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Bartolo da Sassoferrato

L'appunto fa riferimento alle lezioni di Diritto Comune, tenute dal Prof. Emanuele Conte nell'anno accademico 2010.
Il documento riporta un approfondimento relativo al giurista medievale Bartolo da Sassoferrato. Oltre alla biografia, si riporta l'analisi del suo pensiero, l'aequitatis iuris, l'analisi... Vedi di più

Esame di Diritto Comune docente Prof. E. Conte

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Buongiorno a tutti!

Scorrendo i vari commenti del blog, anche i più recenti, ho notato che spesso si è parlato o

accennato a un importantissimo giurista medievale, Bartolo da Sassoferrato.

Navigando in internet ho trovato un articolo che parla di lui, delle sue opere principali e

dell’importanza che ha rivestito nella sua epoca e che tutt’oggi riveste per gli studiosi del diritto.

Eccone il testo, da me in parte rielaborato e riassunto.

Bartolo da Sassoferrato fu uno dei giuristi più insigni del medioevo, nato vicina ad Ancona e

vissuto nel XIV secolo, professore all’Università di Pisa ed in Polonia e apprezzato enormemente in

tutta l’Europa.

Egli fu il primo a concepire l’idea che il diritto doveva unirsi con la vita di tutti i giorni e con i suoi

bisogni concreti, quindi lo studio ed il commento del Corpus Iuris Civilis fu improntato per adattare

il diritto romano a questi bisogni.

La sua elaborazione dei principi che determinavano i rapporti tra diritto romano e diritto canonico

contribuirono in maniera decisiva a sviluppare nuove leggi, e furono la base per lo studio e

l’affermazione di quello che oggi chiamiamo diritto internazionale pubblico e privato.

Egli nel trattare la materia faceva attenzione a evidenziare lo spirito di una legge piuttosto che la

formula, usando l’analogia ed il principio di aequitatis iuris (o giustezza della legge) per poi

commentare o postillare ed aveva seguaci in tutta l’Europa chiamati bartolisti, dialettici o

commentatori.

Egli, soprattutto nel suo caposaldo giuridico, il "De Tyranno", mise l'evidenza sui ruoli legalitari

che si stavano costituendo nel medioevo e che introducevano la modernità nelle istituzioni

(Imperatore, Comuni e Signorie); fece insomma, nell'ambito giuridico la prima seria riflessione su

quella che fu definita "reazione legalitaria" ad un esercizio arbitrario del potere costituito prendendo

spunto da tutto ciò che il Diritto Romano, anche riveduto nei secoli, poteva portare in dote.

Per questo egli parlava apertamente tanto di legittimità del potere quanto del suo esercizio, tema che

da quel momento diventò l'asse portante di tutta la giurisprudenza europea moderna.

Proprio di questo periodo fu il passaggio, soprattutto nella nostra penisola, da un potere tutto

sommato "legittimo e scevro da assolutismo" (il Comune) ad un potere decisamente più arbitrario e

spesso nemmeno legittimato se non dalla forza delle armi (la Signoria), per questo l'opera di Bartolo

apparve in tutta la sua grandezza. Il suo esercizio fu portato non a capovolgere il sistema vigente,

impresa francamente impossibile visto l'orientamento socio-politico che si profilava, ma a

canalizzarlo all'interno di aspetti giuridici certi ed accettabili istituzionalmente.

Bartolo, di cui possiamo vederne l'opera globale nei Commentari al Corpus Iuris arrivata a noi

pressoché completa, ebbe il titolo di "Monarcha iuris, in legibus ut terrestre numen", titolo

riconosciuto ovunque in Europa.

Difficilmente abbiamo assistito, nel corso della storia, ad una diffusione di studi giuridici simile a

quella che avveniva con le sue opere ed i suoi testi erano fondamentali per ogni studente di legge

accanto a quelli di Giustiniano.

Se vogliamo, egli rappresentò una figura simile a quella di Papiniano, per questo, dato il momento

storico importante, i suoi trattati furono utilizzati per ottimizzare le sentenze giuridiche in caso

d'impasse, anzi i giudici sostanzialmente s'attennero più alle sue "risoluzioni" che alla legge vigente.

Questo "arbitrato" fu accettato in eguale misura in tutto il nostro continente e per questo possiamo

considerare la sua opera giuridica come la pietra miliare della giurisprudenza moderna.

Per Bartolo, tutti gli imperatori che si sono succeduti sul trono erano eredi di Giustiniano, questo fu

un punto estremamente importante quando egli trattò le sue dottrine politiche e le sue teorie

giuridiche.

Infatti, egli nella controversia esistente tra papato e impero cercò d stabilire il limite possibile della

podestà a cui entrambe dovevano cercare d'attenersi, il suo presupposto di partenza fu Giustiniano,

per lui esempio illuminante della doppia pratica di potere (religioso e civile), in un momento in cui

il diritto canonico e quello romano stavano prendendo strade diverse sull'onda degli avvenimenti


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Atreyu

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DESCRIZIONE APPUNTO

L'appunto fa riferimento alle lezioni di Diritto Comune, tenute dal Prof. Emanuele Conte nell'anno accademico 2010.
Il documento riporta un approfondimento relativo al giurista medievale Bartolo da Sassoferrato. Oltre alla biografia, si riporta l'analisi del suo pensiero, l'aequitatis iuris, l'analisi dell'opera De Tyranno, rapporto con Papiniano, lo studio del Corpus Iuris Civilis.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in giurisprudenza
SSD:
A.A.: 2010-2011

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Atreyu di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto Comune e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Roma Tre - Uniroma3 o del prof Conte Emanuele.

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