lingua creola: fase successiva e un registro di lingua specialistico più fino, che nasce per esigenze di comun- icazione derivante dall'incontro tra due lingue diverse. Nelle colonie si è dato vita a uno strumento lin- guistico con un lessico derivato, delle lingue dei colonizzatori e degli schiavi colonizzati, semplificato e limitato alle necessità d'uso, senza framma ca che perciò sono accostate senza co- essere flesse (PIDGIN). Il creolo è la fase successiva: il pidgin diventa lingua madre, amplia il lessico e introduce una sorta di grammat- tica con livelli diversi di complessità. Nelle isole dell'America centrale si parlano creoli francesi accanto a francese, spagnolo, inglese. PIDGIN si parlano nell'area interne del Brasile, nati come strumento di comunicazione tra Portoghesi e po- polazioni autoctone, e sulla costa delle Guine. In una zona limitata della Spagna a ridosso dei Pirenei si parla una lingua non i.e., il basco, di difficile classificazione, di cui non è possibile individuare parentela lin- guistica, c'è un'ipotesi secondo cui ci sarebbe una continuità tra le attuali lingue parlate dai Pirenei da parte dei Pirenei fino al Cau- caso e poi soppiantata dalle lin- gue Camuschiche contro le pole- sufficient. significante, sembrerebbe scrivere nel lungo periodo di esclusione indipendente, Se territorio di Gran Bretagna e Britannia Francese è stato latini- zzato per il solo periodo di presenza esercito romano = (fine 10 sec. d.C)
lingua creola: fase successiva è un registro di lingua specialissimo pidgin, che nasce per esigenze di comunicazione serrate dall'incontro tra due lingue diverse. Nelle colonie si è dato vita a uno strumento linguistico con un lessico derivato dalle lingue dei colonizzatori e degli schiavi colonizzati, semplificato e limitato alle necessità d'uso, senza fronzoli e che perciò può essere accusata senza essere flesse (PIDGIN). La creola è la fase successiva: il pidgin diventa lingua madre, amplia il lessico e introduce una sorta di grammatica con livelli diversi di complessità. Nelle isole dell'America centrale si parlano creoli francesi accanto a francese, spagnolo, inglese. PIDGIN si parlano nell'area interna del Brasile, nati come strumento di comunicazione tra Portoghesi e popolazioni autoctone, e sulle coste delle Guine.
In una zona limitata dalla Spagna e ridoso dei Pirenei si parla una lingua non I.E., il Basco, di difficile classificazione, di cui non è possibile individuare parentela linguistica, c'è un'ipotesi secondo cui ci sarebbe una continuità tra le attuali lingue preindoeuropee parlate dai Pirenei fino al Caucaso e poi soppiantate dalle lingue europee. Diff:erenti tra Basco e lingue caucasiche, contro le poche somiglianze, sembrerebbe scrivere col lungo periodo di evoluzione indipendente. Se territorio di Gran Bretagna e Britannia Francese è stato latinizzato per il suo periodo di influenza romano (fine 10 sec. d.C.)
meo da romanizzazione fu superficiale (e controversa) e i continui scontri con i Celti, e non riuscir e soppianstare le lingue che vi si parlavano. Al tempo dell'impero romano la celticità linguistica d’Europa si estendeva dall'isole Britanniche alla Francia, alla Germania e tutte la penisole iberica. In seguito il celtico sub una regressione dovuta all'espansione del latino e all'espursi dei Germanici. La Gran Bratagna e il resto dell’Europa centrale fu invasa da popolazioni di lingua germanica. Nel Galles, nelle parte nord-ovest della Scozia e nell'Irlanda si parla o ancora varietà linguistiche celtiche il celtico delle Britannia e una varietà di lingue di Celti de cece erano giogorno in Francia all’arrivo dei Germani nell’isole Britanniche.
TOPONIMI Ferme *, “Isbernis”, città dell’Aqu. * Tania, nome con cui lo chiamavano i Rom. in basco ini “città” berri “nuovo” Cfr. gr. Nea pólis “città nuova” In lingue i.e. nei Toponimi l’aggettivo precede il sostantivo se guardo l’Ondine delle parole OV, in basco invece l’aggettivo segue il sostino soperando e’ odittivo VO. I Toponimi sono conservativi degli antropomini perché questi eterimi si risonsono con le persone.
ANTROPONIMI Cison [Cisson ] nómico gir copois: Andene o nelle iscrizioni Latine in Aquitania e che attretirov uno prenere basco in quella zola. basco: gison ( “nuovo”) basco: andene (“ragazzo”)
LESSICO: nelle sintonzia Latine dell’
Aquitania il confine è rigido,
la langue è standardizzata perché ufficiale, non tradiscono carattere
simile delle parlate dell'Aquitania.
Un'informazione ci viene dal Plinio il Vecchio (Naturales Historiae):
"caniculis per magne spatio actis cavantur montes(...) in aurifondinis Hispaniae arrugias id genus vocant"
Le montagne sono scavate con cuniculi realizzati per grande estensione. Nelle miniere d'oro della Spagna chiamavano questo tipo (di cunicoli) ARRUGIAS"
Sp. arroyo = port. arroio
significava "ruscello"
guascones (dialetto fr.-neurid): arroyo
significa "canale" [scavato in di sasso] [arrulho]
basco: arroila "buco" "cavità"
Potrebbe essere un elemento di sostrato, ma la stessa parola si ritrova in area alpina. noia, rogia, noie
"canale" "cavità" "ruscello"
La differenza fonetica è la presenza di iniziale ma si, pari greco, basco,
lo stesso fenomeno: v. iniziale
in corrispondenza di r2 iniziale
si verifica in basco in parole latine entrate in basco.
Lat. regem(m) > basco errege
Lat. rota > basco errota
Lat. ripa > basco erripa
Di fronte a una parola r1 - s1 scalza,
il basco usa inversioni fonologiche
(sequenze di suoni impronunciabili)
e lo sviluppo di una vocale proetica
#r-> #er-. Il timbro di questa vocale è e/a.
Vocale proetica e/a/o è un fenomeno di abborraccio lingue diverse e considerato:
Lat. #sc > fi, sp. #sc
Lat. scutum > sp. escudo
Lat. stella > ant. fr. éstoile, fr. étoile
Lat. schola > sp. escuela, fr. école (cf. greco ecc.)
Lat. ruber > gr. erythrós, ἐρυθρός
Si può pensare che lo sviluppo di vocale proetica e/o/u- in fr. e sp. sia dovuto a un influsso di sostrato basco.
sp. (f/ bįlakia) β > h > ø e ultima sia stato /8- sp.
- è verificata necessariamente in tutte le parole. Dove sono spiegazione di questo fenomeno; la modalità di colonizzazione di romani dell'area iberica e la derivazione etnica dei coloni fatugi de parlavo latino con una coloratura iberica.
- Nelle lingue italiche (sabino) è documentato subito fuori Roma un alternanza iniziale β/ h-, considerate promosio rustica. Es. Lat. faba; sab. haba, Lat. hinus; sab. hirus
* Lat. f > sp. h- sarebbe dovutoa un influsso di sostrato basco *
- Basco: Spagna (con maggiore estensione di oggi) e zona pirenaica al di là e al di qua (sopr.a. Francia).
PROVA COROGRAFICA:
Il fenomeno di dovuto trovarsi in una zona come diviùe con quella in cui si parlava lo europei pie. d. bascas.
- In basco non esistono parole #f- lat. fruis > basco bikvs, piko/ piko- Per la fricativa bilabiuale sodue/b/ il basco vocale le occlusive biebibicadi sodue e sonoro/pl/ o persiste il caduto con o senza un passaggio in tematico h-
Lat. f/a/e > sp. h-
Lat. fè, fo- > sp. ho-, he- /hie-
Lat. faba > sp. haba (come in sabino!)
β friativa bibiaque [ab-] vac
Lat. fenum > Sp. heno