J D S

N RANCIA IL OURNAL ES AVANTS

L a Francia diventa rappresentante dei periodici bibliografici. Periodici letterari e bibliografici.

Cambiamento sul territorio francese, in Germania cataloghi e repertori delle fiere. Primi imitatori dei periodici in Italia, poi in Germania.

Il 1° è il Journal Des Savants. 1665 -> scopo di rappresentare le novità che vengono pubblicate.

La prima serie si conclude nel 1665 perché si scatenano le proteste dei gesuiti che lo accusano di giansenismo e di essere indifferenti e

noncuranti delle lamentele degli autori delle opere recensite.

Giansenismo -> momento in cui il cattolicesimo è armato verso i gesuiti. Hanno posizioni vicine al protestantesimo, quindi considerati

eretici -> il giornale viene sospeso.

1666 -> riprende la pubblicazione sotto la responsabilità di Jean Gallas -> i suoi impegni lo portano a far passare la rivista da

settimanale a quindicinale. Viene poi pubblicato l’Indice Generale di tutto ciò che era stato pubblicato dal 1665 al 1750.

Quale progetto editoriale c’è dietro il Journal Des Savants?

A monte non si limita alla mera citazione dei libri ma c’è un vero e proprio resoconto dei contenuti di quello che l’opera proponeva. Le

notizie bibliografiche vengono arricchite dall’abstract (riassunto) che non corrispondeva ancora ad una vera e propria recensione.

In questi periodici vi è una discussione sui libri più significativi allo scopo di registrare le ultime uscite editoriali seguendo il parametro

della data di pubblicazione. Viene fatta una scelta a monte nelle pubblicazioni recensite nei periodici.

Serrai ci presenta gli elementi che troviamo nel primo numero del giornale.

la premessa dello stampatore da indicazioni sul come sarà il giornale secondo chi lo ha ideato:

- è soprattutto un catalogo dei principali libri che vengono stampati in tutta Europa.

- Non fornisce soltanto titoli, ci racconta di cosa trattano e in cosa possono essere utili -> concetto di utilità letteraria scientifica.

- In secondo luogo avrà lo scopo di celebrare alcuni grandi studiosi attraverso le loro opere.

- Elemento elogiativo -> elogia personaggi e le loro opere.

- Si approfondiscono poi le tematiche della fisica, della chimica e tutto ciò che spiega gli effetti della natura.

- Poi si pubblicano le principali decisioni di tribunali secolari, ecclesiastici a livello di censura e infine si farà una panoramica su

quelli che sono gli argomenti legati a quella che è la repubblica letteraria.

- Segnalazione bibliografica e presentazione letteraria – scientifica -> andava a prendere in considerazione tutte le opere

pubblicate in Europa con la volontà di svolgere attività formativa ed informativa in maniera autonoma rispetto al contesto in

cui si muovevano.

I R

L GIORNALE DEI LETTERATI DI OMA

1668 si rifà al modello francese.

Dietro la sua redazione ci sono uomini di chiesa. Le prime copie sono composte di 150/200 pagine.

Volontà di imitare il modello francese anche attraverso alcune dirette traduzioni del Journal.

Secondo Sensei, il Giornale di Roma nasce proprio in collaborazione con il giornale francese.

Direttore del Giornale di Roma è Francesco Nezzani, abate coadiuvato da un altro abate, Michelangelo Ricci.

In Germania, 1682, viene avviata la stampa dell’opera di Otto Menghe (fino al 1782), la rivista scritta in latino (che

Acta Eroditorium

a quei tempi era paragonabile all’inglese).

Il Journal Des Savants aveva ideato un genere, prima prettamente bibliografico, poi sempre più volto all’informazione e comunicazione

letteraria. La bibliografia rimane fondamentale.

Bibliografia come Historia Letteraria. 05/04/13

Allacci e Toppi sono 2 nomi importanti, esempi di bibliografia locale.

A B – F

DRIENNE AILLET IN RANCIA

Repertorio innovativo ed importante. L’opera è “Jugements ed

Des Scavance sur Les Principaus Ouvrage des Auteurs”

è divisa in 9 volumi pubblicati tra 1685 e 1686.

E’ un teologo vicino al giansenismo. Non è benvoluto dalle autorità ecclesiastiche.

E’ un bibliotecario dal 1680 ed è al servizio di un magistrato francese che si era proposto di riorganizzare la giustizia.

La sua guida bibliografica si propone in maniera innovativa:

- Salvaguarda l’impianto autoriale (tipologia interna al catalogo) per autori;

- Il repertorio presentava una rassegna di giudizi su autore e opera di grandi autori. Non c’è solo notizia bibliografica ma è un

repertorio ragionato.

E’ un trattato originale sulla critica, ricco di osservazioni ancora oggi interessanti.

Circa 1500 schede che hanno lo scopo di illustrare gli autori attraverso i pareri e le critiche di chi vi si è avvicinato precedentemente ->

scopo di orientare il lettore nelle scelte delle opere che possedevano pregio culturale, valore scientifico. Un po’ quello che veniva fatto

con i repertori bibliografici.

La 2^ parte dell’opera è legata al pregiudizio.

Tenta di stigmatizzare argomenti che sottolineano i peccati di giudizio come ad esempio i preconcetti nei confronti degli antichi.

“intento di evitare di condannare o disapprovare un libro per il semplice pregiudizio sul suo

titolo”.

Orlandi dice che il repertorio di Baillet è articolato in classi come stampatori, critici, grammatici, traduttori e poeti. C’è un atteggiamento

della chiesa estremamente critico nei suoi confronti.

I gesuiti sono contro Baillet e pubblicano un’opera chiamata proprio “Anti Baillet”.

Alcune sue frasi:

“la principale delle qualità che la critica richiede è il giudizio cioè il buonsenso. La seconda

(bisogna avere le armi

qualità è la scienza che deve esser più grande dei libri che si vogliono giudicare”

per giudicare).

“coloro che vogliono esercitare la funzione di giudici devono avere integrità e serietà”.

Parla di Gessner: “”a lui va il merito di aver intrapreso per primo questa carriera e mostrato il cammino

a coloro che sono arrivati dopo di lui”.

Altri nomi importanti:

G P

ABRIEL EIGNOT

Recupero del termine “bibliologia” utilizzato nel 500 da Ulisse Aldovrandi (studioso bolognese che sotto il titolo “bibliologia” aveva

raccolto 2 volumi dove aveva inserito i papiri, la carta, gli oggetti usati per scrivere, le varie scritture, le forme dei libri e le più celebri

biblioteche).

Secondo Peignot è necessaria una conoscenza approfondite delle diverse discipline.

E’ un bibliografo e letterato francese, scrisse in varie discipline.

Pierre Larousse diceva di lui: “è stato il più dotto di questo secolo, la sua erudizione è stata immensa.

Nella scienza dei libri ha unito profondità a critica illuminata. Il suo gusto bibliografico divenne

una passione tale da far diventare quei vecchi libri soggetti veri e propri”.

Pubblica il nel 1802. Nel suo manuale si rivolge a bibliotecari, archivisti, stampatori e

Dizionario Ragionato di Bibliologia

librari. Illustra quelle che secondo lui sono le condizioni fondamentali della bibliografia.

Non entra nel merito degli sviluppi della materia e vicino alle voci relative alla bibliografia, arti tipografica, diplomatica, archivi mette

anche le notizie più importanti sugli stampatori con gli elenchi delle opere uscite dai torchi degli stessi.

T G U

OMMASO ARRE TET

Era un bibliotecario di Trieste, nasce nel 1807 e muore nel 1871.

Ha lavorato alla Biblioteca universitaria di Napoli.

Le sue le pubblica nel 1868 con la Utet.

“Letture di Bibliologia”

“Quattordici è un primo contributo alla nascente biblioteconomia (istanza della formazione e

letture di bibliologia”

aggiornamento per chi apparteneva alla categoria dei bibliotecari).

Secondo lui il bibliografo ideale ha alcune doti: finezza estetica e rigore esercitati con passione e costanza. Ha una solida erudizione.

Diceva che ciò che distingue il bibliografo dagli antenati umanisti è l’attenzione per il libro anche come oggetto materiale.

Diceva che il bibliografo non deve confondersi con il bibliofilo.

Garre -> immagine del bibliografo romantico – risorgimentale -> “libro Il bibliografo deve contribuire al

come ente di pensiero”.

progresso della civiltà.

G F

IUSEPPE UMAGALLI

Nasce a Firenze nel 1863 e muore nel 1939. Bibliotecario, bibliografo ed erudito.

Fu coinvolto in progetti di importanti biblioteche italiane come la Riccardiana di Firenze, l’Universitari di Padova, la Nazionale di Roma,

l’Alessandrina, l’Universitaria di Napoli, l’Estense di Modena.

Ha fondato la prima società bibliografica italiana (1896).

E’ stato autore di un repertorio “la bibliografia di bibliografie.

biblioteca bibliografica italiana” ->

Ha fondato l’Almanacco Italiano.

Si pone il problema di realizzare un manuale di bibliografia -> rifacimento di quello che era stato di Giuseppe Ottino.

La bibliografia è disciplina ausiliaria specializzata in pratiche di censimento di particolari categorie di libri che devono essere secondo lui

i più rari, belli ed utili.

Gli interessano repertori speciali -> bibliografie selettive (suscitano in lui interesse).

Dice che bibliografia e bibliologia sono parti integranti di una scienza più ampia contrassegnata dal termine “bibliografia” che ha per

oggetto i libri considerati come veri e propri individui di un insieme più vasto.

M K D

C ENZIE ONALD

Morto nel 99.

Era docente di critica testuale ad Oxford e Cambridge. Presidente della Società Bibliografica di Londra. Ha scritto molti saggi fra cui la

“Bibliografia e sociologia dei testi”.

Per lui la bibliografia acquista una posizione centrale nello studio sociologico dei processi individuali e collettivi.

Nel saggio “Stampatori dimostra come e quanto la produzione materiale di un testo dipendesse dalle condizioni

della mente”

sociali che hanno condizionato la produzione del testo.

Indaga le abitudini di lavoro nelle tipografie del 16 e 18 secolo -> le condizioni cambiavano.

La stampa di un testo era il lavoro di un gruppo di persone e non di un singolo.

C’erano per lui una serie di elementi esterni alla produzione libraria che andavano approfonditi.

Avvia la bibliografia allo studio dei testi come che contenevano, secondo lui, tracce di significati economici,

“prodotti mediati”

sociali, estetici e letterali -> “sociologia del testo”.

Testo come risultato di un processo collaborativo.

U TET

casa editrice nata a Torino alla fine del 700 con Giuseppe Pomba che trasforma la piccola bottega familiare in una vera e propria

impresa editoriale e tipografica. Fonda quella che poi diventa una grande impresa nel 1854. Utet come acronimo di “Unione Tipografico

Editrice Torinese”. Ha un indirizzo editoriale già tracciato nella mente di Pomba -> opere enciclopediche nei diversi campi del sapere.

Nascono quindi le grandi collane come “Enciclopedia Popolare” “storia universale”.

La Utet segue una strategia editoriale a vendita rateale con le agenzie su tutto il territorio nazionale.

Tra gli altri suoi prodotti: “”Grande dizionario enciclopedico” “grande dizionario della lingua italia 11/04/13

I REPERTORI

Santoro ha proposto una tripartizione di fonti (anche altri studiosi)

Le fonti saranno per noi importanti.

Realizzazione di un repertorio

- Si procede anche nello spoglio delle notizie bibliografiche che dobbiamo inserire. Vanno schedate.

- Identificazione della notizia bibliografica:

Bibliografia primaria (rintracciare il documento che corrisponde alla notizia)

 Bibliografia secondaria (non controlliamo il documento ma una scheda o biblioteca realizzata da

 qualcuno).

- Passata la fase dell’identificazione c’è la raccolta finale delle notizie che vanno a far parte del repertorio.

Esempio: Repertorio di Clio -> molti doppioni e fantasmi bibliografici ossia notizie di cui non esiste alcun documento.

- Controllare: L’Opac -> per correggere, uniformare e integrare i dati;

 L’eventuale collocazione all’interno della biblioteca.

Cosa intendiamo per “ notizia bibliografica” ?

La notizia bibliografica è l’insieme degli elementi descrittivi atti a rappresentare un documento debitamente identificato ed analizzato.

Il repertorio viene strutturato allo scopo di recuperare il maggior numero di requisiti in esso contenuti seguendo procedure trasparenti ed

omogenee.

Fondamentale che il repertorio allestito sia accompagnato da delucidazioni fondamentali per chi usufruirà del repertorio.

Repertori e cataloghi hanno lo stesso scopo: presentare ordinatamente insiemi più o meno omogenei di documenti. Pur avendo uno

scopo comune hanno dei fini differenti.

Il catalogo, qualunque forma esso sia (a scheda, a stampa o informatici come l’Opac) è proteso ad individuare un esemplare specifico.

Da indicazioni su un preciso documento presente in una o più biblioteche.


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DETTAGLI
Esame: Bibliografia
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze archivistiche e librarie (Facoltà di Lettere e Filosofia e Scuola Speciale per Archivisti e Bibliotecari)
SSD:
A.A.: 2013-2014

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher albascura87 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Bibliografia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università La Sapienza - Uniroma1 o del prof Segatori Samanta.

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